Come briciole sparse sul mondo di Aurora Cantini

A dieci anni dall’11 settembre 2001 il ricordo di quello scenario catastrofico attraverso la figura immaginaria di una giovane italiana, bergamasca, che muore nel crollo delle Torri. La cronaca della giornata che ha cambiato il corso della storia, ma anche i sentimenti e il terrore di coloro che sapevano che non sarebbero mai riusciti ad uscirne vivi da quell’Apocalisse. Luisella è una semplice ragazza di montagna, ha avuto dolori e lutti, ha perso piccolissima entrambi i genitori; riceve il dono di questo viaggio negli States come di una speranza per il futuro, perché, grazie a questa lontananza, forse avrà la possibilità di coronare il suo sogno d’amore con il ragazzo che aspetta il suo ritorno. Ma per lei, e per tantissimi altri giovani, non ci sarà nessun sogno, se non la consapevolezza di essere solo “briciole sparse sul mondo”, proprio come coloro che si gettavano oltre le finestre per non dover attendere una fine orribile e ineluttabile, coloro che sono diventati cenere bianca nel cielo azzurro di New York. Una storia che parla di passato, attraverso una quotidianità vera, con gesti, usanze e abitudini ancora radicate in molti giovani che continuano a vivere nei paesi di montagna, ma che parla anche di futuro, di ciò che rimane, della Speranza, la sola chiave che può aprire lo scrigno dell’umanità.

Anteprima del libro

MARTEDI’ 11 SETTEMBRE ORE 8.00
La giornata si preannunciava calda e soleggiata, un cielo terso e azzurro di fine estate rendeva la Grande Mela lucente come un frutto maturo e anche il gruppo di turisti era elettrizzato: di lì a poco, quelli che lo desideravano, sarebbero entrati nel cuore delle Twin Towers, le Torri Gemelle.
Davanti agli occhi di Luisella apparvero, in tutta la loro magnifica possanza, i lastroni squadrati dei numerosi grattacieli che, simili a colonne argentate, si ergevano in successione fino all’orizzonte, occupando tutta la visuale. Affascinata, cercò di guardare in alto, ma non ne vedeva la fine. Erano talmente alti che si sentiva riempire gli occhi solo di acciaio e riflessi, senza riconoscere il colore del cielo. (…) I visitatori erano già in fila per comprare i biglietti e salire, dopo una corsa a perdifiato nei velocissimi ascensori, sul tetto del mondo. Una serie di 23 ascensori ad alta velocità, quasi 500 metri al minuto, permise di raggiungere una delle due “skylobby” al 78° piano; da lì una serie di ascensori espressi dava la possibilità di muoversi all’interno di una delle zone in cui le “skylobby” suddividevano l’edificio.

(…)

ORE 8.48 DENTRO LA TORRE NORD
La guida italiana rispondeva pazientemente alla marea di domande. Improvvisamente la terra stessa parve aprirsi, un rumore lancinante di motori trafisse gli orecchi, paralizzando Luisella contro il muro. Urla, urla, vicino a lei.
I numerosi presenti additavano qualcosa oltre i vetri. «Noooooooo!»
«Cosa? Cosa?» La ragazza si volse e vide un mostro avventarsi verso di lei, ingrandirsi sempre più, un muso appuntito fendeva l’aria e puntava dritto quasi verso i suoi occhi, senza arrestarsi.
Una voce, forse Giada. «Viene… viene verso di noi!!!»
Altre grida stridule. «Viene quiiii!»
Luisella cercò di muoversi ma la terra, il pavimento rimbombava, tremava e oscillava a ritmo martellante, squassandola contro la parete, facendole sbattere i denti in modo incontrollabile.
Cominciarono a correre verso i corridoi, in un pigiarsi e schiacciarsi per allontanarsi dalle finestre. Ma tutti erano bloccati nella ressa.
«Aiuto!! Fermateloooooo!!!» urlava una delle turiste, Clara, piangendo.
E poi un fischio lacerante sembrò dividerli a metà, l’aria si risucchiò e una tromba assordante di lamiere tagliate infestò l’aria. Ci fu come un’onda d’urto che spinse in avanti l’intero piano e i suoi occupanti, quasi a sbattere la testa contro il pavimento, poi tutto si risollevò in senso opposto, lanciandoli in aria come pupazzi a molla.
Infine ricaddero sbattendo contro spigoli, architravi, porte, maniglie, portaombrelli, mobili, sedie, ammassati come tante bambole cadute con gli arti scomposti, mentre la struttura tremava avanti e indietro. Piangevano, gemevano, mentre qualcuno tossendo tentava di rialzarsi. Dalle finestre saliva fumo nero e caldo, che filtrava dagli interstizi blindati ed ammorbava l’aria. Partì l’ululato delle sirene d’emergenza scattate automaticamente insieme alle suonerie dei telefoni su tutto il piano.
Una incontrollabile puzza di acciaio surriscaldato intasava le narici.
Esclamazioni in inglese, incomprensibili ma chiare nel significato di lancinante terrore.
«Ma l’aereo… dov’è andato?» balbettò qualcuno. Era Roberto.
«Ci ha centrati. Ha centrato la Torre!» gridò qualcun altro. Forse Paolo.
Clara era rimasta vicino a lei, scarmigliata e balbettante, ancora con il marsupio del marito in mano. Gliel’aveva consegnato Giacomo per poter reggere meglio la cinepresa.
«Ma come è potuto succedere, eh? Avrà sbagliato manovra?»
La ragazza non riusciva a rispondere. Clara meditava a getto continuo. «Ci sarà stata gente su quell’aereo, eh? Non ci sarà stata gente, vero?»
La strattonava chiedendo conferma. «Vero!?»
Luisella scuoteva il capo, chiudendo gli occhi.
«Luisella!? Saranno morti?»

(…)

ORE 8.58 DENTRO LA TORRE NORD
Era salita per svolgere una commissione, lasciando il 92° piano, dove aveva sede la sua Società. E lì Elisabeth era rimasta. Dopo l’impatto aveva cercato di recuperare l’autocontrollo, istruita dai numerosi corsi di primo soccorso seguiti negli anni.
Volse uno sguardo alle numerose persone, più di 200, sparpagliate qua e là. Bisognava cercare di pensare ad una possibile alternativa.
Lucas, un afroamericano venticinquenne addetto al settore marketing, parlottava con altri addetti in divisa. Il volto teso tradiva l’enorme preoccupazione.
Elisabeth gli fece un cenno. «Secondo te dove ha colpito?»
Lui sospirò. «Poco sotto. Al 90° più o meno. Il botto è stato fortissimo.»
«Dal 93° al 100° vi è la Marsh & McLennan.»
Lucas allargò le braccia.

Come briciole sparse sul mondo
di Aurora Cantini
2012, 156 p.
Aletti

Aurora Cantini

Aurora Cantini, poetessa e narratrice di storie create per gioco o ascoltando i suoni del bosco già da bambina, vive tra la Media Valle Seriana e l’Altopiano Selvino Aviatico. La prima poesia è apparsa sulla rivista nazionale “Primavera” quando aveva appena 14 anni. Ha pubblicato 3 libri di poesie dal 1993 al 2007: Fiori di campo Edizioni Il Grappolo Salerno 1993 (rieditato nel 2011), Nel migrar dei giorni Edizioni La Conca Roma 2000, Uno scrigno è l’amore editato Circolo Culturale Identità Pontedera 2007. Nel 2009 ecco il libro di narrativa Lassù dove si toccava il cielo Edizioni Villadiseriane Bergamo, sulla vita contadina del passato in Valle Seriana. Nel 2012 è uscito il romanzo Come briciole sparse sul mondo per Aletti Editore sulla tragedia delle Torri Gemelle. Nel 2014 ecco la silloge poetica Oltre la curva del tramonto, LietoColle Editore (Premio della Crtica al concorso letterario “Il golfo dei Poeti”, 2014). Sempre nel 2014 il libretto Un campo di stelle il mio riposo in memoria del mistico Questuante Cappuccino Fra Pacifico da Amora di Aviatico Bergamo (1883 – 1937) Edizioni Villadiseriane. Nel 2015 in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, per le Edizioni Villadiseriane è uscito il memoriale Come una fiamma accesa dedicato ai 4 fratelli Carrara di Amora di Aviatico, Bergamo, e al loro sacrificio nella Grande Guerra (3 alpini -un Sergente- e 1 fante, prozii dell’autrice). Numerosi primi posti a concorsi letterari, tre medaglie d’oro (due per la poesia e una per la prosa), inserita in antologie di poeti contemporanei, molti interventi nelle scuole sul tema della poesia. Collabora da esterna con vari siti web di letteratura e del territorio.

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27 Commenti

  1. Di Aurora Cantini ho già letto e recensito “Oltre la curva del tramonto”. Ora mi piacerebbe poter leggere questo romanzo non solo per la tematica trattata ma anche perché già solo dall’anteprima sono rimasta meravigliata dalla bravura di questa scrittrice nel far vivere in prima persona quanto narrato.
    Purtroppo sono tragedie come quella da lei narrata che fanno davvero capire il senso della vita, a volte capita di credere importanti cose che poi di fronte a cose del genere si rivelano essere quasi superflue.

    • Cara Valentina, non ho dimenticato le bellissime e delicate parole che ha avuto verso la mia ultima raccolta di poesie. Vedere con quanta passione ecompetenza descrive la magia di un libro mi commuove e mi inorgoglisce. Per questo la ringrazio dal profondo, e sarei lietissima di farle avere una copia del mio romanzo. Con stima, Aurora

      • Gentile Aurora, mi fa piacere che si ricordi di me e che le mie parole le siano rimaste impresse nella mente. La ringrazio per le sue belle parole, mai avrei pensato di poter suscitare emozioni del genere in una scrittrice a tutto tondo come è lei. Infatti quello che scrivo è il mio sincero giudizio scaturito dalle emozioni provate nel leggere il libro.
        La ringrazio molto per tutto.

        Un cordiale saluto,
        Valentina

  2. Mi ha colpito molto la trama…..e sinceramente anche il titolo del libro. Sarei curiosa di leggere un libro di questa portata, improntato su una tragedia reale e che ha lasciato un segno profondo nella mia infanzia.

    • Gentile Maria, il suo apprezzamento mi dà molta gioia seppur nello struggente ricordo di una tragedia che ha cambiato il mondo. Il titolo l’ho scelto osservando le numerose fotografie dei sopravvissuti completamente ricoperti di cenere, e anche le migliaia di fogli ridoti in briciole che volteggiavano nel cielo quasi oscurandolo, ecco perché “briciole sparse sul mondo”
      Sarei davvero felice di farle avere una copia del mio romanzo. Aurora

  3. Brava la scrittrice a voler affrontare un argomento così difficile. Sono contenta che la protagonista sia una italiana perchè la tragedia dell’11 Settembre non ha colpito solo gli americani, ma anche l’Italia. Fino a quando cose di questo genere non succedono a noi lo vediamo con distacco

    • Grazie a lei Maria Grazia per questo pensiero profondo e struggente. Pochi sanno che c’erano anche Italiani là quel giorno, là in quell’inferno. Per me un dovere ricordare con questo mio piccolo contributo. Struggente è stato anche scoprire che le fondamenta, profonde più di 20 metri, sono state costruite da muratori italiani, bresciani e bergamaschi.

  4. A distanza di anni è una parte della nostra storia che fa ancora male. Purtoppo so come è andata a finire e questo mi rattrista ancora di più.Non si può cambiare o modificare gli eventi e gli ultimi avvenimenti sono molto sconcertanti. Mi incuriosisce la lettura di questo libro. L’autrice mi è sembrata molto coinvolta e riesce a trasmetterlo anche al lettore. Spero che il mio desiderio venga accolto

  5. Il dramma dell’undici settembre si intreccia ad una storia, ad un viso, una vita….quanti sogni racchiusi in una partenza, in una valigia andata persa, smarrita, crollata….pennellate gentili quelle dell’autrice che ci regala la possibilità di non dimenticare…

    • Gentile Stefano, la ringrazio per le delicatissime parole di apprezzamento, di emozioni, di ricordo… Lo scopo di questo mio lavoro è ben scritto da lei “La possibilità di non dimenticare”. Grazie! Aurora

  6. 11settembre 2001, ognuno di noi ricorda precisamente cosa faceva nel momento in cui succedeva la tragedia, se n’è parlato tanto e se ne parlerà ancora, per sempre nelle nostre menti e nel nostro cuore. Proprio come questo diario che racconta la tragedia attraverso le emozioni, il terrore di Luisella. Mi piacerebbe poter finire di leggere questa storia!

    • Gentile Graziella, mi auguro davvero che possa finire di leggere la storia di Luisella! “Ognuno di noi ricorda precisamente cosa faceva nel momento in cui succedeva la tragedia”. Proprio così! Grazie! Aurora

  7. Già dalle prime battute, un brivido lungo la schiena…immagino sia un racconto che farà rivivere le sensazioni, paure e smarrimento di quegli attimi che hanno segnato per sempre la vita della gente…

  8. E’ una storia ricca di forti emozioni, che farà rivivere il dramma di quell’attentato disastroso avvenuto quando io ero poco più di una ragazzina. Vorrei tanto leggere questo libro, vorrei ritrovarmi a essere Luisella, a vivere la sua paura…

    • Quale dolcezza, elena, nelle sue parole!
      Spero davvero anche io che lei possa leggere questo mio libro, che bello quando dice “Vorrei ritrovarmi ad essere Luisella”! Grazie! Aurora

  9. ” Come briciole sparse sul mondo ” di Aurora Cantini è il diario di una tragedia dell’ umanità vista da una protagonista.
    L’ angoscia ti prende man mano che procedi nella lettura, insieme a riflessioni metafisiche sul male e sulla follia ( lucida ? ) degli uomini.
    Un appassionante cronaca, dunque, intrisa dalla disperazione e dal progetto omicida-suicida di alcuni, che pongono se stessi e le loro ideologie sopra le creature, trasformando il mondo in un inferno.
    Chiedo all’ autrice l’ omaggio di una copia del libro, onde scrivere un’ appassionata recensione.
    Grazie.
    Gaetano

  10. Sempre attuale, anche se ormai sono trascorsi parecchi, il dramma di quella giornata è rimasto nei nostri cuori. L’autrice riesce a trasportarci in quei luoghi con le parole, condividendo con noi lo stato d’animo dei presenti.

  11. Questa anteprima mi ha lasciato senza fiato, l’autrice è riuscita a rivivere le emozioni e i sentimenti di paura e terrore che avranno vissuto le persone che si sono trovate in quel giorno di quel terribile attentato che ha lasciato il segno a tutti noi. Sembra quasi che l’autrice l’abbia vissuto in prima persona, perché da come lo descrive è riuscita a centrare i sentimenti di quelle persone. Complimenti davvero!

    • Non so dirle , cara Teresa, come mi abbiano fatto piacere le sue parole, seppur nella loro tragicità! Ho impiegato 3 mesi a scrivere questo romanzo, uscito di getto dalla mia creatività, ma ero talmente “dentro” la Torre Nord, che spesso dovevo interrompere la scrittura e uscire a passeggiare nel mio bosco, a schiarirmi i pensieri, talmente mi sembrava quasi di sentire nelle orecchie il rombo dell’aereo… Aurora

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