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Da che pulp di Anna Maria Ardito

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Da che pulp di Anna Maria Ardito è il primo romanzo della scrittrice pugliese

Da che pulp di Anna Maria Ardito, con eros, ironia e spensieratezza un romanzo in tutti i sensi “rock”

Lecce, 2003. Frida, studentessa fuorisede e doppiatrice di cartoni animati, è la cantante delle Ragadi, una scalcinata rock band, e ha una vita sentimentale movimentata, tra la relazione con la timida Liliana e gli incontri con Peppino, un quarantenne dalle strane abitudini sessuali, proprietario di un negozio di articoli religiosi. Intanto, il nuovo bassista delle Ragadi, Benny, innamorato della misteriosa Marlene, si trova ad affrontare un problema di sdoppiamento della personalità ai limiti della possessione, che lo trasforma, da studente serio amante del rock alternativo, in un satiro ossessionato dal pop italiano.

Leggi anteprima

PARTE PRIMA: 2003

BENNY

Quando Benny si svegliò un mattino da sogni di rock and roll inquieti, si accorse che quello che gli era sembrato un accordo mal riuscito della chitarra elettrica con cui stava suonando Voodoo chile davanti a Jimi Hendrix in persona era, in realtà, il trillo della sveglia, che doveva averlo accompagnato nel sogno già da un pezzo. Si alzò bestemmiando, mentre quel suono fastidioso continuava a martellargli il cranio: teneva la sveglia a un metro di distanza dal suo divano letto, in un cassetto del comò che non si chiudeva, per evitare di spegnerla in automatico e riaddormentarsi all’istante. Il fratello lo mandò affanculo e si voltò dall’altra parte. Aveva lezione alle nove, beato lui.
Benny corse in bagno con una gamba dei jeans già infilata, rimuginando sul sogno durante la procedura di evacuazione. Stava suonando in un piccolo pub di Lecce, che allo stesso tempo era il festival di Sanremo; Jimi Hendrix ascoltava la sua esibizione con aria scettica, scuotendo la testa, poi lo guardava fissamente e diceva qualcosa come io rinascerò. I suoi occhi diventavano sempre più grandi, fino a unirsi in un solo tunnel, come in un cartone animato, e a inghiottire Benny, che continuava tranquillamente a suonare. Quella cacacazzo di sveglia! Proprio mentre era sull’orlo di chissà quale rivelazione metafisica.
Aveva dormito solo poche ore, e aveva diritto privato alle otto e un quarto. Scese le scale di corsa, recuperò la bici e si precipitò in facoltà, maledicendo Chiara che, la sera prima, lo aveva convinto ad assistere al concerto del suo ultimo gruppo, una cover band che suonava perlopiù rock degli anni ‘90.
Alle medie, Benny era in classe col fratello di Chiara, e andava a fare i compiti a casa sua. In quella famiglia erano tutti pianisti, salvo la ragazza, che suonava inspiegabilmente la batteria. Erano stati Chiara e Vincenzo, il fratello, a spingere Benny a imparare a suonare chitarra e basso, con l’idea di fondare un gruppo insieme. Poi, lui aveva scoperto che preferiva ascoltare musica che suonarla; Vincenzo frequentava ancora il conservatorio, mentre Chiara aveva fatto parte di una decina di gruppi, uno più sgarrupato dell’altro, intanto che portava avanti pigramente gli studi di lingue.
Le Ragadi, comunque, non erano male. Benny li aveva sentiti suonare solo la sera prima, ma negli ultimi mesi, da quando era subentrata al batterista precedente, Chiara gliene aveva parlato tanto che lui avrebbe potuto scrivere una biografia del gruppo.
La formazione attuale comprendeva, oltre a Chiara, un bassista di nome Tommaso, di famiglia ultracattolica, che si atteggiava a bello e dannato, e una cantante e chitarrista che si credeva la Courtney Love dei poveri.
Benny aveva conosciuto Tommaso al liceo; era in un’altra sezione, ma si erano ritrovati nella stessa comitiva, ed era stato anche a casa sua diverse volte, a giocare a carte sotto Natale o a qualche festa di compleanno. All’università, però, si erano persi di vista.
La cantante, invece, era una fuorisede. Frida, si chiamava. Benny non aveva capito bene di dove fosse. Secondo Chiara, era stata lei a provocare la defezione del batterista precedente, per averlo lasciato dopo una storia breve e burrascosa. Litigava con tutti, soprattutto con Tommaso, cui contendeva il ruolo di leader. Studiava all’accademia di belle arti e lavorava saltuariamente come cameriera. Chiara la trovava simpatica. Diceva che era bravissima, che aveva una voce da brividi e che scriveva testi originalissimi, che avrebbe voluto inserire nel repertorio del trio, se solo Tommaso non vi si fosse opposto.
Tirava aria di scissione, tra le Ragadi. Frida e Chiara avevano già parlato di lasciare Tommaso e fondare una nuova band. Chiara aveva anche proposto a Benny di unirsi a loro, ma lui aveva declinato. Doveva studiare, aveva detto. I suoi non erano ricchi; non poteva permettersi di trascinarsi fuori corso a tempo indeterminato, magari fingendo di pagarsi gli studi con qualche lavoretto inconcludente giusto per giocare al bohemien. E sapeva benissimo di non essere un musicista, anche se Chiara continuava a spergiurargli il contrario.

Da che pulp
di Anna Maria Ardito
Editore: ‎Prospettiva Editrice (30 novembre 2019)
Copertina flessibile: ‎154 pagine

Anna Maria Ardito

Anna Maria Ardito è nata a Cerignola nel 1970. Ha vissuto per alcuni anni a Milano; dal 2006 insegna lettere al liceo classico di Gallipoli. Il suo primo romanzo, Da che pulp, edito da Prospettiva Editrice, è uscito alla fine del 2019. Alcuni dei suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie Bobine, di Giraldi Editore, Scappo dalla città e In & out, di Clown Bianco, e sulla rivista online Il diario del riccio. Il racconto Ariel è stato edito in formato ebook da Oakmond Publishing. Una raccolta di racconti horror e noir intitolata Dove la notte è buia è stata pubblicata da Algra nel 2021. Ha scritto e autopubblicato anche un libro per ragazzi, intitolato Viola e Vanessa, detective del paranormale.

6 Commenti

  1. I personaggi sembrano essere legati davvero dalla musica, come le parole che vanno a tempo!
    Sarebbe bello vedere se la fine rimane nello spartito o se scaraventi la chitarra a terra dall’emozione!

  2. Una storia con un sottofondo musicale che si percepisce nella breve anteprima. Un romanzo che parla di ragazzi e di musica, dalla trama non scontata. Mi sembra davvero un’opera originale, come non ne ho lette finora.

  3. A guardare la copertina e a leggere le prime righe ho avuto l’impressione di una musica che avvolge i vari personaggi tenendoli legati da un filo di ironia. Molto avvincente, una scrittura che colpisce spero di leggerlo per entrare nel mondo di questi personaggi e nell’animo di chi lo ha scritto. Augurissimi Mariliana

  4. Un romanzo “rock” e molto originale, che ispira il lettore a conoscere meglio la storia dei vari personaggi che andranno ad animarlo. Molto bello ed ironicamente rock anche il titolo e la cover del libro

  5. Trama simpatica …da leggere tutta di un fiato soprattutto per chi come me ama la musica rock…e poi attraverso le pagine vorrei scoprire la Puglia i suoi luoghi i suoi colori.

  6. Una trama simpaticamente complessa, come complessi sembrano essere i suoi personaggi, presentati nell’anteprima.
    Sicuramente una storia movimentata, che sembra però essere volutamente “alleggerita” dal senso dell’ironia dell’autrice.
    Un romanzo “rock”, sì mi piacerebbe leggerlo!

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