Brumby, l'orizzonte degli eventi di Nadia Bertolani

Brumby, l’orizzonte degli eventi di Nadia Bertolani è un altro romanzo dell’autrice che molti lettori hanno scoperto nel Portale Manuale di Mari

Qual è il vero nome di Brumby? Perché ha scelto di chiamarsi come un cavallino imbizzarrito? Da quali misteriose pieghe del tempo provengono Gaia e sua figlia Ombretta che lo salvano in una difficile situazione? Perché la fuga dei bambini Adela e Roque nelle vecchie miniere andaluse richiama antichi miti legati al mondo sotterraneo? Molte storie cominciano e finiscono con uno sguardo. Anche questa.

Anteprima dell’opera

La vita sommersa
Porto di Mahon, 31 agosto 2008
Notizie in breve: il naufragio della nave Olimpia senza gravi conseguenze. Recuperata la nave e il suo carico. Nessun danno all’ambiente. Passeggeri ed equipaggio in salvo. Un solo disperso.

La vita che scorre
Corsica, Les Cascades des Anglais, 23 settembre 2009, mattino presto.

“Che razza di nome è Brumby? Da dove salta fuori?”
Sono ancora sdraiati, l’uno di fianco all’altra, non hanno neppure aperto gli occhi del tutto o per lo meno lui non ha ancora aperto gli occhi del tutto e lei, come se la notte non fosse stata che un intermezzo brevissimo tra due battiti di ciglia, è già lì a fare domande, anzi la domanda, la stessa che gli ha fatto la sera prima e, come la sera prima, con l’intenzione di sapere il suo vero nome: non glielo rivelerà, mai, neppure sotto tortura, non lo pronuncerà mai più, forse un giorno se lo dimenticherà anche lui.
Lo spera, lo vuole.
Ma lei incalza, petulante e molesta:
“Non me lo hai ancora detto!”
Le risponde di malavoglia:
“Il brumby è un cavallino australiano selvatico”.
Parlare appena sveglio, che fatica! Ma, per amore di precisione, decide di aggiungere:
“Hanno tentato di addomesticarlo… ma lui si è di nuovo rinselvatichito”.
Il suo è un gridolino acuto, un entusiasmo sonoro:
“Forte! Dunque sei stato addomesticato anche tu! E adesso fai il selvatico”.
“Hai ancora del fumo?” le chiede ignorando il suo commento.
“No, l’ultimo te lo sei fumato tu ieri sera.”
Rimane coricata con metà corpo all’ombra; il sole del primo mattino la sta raggiungendo, da sinistra, centimetro dopo centimetro, e presto le invaderà anche la faccia rotonda. Lui si alza in piedi, lentamente e a fatica. Hanno dormito all’aperto e l’erba bagnata gli ha incollato i calzoni al culo.
“Ce ne andiamo?” chiede senza nascondere l’impazienza.
Lei lo guarda di sotto in su schermandosi gli occhi con la mano. Si puntella con un gomito sul plaid marroncino che è tutto pieghe e anse come un drappeggio, ma sembra voler rimanere coricata in eterno.
“E dove?”
Già, dove? I posti sembrano tutti uguali. Pensa a come sbarazzarsi di lei senza darlo a vedere.
“Credo che tornerò in Spagna. Là c’è più caldo!”
“Naaa, andiamo in Grecia piuttosto.”
Andiamo? La guarda: è piccolina, ha gli occhi a mandorla e i capelli setosi e neri ma non le gambe storte. E’ giapponese solo a metà. Non sa niente di lei. Quasi niente.
“Ma tu come ti chiami?” le chiede con uno sbadiglio.
“Sei fuori?”
Si alza con uno scatto e lo guarda incredula.
“Ci hai dato dentro col fumo, eh? Una notte in comune sotto le stelle! Do you remember? Tu Brumby, io Masako.”
Ah, ecco, Masako. La mini-girl! E come liberarsi di Masako?
“Odio la Grecia. Si mangia male”, le dice stiracchiandosi con un secondo sbadiglio.
“Non sembri uno che bada al mangiare”, commenta lei raccogliendo il plaid da terra e cominciando a piegarlo.
Lui si passa una mano sulla testa rasata e lì per lì gli sembra la parte del corpo più in carne che ha.
“Quanto pesi? Sei tutto uno spigolo. Pungi, lo sai?”
Lui cerca di ricordarsi il profumo della sua carne, bianca e lucida come un sushi. Ma è svanito nell’aria. La notte è finita. Priva di senso. Meglio cambiare discorso:
“Mi dài uno strappo fino ai traghetti?”.
“Come sarebbe a dire fino ai traghetti?”
Il plaid le è caduto sull’erba e se ne sta rigido, come inamidato, piegato in quattro senza abbandoni. Anche lei si è irrigidita. E’ imbronciata. Ma cosa pretende? La conosce solo da tredici ore e lui non è di quelli che pensano al tredici come a un numero fortunato.
“Ho bisogno di dormire, di mangiare e di fare una doccia”, protesta lei.
Ha la voce impastata ma è pur sempre una voce giovane, quasi da bambina, con un principio di pianto.
“Allora lascia stare, farò l’autostop”, commenta con sollievo al pensiero che sarà di nuovo solo.
“Lo vedi che sei stronzo? Perché non mi dici – Vieni con me -, perché non insisti?”
Lui non riesce a trattenere un sospiro di resa. Non è mai stato un gran lottatore. Vivi e lascia vivere.
“Vieni pure, chi te lo impedisce?”
“Non mi parlavi così questa notte…”
Dio, che pacco, che tristezza, che noia mortale. Eppure si trova ad abbracciarla, senza pensarci, senza sbuffare alla vista delle sue lacrime, senza fare caso al fatto che lei, la ridicola-girl, gli arriva poco sopra la cintura.
“Sai a che ora partono le navi?”
Glielo chiede rimanendo abbracciata a lui, con la faccia nascosta da un sipario di capelli.
“No, che importanza ha?”
“Il fatto è che non ho voglia di stare delle ore ad aspettare sul molo.”
Bene, così te ne andrai, pensa lui accarezzando l’idea. Poi aggiunge:
“Prenderò il traghetto che partirà per primo”, e gli piace l’idea di continuare a fare come ha sempre fatto, andare a caso, arrivare non si sa dove e poi ripartire senza un perché.
“Forte! Sì, faremo proprio così. All’avventura!”
Raccolgono il plaid e montano in macchina. L’odore di fumo stagnante ha conservato parte del suo potere e in breve si ritrovano a ridere senza motivo e senza una briciola di felicità.
“Ti è piaciuta la Corsica, Brumby?”
Affronta le curve della strada stretta con la bocca semiaperta e con un leggero corruccio. Non le riesce di stare zitta, pensa lui, poi risponde:
“Direi di sì. E’ verde. Molto mare. Molta foresta. Poca umanità… E’ diventata noiosa, però. Sono qui da un mese ormai”.
E i mesi precedenti? In Spagna, in Portogallo, in Francia, sempre in compagnia di se stesso, senza sapere bene dove dirigere i suoi passi, in guardia, nell’ombra, teso a schivare guai, ovunque a scommettere che prima o poi sarebbe arrivato in qualche posto. Ma da nessuna parte della terra c’è posto per lui. Sulla luna, sulla luna andrebbe volentieri. Oppure a vorticare nello spazio, a dribblare asteroidi killer, a volteggiare fino ad Andromeda e via, via, via fino a precipitare in un buco nero di passaggio.
“Tu sei qui da un mese e io ho solo un mese davanti a me. Poi dovrò tornare a Milano. Devo preparare una mostra delle mie installazioni.”
Un mese? E intende passarlo con lui? Deve escogitare qualcosa.
“Non mi chiedi di quali installazioni si tratta?”
Con un sospiro lui le chiede:
“Di quali installazioni si tratta?”.
“Porca puttana, Brumby, non metterci troppo entusiasmo, potresti esaurire le pile!”
Ma non per questo si arrende e comincia a raccontargli che lei è un’artista e ha già fatto delle mostre e spera che Yoko Ono, proprio Yoko Ono, “addirittura Yoko Ono!” la possa appoggiare per il futuro e che l’Italia le sembra il posto giusto e non per niente lei è in Italia da anni e “Non ti sei accorto che parlo bene l’Italiano?”
A lui sembra una svitata-girl che non fa parte del suo mondo e si chiede cosa la spinga a stare con lui. Intanto lei ha cominciato a descrivergli quello che sta combinando con delle foglie e dei sassi, con impianti elettrici e fontane e altre diavolerie di plastica che lui non sta neanche ad ascoltare e pensa solo che Masako dev’essere una stronza piena di soldi.

Brumby, l’orizzonte degli eventi
di Nadia Bertolani
Edizioni ilmiolibro 2012

Nadia Bertolani

Nadia Bertolani è nata a Mantova. E’ stata insegnante di Lettere all’ Istituto d’Arte di Parma, si è occupata di critica d’Arte e attualmente vive in provincia dove si dedica alla scrittura. Ha pubblicato il suo primo romanzo ( “L’uccellino di Maeterlinck” Tre Lune edizioni) nel 2002. “Di pietra e di luna” è il suo secondo romanzo presente sul sito ilmiolibro.it. e selezionato nel concorso del 2011. “Brumby, l’orizzonte degli eventi” è stato pubblicato nel 2012 sullo stesso sito. “Mariotta la quarta bambina” pubblicato nel 2015, selezionato da Scuola Holden su ilmiolibro.it e premiato nel concorso Extravergine d’Autore è il suo ultimo romanzo. Ha vinto con “Toccata e fuga” il Premio di Noale per il Concorso “La Parola alle Donne, II edizione”. Il suo racconto “Oroscopi nella notte e un mucchietto di sabbia” ha ricevuto il terzo premio  del Concorso “Il Delfino-Litorale pisano” del 2012. Una sua poesia, “La bambina assorta”, ha partecipato al concorso Il Federiciano ed è stata pubblicata nell’antologia poetica del 2011. Un’altra poesia “Lo scacco dei lumi” è stata accolta nell’antologia “L’arte in versi”, edizione 2012. Un suo scritto “Lettera a Tazio” è stata pubblicato in “Ti volevo dire” da Leone editore. Il racconto “Il Bar del Porto e la fatamorgana” è stato segnalato in occasione del Premio Guido Gozzano.

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7 Commenti

  1. Mi incuriosisce molto il fatto che vi siano mensionati gli antichi miti del mondo sotterraneo,e mi chiedo a che punto della storia e in che modo verranno inseriti. Nell’introduzione sono presenti diversi dettagli che non fanno altro che aumentare il susseguirsi di domande sulla storia in sè; naturalmente non sono nella posizione adeguata di dare un giudizio sul libro,non avendolo letto per intero,ma sembra un libro che possa far immergere il lettore nella storia

  2. Mi incuriosisce molto il fatto che vi siano mensionati gli antichi miti del mondo sotterraneo; nell’introduzione sono presenti diversi dettagli che non fanno altro che aumentare il susseguirsi di domande sulla storia in sè; naturalmente non sono nella posizione adeguata di dare un giudizio sul libro,non avendolo letto per intero,ma sembra un libro che possa far immergere il lettore nella storia

  3. Nadia Bertolani in questo racconto stimola la fantasia creativa in un dettato, un poco forzato, di sentimentalismo.
    Bisognerebbe leggerlo per intero onde apprezzarlo e recensirlo adeguatamente.
    In attesa, cordiali saluti.

    Gaetano

  4. Bellissimo incipit, che mi incuriosisce moltissimo. Mi piacerebbe molto ricevere il libro, per continuarne la lettura così promettente!

  5. Anteprima entusiasmante che coinvolge il lettore e lo spinge a saperne di più. Nella presentazione ho letto che la storia include in se i miti del mondo sotterraneo. Miti e leggende mi hanno sempre affascinata pertanto mi piacerebbe non solo scoprire come va avanti la storia ma anche come i miti sono stati integrati in essa.

    • Valentina, se condividiamo la passione per i miti abbiamo molto in comune: in Brumby compaiono la dea Demetra e sua figlia Proserpina (o Persefone) alla quale sono collegati i riti e i misteri di Eleusi. Se avrò il suo indirizzo mail potrò poi inviargliene una copia al suo recapito.

      • Gentile Nadia,
        guardi i miti inerenti al mondo classico sono i miei preferiti e conosco anche tutti i riti e le festività collegate alle divinità e figure mitologiche. Pertanto sono sempre più affascinata dal suo libro. Sono davvero contenta che me ne invierà una copia. La informo che ho lasciato e lascio nuovamente la mia mail e il mio indirizzo completo nell’apposito form.

        Grazie e un cordiale saluto,
        Valentina

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