domenica, 5 Febbraio 2023
HomeNarrativaRecensioniCara Trapani... di Vittorio Sartarelli

Cara Trapani… di Vittorio Sartarelli

-

Cara Trapani… di Vittorio Sartarelli, “un libro sulla città falcata, sui miti della sua origine, gli Elimi, i Cartaginesi, gli Aragonesi…”

Cara Trapani... di Vittorio Sartarelli

Cara Trapani… di Vittorio Sartarelli, “un delicato affresco pieno di sentimento e di attaccamento alla propria terra”

Un bel libro di immagini ed emozioni, questo di Vittorio Sartarelli. Un modo esemplare di raccontare la propria città attraverso ricordi e storia. L’autore ama la propria terra, le proprie radici. Lo affermano le sue parole, la sua narrazione limpida e lineare. Lo testimoniano le foto del suo mare, lo Scoglio degli Asinelli, la veduta di Erice dalla Torre di Ligny, il Castello di Venere, la Fontana del Tritone in Piazza Vittorio Emanuele.
E Trapani, tra storia, immagini e leggende, ci appare affascinante.
La Stele di Anchise ci porta profumo di cose lontane. Ci cattura il cuore la veduta da Monte Cofano, una perla della Costa Tirrenica, mentre tra chiese, logge e tonnare emergono dolci rimembranze d’amore. Una lettura da non perdere.
Nicla Morletti

“Cara Trapani…” è una nuova opera di Vittorio Sartarelli, che ho “sviscerato” con sentito piacere. L’autore trapanese ha al suo attivo una corposa ed esemplare produzione letteraria, che si divide tra emozionanti esperienze di vita, bagnate da romantici ritagli personali ed estrosa tendenza ad un filone letterario cosiddetto “naturalistico”. Il principio “verista” si accoppia, “sempre”, al dialogo di questo narratore con una squisita arte nel rappresentare luoghi, personaggi ed emozioni, a volte con tratti forti e scolpiti, a volte, con un’estrema delicatezza che sfiora la poesia. Con visione obiettiva la rappresentazione letteraria del testo in questione si fregia di attestazioni umane, che conferiscono all’esposizione l’impronta del reale. Lo scrittore riesce, impeccabilmente, in questo romanzo dedicato ai suoi genitori, sia ad indossare i panni di ogni personaggio, sia a restare assolutamente invisibile. La somma degli addendi offre un prodotto eccellente, che posiziona l’autore tra i migliori scrittori odierni. Egli con lode si cala nella vicenda, nel linguaggio, nella cultura millenaria della città natia dove tuttora risiede. Trapani, credo che debba molto a questa sua creatura che l’ama come si può amare una mamma, custodendo di lei il volto intatto del tempo, addobbandola con visioni sentimentali e addormentandosi tra le sue braccia coralline, nel profumo di tonnara, rimembrando l’amore giovanile.
Pasqualina Genovese D’Orazio

Si tratta di un delicato affresco pieno di sentimento e di attaccamento alla propria terra. Raccontare la propria città legando il racconto ad episodi ed eventi del proprio vissuto è stata un’idea brillante e geniale che si tira nettamente fuori dal coro di tutte le altre pubblicazioni sulla Città di Trapani. Bravo e complimenti, sempre ad maiora!
Carlo Rossella

Dalla prefazione di Elio D’Amico

Cara Trapani… Ancora un libro sulla città falcata, sui miti della sua origine, gli Elimi, i Cartaginesi, gli Aragonesi… ma non si è detto tutto su questa città di cui hanno parlato scrittori greci, latini, francesi, spagnoli e perfino arabi. Può darsi… anzi probabilmente sì. Ma allora, perché un altro libro su Trapani? Di questa città è stata raccontata la sua storia millenaria, le sue tradizioni, i suoi commerci, la sua cultura; anche dei suoi lati oscuri e negativi si è parlato a iosa, e non sempre con cognizione di causa; ma probabilmente poco si è parlato delle emozioni che essa sa dare.
Emozioni che percepisce un viaggiatore di passaggio, ammirando, nel tempo, il suo mare, le sue chiese, i palazzi barocchi e liberty, le saline, i bastioni possenti; riscoprendo gli antichi artigiani del corallo, degli argenti, della tela e colla; ritrovando i sacri riti delle scinnute, della Processione dei Misteri, la più lunga del mondo; ritrovando odori e sapori che si pensava fossero andati perduti per sempre. Questo ed altro può scoprire un viaggiatore che, oggi come mille anni fa, si trovasse a passare da Trapani. Ma un uomo che questa città l’ha intimamente vissuta fin dalla nascita; che in essa ha trovato l’amicizia, l’amore, il lavoro; che ha amato ogni suo angolo, perché ogni angolo è un pezzo della sua vita, della sua esistenza, dei suoi ricordi; che emozioni può sentire “quest’uomo”? Non sono certamente quelle del viaggiatore frettoloso che si ferma alle facciate dei palazzi, al panino con le panelle o ai colori di una tramonto infuocato sul mare; che scatta una foto e va via.
Sono le emozioni di un uomo che vive la sua vita in simbiosi con quella della città, e con essa e grazie a questa cresce e matura.
Ed allora il raccontare la città si identifica con il raccontare sé stesso; significa appropriarsi del palpito che emana dai palazzi, dalle botteghe odorose, dai rumori che provengono dalle case e filtrarli attraverso la propria storia, il proprio vissuto.
Tutto ciò ha voluto fare in questo libro Vittorio Saltarelli, che se una qualità ha, è quella di amare visceralmente la sua Trapani.
La storia, dalla fondazione ai giorni nostri; i riti e le tradizioni; l’artigianato, l’industria ed il commercio; l’urbanistica e l’arte; la cultura in tutte le sue sfaccettature; tutto egli esamina e racconta, al solo scopo di dare un quadro il più completo possibile della sua “cara Trapani”. Ma il Vittorio Saltarelli, autore di questo libro, ha soprattutto un pregio: quello di non porsi sulla cattedra per elargire la sua scienza; non ha voluto confezionare né un trattato di storia, né di urbanistica e nemmeno di economia o di sociologia: ha soltanto messo su carta le riflessioni dell’uomo della strada, dell’uomo qualunque che vive la sua città con amore e con senso di appartenenza. Anche il suo modo di scrivere è semplice; più che ad uno stile letterario, si avvicina di più al linguaggio parlato comunemente, come se egli si limitasse a raccontare la sua vita ai suoi nipotini.

Leggi anteprima

La storia e la leggenda

Certo Trapani, nel millenario scorrere degli anni, anche a causa della sua posizione geografica e strategica al centro del Mediterraneo, fu capolinea d’incontri e scontri militari, commerciali, culturali ed egemonici. Essa è stata abitata, invasa, calpestata, innalzata e tradita da una sfilza innumerevole di popoli d’etnia diversa e svariata. Forse a causa di tutte queste contaminazioni etniche, politiche, culturali, linguistiche ed economiche, la nostra città, come un po’ tutte le più importanti città della Sicilia, può vantare un retaggio di cultura, d’arte, d’universalità etnica, difficilmente eguagliabile.
Fondata, verosimilmente, dopo la caduta di Troia, che gli storici collocano intorno al 1260 a.C. Drepanon, che in greco significa falce, è appunto rappresentata dalla sua configurazione geografica che la pone adagiata nel mare Mediterraneo come estrema punta occidentale della Sicilia. Proprio per la sua posizione strategica, essa costituiva la testa di ponte, obbligata, dalla quale passavano tutti i popoli marinari che si spostavano dall’Oriente all’Occidente. Sin dall’antichità, infatti, chi proveniva da Oriente, preferiva circumnavigare le coste a sud della Sicilia per raggiungere l’Italia o la Sardegna o la Spagna, piuttosto che giungervi attraversando lo stretto di Messina, che era sistematicamente evitato e ignorato, considerandolo pericoloso o addirittura nefasto.
Due mostri spaventosi, infatti, si diceva albergassero negli anfratti delle scoscese coste dello stretto. Da una parte c’era Scilla e dall’altra parte del canale c’era Cariddi, entrambi orrendi e sanguinari predatori di navi e naviganti.
Ritornando al nome della nostra città, che s’identifica con la sua forma, esistono alcune leggende che affondano le loro radici nella mitologia greca, la cui civiltà si sviluppò intorno all’anno 2000 a.C. e che aveva allargato i suoi confini su tutte le altre regioni che per svariati motivi erano venute a contatto con quella civiltà. Una di queste leggende, che vuole giustificare la nascita di Trapani, inizialmente creata dalla mitologia greca, fu rivisitata e introdotta in quella romana, ed è quella che riportiamo. Si narra che Cerere, dea della Terra, dell’agricoltura e delle messi, avesse una figlia, Proserpina, la quale le fu rapita per amore da Platone, Dio del mondo sotterraneo e dei morti. Cerere non acconsentì a quelle nozze e, vagando disperatamente in cerca della figlia per tutta la Sicilia (che, nell’età pagana, notoriamente, era diventata “il granaio di Roma”), perse la falce che aveva nella mano e le cadde in mare, in prossimità della punta occidentale dell’Isola. Ivi sarebbe poi sorta Trapani.
Era ed è evidente che sia le leggende, sia il ricorso frequente alla mitologia, servivano a mettere in risalto la bellezza dei luoghi, la feracità della terra, la posizione di privilegio nell’osservazione e nel controllo del mare, di quel mare che per millenni fu sempre affollato di traffici marittimi dietro i quali si celavano, alternativamente, guerre, commerci, invasioni, scorrerie piratesche e aspre lotte per la conquista del territorio.
Viene da chiedersi perché gli Elimi risiedevano prevalentemente ad Erice che, oltre a costituire un baluardo naturale, era opportunamente fortificato?
Proprio per difendersi dalle ostilità che affliggevano la Sicilia, ed anche quella parte occidentale di lei, che tanto gola faceva agli avventurieri stranieri d’ogni dove. Fu per questi motivi che gli Ericini non si limitarono a godere della vista bucolica che dispensava il litorale trapanese e a sfruttare le risorse agricole che offriva loro l’ampio retroterra, ma avvertirono la necessità di avere un porto che avrebbe potuto proiettarli in un futuro di traffici commerciali dei quali, fin da allora, esistevano i presupposti ed il desiderio.
Purtroppo la Sicilia, e con essa Trapani ed Erice, che da sempre hanno avuto destini comuni ed intrecciati nel corso dei secoli della loro storia, hanno assunto la caratteristica poco piacevole di terra di conquista, costretti ora dagli uni, ora dagli altri, a subire le sorti dei vinti e dei sottomessi. Non si può dire, adesso, dopo tre millenni di storia e di vicissitudini tra le più disparate, che le cose stiano diversamente: magari i contorni sono più sfumati, la conquista ora viene effettuata, diversamente, dai nuovi predatori, in modo più sottile e soft, con artifici subdoli e bene architettati che la nuova civiltà e le moderne politiche favoriscono. Il dolcissimo clima siciliano, la feracità della terra, la pescosità del mare, determinarono l’occupazione, non sempre pacifica dei primi colonizzatori.
A loro altri seguirono, ad ondate successive; la Sicilia si era creata la sua fama di Eldorado e questa fama aveva travalicato il mare. Per quanto riguardò la costa occidentale e Trapani in particolare, dopo gli Elimi arrivarono i Fenici i quali, provenienti dall’odierno Libano, ebbero il merito di iniziare i popoli mediterranei alla navigazione ed agli scambi commerciali.
Poi fu la volta dei Cartaginesi che, stanziando sul litorale africano, con un retroterra scarso di vegetazione e povero di risorse, non potevano non desiderare i fertili campi della nostra Isola e Trapani, fiorente città alleata di Cartagine, subì pacificamente l’influenza punica, avvantaggiandosene e sviluppando i suoi commerci. Poi fu la volta dei Greci, che invasero e colonizzarono quasi tutta la Sicilia Orientale: essi cercarono di occupare anche la zona occidentale dell’Isola, ma trovarono nei Cartaginesi un argine insormontabile.
Trapani, essendo divenuta una piazza d’armi strategicamente importante, mantenne l’alleanza con Cartagine, non solo per gli interessi commerciali comuni, ma perché si sentiva protetta dalla potenza punica e poteva, in tal modo, conservare la propria autonomia e le proprie libertà civili. Quella libertà e quell’autonomia che la nostra città aveva conquistate dall’inizio e difese strenuamente nei secoli, erano destinate a finire: sorgeva infatti l’astro e la potenza di Roma, quella Roma fondata dai discendenti di Enea che a Trapani avevano trovato asilo e conforto dopo anni di sciagure e peregrinazioni inenarrabili. In quel contesto storico, la futura “Caput Mundi”, s’imponeva militarmente non solo su tutto il suolo Italico ma anche sulla Sicilia che, dopo le guerre puniche con le quali si decretò la definitiva cacciata dei Cartaginesi dall’Isola, divenne una provincia senatoria romana, con un pretore governatore che vi si stabilì nel 215 a.C.

Cara Trapani…
di Vittorio Sartarelli
Peppe Giuffrè Editore
2007, pag. 200

Ndr.: Articolo pubblicato la prima volta il 28 gennaio 2009

Vittorio Sartarelli
Vittorio Sartarelli

Vittorio Sartarelli nasce a Trapani il 20 febbraio 1937 da una modesta famiglia, forma la sua istruzione scegliendo gli studi umanistici. Frequenta il Liceo Classico “L.Ximenes” di Trapani, quindi l’Università degli Studi di Palermo nella Facoltà di Giurisprudenza.
Nel 1958 viene assunto dal settimanale politico trapanese “Il Faro” nel quale opererà, a diverso titolo, per tre anni. Durante lo stesso periodo è stato il corrispondente del quotidiano nazionale “Il Popolo”.
Assunto in Banca nel 1963, concluderà la carriera nel suo Istituto, dopo 35 anni di onorato servizio.
Esordisce come autore nel 2000 con un libro biografico sportivo sulla carriera agonistica del padre, Francesco, pilota e costruttore di auto sport nella Sicilia degli anni ’50.
Nel 2005 pubblica il secondo libro di narrativa a sfondo autobiografico “Viaggio nella memoria”. Nel 2006 pubblica un tascabile di tradizioni, sport e cultura varia della città di Trapani: “Territorio e Motori”.
Nel Mese di Aprile 2007 pubblica il suo quarto libro di narrativa con contenuti di storia, etnologia, tradizioni e sentimenti sulla sua città “Cara Trapani …”. Dal 2000 ha pubblicato 20 libri di narrativa, saggistica, sport.
Ha ricevuto diversi primi premi e riconoscimenti vari in concorsi letterari nazionali e internazionali, sia sui racconti o raccolta di racconti inediti, sia sulle opere pubblicate. Su diverse antologie di editori vari, si possono leggere suoi racconti.
La critica letteraria lo considera un emergente di talento facente parte, a buon diritto, della “tipica narrativa verista italiana”

9 Commenti

  1. Il sud è la mia terra d’origine, ogni opera che ne esce mi affascina, mi ci abbandono, è arte per pochi,
    la profondità della storia è unica, mette a nudo i dettagli di una terra dimenticata, ma che ha infinite storie da donare

  2. Da uomo del sud (sono napoletano) amo tantissimo la Sicilia, una terra che trovo spettacolare e piena di bella gente.
    Spero di avere la possibilità di conoscerla ancora meglio leggendo questo libro.

  3. Anche io ho visitato qualche anno fa parte della Sicilia con mio marito, ci è piaciuta moltissimo e sicuramente ci ritorneremo, questa volta saremo in 4
    Questo libro credo sia davvero una chicca per saperne e scoprirne di più sulla bella Trapani, curiosità, miti, leggende, scorci e piccoli segreti di chi la vive e l’ha vissuta giorno dopo giorno

  4. Non ho mai visitato la Sicilia e questo libro permette un bellissimo viaggio tra storia e leggenda. La breve anteprima proietta direttamente nel mito e cattura subito l’attenzione. Mi ha veramente catturata!

  5. Ho visitato la Sicilia e ci ho lasciato il cuore, un’esperienza meravigliosa che ti accompagna per la vita. Sarei onorata di poter leggere questo libro che parla di una terra meravigliosa che abbraccia cultura, profumi e colori senza pari!

  6. Da siciliana è impossibile per me non emozionarmi soltanto leggendo descrizioni, prefazioni, anteprima… dove in poche righe ci si addentra in luoghi, leggende e storia. Ma ad emozionarmi ancora di più è il titolo… “Cara Trapani…” ci sento dentro tutto ciò che l’autore vuole comunicarci e trasmetterci…dai luoghi che fanno sognare, al suo vissuto…ed immergersi nelle emozioni vissute, e raccontate, dall’autore credo sia il più bel modo per “vivere” questo libro… Mi piacerebbe molto poter avere l’opportunità di emozionarmi con questo “racconto” di emozioni.

  7. Questo libro sembra essere fatto apposta per me! Infatti amo miti e leggende e mi piace sempre informarmi delle storie dei vari luoghi per interesse personale e curiosità. Inoltre quando sono presenti anche l’animo e il cuore di chi scrive tutto si fa ancora più interessante e profondo.

  8. L’uomo e la sua città, una tematica nuova che vorrei approfondire. Nulla legato alla scienza o all’industria ma un qualcosa di interiore, facendo riferimento al vissuto dell’individuo e del luogo in cui si è nati; da sfondo la magnifica Trapani, città fondata e ricca di storia greca. Spero di poter approfondire questo libro.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -

spot_img
Fiera dei Libri on line
Fiera dei Libri on line

LIBRI IN PRIMO PIANO

FIERA DEI LIBRI ON LINE