venerdì, 19 Luglio 2024
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Cantata per voce sola di Mario Manfio

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Cantata per voce sola di Mario Manfio

Cantata per voce sola di Mario Manfio, versi in lingua e in dialetto triestino

Cantata per voce sola di Mario Manfio, emozioni e tanto humor ed ottimismo

“La poesia non è fatta di queste lettere che pianto come chiodi, ma del bianco che resta sulla carta”: queste parole di Paul Caudel sembrano scritte per Mario Manfio. Il poeta infatti, versificando i fatti della vita, le sensazioni, le passioni, le riflessioni ed i sentimenti con parole limpide e chiare, lascia trasparire dal gioco del chiaroscuro delle pagine rivelazioni interiorizzate che egli ritiene personali, ma che il lettore riconosce come proprie. E toccare il cuore e la mente dei lettori significa fare poesia.
“Cantata per voce sola”, finalista al Concorso Nazionale Ibiskos 2007, è una raccolta di liriche parte in lingua e parte in dialetto, nella quale si avverte la maturazione dell’artista che in Manfio si manifesta nelle forme della pittura, del canto e della recitazione, oltre che in poesia.
Raggiunta la soglia degli… anta il poeta considera la sua esperienza esistenziale con la lucidità della realtà presente comparata all’esperienza degli anni trascorsi. E lo fa con una malinconia velata di rimpianto che però mai ripiega su se stessa in una sterile visione nostalgica. Egli accetta la vita che ha avuto, riconoscendo di aver ricevuto tanto, anche se non proprio tutto quello che da giovane aveva sognato. Questa logica che permea tutta la silloge, dalla quale sprizza spesso un vivo senso dell’humor che la rende particolarmente godibile e nello stesso tempo positiva e concreta, dotata com’è di una forte carica di ottimismo. Ed è proprio questo che dà rilievo ad ogni lirica, pure in quelle più dolenti che parlano di persone care e di affetti scomparsi.
Mario Manfio dice di scrivere soprattutto per se stesso, confessando con grande apertura mentale i suoi sentimenti con la commozione che gli viene dalla gratitudine che prova per il grande dono della vita, ma porgendo i suoi versi alla lettura regala agli amanti della poesia momenti di vera, toccante umanità.
“Cantata per voce sola”, dice Mario, ma la sua è una voce che si fa sentire lontano.
Graziella Semacchi Gliubich

Leggi anteprima dell’opera

FOSCHIA

Cala la sera: brilla qualche luce
nelle case che la foschia scolora.
I colli a malapena si delinean
nel grigio che li avvolge e li cancella.
Piroscafi fantasma là, sul mare
senza orizzonte, grigio al par del cielo.
Un punto verde in fondo della diga
s’accende e spegne, come le speranze,
che, come la risacca ed i frangenti,
in fondo al cuor s’alternan senza posa
con delusioni ed ore di sconforto.

***

IL TAPPETO

Domandando perdono al Padreterno
(s’irritan tutti se tu fai domande
e ti dicon che sono stupidine),
mi pongo una domanda: perché mai,
se è vero che Dio è “onnisciente”,
molte cose ci sembran a rovescio:
bimbi che muoion o han mali tremendi,
farabutti cui tutto fila liscio,
guerre, alluvioni, frane, altri disastri
(che chiamano i cronisti “naturali”)
noi, che le cose comprendiamo solo
quando siam vecchi e non possiamo più
far nulla per cambiar le cose storte…
Forse è vero ciò che gli Arabi dicon:
noi vediamo il “di sotto” del tappeto,
tutto nodi; “di sopra “ il Padreterno
vede il disegno coi suoi bei colori.

***

RONDINI

Le rondini, svolando sora i teti,
le ziga… le par fioi vignudi fora
de scola, che ricupera le ore
passade in zito, a scoltar le lezioni…
Per noi, che semo qua tra quatro muri,
le xe come un richiamo: par che ‘l disi:
“La nostra xe la vera libertà!
Un picio nido soto de la gorna,
piume e pene per farne un bel vestito,
un poche de moschete per el pranzo,
e svolar per el ciel celeste, neto…
Perchè volè lambicarve pel de più?”

Le rondini, volando sopra i tetti, garriscono…sembrano bimbi usciti da scuola, che ricuperano le ore passate in silenzio, ad ascoltare le lezioni… Per noi che siamo qua tra quattro muri, sono come un richiamo: pare che dica: “La nostra è la vera libertà! Un piccolo nido sotto la grondaia, piume e penne per farci un bel vestito, un po’ di moschette per il pranzo e volare per il cielo azzurro, pulito… Perché volete lambiccarvi per il di più?”

***

Cantata per voce sola
di Mario Manfio
Editore: Ibiskos Editrice Risolo
Data di Pubblicazione: 2009

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Roberta
Roberta
3 anni fa

Autore: Mario Mangio
Titolo: cantata per voce sola.
Tipologia: poesia dialettale triestina.
Grazie per avermi inviato una copia del suo libro! I temi trattati sono probabilmente legati all’età dell’autore, la poesia si apprezza soprattutto per chi capisce il dialetto e le sue inflessioni, tocca temi che ben si sposano con il carattere triestino/veneto, in cui c’è sempre una accettazione un po’ fatalistica del destino e del ciclo della vita.
Consigliato a chi ha una passione per il dialetto veneto e triestino in particolare.

Valentina
Valentina
3 anni fa

Fin dalla copertina si capisce che il poeta vuole dare la massima importanza alle parole che ha usato nei suoi componimenti infatti la copertina è a sfondo nero, senza immagine e con il titolo predominante. Una scelta doppiamente originale anche perché è il primo libro di poesie che ho ad avere questa tipologia di grafica. Nella quarta di copertina è riportata la biografia dell’autore. Nella prima pagina quanto intuito dalla copertina viene confermato dalla presentazione della linea editoriale: largo spazio al messaggio che gli autori vogliono trasmettere evocando varie emozioni. In una parola minimalismo. Nelle note editoriali viene anche detto… Leggi il resto »

Valentina
Valentina
3 anni fa

Ringrazio Mario Manfio per avermi inviato una copia del suo libro. Dedica molto apprezzata. Leggerò con molta cura per poi offrirle il mio punto di vista.
Un cordiale saluto,
Valentina

Patrizia Arico
Patrizia Arico
3 anni fa

Tanta tristezza in queste poesie e la voglia di rinascere….sempre…sempre….nel tempi della nostra vita

Valentina
Valentina
3 anni fa

Ricordi, emozioni, gioie e dolori, le parole sono in grado di suscitare tutto questo. È bello poter entrare dentro l’animo di un poeta e, cosa ancora più bella, trovare anche una parte di sé in quello che si legge e imparare anche qualcosa di nuovo. Adoro le poesie e mi piacerebbe poter leggere anche queste per vedere quali altri emozioni mi suscitano e cosa mi trasmettono.

Mariliana
Mariliana
3 anni fa

Belle queste poesie ti mettono nel cuore una pace che è difficile trovare oggi.La semplicità delle parole è così disarmante che lasciano la nostra mente vagare tra emozioni dimenticate.Ringrazio il poeta per i ricordi che mi ha suscitato li avevo dimenticati ma grazie ai suoi versi li ho ritrovato grazie di cuore

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