sabato, 29 Gennaio 2022
HomeNarrativaThriller e MisteroArchi di sangue di Giuseppe Pantano

Archi di sangue di Giuseppe Pantano

-

Archi di sangue di Giuseppe Pantano

Archi di sangue di Giuseppe Pantano, è il terzo romanzo thriller dello scrittore romano

Archi di sangue di Giuseppe Pantano, l’antica piaga della violenza di genere in un social thriller a tinte forti

“Il delitto è un potente rivelatore sociale e il modo in cui si delinque è uno dei modi più eloquenti con cui il paese si dichiara”: queste sono le parole pronunciate da Corrado Augias, mentre riceveva il Premio il Molinello alla carriera, in risposta a chi gli chiedeva perché avesse scritto tanti libri gialli. Mi sono venute in mente leggendo “Archi di sangue” di Giuseppe Pantano e credo siano una perfetta chiave di lettura per questo emozionante romanzo che avvolge nel mistero tipico di una storia thriller il filo rosso della violenza psicologica, fisica, sessuale e familiare subita dalle donne negli eventi narrati dall’autore attraverso tre differenti piani temporali, che vanno dagli anni 60 fino ai giorni nostri. Pur nella complessità di questa partizione il romanzo non perde mai l’attenzione del lettore. Pantano ha costruito un solido impianto narrativo, scegliendo le scene con la cura di un regista cinematografico e l’acume di un consumato giallista. Bellissime le pagine dedicate al contesto storico e culturale siciliano, in cui affondano le radici dei personaggi e dei fatti criminosi. Il titolo del libro richiama l’antica festa di Pasqua del comune di San Biagio Platani che vede due confraternite antagoniste impegnate nell’allestimento dei cosiddetti Archi di Pane. La scelta ben ponderata ed efficace delle parole, in queste descrizioni e nei dialoghi, e capitoli brevi e incalzanti, offrono al lettore un’esperienza immersiva e coinvolgente, invogliandolo non solo a proseguire la lettura ma a cogliere anche tutti i possibili indizi per una propria personale congettura sull’esito finale della storia e sulla soluzione del mistero.
Robert, Manuale di Mari

Caterina e Antonia: donne unite da uno stesso destino. Persone che, solo per il fatto di essere nate femmine, sono costrette a subire violenza. Sullo sfondo, lei, Giuseppina, l’eroina che combatte il mostro Carmelo. Che si adopera per salvare delle vite, che crede e lotta al fianco delle vittime. Una vicenda che inizia nel 1963 e si conclude ai giorni nostri e mette in evidenza come le cose non siano molto cambiate: il maschio padrone esisteva allora come oggi. E non importa se il violento è il tuo patrigno o il compagno, l’aggressività è da condannare. Sempre. Abusi e maltrattamenti che originano faide familiari, scandali e omicidi. Soprusi che danno vita a un thriller dove tante persone, troppi individui innocenti sono costretti a pagare anche a causa di forze dell’ordine corrotte, che non si fanno scrupoli a contaminare o nascondere le prove. Un giallo per rimarcare ancora una volta l’orribile piaga che dilaga anche nella società odierna.

Leggi anteprima di Archi di sangue di Giuseppe Pantano

PROLOGO

Milano, ottobre 2018

Il foulard sembrava gonfiarsi ogni volta che veniva colpito da una folata di vento. Era una di quelle giornate grigie e umide d’autunno, in cui Milano sembrava non volersi risvegliare dal torpore. Antonia camminava stretta nel suo impermeabile color cammello, comprato l’anno prima in un mercatino rionale. Aveva già fatto il suo solito giro di routine: discount, per acquistare la maggior parte dei prodotti alimentari necessari per sé e per Alberto; farmacia, per ritirare le medicine che aveva ordinato la settimana prima; tabaccaio, per il pacchetto di Camel da venti e l’antico toscano, il preferito dal suo compagno. Lo scroscio di pioggia improvviso che si abbatté su via Giambellino, mentre stava attraversando i binari del tram, la trovò impreparata. Le mani, intralciate dalle buste della spesa, non fecero in tempo a organizzare la repentina apertura dell’ombrello. Quel tempo sciagurato ormai imperversava da tre giorni. La temperatura era rimasta accettabile, in confronto allo standard lombardo, ma vento e pioggia continuavano, imperterriti, a spazzare e picchiare il suolo. Quando ebbe aperto l’ombrello, fece appena in tempo a riorganizzare le buste a due a due sulla mano sinistra e sul polso destro che, neanche a dirlo, la copertura dell’attrezzo si rivoltò verso l’alto, minacciando di rompersi. La donna alzò gli occhi al cielo, maledicendo a denti stretti l’instabilità dei flussi d’aria che rendevano complicato procedere da una parte all’altra della strada. Un’auto percorse la strada che porta fuori Milano. Passando in prossimità dell’incrocio sollevò una frustata d’acqua dalla pozzanghera che si era formata accanto al semaforo. Antonia sentì arrivare la sferzata di liquido freddo e sporco sollevato dalla ruota del veicolo. Si fermò. Voleva piangere per lo stato del suo impermeabile e per gli schizzi di fango che le imbrattavano il volto e il foulard Si girò un attimo per recuperare l’ombrello caduto sui binari e fu allora che lo vide. Dietro l’angolo, avvolto nel suo solito cappotto scuro e sotto una coppola grigia, c’era quell’uomo. Era da tre giorni che la seguiva. O, almeno, lei aveva avuto quella sensazione. Il primo giorno l’aveva notato quando era uscita dal discount, la stava fissando dalla soglia del bar sull’altro lato della strada. Lei aveva indugiato sullo sguardo dell’uomo, cercando di capire se ce l’avesse proprio con lei o se fosse solo una sensazione dovuta alla sua miopia. Quando lui aveva distolto lo sguardo, Antonia aveva preso a camminare in direzione della lavanderia. L’uomo l’aveva seguita fin davanti al lavasecco. Lei era entrata per ritirare le camicie di Alberto e quando era uscita, era sparito. Il secondo giorno invece l’aveva rivisto davanti all’edicola dei giornali. Con decisione era entrata nel supermercato e, all’uscita, lui aveva il “Corriere della Sera” aperto e stava fingendo di leggere. Era strano vedere un tizio col giornale aperto con quel tempo inclemente. Stavolta lei aveva deciso di aumentare l’andatura e di prepararsi all’eventuale ingresso nel primo negozio che avesse incontrato sul cammino per chiedere aiuto. Ma lui aveva desistito. Antonia si era accorta che quando aveva aumentato il passo lui era rimasto immobile. Questo era il terzo giorno e Antonia cominciava a chiedersi se non fosse il caso di dirlo ad Alberto. Non l’aveva ancora fatto perché aveva ritenuto eccessivo preoccuparsi dopo uno o due episodi che avrebbero potuto essere semplici coincidenze, o sue paranoie. Inoltre, conosceva il suo compagno e sapeva che tipo di reazione avrebbe avuto se lo avesse allertato su una cosa del genere. Alberto era un violento. Lo aveva conosciuto due anni prima, quando aveva dovuto gestire una pratica edilizia per una variazione della disposizione dei muri all’interno del suo appartamento. Lui era il geometra che aveva assoldato attraverso internet per seguire la pratica da presentare al Comune di Milano. Dopo i primi sei mesi di convivenza, durante i quali si era dimostrato sempre gentile e premuroso nei suoi confronti, aveva cominciato a cambiare. Non le portava più fiori comprati per lei al mercato floricolo di via Lombroso. A volte era andato di primo mattino per assicurarsi le primizie. Erano sempre più rare le occasioni in cui decideva di aiutarla con la pulizia della cucina. Negli ultimi tempi, poi, al ritorno dall’ufficio, si sedeva sul divano davanti alla TV e non faceva altro che vedere partite di calcio. Anche quando giocavano le serie di livello inferiore, e addirittura le squadre giovanili, lui era lì in prima fila con la sua bottiglia di birra in mano. Erano anche aumentate le discussioni. Antonia cercava di limitarle al massimo ma senza troppo successo. Alberto sembrava non aspettare altro che trovare la scusa per litigare e alzare la voce. La settimana prima era successa una cosa che l’aveva lasciata senza fiato. Era stata la prima volta. Mentre sgomberava il tavolo, alla fine della cena, Antonia aveva urtato un bicchiere con il gomito passando lo straccetto umido sulla superficie della tavola. Il bicchiere era caduto a terra e si era rotto. Un istante dopo, Alberto, già ubriaco per via del vino bevuto a cena e della birra consumata sul divano, si era alzato ed era andato con passo incerto verso di lei urlando. La donna, compresa la situazione, aveva chiesto scusa; come se poi fosse tenuta a farlo per uno stupido bicchiere rotto. Ma per Antonia ormai era chiaro, quell’uomo, che l’aveva conquistata con la sua generosità e con il suo garbo, aveva cambiato atteggiamento. Era a due centimetri dalla sua bocca e dal suo naso, con il viso rosso e il fiato pesante per l’alcol. Antonia aveva tentato di allontanare con una spinta il massiccio corpo dell’uomo davanti a lei, ma ne aveva provocato solo una reazione incontrollata. Lui l’aveva colpita con uno schiaffo facendole uscire un rigagnolo di sangue dal naso. Aveva pianto. Si era chiusa in bagno a singhiozzare. Non aveva fatto nulla per alimentare quel nervosismo, quell’acredine. Lei era stata sempre remissiva e accondiscendente. Era lui che era cambiato.
Lo sconosciuto era sempre lì, dietro l’angolo, seminascosto tra le persone al riparo sotto il balcone del palazzo. La fissava da sotto la visiera di quello strano cappello che sembrava una coppola, uno di quei copricapo siciliani tornati in voga.

Archi di sangue
di Giuseppe Pantano
Editore: Brè Edizioni (26 ottobre 2021)
Copertina flessibile: ‎210 pagine

Giuseppe Pantanohttps://giuseppepantanoaut.wixsite.com/website

Giuseppe Pantano nasce a Roma il 27 settembre 1963. È laureato in Economia e Commercio e attualmente riveste la carica di Direttore all’interno del gruppo automobilistico Renault-Nissan-Mitsubishi. Dopo 4 anni di Ford e 25 anni di Nissan ora è a capo di un ruolo internazionale in seno alla sede centrale di Nissan a Parigi. Divorziato, con 2 figli, vive a Milano con la compagna ed è un grande appassionato di tennis, sci e narrativa thriller/giallo. Nella sua carriera ha avuto l’opportunità di viaggiare davvero molto, scoprire tante città europee e di vivere per anni a Parigi, imparando a conoscere in profondità le dinamiche di una azienda multinazionale di importanza planetaria.
Archi di sangue è il terzo romanzo del genere thriller. Ha già autopubblicato Il Tempo rubato e La morte non ti lascia sola, edito da Another Coffee Stories. Ha già partecipato a svariate presentazione dei suoi romanzi, sia a livello locale, con pubblicazione degli eventi su Il Tirreno, ad agosto 2021, che nazionale, con la partecipazione alla trasmissione del TG5 “La Lettura” condotta da Carlo Gallucci.
Il suo profilo è presente su tutte le piattaforme social e la sua passione per il thriller viene diffusa anche attraverso il canale personale Youtube con migliaia di visualizzazioni.

104 Commenti

  1. Un thriller avvincente, il cui contenuto sorprende davvero.
    La sua narrazione, gustosamente distribuita su più piani temporali, è scorrevole ed estremamente descrittiva sia per personaggi che per situazioni. Non è difficile, pertanto, calarsi nei panni delle figure femminili, vittime di abusi e violenze.
    Sarà per il tema così attuale che le vicende scorrono veloci, o forse per il sapiente registro che incalza ed invoglia allo scorrimento delle pagine. Dalla prima all’ultima.
    Situazioni inaspettate e colpi di scena accompagnano ed emozionano il lettore, rendendo questo libro super-consigliato!

  2. Wow..un bellissimo thriller che dall’inizio alla fine ti tiene con il fiato sospeso..l’ho letto avidamente, pagina dopo pagina, per scoprire con Antonia chi fosse quell’uomo avvolto in un cappotto scuro e sotto una coppola grigia.
    Ho empaticamente vissuto la vita di Caterina e di Antonia, tra misteri, violenze, maltrattamenti, corruzione, faide familiari, donne eroine che provano a ribellarsi al maschio padrone.
    Ogni avvenimento ti fa trepidare e ti porta ad un finale ricco di colpi di scena e di forti emozioni.
    Non aggiungo altro per lasciare al lettore il mistero, la suspense e la commozione che proverà leggendo questo thriller pieno di sentimenti e di fatti che purtroppo a distanza di tempo sono ancora molto attuali, anche nella nostra società odierna.
    Ringrazio di cuore l’autore per avermi donato la copia di questo suo intrigante libro, grazie alla sua sapiente penna che è riuscita a tenermi incollata pagina dopo pagina, grazie a questa storia originale, attuale che mi ha catturato sin dalle prime frasi.

    “Lei non poteva sempre essere trattata male. Lei non doveva essere fraintesa. Lei aveva bisogno di comprensione”

  3. Questo si che è un libro intrigante!! Ho conosciuto G. Pantano molti anni fa, con un libro scritto a 4 mani e di genere diverso (a meno che non si tratti di un omonimo!), ma questo thriller mi sembra molto più nelle mie corde. Spero di poterlo leggere!

  4. Ringrazio di cuore l’autore per la copia del suo libro, che non vedo l’ora di leggere
    Buon ultimo dell’anno ed uno splendido 2022 a tutti quanti

  5. Il tema del libro è una verità cruda molto diffusa ai giorni nostri. Complimenti all’autore. Libro che vorrei leggere e consigliare

  6. Non è facile avere i tempi perfetti per confezionare un ottimo thriller, il libro dalla descrizione mi sembra li contenga tutti con un ritmo da scene di film che scorrono tambureggianti, quei ritmi giusti che trasformano lo scritto in un grande thriller. Fondamentale la giusta tensione ed il saper mescolare un cocktail esplosivo per tenere alta l’attenzione nel lettore. Complimenti per tutto questo.

    • Grazie Raffaele per le tue parole. In effetti dare ritmo e suspense a un racconto che si svolge su tre piani spazio-temporali paralleli ti confesso che non è stato facile. Ma è proprio questa difficoltà che, credo, abbia contribuito a regalare a questo romanzo una dimensione unica, fatta di colpi di scena e di emozionanti sorprese in un contesto socio culturale speciale. Spero riuscirai a leggerlo e a commentarlo dopo essere arrivato alla fine. Giuseppe

  7. Adoro i libri dal ritmo incalzante e avvincente e, leggendo questo estratto, ho capito che Archi di Sangue fa al caso mio! Un romanzo dai temi attuali (violenza sulle donne e corruzione dilagante tra le forze dell”ordine), un linguaggio preciso e impeccabile, la curiosità di conoscere l’esito della storia. Gli elementi ci sono tutti. Complimenti Giuseppe!

  8. Archi di sangue è un romanzo avvincente come i due precedenti dell Autore. Tratta un tema attualissimo, la scrittura è fluida e scorrevole unita a capitoli brevi. La lettura è appassionante e coinvolgente già dalle prime pagine. Lo consiglio. Complimenti a Giuseppe Pantano, autore di thriller molto validi

  9. Bellissimo noir pieno di ritmo e di abile e sapiente gioco narrativo tra le diverse fasi temporali della storia. I colpi di scena arricchiscono la trama avvincente di una bella opera che ci ricorda anche che la violenza di genere è un problema gravissimo della nostra società, purtroppo ancora imperante e da combattere con determinazione e con tutte le nostre forze.

    • Giustiniano, hai inquadrato perfettamente il senso del romanzo. Il parallelo tra un passato remoto arcaico e feudale e un presente evoluto ma ancora tristemente popolato da anacronistici comportamenti dominati da violenza di genere, retaggio di una tradizione maschilista e patriarcale. Grazie del tuo giudizio

  10. Grande libro, coinvolgente e scritto in modo scorrevole, subito dalle prime pagine entri nella storia. Complimenti attendo il prossimo

  11. L’argomento trattato,purtroppo,è ancora attuale.La violenza sulle donne sembra essere diventato uno sport molto praticato.Le storie sono trattate con grande partecipazione dall’autore.Il libro mi ha colpito e catturato,per il ritmo incalzante

    • Buonasera Rosellina, purtroppo il tema è attualissimo. Il fatto di raccontarne la genesi in un contesto culturalmente arretrato è stato solo un pretesto per ribadire che non è cambiato quasi niente da allora. Buona lettura!

  12. Ogni volta che leggo un libro di Pantano apprezzo la descrizione minuziosa e dettagliata dei particolari che ti fanno
    “ vivere” la storia. Lettura scorrevole coinvolgente e profonda per l’importante argomento trattato.

  13. È il terzo libro dell’autore che leggo. Due le conferme che vi ho trovato: la capacità di creare un ritmo narrativo incalzante, che al termine di un capitolo lascia sempre nel lettore la ineludibile necessità di iniziare quello successivo. E poi una incredibile fusione fra visione letteraria ed allo stesso tempo una cinematografica: una rara capacità di unire due figure distinte, lo sceneggiatore ed il regista. Scorrendo la trama il lettore “vede” la scena e riesce a distinguere l’inquadratura scelta dal regista.
    In questa terza opera due le novità: il coraggio di trattare un argomento assai delicato, più che mai attuale, che necessita di essere affrontato con determinazione, anche e soprattutto dagli uomini. E poi una profonda e solida conoscenza di tradizioni storico-culturali locali, che denotano la serietà degli scrittori destinati a lasciare un’impronta nel lettore e nel panorama letterario.

  14. Un tema purtroppo molto attuale, una scrittura sempre molto piacevole ed una ricostruzione storica molto attenta
    Davvero un bel lavoro Peppe!

  15. Come definirei questo romanzo? Avvincente, coinvolgente, incalzante a tratti. Lo stile narrativo dell’Autore lascia però anche il tempo di immedesimarsi nei vissuti, nel “traffico di pensieri” dei protagonisti, delle protagoniste. Decisamente da leggere. Complimenti all’Autore, buona lettura a tutti!

  16. Libro davvero bello.Scritto bene e con una storia avvincente , dalle tematiche sempre attuali .Una conferma per me che avevo già letto la prima opera di questo autore.

  17. Libro appassionante, ben scritto su un tema di tragica attualità. Uno dei libri più interessanti che abbia mai letto. Complimenti.

  18. L’autore tratta un argomento difficile e purtroppo quanto mai attuale riuscendo a coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine. Un thriller che vale la pena di leggere!!!

  19. Si vede che Pantano è un appassionato di thriller e fine lettore, prima che scrittore. Padroneggia il genere con abilità, cercando di sorprendere sempre il lettore e affrontando tematiche importanti. Consiglio a tutti i suoi libri.

  20. Premesso che ho letto i due precedenti thriller il Sig. Pantano conferma anche in Archi di sangue il suo talento indiscusso.
    Coinvolgente ed intenso, si rischia di leggerlo tutto di un fiato talmente cattura l’attenzione.
    Davvero complimenti!
    Non vedo l’ora che pubblichi un quarto thriller, seguirò con attenzione questo bravissimo scrittore.

  21. Ottimo questo terzo libro di Giuseppe Pantano, avvincente, interessante, ricco di spunti interessanti. La vicenda si svolge su tre piani temporali e ti coinvolge fin dalle prime pagine.

  22. Ho conosciuto il lavoro dell’autore tramite un gruppo di amici e sono rimasto piacevolmente colpito da stile e originalità della sua narrativa: se cercate un soffio d’aria fresca nel panorama letterario vi suggerisco di prendere in considerazione questo autore, rimarrete soddisfatti.

  23. Hai un po’ di tempo libero ed inizi a leggerlo , poi ti prendi altro tempo perché, dopo dieci pagine, ti incuriosisce, poi devi necessariamente interrompere la lettura ma appena rientri a casa ed hai un po’ di tempo libero, ti lanci nuovamente nella lettura che già ti mancava. Questo e’ quello che ti deve “tramettere” un libro e questo terzo libro di Giuseppe Pantano mi ha dato questa straordinaria sensazione. Complimenti Giuseppe. Continua così. Aspettiamo il quarto.

  24. Fortunato ad avere conosciuto Giuseppe Pantano fortunato ad avere letto i suoi libri , thriller come piace a me da leggere tutto d’un fiato.

  25. Complementi a Pantano per la capacità di trattare un argomento difficile e così attuale senza mai stancare ed appesantire la lettura, anzi mantenendo costante l’attenzione ed il coinvolgimento del lettore.

    • Grazie Giulio , l’argomento è talmente di attualità che non può annoiare. Se poi è romanzato con atmosfere thriller riesce a catturare l’attenzione ancora di più. Spero di essere riuscito a cogliere nel segno

  26. Lo sto leggendo fa oggi e non riesco più a fermarmi; posso dire con piacere di aver letto anche i suoi libri precedenti e l’ autore non delude; ti cattura dalle prime righe e ti mette la voglia di continuare fino alla fine; le pagine scorrono rapide e lo stile cinematografico dell’ autore ti proietta subito sulla scena del delitto!

  27. Terzo thriller di Pantano che alla guisa dei precedenti, si fa leggere pagina dopo pagina quasi d’un fiato. Libro bello e avvincente!! Complimenti all’autore restando in attesa di altre storie.

  28. Per me Giuseppe è un numero uno destinato ad esserlo ogni volta che ci mette la faccia
    Come scrittore un grande, una sorpresa unica e piacevole, poi si diletta nel thriller e gli riesce facile
    Cosa volere di più

  29. Giuseppe Pantano è al terzo “giallo d’autore” e conferma le qualità narrative già apprezzate nei due romanzi d’esordio “Il tempo rubato” e “La morte non ti lascia sola”.
    In “Archi di Sangue”, l’autore, forte di una maggiore esperienza e grazie ad una trama inspirata, conduce il lettore attraverso tre fasi temporali, coinvolgendo personaggi diversi uniti da un passato comune.
    Punto di forza del romanzo è anche l’ambientazione nella provincia di Agrigento, dove l’autore conduce il lettore con descrizioni minuziose e passaggi in dialetto siciliano.
    Assolutamente un giallo da non perdere per gli appassionati del genere.

  30. Avvincente, una perla che brilla in un oceano , un libro da leggere tutto d’un fiato Sbam Sbam Sbam

    Vorrei tanto incontrare l’autore

  31. Giallo dai ritmi serrati e ricco di colpi di scena, impreziosito da un’ ambientazione originale e dalla ricerca che per certo è dietro ad essa. Ben scritto, si lascia leggere con piacere e non delude le aspettative. Una piacevole conferma di un autore emergente, la cui vena creativa è animata da una profonda passione per il genere, ma che non trascura comunque la trattazione di temi che vanno oltre il romanzo di pura evasione. Bravo Pantano!

  32. Il terzo libro dello scrittore che leggo tutto di un fiato, una storia che si dipana tra gli accadimenti degli ultimi 60 anni, ma sempre attuale e sempre rafforzata purtroppo dal male che attraversa ancora i giorni nostri. Dovranno pur finire questi archi di sangue, ma sta, come sempre, solo a tutti noi. Complimenti all’autore.

  33. Un tema di grande attualità descritto egregiamente dell’autore, come del resto ci ha abituato con i suoi precedenti lavori. É un thriller avvincente che ti tiene incollato sulle pagine senza rendersi conto del passare del tempo. L’ho trovato molto piacevole e scorrevole nella lettura grazie a una scelta accurata delle parole, mai fuori posto, e di una descrizione dei luoghi dettagliata che da al lettore la sensazione di essere parte della storia. Un libro che vale la pena di leggere, complimenti.

  34. L’incipit e’ di quelli destabilizzanti. Voglio assoulatemente leggerlo. Il tema e’ attuale e molto serio. Mi sembra che lo stile della scrittura sia particolarmente fluido e ben impostato. Niente fronzoli e uso molto esperto delle parole. Mi piace!
    Paola

  35. Una storia intrigante e coinvolgente già dalla presentazione.
    Tema drammatico, che dalle prime righe emerge terribilmente e tristemente attuale.
    Un libro avvincente e una Milano nel quale spero di ritrovarmi anche nel prosieguo della lettura.

  36. In un panorama letterario in cui compaiono molti romanzi un po’ “tirati via” eccone uno che invece offre spaccati accurati della società. A mio modo di vedere, da lettore, ha soddisfatto la mia predilezione per i racconti che offrono un spunti “saggistici” e non si limitano alla narrazione a volte anche fin troppo cruda per attrarre un pubblico meno esigente.

  37. Seguo Pantano fin dal suo primo libro (che dovete leggere); questo libro è più che mai attuale e avvincente.
    Per me va letto due volte, la prima lettura è di impatto, la seconda ti permette di percepire concetti più profondi e sfumature nascoste tra le righe.
    Con l’occasione, auguri a tutti.

  38. Bellissima anteprima. Tanto bella quanto drammatica per il tema proposto, così antico ed attuale insieme. Sarei felice di poter leggere questo libro, che si preannuncia intenso già dal suo titolo.

  39. Leggendo la presentazione mi sono ricordata la Baronessa di Carini….mi piacerebbe immergermi in questo thriller storico per scoprire la Sicilia

    • Buongiorno Cristina. Ricordo benissimo quello sceneggiato che mi terrorizzò da bambino. Hai ragione, il contesto è assolutamente lo stesso di una Sicilia pregna di cultura feudale, dove il delitto d’onore era il punto di riferimento per liquidare le pratiche scomode… spero riuscirai a leggerlo tutto

  40. Una storia che si articola su più piani temporali mi attira molto e adoro i libri dove la contestualizzazione storica è forte. L’anteprima ci fa conoscere Antonia, che rappresenta le tante donne costrette a fare i conti con uomini violenti. La vediamo per le strade di Milano e seguiamo apprensivi i suoi passi, spetrando che l’uomo che la segue non sia anche lui un violento. Ci fa rabbia quel compagno violento che l’ha attratta per la sua bontà e poi è cambiato totalmente. Lo stile invoglia a leggere e a continuare a seguire Antonia, anche perchè nelle ultime battute sembra venga introdotto un mistero…

    • Maria buongiorno, hai inquadrato la tematica che è perfettamente attuale benché il romanzo ne estragga le radici dalla cultura maschilista, patriarcale e di origini feudali della Sicilia degli anni 60. Vedrai che il resto del romanzo ti sorprenderà . Spero continuerai a leggere

  41. Storia molto attuale e di cui è necessario parlare per sensibilizzare su un argomento che purtroppo è spesso sottovalutato. Molto interessante, mi piacerebbe approfondire.

  42. Un argomento trattato duro, crudo, intenso ma alquanto attuale e che ritroviamo nelle storie di tutti i giorni. Un libro molto intenso e profondo sin dalle prime pagine d’anteprima, che trasportano in quella che è la vita piena di paure, ansie e ostacoli che Antonia si trova a dover affrontare. Ovviamente, curiosità e voglia di proseguire la lettura per saperne di più, per vedere come procede il romanzo, per lottare al fianco di Antonia e delle donne come lei.

  43. Un argomento forte e importante da trattare…e ancora troppo spesso nascosto…
    Questa breve ma intensa anteprima rispecchia già lo stato d’animo di Antonia e, parola dopo parola, aumenta quel senso di oppressione allo stomaco nell’immaginare ciò che vive questa donna…ad ogni frase, un brivido di paura per lei…
    Complimenti all’autore…

    • Buonasera Anna Maria, il tema violenza sulle donne è preponderante. Lascia assolutamente senza fiato pensare come l’evoluzione è il progresso dopo cinquanta anni non abbiano portato cambiamenti positivi. Anzi… ti ringrazio per i commenti e spero che tu possa continuare a leggere

  44. Un libro da leggere e rileggere soprattutto alle giovani generazioni perché la violenza anche psicologica sulle donne deve avere una fine. Bellssima storia molto coinvolgente che cattura il lettore già dalle prime righe. Complimenti all’autore Spero poter continuare la lettura. Auguri Mariliana

    • Buonasera Mariliana, in effetti c’è bisogno di parlarne. Il tema è di attualità e ahimè, nonostante il passare del tempo, siamo ancora qui a registrare l’ennesimo femminicidio. Spero ti possa continuare a leggere il romanzo.

  45. Cosa dire? Magnifico, intenso molto coinvolgente.
    Un thriller/giallo secondo me molto avvincente.
    Mi piacerebbe molto saperne di più su questa storia.
    Un libro, un romanzo molto molto suggestivo mi ha molto colpita

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -

spot_img
Fiera dei Libri on line

LIBRI IN PRIMO PIANO

FIERA DEI LIBRI ON LINE

40 libri per

il Nuovo Anno!

Scegli tra i libri consigliati da

MANUALE DI MARI

LIBRI DA REGALARE