domenica, 26 Maggio 2024
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Caccia all’uomo nero di Sabino Napolitano

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Caccia all'uomo nero di Sabino Napolitano

Caccia all’uomo nero di Sabino Napolitano, romanzo giallo vincitore per il “miglior personaggio non protagonista” al Giallo Festival 2022

Caccia all’uomo nero di Sabino Napolitano, appassionante giallo nella città vecchia di Bari

In una gelida sera di febbraio, il quartiere della città vecchia di Bari è scosso da una misteriosa scomparsa.
Il commissario Sterlicchio ha promesso di scoprire la verità.
Ma vale la pena ostinarsi a cercare la verità, anche quando sembra che ormai nessuno voglia conoscerla?
Winston Churchill diceva: «A volte l’uomo inciampa nella verità, ma, nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada, come se nulla fosse».
L’amicizia fraterna, il dolore di un padre e la vergogna possono opprimere a tal punto da spingere a non voler guardare negli occhi una verità, che sembra aberrante e che può apparire come il fallimento di una vita?
In ogni caso, scoprire completamente la verità può essere doloroso e, per farlo, se ne paga sempre un prezzo.

Leggi anteprima

In una gelida sera di febbraio, il vecchio pendolo, appeso alla parete della cucina in un’abitazione di Bari vecchia, incominciò a battere i suoi rintocchi.
Onofrio Carullo girò lentamente la testa, sollevandola dal giornale aperto sul tavolo alla pagina delle notizie sportive.
«C’ scassac…!» bofonchiò, lanciando uno sguardo malevolo verso l’orologio, come fosse un fastidioso disturbatore.
Anche se l’odio era un sentimento che in vita sua non aveva mai provato per nessuno, in quel momento sentiva di nutrirne una buona dose nei confronti di quel maledetto aggeggio che, per di più, era pure un regalo di nozze di una zia di sua moglie, che gli era sempre stata particolarmente antipatica.
Onofrio ricordava ancora quando la zia Ninetta si era presentata con quel regalo, accompagnandolo con quel suo sorriso acido – almeno così appariva ad Onofrio – aperto sulla leggera peluria del mento e con le parole: «Appendetevelo in cucina, così, quando lo sentirete, vi ricorderete della zia Ninetta!».
Un accenno di commozione aveva anche fatto capolino sul viso della cara zia e lui e sua moglie avevano dovuto fare buon viso a cattivo gioco.
Le lancette dell’orologio segnavano le otto di sera.
Onofrio, stava per riprendere la lettura delle notizie sportive, che aveva appena interrotto con gran dispetto, ma prima, a voce alta, disse: «Rachè, ma Marilù ancora non si è ritirata?».
Rachele, sua moglie, stava sfaccendando in camera da letto e teneva accesa la radio a tutto volume: il festival di Sanremo era finito da qualche giorno e a lei quella canzone di Arisa, che aveva vinto, piaceva assai e a Radio Norba la stavano mandando in onda proprio in quel momento.
Rachele la stava canticchiando, come se stesse cantando insieme ad Arisa e la nota cantante l’aiutasse a sua volta nelle faccende domestiche: «lo sono qui per ascoltare un sogno, non parlerò se non ne avrai bisogno, ma ci sarò perché così mi sento, accanto a te, viaggiando controvento … ».
Rachele lasciò che Arisa proseguisse da sola.
«Che hai detto?» chiese poi alzando la voce e abbassando un po’ il volume della musica.
Onofrio riprese, scandendo bene le parole: «Marilù non si è ancora ritirata e sono le otto di sera; quante volte ti ho detto che a quest’ora è meglio che si ritira e non sta in giro nei vicoli?».
Poi aggiunse: «Stasera fac’ pure nu fridd!».
«Oggi teneva il PON a scuola e poi si doveva fermare un po’ a casa di Denise. Mo’ arriva, non ti stare a preoccupare!» ribatté Rachele, alzando il volume della radio e sbuffando con una certa insofferenza.
Onofrio scosse la testa e riprese la lettura dell’articolo su ‘la Bari’.
Era sempre stato uno sfegatato tifoso biancorosso e, oltre a frequentare assiduamente la curva, non si perdeva nulla di tutto ciò che riguardava la sua squadra del cuore, dai servizi televisivi sulle TV locali agli articoli di giornale, senza contare le interminabili discussioni con amici e compagni di lavoro.
Chiuse la Gazzetta, proprio nel momento in cui il vecchio pendolo scandiva i rintocchi delle venti e trenta.
Onofrio, scuotendo la testa, disse ancora alla moglie, che nel frattempo aveva incominciato a preparare la cena: «Rachè, dammi il numero di casa di Denise; se Marilù sta ancora lì, mo’ mi sente».
Stavolta Rachele non protestò e gli dettò il numero, che lui compose subito.
Appena la mamma di Denise rispose, Onofrio disse subito: «Signora, sono Onofrio Carullo, il papà di Marilù; per caso, mia figlia sta ancora lì da voi?».
La mamma di Denise rispose: «Signor Carullo, noi ora ci stiamo mettendo a cenare, ma oggi Marilù non l’ho vista proprio. Un attimo, per sicurezza chiedo a Denise»; poi, dopo un po’, «Denise mi ha detto che sono uscite insieme dalla scuola, ma poi Marilù se ne è andata per conto suo, perché teneva una cosa da fare».
Onofrio ringraziò e chiuse il telefono, perplesso; poi, rivolto alla moglie, disse: «E mo’? La mamma di Denise mi ha detto che Marilù oggi non è andata proprio da loro; dice che, dopo la scuola, aveva da fare una cosa per conto suo».
Rachele guardò il marito con un inizio di apprensione: «Non è che è passata dalla comunità di don Nicola? Stasera non doveva fare il servizio alla mensa, ma può essere che è cambiato il turno e si è dimenticata di avvisarci».
Il numero di don Nicola Onofrio ce l’aveva e lo compose subito: «Buonasera, don Nicola, sono il papà di Marilù; per caso, mia figlia sta lì a fare il servizio mensa?» chiese tutto d’un fiato, appena quello rispose.
Rachele guardava con aria interrogativa il marito al telefono e, appena ebbe chiusa la comunicazione, lo incalzò dicendo: «Beh, che ha detto don Nicola?».
Onofrio, scuro in volto, rispose: «Che oggi non era turno suo alla mensa della Comunità Migrantes e non l’ha vista proprio. Senti, io mo’ esco e vado a vedere se la trovo. Stu’ fatt non mi sta piacendo proprio, stasera».
Onofrio aveva sul volto un’espressione tra l’arrabbiato per il comportamento della figlia e il preoccupato che le fosse successo qualcosa; sapeva bene che Marilù era sempre stata una brava ragazza, non aveva mai mancato gli orari che le venivano raccomandati per il rientro serale e, comunque, aveva sempre avvisato nei rari casi in cui aveva dovuto tardare un po’.
Non era da lei che non avesse ancora dato sue notizie.
Marilù era ancora una ragazzina, aveva appena quindici anni, ma il fisico era già quello di una giovane donna in fiore e Onofrio, già da un bel po’, aveva incominciato a temere che quella bella ragazza bruna con gli occhi verdi che era sua figlia, potesse attirare l’attenzione di qualche malintenzionato.
Così indossò il giaccone e uscì.
Per le strade del centro storico non c’era quasi nessuno a quell’ora e con quel freddo; sembrava anche che ci fosse nell’aria una quasi impercettibile pioviggine.
Onofrio era abituato a vivere e lavorare all’aperto con qualsiasi tempo, ma, stranamente, un brivido gli corse lungo la schiena.
Con il bavero del giaccone alzato e le mani affondate nelle tasche, si mise a girare per le strade di Bari vecchia; dapprima costeggiò i Giardini Isabella d’Aragona, poi piegò a sinistra nella zona retrostante la Cattedrale di San Sabino, s’infilò nel dedalo di strade del cuore di Bari vecchia, fino alla Cattedrale di San Nicola e più in là, quasi fino al Museo Archeologico di Santa Scolastica.
E continuò a girare ancora e ancora e ancora…

Caccia all’uomo nero
di Sabino Napolitano
Editore: ‎PAV Edizioni (21 novembre 2023)
Copertina flessibile: ‎222 pagine

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Vincenzo Mascello
Vincenzo Mascello
2 giorni fa

Fluida baresità in stile popolare e dettagli ordinati di vita comune con crescente realistica apprensione

Sabino Napolitano
Risposta a  Vincenzo Mascello
2 giorni fa

La città vecchia di Bari é stata il palcoscenico naturale per questa storia e per alcuni personaggi.

Licia
Licia
3 giorni fa

Lettura scorrevole e piacevole. La storia particolare ma descritta con molta delicatezza. 5 stelline

Sabino Napolitano
Risposta a  Licia
2 giorni fa

Mi fa piacere che siano state colte alcune sfumature particolari nel brano proposto.

Isabella
3 giorni fa

Lettura gradevole. Riportare alla luce una storia come questa e raccontarla con delicata dolcezza non è facile. 5 stelline.

Last edited 3 giorni fa by Isabella
Sabino Napolitano
Risposta a  Isabella
2 giorni fa

Grazie di aver percepito lo stile di scrittura.

Giuseppe
Giuseppe
3 giorni fa

Bello, scorrevole, coinvolgente.

Sabino Napolitano
Risposta a  Giuseppe
2 giorni fa

Grazie dell’apprezzamento.

Maria Guastamacchia
Maria Guastamacchia
3 giorni fa

Molto interessante

Sabino Napolitano
Risposta a  Maria Guastamacchia
2 giorni fa

Grazie dell’apprezzamento.

Lucia Zappulla
Lucia Zappulla
3 giorni fa

Complimenti, intrigante trama, invita alla lettura

Sabino Napolitano
Risposta a  Lucia Zappulla
2 giorni fa

Grazie dell’apprezzamento.

Riccardo
Riccardo
3 giorni fa

Anche con questo lavoro l’autore ha fatto centro! Romanzo intrigante e coinvolgente! Lettura molto piacevole

Sabino Napolitano
Risposta a  Riccardo
2 giorni fa

Non posso che ringraziare per le belle parole.

Stefania
Stefania
3 giorni fa

Ottimo inizio, accompagna al dopo sollecitando l’interesse

Sabino Napolitano
Risposta a  Stefania
3 giorni fa

Interesse che sarà soddisfatto, se potrai leggere il libro.

Vanessa.Dt
12 giorni fa

Adoro queste genere di lettura, uno dei miei preferiti! Una storia intrigante e misteriosa sin dall’inizio. Spero di poter approfondire e conoscere di più tale lettura.

Sabino Napolitano
Risposta a  Vanessa.Dt
11 giorni fa

Il filo conduttore della narrazione è il contrasto che può determinarsi tra la ricerca della verità e i sentimenti umani. Con “Caccia all’uomo nero” firmo un giallo amaro, ruvido, che sfida il lettore con una storia ricca di interrogativi opprimenti, che ritornano anche quando verità e giustizia sembrano non incrociarsi.

Flavia
16 giorni fa

Amo leggere gialli e mi piace scoprire nuovi autori e nuove storie e misteri da svelare

Sabino Napolitano
Risposta a  Flavia
12 giorni fa

Se avrai modo di leggere il romanzo, ti terrà incollata alle pagine fino alla fine.

Valeria Lo
17 giorni fa

Ho letto l’estratto, subito si entra nella storia e nel mistero che metterà in azione gli ingranaggi del noir. Io sono barese, conosco certe espressioni e i luoghi citati, amo da sempre leggere storie ambientate a Bari perché in esse mi ritrovo, sono a casa mia, in questa bellissima città che amo incondizionatamente.
Come se non bastasse amo i noir da sempre e questo poi mi incuriosisce ed emoziona pur avendo letto solo il breve estratto.
Credo che questa sia una storia da leggere per emozionarsi e, ancora una volta, farsi cullare da Bari e dal suo mare.

Sabino Napolitano
Risposta a  Valeria Lo
16 giorni fa

Ritroverai luoghi e atmosfere famigliari, leggendo il romanzo, con personaggi che, a un certo punto, riuscirai a vedere nel tuo immaginario.

Fatima
24 giorni fa

Questo è uno dei miei generi letterari preferiti. Leggere l’anteprima mi ha incuriosita molto e spero tanto di poterlo leggere

Sabino Napolitano
Risposta a  Fatima
23 giorni fa

Sono lieto che l’incipit del romanzo ti abbia incuriosito e sono sicuro che, se avrai modo di leggere l’intero romanzo, la trama riuscirà a coinvolgerti fino alla fine.

Maria Guidi
25 giorni fa

Il mio voto va a questo libro.

Sabino Napolitano
Risposta a  Maria Guidi
11 giorni fa

Ti ringrazio dell’attenzione e mi auguro che tu possa leggerlo.

Maria Guidi
25 giorni fa

Sembra un giallo ben scritto e intrigante, che presta attenzione anche alle ambientazioni e alle peculiarità del luogo. Sarei curiosa di saperne di più.

Sabino Napolitano
Risposta a  Maria Guidi
23 giorni fa

La città vecchia di Bari mi ha fornito l’ideale palcoscenico paesaggistico e sociale per questa vicenda che, se avrai modo di leggerne il seguito, manterrà vivo il tuo interesse fino all’ultima pagina.

Anna Maria
Anna Maria
25 giorni fa

Un’anteprima che mette curiosità…seguire i discorsi di papà Onofrio, avvertire la sua arrabbiatura mista a preoccupazione…si sente tutto…e ti fa desiderare di poter proseguire nella lettura e scoprire dov’è Marilú e cosa gli è successo…

Sabino Napolitano
Risposta a  Anna Maria
23 giorni fa

Onofrio Carullo è un personaggio secondario, ma non troppo, del mio romanzo. Ha 50 anni all’inizio della storia e gestisce un banco del pesce “N’derr alla lanz”. Un uomo semplice, abituato alla fatica. Non aveva mai pensato di trovarsi di fronte alla situazione che stava vivendo quella sera. Era come se una bomba gli fosse scoppiata tra le mani. Nella prima parte del romanzo è lui il vero protagonista della storia.

Keep Calm & Drink Coffee
25 giorni fa

Leggendo l’anteprima ci si ritrova a girare e rigirare ma senza volerne uscire prima scoprire di più.
Ancor prima mi ha colpita la citazione: trovo che davvero la tendenza a non voler vedere la verità stia dilagando in maniera esponenziale.
Prezioso è chi la cerca.
Complimenti.

Sabino Napolitano
Risposta a  Keep Calm & Drink Coffee
23 giorni fa

In questa cruda vicenda, come spesso accade nella realtà, la verità e la giustizia sembrano procedere su binari paralleli che non s’incontrano mai. E questo finirà per pesare su alcuni dei personaggi della mia storia.

Maria
Maria
25 giorni fa

Mi è piaciuto molto il modo di scrivere dell’autore in questa breve anteprima. Con un tono confidenziale e al contempo narrativo, ci fa entrare nella vita dei suoi personaggi. Anche noi ci preoccupiamo per Marilù e seguiamo, apprensivi, suo padre per i vicoli di Bari vecchia. Invoglia molto alla lettura. Il mio voto per questo libro per l’iniziativa 5 libri nei mari del web.

Sabino Napolitano
Risposta a  Maria
11 giorni fa

Il commissario Sterlicchio, che indaga sulla scomparsa di Marilù, si scontrerà con i pregiudizi, l’omertà, le piccole e grandi bugie di una storia sbagliata, in cui tutti hanno un pezzo di responsabilità che sono disposti a dimenticare.

Chiara
Chiara
25 giorni fa

L’enigma del giallo ed una storia appassionante sono una combinazione direi perfetta per una lettura piacevole e coinvolgente allo stesso tempo.
Spero di avere l’occasione di fare questa lettura.

Sabino Napolitano
Risposta a  Chiara
23 giorni fa

Con “Caccia all’uomo nero” firmo un giallo amaro, ruvido, che sfida il lettore con una storia ricca di interrogativi opprimenti, che ritornano anche quando verità e giustizia sembrano non incrociarsi.

Keep Calm & Drink Coffee
Risposta a  Sabino Napolitano
23 giorni fa

Molto aderente alla realtà dunque: in effetti verità e giustizia troppe volte non si incociano, e permane l’amarezza.

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