Cantico d'amore di Nicla Morletti

Cara Nicla,
è invidiabile l’uomo a cui è dedicato questo tuo “Cantico d’amore” parente prossimo del “Cantico dei Cantici” nella passione e nell’esuberanza, ma tutta fiabesca e insieme realisticamente sensuosa e non certo allegorica, sebbene un sottofondo mistico traspiri qua e là. Dunque fortunato costui perché condivide e anzi moltiplica insieme all’amata quel tripudio amoroso. E la fiamma comune non si spegne neppure alle insinuazioni della malinconia. Amore immortale. “Amore invincibile in battaglia”. Mario Luzi

Ci sono tanti modi per dire “ti amo”. Alcuni sono fatti soprattutto di silenzi, di sguardi, di sospiri. Ma non basta, bisogna dirlo. E per chi ama o ha amato senza mai dirlo o confessarlo, nemmeno a se stesso, le parole migliori, quelle più intense, più poetiche, più suggestive le troverà in questi dialoghi, questo cantico che colma d’amore il cuore. Robert

Anteprima del libro

I
Fonda è la notte, languisce il vento tra le foglie, vegliano le stelle sul mondo addormentato. Ti ho cercato, amore mio, tra le rose, gli alberi, le ombre del giardino. E tu non c’eri. Scendono le lacrime, le nubi velano la luna, cado nell’abisso del silenzio. Il mio cuore galleggia sui flutti della vita mentre lo scivolare dell’acqua canta l’eterna sua canzone. Vieni da me, tu che riposi nel mio cuore, vieni in questa notte solitaria, porta con te il profumo soave della tua pelle, la dolcezza del tuo sorriso, le tue parole. Portale tutte per me in questa notte di luna. Scioglierò i miei capelli e ti aspetterò sino al sorgere dell’aurora.

II
Sono venuto, amore mio, mia diletta. E non mi hai sentito. Sul carro della notte dalla veste nera coronata di papaveri sono giunto. Figlia del cielo e della terra, a grandi ali spiegate, mi ha portato da te, mentre i folletti del bosco intrecciavano voli amorosi sul glicine e l’eucalipto in fiore che fremevano appena appena al sospiro del vento. Nell’aria il profumo di dolci promesse. Giacevi addormentata, i capelli fluenti sparsi sul cuscino, il volto di tenera bambina. Ho sfiorato con la mano la tua candida veste, baciato la tua bocca. Come sorta dalle acque parevi, con un lieve sorriso appena accennato sulle labbra. Tutta bella mi apparivi. E le ninfe dei boschi hanno intrecciato ghirlande di fiori per te. Ti ho portato petali di rosa. Poi sono uscito dalla tua stanza piano piano, mi sono allontanato da tutta quella dolcezza, dal tuo profumo di miele e di gigli. Hai sospirato nel sonno.

III
Mi sono svegliata all’improvviso. L’aurora tingeva di rosa il cielo. Ho compreso che avevi vegliato accanto a me e il mio cuore si è bagnato di pianto. Perché non mi hai destato, amore mio, più bello del sole, più dolce del miele, più amabile del vino dell’ultima vendemmia. Volevo posare la testa sul tuo petto, sentire il battito del tuo cuore, offrirti tutti i fiori del mio giardino, gustare il tuo latte e il tuo miele. Ho preso i petali di rosa. Dopo averli passati sulle labbra, li ho donati al vento, all’aria, a questa nostra madre terra affinché l’amore regni nel mio e nel tuo cuore. Per sempre.

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Cantico d’amore
di Nicla Morletti
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Nicla Morletti

Nicla Morletti è nata ad Asciano di Siena. Giornalista pubblicista e docente di scrittura creativa, ha redatto testi teatrali, testi per audiolibri e curato antologie di letteratura contemporanea.
E’ stata inserita nella “Storia della Letteratura Italiana del XX secolo”, nel “Dizionario degli autori del secondo novecento” e premiata dal Presidente del Parlamento Europeo.
Ha pubblicato: “Le vergini di Sacramora”, “Vento d’estate”, “Giulia”, “Il tempio del sole”, “Nel cuore di una donna”, “Cantico d’amore “, “La città delle rose”, “Tutte le stelle del firmamento”, “Prima che le rose appassiscano”, “Difficili, impossibili amori”.
Dal romanzo “L’ultima canzone d’amore” (Premio Viareggio Carnevale, Val di Magra, Galeotto del Carretto, Lev Tolstoj, Maestrale San Marco, Il Golfo, Il Litorale) è stato tratto un Recital di prosa, musica e danza con poesie di Mario Luzi.
Per la narrativa ha vinto i premi: Città di Lerici, Santa Margherita Ligure, Arquà Petrarca, Calabria, Città di Pompei, Clitunno, Trasimeno, Tito Casini, Vittorio G. Rossi, Giuseppe Ungaretti, Le Due Riviere, Olevano Romano, Histonium, Versilia 2004, Maestrale-Marengo d’oro, Golfo di Trieste, Fernando Pessoa al prestigioso Caffè storico letterario Giubbe Rosse di Firenze.
Collabora a riviste, periodici, quotidiani. E’ ideatrice e segretario generale del Premio Letterario Internazionale “Il Molinello”. Dirige il Portale letterario Manuale di Mari – Poesia e letteratura nei mari del web – www.manualedimari.it

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13 Commenti

  1. Un mese fa ero a Venezia di cui sento sovente il magico richiamo. La attraversavo rapida per sfuggire agli scampoli di sole fulgido che faceva dolere i miei occhi chiari e ormai delicati, continuamente sospinta da mio marito, sempre preoccupato per me, per la mia cagionevolezza e per la ressa che, si sa, oggidì non tranquillizza nessuno. Eppure io correvo quasi, tutta contenta di essere fra le calli. Mi soffermavo tra la merce che i negozietti esponevano in abbondanza, toccavo le vesti, le maschere, i ventagli, toccavo tutto come fa una bambina testarda e capricciosa sotto lo sguardo divertito dei negozianti e i richiami di mio marito. Entrai come sempre anche nelle piccole librerie che stipano libri d’ogni sorta in stanzette profumate di carta, di mare, di pesce cotto nella vicina osteria. Nella vetrina di una di queste piccole librerie che conosco e frequento da anni vidi la bellissima copertina di “Cantico d’amore” di Nicla Morletti. Sapevo di questo libro perché lo avevo trovato qui, sul ” Manuale di Mari” che frequento da tempo ormai. Credevo di non poter più leggere, né parlare, né scrivere d’amore. Invece mi fermai d’impulso, entrai nella botteguccia straripante di libri e gente, andai dritta alla vetrina e presi il libro. Quando arrivai alla cassa avevo i soldi già contati in mano e, tra i sorrisi del titolare e la benevolenza dei clienti in attesa, sventolai il libro e i soldi consegnandoli al volo. Non rimasi ad aspettare lo scontrino e corsi fuori improvvisamente felice come quando, da giovane, uscivo dalla libreria con un libro nuovo che acquistavo raggranellando i soldi delle mie fatiche alle vendemmie del mio paese. Sentivo una delle signore che attendevano pacate sull’uscio esclamare in dialetto:” El ga da esser tanto beo quel libro coi fiori e con quel titolo ch’el parla de l’amore se la signora lo ga ciapà su cussì a la svelta! Ne g’avé uno anca par mi? “. (Non conosco la scrittura dialettale, ma si capisce bene, vero?, quello che la signora ha detto). Colsi lo sguardo accigliato di mio marito che mal sopporta questi miei “colpi d’ infantilismo” come chiama lui le mie azioni repentine ed inaspettate. Non me ne rammarico : non le ha mai capite. Mostrai il libro a mio marito e lui allora comprese. Camminammo ancora sereni lungo le calli, pranzammo, entrai dal negoziante che vende solo foulards e ne acquistai uno in fresca seta che misi subito sulle spalle. Volli comunque riprendere il treno presto , diversamente dal solito che da Venezia uscivamo quando ormai si faceva notte. Salimmo sul treno, mi accorsi che lui avrebbe avuto piacere di sonnecchiare e gli dissi prontamente di dormire, ché c’eravamo alzati presto. Lessi d’un fiato il testo incantevole che avevo tra le mani. Arrivai alla stazione della mia città che lo avevo già letto e richiuso. Certo, l’ho riletto ancora e ancora con un’ emozione che si faceva via via più intensa. E’ semplicemente un libro bellissimo. Non ho mai letto un libro d’amore impostato così. Ho letto belle recensioni sul Cantico di Nicla. E’ vero: si sentono gli echi voluttuosi del ” Cantico Dei Cantici “, l’eros degli elegiaci greci. Io vi sento anche l’eco delle parole degli amanti shakespeariani : sento le parole della passione di Cleopatra e di Antonio, le parole leggere eppur cariche di sensualità degli innamorati più famosi al mondo, Giulietta e Romeo. Il “Cantico d’amore “di Nicla Morletti scivola e scorre rapidamente, lasciando cadere nel cuore i diamanti di un amore che vola lieve e intenso nell’immensità, un amore che é sacro nella sua passionalità, nel suo ardore, nella sua trepidazione. Aleggiano sulla sensualità limpida e cristallina le pennellate di una natura soave che entrambi gli amanti accolgono nel cuore ed esplicitano con parole d’incanto. Un amore vero, fra due amanti consapevoli di tutto, uno di quegli amori che risplenderanno in cielo per l’eternità. In “Cantico d’amore” Nicla Morletti ha saputo raccogliere ed esprimere con rara chiarezza e scorrevolezza emozioni, sensazioni, sentimenti che appartengono alle anime più belle e che ben pochi poeti possono evocare in modo tanto sublime.
    Non é fortunato solo l’uomo che ha ispirato questo Canto, come scrive il grande Mario Luzi nella bella dedica all’autrice. E’ fortunata anche la donna che riesce a portare la sua gioia d’amore in quegli spazi celesti che a pochi son concessi. E’ una donna amata totalmente, accolta nella sua carne vibrante e nella sua più intima essenza spirituale. Una fusione totale che abbraccia il Creato e si proietta nell’Eterno. Sì, è vero : certi amori fra uomo e donna appartengono più al Cielo che alla terra. Sono usciti perfetti, come perla maturata nella conchiglia più generosa, dalle mani del Tessitore di Destini. Forse egli ha voluto mostrarci una volta di più che tutti i sentieri portano a Lui.

  2. Essendo oggi molto poco romantica a livello sentimentale, mi interessa scoprire/ricordare questo sentimento che ha mosso e muove il genere umano in un’altra persona. Buon 2017!

  3. La lettura mi ha fatto ricordare passi poetici di Iliade e Odissea…la rugiada dalle dite dorate…
    Coinvolgente.

  4. Cara Nicla mai dubbi sulle tue indiscusse capacità e qualità letterarie, chapeau ad una delle autrici più interessanti di genere e alla straordinaria organizzatrice del premio letterario IL MOLINELLO. Vorrei leggerlo.

  5. Nel Cantico d’amore la parola di Nicla Morletti vola e si innalza feconda accendendo anche il silenzio. Intesse maglie che trattengono sensazioni impalpabili, molecolari, grappoli affascinanti, perle agglutinate. Di tutto ciò il Cantico è intriso, cristallina modulazione di un amore che con i suoi stati d’animo tra splendide immagini della natura, fiori, foglie, vento, sole, luna, traducono attese di dolci promesse e speranze. Anche le atmosfere del tempo colorano il sentire del cuore e della mente, nella profondità e semplicità dell’espressione del vivere, di quello che è il più alto e sublime dei sentimenti, l’amore Assoluto.
    Emma Mazzuca

  6. Sin dalle prime battute si intuisce l’essenza dell’amore, amore puro, amore sincero… sarei onorata di poter continuare la lettura di questo cantico.

  7. Davvero bello e intenso l’amore descritto dalle parole dell’autrice. Mi piace la sua scrittura così incalzante nel parlare di sentimenti. Bellissime parole!

  8. Parole che vengono dall’anima. Desiderio che diventa passione profonda. L’amore che governa la nostra vita. Bellissima anteprima, da continuare a leggere.

  9. Amore e desiderio, passione e dolore.
    Trovo estremamente delicate e intense queste parole che scaturiscono dall’angolo più nascosto del cuore, quasi in grado di far vivere sulla propria pelle questa esperienza raccontata e cantata. Sarei orgogliosa di poterne continuare la lettura.

  10. NIcla qui si supera, veicolando i sentimenti con parole sublimi.
    E l’ amore esplode in un cantico di desiderio e di passione, di perfezione e di sublimazione.
    Bello leggerli, questi versi, nel silenzio della notte, aspettando l’ alba, fradici di sospiri e di piacere.
    Nella speranza che il giorno li incornici e li renda vita.
    Gaetano

  11. Con questi dolci e soavi parole non ci si può non innamorare, ogni singolo verso esprime amore, cattura la nostra mente e conquista il nostro cuore. Un Cantico d’amore carico di emozioni

  12. L’amore: indomabile e dolce sentimento, così profondo da cancellare qualsiasi dolore e alleggerire i cuori. Come un dolce e caldo vento ci accarezza per non lasciarci più. Questo melodioso cantico riesce a toccare il cuore mostrando al lettore la vera essenza dell’amore.

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