Il commento di Nicla Morletti

Assunta e Alessandro. Storie di formiche di Alberto Asor Rosa Il famoso studioso della letteratura italiana, dopo “L’alba di un mondo nuovo”, cronaca dei suoi anni infantili, dà vita adesso ad un vero e proprio romanzo che incuriosisce e intenerisce il cuore. Sono infatti i suoi genitori la coppia di cui l’autore narra le vicende, rendendo la storia intrigante e accattivante. Assunta e Alessandro, appunto, e il loro amore di tutta una vita. Alle origini di ambedue, come uno strano gioco del destino, c’è una nascita illegittima. Il padre di Assunta era stato abbandonato alla ruota ad Ancona e, in base alla leggenda familiare, doveva essere il frutto dell’amore di una nobildonna e di un ufficiale della guarnigione austriaca. A conferma di questa origine mitteleuropea c’era la pelle bianchissima e levigata di Assunta, bella, alta, sottile ed elegantissima. Non meno singolare è la storia di Alessandro, padre dell’autore, che spiega l’origine di un cognome così insolito e raro. Asor, come già aveva notato Montale in una poesia, è Rosa letto a rovescio. Sembra che “un signore bolognese, Giuseppe Rosa appunto, intorno al 1820 avesse voluto riconoscere un figlio naturale e, per distinguerlo da quelli legittimi, avesse preposto al proprio cognome il suo contrario. Da qui Asor Rosa.”
Alberto Asor Rosa, critico letterario e studioso di letteratura italiana, ne è stato ordinario alla Sapienza di Roma dal 1972 al 2003. Curatore per Einaudi di una monumentale “Letteratura italiana”, è autore di vari saggi politici tra cui: “L’ultimo paradosso” (Einaudi 1995) e “Il grande silenzio”, a cura di Simonetta Fiori (Laterza 2009). Dal 2006 guida in Toscana un Coordinamento ambientalista, molto attivo nella difesa del territorio e del paesaggio.

ASSUNTA E ALESSANDRO. Storie di formiche
di Alberto Asor Rosa

Einaudi
– Collana Supercoralli
2010, p. 129
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Raccontare la vita della gente comune, la «polvere degli umili» negli ingranaggi della Storia, è il compito principale che il romanzo moderno si è dato.
Ma qui Asor Rosa si occupa di due persone normali che hanno per lui un valore del tutto speciale: i suoi genitori. Riportare alla luce le loro vicende, attraverso i documenti e lo scavo memoriale, significa raccontare un uomo e una donna che hanno attraversato il Novecento, ma anche interrogarsi sul senso delle vicende umane: mai insignificanti se osservate dal punto di vista delle conseguenze.
Da una storia familiare, intrecciando toni diversi – oggettivo, ironico, affettivo, meditativo – Asor Rosa è riuscito a dar vita a un romanzo coinvolgente ed emblematico per tutti.

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