mercoledì, 28 Luglio 2021
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Amore amaro di Carmelo Cossa

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Amore amaro di Carmelo Cossa

Amore amaro di Carmelo Cossa, il nuovo romanzo dell’autore di Non aver paura

Amore amaro di Carmelo Cossa, una bellissima storia d’amore dei nostri tempi

E’ questa una bellissima storia d’amore dei nostri tempi, osservata in tutta la sua evoluzione, le sue inquietudini, le sue incertezze, gli incontri di passione rubati a spente relazioni coniugali, lo scambio diuturno di mail ed sms che nella nostra era digitale amplifica il sofferto tormento di un sentimento che è fonte di gioia e voluttà e al tempo stesso di dolore e disperazione. “Amore amaro” si legge tutto d’un fiato ed offre al lettore un arco narrativo esaustivo, toccante e coinvolgente che ci accompagna alla scoperta dell’amore in tutte le sue sfumature e le sue incontrovertibili verità. L’esperienza dell’amore è, infatti, una straordinaria scorciatoia della conoscenza, ci permette di cogliere le nostre esigenze più profonde, trovare la soluzione ai problemi esistenziali più complessi, acquisire quelle certezze e quella misura che rendono tutto così giusto, bello, conforme alla nostra più intima natura.
Questa “forma” essenziale dell’amore è ben descritta e raccontata in “Amore amaro” di Carmelo Cossa e il titolo del romanzo non è solo l’aggettivazione possibile di una grande storia d’amore, ricca di pathos ed emozione, ma è anche la definizione emblematica di quello che il sentimento d’amore rappresenta e comporta nella vita di ognuno di noi. Scrive l’autore: “Nessuno dei due avrebbe saputo dire se ciò che stavano assaporando facesse parte del paradiso o dell’inferno”. Siamo come su una passerella sospesa sul nulla tra l’eden della felicità e l’abisso della sofferenza, in ogni istante possiamo passare dall’uno all’altro stato. Un equilibrio precario in cui l’amore vale il prezzo più alto e vince sempre, anche quando una storia finisce. Perché la vita senza amore non può stare. Il tempo passa ma l’amore resta, tutto evapora nell’ebollizione della vita, ma nell’anima di chi ama quel sentimento resta. Permeante, insistente, irriducibile, estrema difesa della vita dal male.
Robert, Manuale di Mari

Era ancora buio quando la mattina del sei febbraio suonò la sveglia. Davide doveva raggiungere Porta Nuova, incontrare Lia, e partire per Napoli. Aveva il dubbio di non riconoscerla, ma quando la vide al bar della stazione si bloccò come se qualcuno glielo avesse ordinato. Seduti uno difronte all’altra, ebbe la percezione che la sua vita sarebbe cambiata. La relazione dei due si intreccia in un succedersi di continui e appassionanti colpi di scena. Una storia d’amore incredibile, appassionante e coraggiosa.

Leggi anteprima di Amore amaro di Carmelo Cossa

Mancavano alcuni minuti

Mancavano alcuni minuti alle cinque del sei febbraio quando Davide si svegliò all’improvviso. Ancora lo stesso sogno. Al ricordo del suono del monitor al quale, alcuni anni prima, erano collegati i fili che controllavano i suoi parametri vitali dopo un pauroso incidente e un delicato intervento al cervello, si agitò.
Ma a differenza di allora, dove in pochi secondi arrivava un medico a iniettare un calmante in una delle flebo che ornavano il suo corpo, era da solo. “Perché sogno quando ero in terapia intensiva?” Si domandò temendo che potesse finire tutto da un momento all’altro. Anche la vita. Da quando aveva subito l’intervento al cervello, era cambiato. Ricordò una frase di suo padre: “Non tormentarti figliolo, ciò che deve accadere accadrà”. Tu potrai solo viverlo, magari a modo tuo, ma vivrai ciò che capiterà. Fu assalito da un’ansia dolorosa. Le lenzuola del letto parevano gelate. Dopo aver ricordato quell’ultima frase, che rimbombava ancora nella sua testa, si domandò che senso avesse.
La sveglia lo riportò a una realtà che non avrebbe più voluto affrontare, ma non poteva tirarsi indietro. Doveva alzarsi, raggiungere la stazione di Porta Nuova, incontrare la signora Lia, e partire per Napoli.
Era tardi, ma dopo aver zittito la sveglia si concesse un momento di riflessione. Alcuni anni addietro aveva rischiato di morire e in quel frangente pensò che si stesse dimenticando di vivere. Il ricordo dei giorni trascorsi in ospedale affiorava spesso, ma nell’ultimo periodo, era diventato un incubo. Sognava sé stesso in un letto con il capo ornato di fili. “Che senso può avere tutto questo?”, si domandò ripensando al fatto che tutto dovesse finire. La vita, l’amicizia, l’amore, tutto. “D’un tratto si spegne ogni cosa, e non c’è una replica”.
In quel momento pensò al significato dell’essere vivo, ai doni della vita, compreso l’amore, le liti, le incomprensioni e i perdoni. Quella mattina sentiva di essere stufo di correre per tutti e poi, un giorno, dover dire addio all’esistenza. “Ma non è detto che quel tutto a cui si dà l’addio, sia perché si muore. Sarebbe peggio essere morti in mezzo ai vivi. Le bellezze della vita si vedono e si godono qui e ora”. Avrebbe continuato quelle riflessioni, ma era tardi e saltò giù dal letto. Guardò la moglie che dormiva e scosse la testa chiedendosi perché non lo seguisse più nei viaggi che il suo lavoro, la passione per i libri e per la scrittura gli davano la possibilità di fare. Fino a un paio d’anni prima, gli eventi letterari, erano piacevoli occasioni per evadere dalla routine. Ma Isabella, che aveva sposato da alcuni anni, aveva perso l’entusiasmo e non le andava di fare più niente. Nemmeno l’amore. Uscito dalla doccia, con una mano si radeva e con l’altra reggeva il phon per asciugarsi i capelli. Sistemò il beauty nel trolley già preparato la sera prima e si vestì: un paio di jeans scuri, una camicia azzurra e un maglioncino di un colore indefinito. Salutò Isabella rannicchiata sotto il piumone, indossò un giaccone, uscì in strada e caricò i bagagli in macchina. Mise in moto e aspettò che l’aria calda sbrinasse i vetri. Rimase a guardare l’alone che allargava la visuale sul parabrezza, come ipnotizzato.
“Sarebbe meraviglioso se potessimo accendere dentro di noi qualcosa che ci desse luce e calore quando ne abbiamo bisogno” disse fra sé.
Innestò la marcia e partì scuotendo la testa.
Il viaggio, dalla collina di Moncalieri fino a Porta Nuova fu breve perché il traffico, a quell’ora, era nullo.
Con la borsa del PC a tracolla e il trolley a seguito, percorreva l’atrio della stazione indeciso su quale direzione prendere.
Umore grigio e mani gelate. Si guardò intorno, spaesato. Entrò nell’edicola, acquistò un quotidiano e si avviò verso il luogo dell’appuntamento. Lo sguardo fu catturato da due barboni distesi sopra un cartone e coperti da giornali. Poco più in là due donne vestite di cenci dormivano sopra una panca di ferro. “Riposano senza pensare a domani”. Distolse lo sguardo da quelle persone ridotte in miseria, ma fu assalito dalla tristezza. Guardò l’ora sul tabellone delle partenze e corse verso il bar dove avrebbe incontrato la signora. Poiché l’aveva vista solo una volta in una delle tante premiazioni ed era passato più di un anno, ebbe paura di non riconoscerla.
Avvicinandosi all’ingresso del bar la vide attraverso la porta a vetri. Si bloccò per guardarla come se qualcuno gli avesse intimato di farlo. Entrò nel locale e lei gli andò incontro sfoderando un radioso sorriso.
«Ciao», dissero entrambi stringendosi la mano.
«Facciamo colazione? Hai già preso il caffè?» Domandò Lia avviandosi verso la cassa con il portafoglio in mano. Davide la seguì, ma la sua mente era altrove. Era passato quasi mezzo secolo, ma ogni volta che si trovava in quella stazione il suo cuore faceva una capriola nel petto.
Era l’agosto del ’70 quando i suoi piedi toccarono il suolo di Torino per la prima volta. Aveva quindici anni. Quella mattina si rese conto che era passata una vita, ma si rifiutò di crederci.
Qualcosa nella sua mente gli stava dicendo che non poteva essere così. La sua vita era ancora da vivere.
«Cosa prendi?» Domandò Lia.
«Un cappuccino e un cornetto alla marmellata». Sorrise.
«Grazie, ma non era il caso che offrissi tu», aggiunse quando vide la donna che passava una banconota alla cassiera. Incrociò lo sguardo di Lia e lo eluse. Poi la osservò senza farsi notare. Era minuta, ma formosa. Il giubbottino nero, che indossava aperto sopra un paio di pantaloni dello stesso colore, metteva in risalto le forme dei seni. Lei, con un consueto gesto della mano, scostò una ciocca di capelli rossicci dalla fronte. Afferrò il vassoio che il barman aveva preparato e si diresse a un tavolo. Davide la seguì trascinando i due trolley. Sedette di fronte a lei e divorò il croissant. Lia lo fissava con insistenza e lui, imbarazzato, chinò la testa e bevve il cappuccino senza zuccherarlo.
Non avrebbe saputo spiegare perché nell’azzurro degli occhi che incrociava c’era gioia ma, nello stesso tempo, apprensione.

Amore amaro
di Carmelo Cossa
Editore‏: ‎ Parallelo45 Edizioni (30 aprile 2021)
Copertina flessibile: ‎408 pagine

Carmelo Cossahttp://www.carmelocossa.com

Carmelo Cossa nasce a Laurino (SA) il 30 luglio 1954. Finita la scuola dell’obbligo emigra a To­rino, dove trova lavoro come elet­tricista. Riprende gli studi dopo qualche mese ottenendo prima il diploma e poi, nel 1974, la maturi­tà. Ha lavorato in alcune aziende del settore elettrico prima da ope­raio tecnico e poi da responsabile. Dopo alcuni anni di esperienza diventa artigiano e la sua piccola impresa creata dal nulla nel 1980 oggi è un’azienda all’avanguardia nel campo dell’automazione indu­striale. Grazie ai suoi collaborato­ri, che lo aiutano nel suo lavoro, può dedicare maggior tempo alle sue passioni di sempre: leggere e scrivere. Ha pubblicato la silloge di versi L’essere è poesia (2009) e due romanzi noir: La voce del silenzio (2010) e Toccare il cielo (2012).

16 Commenti

  1. “Non aver paura” è stato un libro per me splendido che ho letto tutto ad un fiato, Sono sicura che anche “Amore amaro” sarà un libro intenso come intensa e ricca di pathos è la scrittura di questo straordinario autore che è Cossa.

  2. Libro davvero intrigante già solo dalla copertina che incuriosisce il lettore senza svelargli troppo. Parlare d’amore non è semplice perché è un tema classico, noto a tutti quindi scendere nel banale è dietro l’angolo, questo libro però mi sembra molto curato e dall’anteprima credo che affronti questa tematica in maniera profonda per lasciare qualcosa al lettore, insegnargli qualcosa.

  3. Un’anteprima che nella prima parte, mi ha fatto venire la pelle d’oca e proseguendo, molta curiosità nel conoscere le sensazioni, i pensieri e le emozioni future di Davide.

    Complimenti!

  4. La vita ci mette davanti a scelte continue, dettate dal nostro passato, che condizioneranno il nostro futuro. Mi piacerebbe approfondire la lettura del suo romanzo.

  5. Leggendo l’anteprima mi sembra una storia d’amore incredibile, che nasce piano piano e si consolida nel tempo, mi incuriosisce molto e sarei felice di leggere questo libro e recensirlo sul mio blog e sulla mia pagina Instagram!

  6. La stazione come punto di incontri e di partenze. Amori che iniziano,finiscono,si affinano per trovare la forza di proseguire per una strada comune o abbandonarsi alla ricerca di un nuovo sentimento.Bellissimo ,un libro per sognare in riva al mare sotto un ombrellone e soppesare un sentimento che senza ci renderebbe sterile la vita.Auguri spero di leggerlo presto Mariliana

  7. Da molto tempo non leggo una storia d amore che mi travolge e mi faccia scegliere se stare dalla parte del inferno o del paradiso…

  8. Ciao autore.
    Solo l’anteprima mi fa battere il cuore.sembra che tu abbia scritto la mia storia,e forse anche di molti altri di noi.
    Davide è un uomo terribilmente affascinante. I suoi pensieri cosi normali,eppur cosi sospesi.di Lia so poco.solo che ci vestiamo nello stesso modo.come finirà tra loro due? Una storia d’amore ,sicuramente bellissima, con tanti interrogativi.e tanta voglia di scoprire come sarà il finale.
    Complimenti Carmelo Cossa,le tue parole son poesia.

  9. Mi ha colpito molto il titolo di questo libro, perchè esprime ciò che per me è l’amore. L’amore è passione e tormento, è estasi e anche timore, è paura di perdere chi si ama o di non essere amati abbastanza. E’ tutto ciò e molto altro, ma soprattutto è il motore della vita. E’ punto di partenza e punto di arrivo, come lo è anche una stazione, non a caso raffigurata nella copertina. Molto bella la presentazione di Robert di Manuale di Mari e molto interessante l’anteprima. Un libro da leggere e da amare.

  10. Un titolo interessante che prelude ad una lettura ancora più affascinante!
    Le parole scorrono gradevolmente e lasciano il desiderio di approfondire.
    L’anteprima non lascia dubbi: è un libro che avrei senza dubbio piacere di leggere!

  11. Nonostante quelli d’amore siano i più comuni tra i romanzi hanno sempre una certa magia, direi la magia di farti sognare e immedesimare nei protagonisti. L’anteprima è avvincente e mi invoglia a proseguire la lettura. Poi in estate non c’è niente di meglio che leggere d’amore quindi sarò lieta di riceverne copia e allietare le mie giornate con questa bella lettura

  12. Ho letto con interesse l’anteprima, mi sono persa nelle parole dell’autore, la copertina è qualcosa di spettacolare, mi farebbe davvero un sacco piacere leggere e ricevere questo romanzo. Mi incuriosisce parecchio.

  13. Il tema non è nuovo, ma l’incipit mostra qualcosa di particolare, è scorrevole e invoglia il lettore a scoprire di più. Incuriosisce molto la storia del protagonista, che lascia intendere un passato interessante, degno di essere raccontato, ma è anche l’inizio di un viaggio e in fondo, le stazioni sono lo scenario perfetto per incontri che cambiano la vita. Spero di poter continuare la lettura di questo interessante libro!

    • Una avvincente presentazione di un libro che si preannuncia altrettanto avvincente, pieno di emozioni e sentimenti, che tratta l’amore amaro ai giorni nostri. Amore non fatto solo di gioie e felicità, ma anche di strade in salita, ostacoli, incomprensioni e momenti bui. Così come è l’amore nella realtà.
      Copertina con protagonista una ragazza in stazione, che lascia immaginare l’arrivo di nuovi amori e la partenza di vecchi amori. Stazione punto di incontro, di sguardi sconosciuti, dello sguardo e dell’incontro giusto che può cambiare la vita.

  14. Ho letto con interesse la breve anteprima e la bellissima presentazione dell’opera a cura di Robert, mi sono anche soffermata sulla copertina che ritrae una stazione, un inizio di un viaggio, una nuova avventura.
    Colpisce la lettera A in evidenza quale iniziale di Amore e di Amaro, un dualismo spesso accomunato, che, come sembra trasparire dalla breve presentazione, verrà rimarcato nell’opera, forse anche come filo cardine della stessa.
    Spero di aver l’opportunità di leggere l’intero romanzo.
    Cordiali saluti.

  15. Bella la copertina, attuale, la stazione dove si parte o si arriva, un amore leggendo le prime righe attuale. Lettura scorrevole e descrittiva. Mi piacerebbe molto leggerlo.

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