giovedì, 7 Luglio 2022
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ANIMAMUNDI. Il canto della vita di Luigi Antonio Pilo

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ANIMAMUNDI. Il canto della vita di Luigi Antonio Pilo

Animamundi è un libro che racchiude le perle più belle della poesia del cuore, gemme preziose su “fogli di velluto” di inestimabile valore, “lievissimi tocchi di pennello” che sfiorano la tela del sapere come ali di farfalla. Volano alti fino a raggiungere le cime della conoscenza per poi lambire le profondità dell’anima. Scrive Luigi Antonio Pilo: “Riversa ancora questa mia penna segreti e sogni / in nude perle che si tingono d’inchiostro, / e nuovi palpiti risvegliano il mio cuore, / fresca rugiada sopra i petali di un fiore…
Poesia nella poesia, dolcezza nella dolcezza, un vero e proprio concerto di suadenti parole. L’autore ci fa omaggio di un’opera densa di emozioni dal grande linguaggio universale. La sua poesia respira aria pura di cieli azzurri ed infiniti e se pur intessuta di alto contenuto sociale, coglie le bellezze della natura in un connubio ricco d’amore. Le più elevate espressioni dell’anima si ritrovano candidamente affidate ai suoi versi che armoniosamente rendono grazie alla purezza e all’infinito. Una poesia dell’anima che vaga alla ricerca delle pulsioni umane e dell’universo intero. Un lirismo autentico che protegge in un clima crepuscolare e in una sfera indefinibile la matrice di ogni ispirazione penetrando nei risvolti delle profondità del pensiero e dell’anima. Una scrittura sempre tesa al lirismo più autentico che si colloca sulla via maestra della vera, intensa, sublime poesia, un canto alla vita in cui è racchiusa l’Anima del Mondo. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Perle d’inchiostro

Gemme racchiuse dentro un calamo cullato tra le dita
scaldate dalla fiamma del pensiero che ne trapassa
l’anima silente, gemme preziose incastonate ai cardini
del cuore che nutre le sorgenti del sapere plasmandone
la vita in ogni goccia, stillandone di linfa ogni respiro.
Perle che sgorgano dal cuore su fogli di velluto,
lievissimi rintocchi di pennello che sfiorano la tela
come ali di farfalla, sublimi raggi che attraversano
i confini delle tenebre e del vuoto struggendo i sensi
di mistico stupore: perle d’inchiostro trapunte sulla
carta come radiose stelle nel vasto firmamento,
gocce di luce che accendono emozioni sopite
tra le pagine del tempo.
Riversa ancora questa mia penna segreti e sogni
in nude perle che si tingono d’inchiostro,
e nuovi palpiti risvegliano il mio cuore,
fresca rugiada sopra i petali di un fiore…

***

Poesia, ultima musa

Eterna sei, ed eterna luce penetrando il tempo,
e spazi e luoghi ed immortal respiri, illuminando in folgore
i recessi oscuri, i vaghi spettri di coscienze fioche, sublimando
spiri un’alitar di fiamma cavalcando i regni dei saperi antichi.
Trapassami o Poesia, ravviva strenua i miserandi lumi
che gli umani dèi in cor rifugiano, solleva ardor con verba
accese ed in fiere trame riconduci i sensi, talché s’incanti
il soporoso gioco di sterili riverberi nel baratro del cuore.
Trasmuta in estasi illanguidite gesta, sepolte ceneri d’antiche
braci, nel sacro tuo furor crogiuola il gladio che sì braccio
imperioso in alto leva, sul fuoco tuo d’amor s’accende il verbo
che dolci muse olimpie rivestono di rime.
Eterna ancor, tu sacra e nuda fiamma, rischiari i tetri vicoli
del cuore, catturi i sensi in assopito giogo ed alta imprimi
l’orma della Storia. Poeta è il cor nel vivo suo sospiro,
che di cotanta luce si riflette, poeta è il nobile guerriero
che dentro in arme impavido combatte, e voce in canti aulici
s’eleva dal petto fino al sole e le alte stelle.
Tu Musa evanescente ancor trascendi, tracciando di emozioni
il misero sentire, effondi in chiare stille il nettare celeste
nutrendo d’armonie quei petali di rime, che spargerai leggiadre
tra pagine immortali…
Vivrai nei lunghi secoli scolpita, in marmi lucidati di rimpianti
ardita danzerai in gloriosi scranni ov’esuli ti posero i cantori,
così che imperitura cingerai con serti e con ghirlande i nudi capi
dei vivi tuoi poeti e di scultori ch’eterna t’han vestita di memoria.
Sarà sempre per te futura gloria il mistico elevarsi d’alta voce,
per te risuonerà l’alta parola che bocca ancor trarrà dai cuori
accesi, sol ché d’eterno anelito indomato ciascun rivestirà
l’ultimo viaggio, lasciandone immortal per ogni tempo,
in palpiti ed in versi la memoria…

***

Inaridita pianta

Arida pianta, prostrata ai lunghi e tetri inverni della vita,
spogliata di ogni linfa, di ogni luce, del calore della terra
e tra soffuse lacrime e rugiada aliena ad ogni brezza,
porgi il muto pianto dei tuoi rami al cielo ad invocar
l’aurora, come sorgente dea dai veli della notte
per liberare il cuore dai cocci del passato.
Stendi ancora le tue membra ad implorare un raggio
pallido di luce nel soffio dell’Oriente, una goccia
silenziosa tra le gelide radici nelle vene disseccate
della terra. Hai già gridato al vento ogni rimpianto,
i vuoti inganni che ancora inaridiscono i tuoi sensi,
hai udito sempre l’eco del tuo pianto vagare incerta
cavalcando il grido di se stessa per spegnersi lontano
in un dirupo…
Quelle tue braccia spoglie di ogni fiore e di ogni gemma
di speranza trasudano ferite e stillano il tuo sangue
sul nero e freddo suolo e sui tuoi piedi, e un’altra
primavera spegne i suoi bagliori per fecondare
altrove il ventre della terra.
Tu misera e canuta pianta hai visto pur vagare al vento
un’ultima tua foglia, divelta dal tuo ramo pendulo
e avvizzito, e andarsene lontana, stancamente…
ricordo pallido e ingiallito dei tuoi anni.
Chinando il capo a rimirar la terra ove quel pianto
hai già versato in un sospiro, ritrovi un piccolo
virgulto del tuo seme sbocciato dalle viscere del tempo
e tremulo affacciatosi alla vita, un fragile germoglio
di speranza tra le materne mani della terra,
che il sole già accarezza tra le dita
e l’aura poi riveste di rugiada…

***

Vite negate

Vivo nell’anima risuona il pianto
per ogni vittima che lascia la sua terra,
per i caduti nelle straniere patrie
dispersi tra la polvere e il dolore,
per ogni figlio strappato all’innocenza,
per ogni madre trafitta in fondo al cuore.
Grida forte nell’anima il tormento
per ogni lacrima su un feretro di fiori,
per ogni voce che invoca il sacro nome
del muto figlio già polvere nel vento.
E tra le mani un sorriso stropicciato
su di un ritratto straziato di sospiri,
un’ultima scintilla che trapassa
dentro quegli occhi
che cercavano la vita.

***
ANIMAMUNDI. Il canto della vita
di Luigi Antonio Pilo
2013, pag. 78
Pagine

Luigi Antonio Pilo
Luigi Antonio Pilo

Luigi Antonio Pilo nasce a Furci Siculo, provincia di Messina, il 18 giugno 1964. Appassionato di studi classici, orienta il suo interesse verso le lingue, i miti e la letteratura delle antiche culture. È dai gusti clas­sici che scaturisce l’inclinazione alla composi­zione di scritti poetici personali che ne trasmettono lo spirito, accarezzandone lo stile e vagheggiandone le idealità.

9 Commenti

  1. Ringrazio nuovamente l’autore per avermi dato la possibilità di leggere tutte le sue poesie. A distanza di tempo scrivo nuovamente per dare una mia opinione sul libro.
    La prefazione e la presentazione del volume racchiudono in sé i temi trattati e ciò che ha ispirato il poeta per poter scrivere i propri versi.
    Per quanto riguarda le poesie vi sono parole ricercate e lo schema di ognuna è ben definita.
    Ogni parola equivale al battito del cuore, i versi compongono una soave melodia che trascinano il lettore nel vortice del pathos. Davvero delle poesie travolgenti come solo poche sanno essere!
    Ho apprezzato il fatto che il poeta abbia dedicato alcune poesie a delle personalità importanti come Madre Teresa di Calcutta e San Francesco d’Assisi perché dipingono di fronte agli occhi del lettore la personalità di questi due grandi personaggi.
    “Animamundi”, poesia che da anche il titolo al volume, offre una chiara immagine di come Luigi Antonio Pilo vede la continua avventura provata dall’anima che, a differenza del corpo, non muore e continua a rinascere sotto nuove forme. In questa poesia, a mio parere, il poeta ci vuole anche far capire che l’anima ha varie sfaccettature e ciò lo possiamo comprendere bene con la poesia perchè le parole, le emozioni e le situazioni presentate partono tutte appunto dall’animo del poeta.
    Molte poesie con le loro parole richiamano alla mente grandi poeti del passato, soprattutto quelli della cultura classica, e visto che nella Sua biografia ho letto che: “E’ dai gusti classici che scaturisce l’inclinazione alla composizione di scritti poetici” posso affermare che, per chi come Lei conosce e apprezza i miti e la letteratura antica, lo nota subito.
    Spero che la mia recensione sia stata esaustiva e ringrazio nuovamente Luigi Antonio Pilo per avermi fatto conoscere il suo modo di fare poesia.
    Valentina

  2. Leggendo queste poesie mi è parso di immaginare la Magna Grecia. Lo stile che le caratterizza infatti è classicheggiante. Tra le tante, la poesia che più mi ha colpito maggiormente è stata “Insieme” (pag.58) che, secondo me, è un inno all’amore nella sua accezione più pura.

  3. Il mondo della poesia apre orizzonti infiniti nell’animo di chi legge. E’ per questo motivo che mi sono accostata a questo genere letterario, perchè anche il mio umile animo ha bisogno di aprire il cuore alla magia che una penna sa trasmettere.

  4. Ringrazio l’autore per avermi inviato una copia del libro.
    Non vedo l’ora di leggere tutte le sue poesie e di lasciare poi un ulteriore commento.

  5. Leggendo l’anteprima del libro mi è piaciuta la poesia “vite negate” che purtroppo racconta i sentimenti e il dolore che la perdita di un figlio può generare nel cuore e nella vita di una madre. È del tutto innaturale veder morire un figlio prima di se stesse. Mi piacerebbe leggere tutte le altre poesie.

  6. Questo libro è già accattivante a partire dal titolo, si percepisce subito che all’interno si troveranno parole provenienti da un cuore che batte. Le poesie dell’anteprima che ho letto mi hanno davvero fatto fare un tuffo nel passato riportandomi alla mente le parole di antichi poeti, prima fra tutte la grande poetessa Saffo.

  7. ogni poesia è uno struggente ritorno di desideri sopiti… racchiusi nel profondo del cuore… bastano poche righe per ammaliarti!

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