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Breve storia del mio silenzio di Giuseppe Lupo

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Breve storia del mio silenzio di Giuseppe Lupo

Breve storia del mio silenzio di Giuseppe Lupo è candidato al Premio Strega 2020, proposto da Salvatore Silvano Nigro.

Breve storia del mio silenzio di Giuseppe Lupo, la vocazione nata da una infanzia senza parole

L’infanzia, più che un tempo, è uno spazio. E infatti dall’infanzia si esce e, quando si è fortunati, ci si torna. Così avviene al protagonista di questo libro: un bimbo che a quattro anni perde l’uso del linguaggio, da un giorno all’altro, alla nascita della sorella. Da quel momento il suo destino cambia, le parole si fanno nemiche, anche se poi, con il passare degli anni, diventeranno i mattoni con cui costruirà la propria identità.
“Breve storia del mio silenzio” è il romanzo di un’infanzia vissuta tra giocattoli e macchine da scrivere, di una giovinezza scandita da fughe e ritorni nel luogo dove si è nati, sempre all’insegna di quel controverso rapporto tra rifiuto e desiderio di dire che accompagna la vita del protagonista. Natalia Ginzburg confessava di essersi spesso riproposta di scrivere un libro che racchiudesse il suo passato, e di “Lessico famigliare diceva: «Questo è, in parte, quel libro: ma solo in parte, perché la memoria è labile, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi di quanto abbiamo visto e udito». Così Giuseppe Lupo – proseguendo, dopo “Gli anni del nostro incanto”, nell'”invenzione del vero” della propria storia intrecciata a quella del boom economico e culturale italiano – racconta, sempre ironico e sempre affettuoso, dei genitori maestri elementari e di un paese aperto a poeti e artisti, di una Basilicata che da rurale si trasforma in borghese, di una Milano fatta di luci e di libri, di un’Italia che si allontana dagli anni Sessanta e si avvia verso l’epilogo di un Novecento dominato dalla confusione mediatica. E soprattutto racconta, con amore ed esattezza, come un trauma infantile possa trasformarsi in vocazione e quanto le parole siano state la sua casa, anche quando non c’erano.

Giuseppe Lupo

Giuseppe Lupo è nato in Lucania (Atella, 1963) e vive in Lombardia, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia. Per Marsilio, dopo l’esordio con L’americano di Celenne (2000; Premio Giuseppe Berto, Premio Mondello), ha pubblicato Ballo ad Agropinto (2004), La carovana Zanardelli (2008), L’ultima sposa di Palmira (2011; Premio Selezione Campiello, Premio Vittorini), Viaggiatori di nuvole (2013; Premio Giuseppe Dessì), Atlante immaginario (2014), L’albero di stanze (2015; Premio Alassio-Centolibri) e Gli anni del nostro incanto (2017; Premio Viareggio Rèpaci). È autore di numerosi saggi e collabora alle pagine culturali del Sole 24 Ore e di Avvenire.

Breve storia del mio silenzio
di Giuseppe Lupo
Copertina flessibile: 208 pagine
Editore: Marsilio (17 ottobre 2019)

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2 Commenti

  1. Credo sia uno dei libri che ognuno dovrebbe leggere. Racconti di vita e di un’infanzia diversa, segnata da cambiamenti. Crescita personale e ricerca della propria identità: temi universali in cui ognuno di noi si rispecchia ma narrati da un punto di vista diverso e inaspettato. Per ora ho un’ottima impressione di questo libro. Vorrei presto concludere la bellissima esperienza che so questo romanzo sarà in grado di darmi.

  2. libro interessante con richiami all’infanzia comune e a una vita che tutti viviamo.
    Un libro da leggere sicuramente, voglio fare un in bocca al lupo allo scrittore.

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