LA RECENSIONE DI NICLA MORLETTI

Connubio d'amore di Alessandro Spinelli
Un delicato e armonioso libro di poesie. Versi dettati dalla melodia del cuore, da dove sgorga copioso e sempre Amore.
Le delizie della primavera, i primi baci, profumo di resina e fiori.
“Quest’amore non è volo che migra e se ne va” scrive l’autore, “non è fine sabbia che lentamente si svuota nella clessidra del tempo, non è nebbia che offusca i miei pensieri.” Quest’amore è puro e sincero, bello come lacrime di cielo cadute dalle stelle.

CONNUBIO D’AMORE
di Alessandro Spinelli

Nicola Calabria Editore
2007, p. 74
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Presentazione di Pietro Seddio
Esiste un filo conduttore che tiene legate le composizioni scritte da Alessandro Spinelli: un compendio all’amore, il suo, che si manifesta come mare in piena.
Sembra “ossessionato” da questo sentimento, ma così non è perché la sua partecipazione scaturisce da un suo bisogno interiore di confrontarsi assai frequente con le sensazioni che percepisce.
Ed è appunto l’amore dedicato alla sua compagna di vita unico e vero riferimento che ha creato come una seconda vita dalla quale riesce ad attingere questa capacità espressiva frutto anche delle realtà, alquanto personale, che egli è in grado di vivere.
Certo forse qualcuno potrà non identificarsi, ma questo non toglie che la lettura delle tante poesie contenute nel testo non abbiano un humus e una forza scatenante. Certo forse, nella foga di esternare, manca qualche elemento “propriamente poetico” nel senso che il ritmo è quasi univoco, ma ogni sentimento che si vive (rendendo partecipi gli altri) è un momento catartico verso il quale si deve rispetto.
Molto probabilmente analizzando le composizioni, è possibile scorgere una certa versatilità alla dialettica che è parte dell’autore, ma in questo contesto è solo evidente la sua “razionalità” portata avanti dall’imperante sentimento.
Per questo prende a prestito la “poesia” cercando nella sintesi di stigmatizzare il suo stato d’animo che gli è compagno e con il quale intrattiene questo interiore rapporto, certo che le sue parole si possano vestire di quella patina inossidabile per vivere in eterno, proprio come il suo sentimento d’amore.

 


Amo la notte

Amo la notte,
quando
il tuo respiro ascolto.
L’amo,
se al mio fianco giaci.
Nella soffitta
del nostro piccolo cielo
una fioca luce forse di luna,
illumina
i tuoi biondi capelli
dove è già caduta
la prima neve.
La prima neve
è caduta anche sui tetti
macchiati di gelo
con l’algido soffio del nord,
e l’inverno che sprona
ma mio amore
con te vicina
non raffredda il mio corpo.

Amo la notte
e amo te
che già sospiri
nelle braccia dell’alba,
vedo il tuo seno così ansioso
di sollevare il respiro.
Amore,
destare ti vorrei
e nel castano abisso
dei tuoi occhi,
immergere le tristezze
delle mia vita.

Continua a leggere e commentare nel Blog degli Autori…

 

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