mercoledì, 21 Aprile 2021
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Come nel ventre di una madre di Lucrezia Maggi

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Come nel ventre di una madre di Lucrezia Maggi

Come nel ventre di una madre di Lucrezia Maggi, il nuovo appassionante romanzo della poetessa e scrittrice tarantina

Come nel ventre di una madre di Lucrezia Maggi, storia di attese, speranze e lunghi silenzi

C’è qualcosa, nel coma, che ricorda il caldo silenzio del ventre materno. Lo sa bene Eleonora, intrappolata in sala rianimazione a seguito di un brutto incidente d’auto. Lei è madre, amante, portatrice sana di un unico, grande rimpianto. Nora è il filo rosso che unisce in un nodo maldestro il figlio Fabio, alla ricerca di una verità che solo la madre può svelare, il giornalista Dago, anima inquieta in lotta con i propri demoni e l’infermiere Tommaso, vittima di un segreto. Come nel ventre di una madre è una storia di attese, speranze e lunghi silenzi.

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Vederla lì, inerme in quel letto e in quel reparto, era stato come ricevere un pugno nello stomaco, improvviso e violento. Tommaso Caponio non la vedeva dal giorno in cui si erano lasciati, circa una ventina di anni prima. Era uno studente di scienze infermieristiche al secondo anno, quando la sua giovinezza fu stravolta da una terribile notizia che gli sconvolse la vita: suo fratello aveva un cancro, un male maledetto e inarrestabile che lo stava divorando. La reazione immediata a quell’avvenimento fu un grande senso di paura e d’impotenza, si era trovato impreparato nel dover affrontare quell’improvvisa situazione di angoscia, circostanza nella quale, prima di quel giorno, non si era mai imbattuto. Allo stesso tempo, però, riteneva che quella preoccupazione andasse combattuta e l’unico modo per farlo era conoscere il vero volto di quell’ospite indesiderato per capire come meglio affrontarlo. Dedicò anima, tempo e corpo a suo fratello, unendo le sue forze a quelle di lui in un percorso sconosciuto a entrambi. Si allontanò consapevolmente da Nora, dai loro amici, da tutto. La lunga malattia e poi la prematura morte di suo fratello lo avevano devastato. Ne era uscito distrutto. Ciononostante, quando due anni dopo gli era arrivata la chiamata in servizio dalla struttura ospedaliera in cui ancora lavorava e gli fu chiesto in quale reparto gli sarebbe piaciuto iniziare, non ebbe alcuna esitazione a rispondere oncologia. Così, in un freddo inverno di diversi anni addietro ebbe inizio la sua avventura da infermiere.
I primi mesi furono davvero terribili, la rabbia e l’impotenza che sentiva dentro non erano state ancora vinte, ma quell’ambiente, dapprima frequentato da ospite insieme a suo fratello e come tirocinante poi, ormai non gli era più estraneo. Il desiderio forte di capire, misto alla voglia di imparare, rappresentò un ottimo punto di partenza. In tempi brevissimi fu capace di muoversi tra quelle mura con un buon grado di sicurezza.
La sua tesi di laurea, inerente all’elaborazione del lutto, gli era più volte tornata utile e lo aveva aiutato e agevolato nel far fronte a quella situazione nuova. Si era avvicinato a quelle che erano le criticità d’assistenza che si presentavano quotidianamente in un reparto così delicato, in cui la vita e la morte, le speranze e la disperazione correvano sullo stesso binario e lui, giovane infermiere, spesso si era trovato a guidare quel treno di emozioni mentre le sue, private, non era riuscito ancora a elaborarle.
Nel suo lavoro quotidiano gli era offerta costantemente la possibilità di ascoltare attivamente i bisogni del malato; tanto aveva appreso da loro in quegli anni. Esercitare in oncologia gli aveva insegnato ogni giorno a non vivere la morte come un fallimento, ma a comprendere che quella era solo l’ultima fase di un percorso che andava affrontato giorno per giorno insieme al paziente e ai suoi familiari, direttamente coinvolti durante tutto il processo della malattia; percorso che richiedeva la presenza di un insieme formato da medici, infermieri, malati e familiari.
Suo malgrado, non poté fare a meno di evidenziare che quella catena umana tendeva a essere più debole proprio nella collaborazione tra medico e infermiere.
Tommaso era arrivato a dedurre che la causa principale fosse da addebitare al differente modo di approccio verso il malato e a un’inefficace e poco costruttiva collaborazione fra le due figure sanitarie. Gli oncologi, ad esempio, pretendevano di essere al centro del processo di cura con le loro prescrizioni che rispondevano più a logiche di economicità che di qualità della vita, aspettandosi che gli infermieri fossero semplici esecutori di mansioni, meglio sarebbe stato se pure non pensanti. Invece, Tommaso, scegliendo di diventare un infermiere, aveva sempre pensato che dovessero essere i malati, al centro delle cure, le competenze di ognuno a garanzia di risposte adeguate ai loro bisogni, perché non solo con le chemio si guariva il cancro.
Non si era trovato granché a suo agio in quel posto proprio a causa di quel suo modo di pensare e così chiese di cambiare reparto. Dapprima chirurgia, poi ancora, terapia intensiva. Mai avrebbe pensato che un giorno, proprio lì, avrebbe ritrovato lei, Eleonora. Dopo anni, dopo una vita intera.

L’autrice

Lucrezia Maggi, poetessa e narratrice tarantina, dal 2007 ha al suo attivo numerose pubblicazioni, di poesia e di narrativa. Suoi versi sono presenti in numerose antologie e riviste letterarie italiane. È presidente e fondatrice dell’Associazione Culturale Le Muse Project, ideatrice e organizzatrice del Premio Letterario Nazionale “Città di Taranto”, giunto alla quattordicesima edizione. Nel 2011, le è stato conferito, per la Sezione Cultura, il Premio “Donna Dei Due Mari 2011”. Il 2013 è l’anno che ha visto accadere gli eventi narrati nel pamphlet Prima che il tempo ne cancelli le orme, che l’autrice ha scritto a seguito della morte di sua madre per malasanità. Nell’aprile del 2015 l’autrice ha pubblicato, per la casa editrice Opposto Edizioni, Come solo le parole, una raccolta di racconti brevi. Nel dicembre 2016, la seconda edizione di Prima che il tempo ne cancelli le orme. A gennaio del 2018 l’autrice è tornata in libreria con la silloge Indelebile-cose di noi e sanguinamenti sparsi edito da Controluna/Il Seme Bianco.

Come nel ventre di una madre
di Lucrezia Maggi
Editore: Scatole Parlanti (16 dicembre 2019)
Copertina flessibile: 102 pagine

Lucrezia Maggi
Lucrezia Maggi

Lucrezia Maggi, poetessa e narratrice tarantina, dal 2007 ad oggi, ha al suo attivo numerose pubblicazioni, di poesia e di narrativa. Suoi versi sono presenti in numerose antologie e riviste letterarie italiane. È presidente e fondatrice dell’Associazione Culturale “Le Muse Project”, ideatrice e organizzatrice del Premio Letterario Nazionale “Città di Taranto”, giunto ad oggi alla tredicesima edizione. Tra le numerose attestazioni letterarie ricevute, nel 2011, le viene conferito, per la Sezione Cultura, il Premio “Donna Dei Due Mari 2011”, riconoscimento alle “eccellenze territoriali”, con le seguenti motivazioni: “Per l’attività di effettiva promozione culturale e di riscoperta generazionale resa a favore della nobile e distinta Arte della Poesia”. Il 2013 è l’anno che vedrà accadere gli eventi narrati nel pamphlet “Prima che il tempo ne cancelli le orme”, che l’autrice scrive a seguito della morte di sua madre per malasanità. “Come affrontare quanto accaduto, come dare giustizia alla nostra storia e fare in modo che non capiti ad altri?” queste le domande che si è subito posta Lucrezia, nel corso e in conseguenza al drammatico sviluppo degli eventi. Chiedere un risarcimento? Sporgere denuncia? Il dubbio – o già un’amara certezza – era quello di rimanere inascoltati e ignorati, fino al punto in cui sarebbe stato troppo tardi per agire. Il modo migliore era metterci la propria voce e il proprio volto, portando di persona la storia all’attenzione di altre città e di altre persone e personalità. Lucrezia darà così il via ad un tour di divulgazione, in cui il libro, edito a novembre del 2013, sarà portato in numerose città italiane quali Taranto e la sua provincia, Bari, Avellino, Napoli, Salerno, Catania, Roma, Milano. Numerosi gli incontri realizzati con il prezioso supporto di relatori del calibro degli scrittori Andrea G. Pinketts e Cosimo Argentina, del dott. Santino Mirabella, magistrato catanese, di Alessandro Salvatore, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, del giornalista campano Alfonso Bottone, direttore organizzativo della Fiera del Libro in Mediterraneo che, hanno portato la vicenda dinanzi all’attenzione di un pubblico crescente e sempre più partecipe in quei coinvolgenti momenti di dibattito e dialogo che sono stati, ogni volta, le presentazioni di questo pamphlet. Nell’aprile del 2015 l’autrice pubblica, per la casa editrice Opposto Edizioni, realtà editoriale indipendente capitolina, “Come solo le parole”, una raffinata raccolta di 17 racconti brevi. Nel dicembre 2016, la seconda edizione di “Prima che il tempo ne cancelli le orme” e il monologo teatrale ad esso ispirato interpretato dall’attore Sergio Mari con le musiche originali del musicista/compositore Filippo D’Eliso. A gennaio del 2018 l’autrice torna in libreria con la silloge “Indelebile-cose di noi e sanguinamenti sparsi” edito da Controluna/Il Seme Bianco. “Come nel ventre di una madre”, il titolo del suo ultimo romanzo edito daScatole Parlanti (Gruppo Utterson).

28 Commenti

  1. Ho vissuto per anni accompagnando familiari nella loro triste malattia, gioire dei più piccoli progressi e morire ogni qualvolta le cure fallivano è stata un esperienza positiva ma l’impotenza forse è quella che mi guida a raccontare il vissuto.Questo libro con una storia così umana in cui si intravede un’autrice sensibile penso sia un libro da leggere anche perché è nel dolore che la vita si apprezza.Mariliana

  2. Mi sembra un romanzo drammaticamente reale, doloroso, profondo e per questo particolarmente vero.
    Sarà un piacere per me avere l’opportunità di leggere quest’opera, esplorare l’essenza e toccare l’anima di Eleonora, la protagonista della storia.
    Complimenti all’autrice anche per la scelta della copertina: essenziale e fortemente interpretativa.

    • Felice sarò io se avrà modo di leggerlo, di commentarlo e perché no, anche di consigliarlo. Grazie per il commento.

  3. Quanto dolore c’è nel mondo ho perso un sacco di persone a me care con questo problema tendiamo una mano a chi soffre a chi è ammalato ed è solo a chi a un fratello una madre un figlio in queste condizioni e non ha una spalla su cui piangere .Argomenti molto attuali .Complimenti all’autrice.Peccato che la trama sia corta e una lettura che ti travolge e vorresti arrivare alla fine.Grazie per averci coinvolto in questa avventura.

    • Un romanzo che affronta numerosi temi della società moderna. La difficoltá nelle relazioni umane, l’insostenibilità del presente a fronte di un futuro incerto, il concetto moderno di famiglia. Eleonora è il fulcro della narrazione come madre, donna tradita e amante. Il segreto che porta dentro da anni accompagnerà il lettore in un viaggio a ritroso nella vita della giovane sociologa e di ognuno dei personaggi che animano la storia. L’autrice ne consiglia vivamente la lettura e ringrazia anticipatamente quanti sentiranno forte il desiderio di avventurarsi tra le righe del suo romanzo. Grazie per il commento.

  4. È un’anteprima particolarmente interessante, sarebbe bello poter leggere il libro interamente. L’autrice mette subito in risalto delle tematiche importanti che catturano immediatamente il lettore e lo spingono a continuare la lettura. Nonostante la scrittura e lo stile sembrino particolarmente leggeri quindi non pesanti, le tematiche inizialmente esposte hanno una rilevanza più grande e soprattutto importante e coerente sia per i più giovani che per gli adulti. Sembra davvero interessante!

    • “Se non respiri attraverso la scrittura, se non piangi nello scrivere, o canti scrivendo, allora non scrivere, perché alla nostra cultura non serve.”
      ANAÏS NIN – Ringrazio per il commento e invito alla lettura completa del romanzo che, tra quelli che ho scritto, è quello a cui sono più legata…

    • Gentilissima Rita,
      siamo lieti di informarla che l’autrice vuole inviarle una copia omaggio del suo libro ma deve fornirci il suo indirizzo postale. Può farlo inviando un nuovo commento e digitando nel rigo apposito il suo indirizzo postale completo di nome e cognome, via, cap, città e provincia.

      • Peccato che la signora Rita non abbia ritenuto opportuno lasciare alla redazione un suo indirizzo. Mi avrebbe fatto davvero piacere inviarle una copia di “Come nel ventre di una madre” in dono… Sarà per una prossima volta!

  5. Un titolo che già intriga…….ed un incipit che cattura definitivamente!
    Mi piacerebbe approfondire la lettura di questo libro, che pregusto essere veramente bello!!

    • Ovviamente ne sarei felice. Questo è un romanzo che ha avuto la sfortuna di essere pubblicato a inizio Pandemia e, purtroppo, molte delle presentazioni programmate sono state annullate a causa del precedente lockdown. È un romanzo a cui sono particolarmente legata, ringrazio dunque per il commento e per l’attenzione che ognuno di voi vorrà dedicarci.

  6. Davvero un titolo originale che, secondo me, rende benissimo l’idea del coma. Non ho esperienza in merito, ma l’ho sempre considerato come una situazione di presenza – non presenza, che può essere appunto paragonato al piccolo nel ventre della madre, che è esistente ma non ancora presente. A questo si aggiungono un mistero e la vita di una donna appesa a un filo. L’incipit, poi, si rivela molto interessante e invoglia il lettore a conoscere il seguito e scoprire il legame tra i protagonisti. Complimenti all’autrice.

    • Curiosa di scoprire la storia di ognuno dei personaggi di “Come nel ventre di una madre”? Allora non le resta che leggerlo…Grazie per il commento…

  7. L’inizio è molto triste, parla di cancro e di camera di rianimazione. Tutti sappiamo che vuol dire, tutti ci siamo entrati per salute o per amore verso chi si trova in quei momenti.
    Eleonora, donna che ancora tanto da dire e da dare. Tommy, un personaggio con un cuore grande così.
    Ma quali eventi entreranno nella vita di queste due persone? Mi piacerebbe tanto scoprirlo.

    • Questo è solo uno stralcio dal testo, ne ho scelto uno tra i più profondi per non anticipare troppo della storia di Eleonora che è l’espediente narrativo per raccontarne altre, le storie che viaggiano parallelamente alla sua…Grata per il commento.

  8. Vedere qualcuno inerme, bloccato in un letto e non poter far nulla fa sentire impotenti e inutili. Sembra una cosa lontana eppure per molti non è così…
    Questo libro credo che serva per far riflettere e insegnare qualcosa al lettore, un libro anche per guardarsi dentro e apprezzare quello che si ha e a cui non facciamo mai attenzione. L’importanza della vita che a volte si da per scontata, le giornate vengono classificate come classica routine e invece può bastare un solo attimo che tutto può cambiare.
    Bellissima anteprima che arriva subito all’animo del lettore e gli fa capire che è un romanzo del vero. Mi piacerebbe molto leggerlo.

    • Come nel ventre di una madre è questo e tantissimo altro. Toglierei il gusto della scoperta anticipando troppo della trama…Ringrazio per il commento.

      • Incuriosisce proprio al punto giusto.
        Grazie ancora a lei per aver dedicato un libro a una tematica così importante.

        Valentina

  9. Un’anteprima che invoglia alla lettura di questo romanzo pieno di segreti, speranze, attese..non vedi l’ora di leggerlo per scoprire, se questi segreti riusciranno ad essere svelati, se questi intrighi nascosti saranno portati alla luce..
    Molto bella anche la copertina, che metaforicamente con un raggio di luce lascia probabilmente intravedere la speranza..

  10. Gia dall’anteprima si capisce la grande emotività che nasconde il romanzo. Mi piacerebbe molto poterlo leggere

    • “Se non respiri attraverso la scrittura, se non piangi nello scrivere, o canti scrivendo, allora non scrivere, perché alla nostra cultura non serve.”
      ANAÏS NIN – Ringrazio per il commento e invito alla lettura completa del romanzo che, tra quelli che ho scritto, è quello a cui sono più legata…

    • Grazie per il commento, spero che “Come nel ventre di una madre” possa trovare un posticino tra le sue prossime letture e adeguato spazio nella sua libreria…

  11. Bellissimi argomenti trattati. Ho letto l anteprima e mi è piaciuta molto. Un tema che fa riflettere . Non vedo l ora di poterli leggere …

    • In realtà i temi trattati in “Come nel ventre di una madre” sono parecchi e diversi: malasanità, femminicidio, inquietudini, diversità e numerosi altri…Eleonora, è una sociologa e lei ben sa…Ringrazio per il commento e invito ad approfondire la lettura, dentro la storia…

  12. …avevo 9 anni quando la mia nonna si ammalò di tumore al cervello….fu sottoposta a 4 interventi…ero piccola ma ricordo quei ‘palloncini” che aveva in testa.. io li chiamavo così ,ma erano drenaggi…non servirono le operazioni…purtroppo….poi crescendo toccò alla mamma di un amichetta, a un cugino e infine al mio Grande Zio Amico….una sofferenza continua che ti segna ma ti fa capire quando sia importante stare vicino a un malato terminale, regalargli sorrisi e amore sino alla fine…

    • Sono tracce indelebili, queste, che restano. “Come nel ventre di una madre” desidera essere una storia che scava nel profondo e dove ognuno può riconoscersi e trovare, perché no, quelle risposte che cerca….

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