martedì, 16 Aprile 2024
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Dal cielo e ritorno di Rosella Vacchino

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Dal cielo e ritorno di Rosella Vacchino

Dal cielo e ritorno di Rosella Vacchino, terzo libro di narrativa della scrittrice torinese

Dal cielo e ritorno di Rosella Vacchino, storia scanzonata ed ironica che affronta temi di notevole portata e profondità

Sdegnata per le continue strumentalizzazioni a cui è sottoposta, Maria decide di lasciare temporaneamente il Cielo e di recarsi sulla Terra nelle vesti di una comune mortale, per affrontare ad armi pari coloro che la tirano in ballo a ogni piè sospinto per i propri scopi non sempre limpidi. La sua avventura terrena – narrata con tono scanzonato ma mai irriverente – si dipana tra Roma, Milano, Medjugorje e altri luoghi ancora, tra ricerche su Internet e incontri con politici, ecclesiastici e altri improbabili personaggi; un viaggio che le consente di apprezzare bellezze artistiche e naturali, e persino di resistere, con un certo rimpianto, a impreviste quanto umanissime tentazioni.

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Primo capitolo

Prologo in cielo

Il Signore osservava Maria, perplesso per il cambiamento che da qualche tempo si era manifestato in lei. La vedeva pensierosa, talvolta corrucciata, senza più l’ombra di un sorriso. Si risolse quindi a chiedergliene il motivo. Con grazia, ma anche con decisione, Maria gli rispose.
”Mio Signore, da tempo mi sto arrovellando su una questione, senza trovare il coraggio di parlartene. Visto che ora mi interroghi, ti risponderò senza reticenze. Sono sconcertata, amareggiata e indignata. Da due millenni i cristiani mi fanno oggetto di venerazione, e di culti che a volte rasentano la superstizione; mi hanno dipinta in quadri bellissimi e in croste impresentabili, hanno scolpito statue con le mie presunte fattezze, addirittura la mia immagine è stata usata per fabbricare bottigliette di plastica piene d’acqua e souvenirs per i turisti. Ho sopportato tutto, in silenzio, accettando i tributi sinceri e la mercificazione della mia persona, ma ora si è superato il limite! “.
“Che cosa intendi dire?”.
“Mio Signore, tu sai che sono sempre stata una persona discreta, aliena da ogni presenzialismo, tanto che, nei Vangeli, di me si parla pochissimo, ed io parlo ancora meno; ma i fedeli avevano bisogno di una figura femminile che prendesse il posto dell’antica Dea Madre, e si sono rivolti a me. Fin qui, nulla di strano, si è trattato semplicemente di sopperire ad una mancanza: Padre, Figlio e Spirito Santo, tutti maschi, ancorché puri spiriti! Io sono stata tirata in ballo perché l’incarnazione del Figlio poteva avvenire solo grazie ad una donna; ero giovane, inesperta, ingenua, e ho ceduto allo Spirito, con tutto quel che ne è seguìto. Mi sono perciò trovata a rappresentare la Madre per eccellenza, madre comprensiva, pietosa, che, come la maggior parte delle madri, tenta, quando è il caso, di intercedere presso il padre a favore dei figli, con i quali i cristiani si sono identificati. Questo accadde molto tempo fa. Poi iniziarono le attribuzioni: Regina coeli, Turris eburnea, Sedes sapientiae, Ianua Coeli… per non parlare di Assunta, Ausiliatrice, Addolorata, e tutto il catalogo che ben conosci; c’è di che andare in confusione circa la propria identità, e, secondo me, anche molti cristiani, con il tempo, hanno iniziato a confondersi. Ma non è di questo che voglio parlare”.
Il Figlio la interrompe. “Stai proprio vuotando il sacco, non sei mai stata così loquace”.
“Vedi, figliolo, nei secoli sono successi fatti che mi hanno lasciata perplessa, ma non al punto da lamentarmene con voi, Padre, Figlio e Spirito Santo; ultimamente, però, stanno accadendo cose che mi offendono profondamente, al punto di volervi mettere un freno in qualche modo”.
“Di che cosa si tratta, madre? Che cosa ti offende così profondamente?”.
“Mi offende il fatto di essere usata, strumentalizzata a fini commerciali o politici, ecco cosa mi disturba”.
“Puoi spiegarti meglio?”.
“Ma Signore, tu che sei onnipresente e onnisciente, non ti sei accorto di nulla? E tu, Figlio, come puoi permettere che tua madre sia trattata senza rispetto, come un oggetto da spot pubblicitario? Che si inventino apparizioni da vendere come autentiche ad una massa di ingenui o di disperati, al solo fine di acquistare fama e denaro, oltre ad attribuirmi indebitamente frasi e discorsi che chiamano “messaggi”, manco fossi il messaggero degli dei o un’impiegata del telegrafo?! Tu, Figlio mio, ti scagliasti contro coloro che, nel Tempio, si dedicavano a commerci e affari indegni di un luogo sacro, ed ora resti impassibile di fronte a comportamenti analoghi, anzi, più sfrontati e su più vasta scala? C’è poi anche chi approfitta di situazioni critiche e difficili, come le pandemie, per usarmi a scopo di propaganda politica, in un modo che, per l’appunto, grida vendetta al cospetto di Dio”.
“Chi sono costoro, che osano fare scempio del tuo nome?”.
“Uno è un peccatore recidivo, che non rispetta i Comandamenti, soprattutto il secondo, il sesto e il settimo, e con le sue mani indegne osa stringere pubblicamente il rosario, mostrare il crocifisso, e invocare me, Maria, a scopo propagandistico. Ma il punto più grave è il primo a cui ho accennato, perché sono coinvolti anche monaci e sacerdoti”.
“Per quanto riguarda il peccatore, ne risponderà al mio cospetto quando verrà il suo momento; tuttavia, non possiamo giudicarlo e punirlo prima del tempo. L’altro aspetto è più complesso, dovremo ragionarci a fondo”.
“Non mi interessa che fine farà l’ipocrita peccatore. Ciò che mi sta a cuore è la mia reputazione, il rispetto che mi è dovuto come donna e come madre di Dio, e soprattutto la verità. E’ora che finiscano queste pagliacciate irriverenti e offensive”.
“D’accordo, d’accordo, non scaldarti troppo. Abbiamo individuato l’obiettivo; ora però si tratta di capire come fare per raggiungerlo. Propongo un brain storming: ciascuno esprima liberamente le proprie idee, poi tireremo le fila; Spirito sarà il moderatore”.
“Veramente, un suggerimento lo vorrei dare anch’io – esordì Spirito -: potrei apparire in sogno al peccatore, sotto forma di colomba, e richiamarlo ad un corretto comportamento, magari minacciandogli la dannazione eterna”.
”Non mi sembra una buona idea, Spirito, con tutto il rispetto; quell’uomo è un tale manipolatore che riuscirebbe a volgere il sogno a proprio vantaggio – ribatté Maria-. Inoltre, non è di lui solo che intendo occuparmi, come credo sia chiaro dalle parole che ho pronunciato”.
“È escluso che io possa ritornare temporaneamente sulla Terra – interloquì pensieroso il Figlio -; ciò potrebbe causare una catastrofe nell’organizzazione religiosa mondiale”.
“Quindi, che cosa proponete?”, chiese il Padre, un po’ spazientito.
“Potrei andare io stessa; del resto, il problema riguarda me in prima persona, e io devo cercare di risolverlo, o almeno di arginarlo; e poi, sono già qui con il mio corpo, come sono salita così posso scendere “.
“Pensi dunque ad una delle tue apparizioni?”.
“Certo che no – rispose Maria, riservandogli uno sguardo tra l’ironico e il contrariato -; questo delle apparizioni è uno dei nodi ingarbugliati che vorrei provare a sciogliere, non posso proprio pensare di utilizzarlo in questo caso. No, piuttosto potrei recarmi sulla terra in incognito, con il mio corpo che, come è arrivato fin quassù, così può ridiscendere in carne ed ossa”.
“Non è così semplice, non si tratta mica di prendere un ascensore; poi, ci sono seri problemi logistici: tanto per cominciare, dove pensi di atterrare?”.
“Ma a casa mia, in Palestina”.
“Eh no, lì hanno ben altri problemi, e la maggioranza della popolazione non è neppure cristiana; certo, gli islamici ti riconoscono come madre di Gesù, sei persino nominata nel loro Libro sacro, ma non è in quel Paese che si compiono gli atti che tanto ti contrariano. Da quella terra, dovresti spostarti in Occidente come un’emigrante clandestina qualunque, con tutto ciò che ne consegue”.
“Hai ragione, Signore, come sempre. Dovrei scendere direttamente in un Paese cattolico, magari nella Capitale della Cristianità, Roma!”.
“D’accordo, vada per Roma; un modo per arrivarci lo troveremo. Ma una volta lì, che farai? Ti servono documenti, abbigliamento adeguato, denaro, un’abitazione… e soprattutto un’identità.”
“Soldi e documenti sono sufficienti per trovare un appartamento, comprare gli indumenti necessari e mantenermi per i primi tempi; nel frattempo troverò un lavoro che mi permetta di avvicinarmi ai miei obiettivi”.
“Madre, mi preoccupa che tu te ne vada, sola, in giro per il mondo; non sei mai stata molto intraprendente, ti sei sempre adeguata alle scelte che altri avevano fatto per te. Ricorda che, prima di morire, ti ho affidata a Giovanni, perché si prendesse cura di te, mentre ora non avresti nessuno a cui appoggiarti”.
“I tempi sono cambiati; ora – non in tutti i Paesi, per la verità – una donna può avere la propria indipendenza; e poi, non c’è un angelo custode al fianco di ciascuno, quindi anche accanto a me? E tu, Figlio, con tuo Padre, lo Spirito e tutti i Santi, non puoi vegliare su di me dall’alto dei Cieli? Piuttosto, pensiamo alle cose pratiche. Decidiamo quando, miracolosamente, atterrerò a Roma, provvista di passaporto e di una discreta sommetta. Di lì in poi ci penserò io, naturalmente implorando il vostro aiuto in caso di difficoltà”.
“Non solo, ci contatterai anche per consultarci prima di fare qualche mossa azzardata”.
“D’accordo. Resta ancora da decidere che età avrò, e quale sarà la mia nazionalità dichiarata; secondo me, dovrei essere italiana, tanto per semplificare le cose, e non dovrei essere vecchia come al momento della dormitio, perché certamente un lavoro me lo potrei scordare: propongo un trentacinque anni, età in cui oggi – non certo ai miei tempi – una donna è nel pieno delle forze, non troppo sprovveduta né troppo matura. Che ne dite?”.
“Hai deciso tutto tu, stai veramente ribaltando i nostri ruoli storici, non so se ciò mi aggrada – commentò il Padre -. Comunque, provvederemo ad accontentarti, ma ricorda che veglieremo su di te, e ti sorveglieremo”.
“Grazie, mio Signore, grazie, Figlio, grazie, Spirito: conto su di voi e sulla vostra infinita saggezza”.
La decisione era presa, si trattava ora di mettere a punto alcuni dettagli di ordine pratico: il compito fu affidato a due angeli esperti in cose terrene oltre che ultraterrene, e nell’alto dei Cieli calò un silenzio carico di aspettativa.

Dal cielo e ritorno
di Rosella Vacchino
Editore: ‎Robin (14 marzo 2023)
Copertina flessibile: ‎190 pagine

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Marilena
Marilena
2 mesi fa

Sembra essere una storia interessante e ironica che affronta temi di portata e profondità. L’uso di uno stile narrativo che mescola leggerezza e riflessione sembra essere un punto di forza del testo, che potrebbe intrigare i lettori offrendo una prospettiva insolita su tematiche religiose.

Mariliana
Mariliana
2 mesi fa

L’ originalita’ di questo libro ci fa gia’ pensare alle mille domande, alle risposte evasive ottenute .Penso sia un libro da leggere forse per aver risposte o almeno per aver discussioni su questo tema tanto delicato. Mariliana

Cristina Verde
Cristina Verde
2 mesi fa

Da bimba mi domandai spesso perché ” nel nome del padre del figlio e dello spirito santo’….e perché Lei che ha messo al mondo Gesù non è nominata?? Forse leggendo questo libro forse lo scoprirò

Federica Cancelliere
Federica Cancelliere
4 mesi fa

L’idea è sicuramente originale e lontana dai cliché che siamo abituati a leggere in questi tempi. Mi piacerebbe leggere di più, l’anteprima mi ha intrigata. L’ho trovata ben scritta e sicuramente desta curiosità. Spero di poter approfondire

chiara
chiara
4 mesi fa

“Ma ho capito bene?” questa la mia prima reazione. “voglio saperne di più” la mia seconda reazione. Credo che l’autrice abbia fatto centro su come parlare ed affrontare un tema così delicato. Originale.

Valentina
Valentina
5 mesi fa

Questo libro mi ha colpita subito dalla copertina e così con attenzione ho letto l’anteprima. Che dire? Mi sembra davvero molto interessante, sicuramente con un’importante insegnamento da apprendere: proprio i libri che piacciono a me e cioè andare oltre la storia. Poi l’ironia ci sta in questo mondo che a volte si prende troppo sul serio!

Maria
Maria
5 mesi fa

Confesso che all’inizio mi è sembrato.un libro irriverente verso l’immagine di Maria, però leggendo l’anteprima ne ho compreso e apprezzato l’ironia. Sono curiosa di conoscere li sviluppo della storia. Complimenti per l’originalità.

Fatima
5 mesi fa

Mi complimento con l’autrice per l’originalità della storia. Mi è apparsa molto interessante l’idea di far parlare Maria e farci vivere questo viaggio attraverso il suo racconto e dal suo punto di vista, trattando in modo satirico le situazioni attuali che ci sono oggi nel mondo. Mi farebbe molto piacere saperne di più di quest’avventura terrena e scoprire quali saranno i personaggi che incontrerà durante il suo cammino e cosa penserà una volta che l’avventura giungerà al suo termine

Vanessa.Dt
Vanessa.Dt
5 mesi fa

Un’anteprima particolare, una lettura diversa dal “solito”, incuriosisce e intriga fin da subito, molto interessante! Un misto di ironia e fantasia, che conduce il lettore verso una prospettiva dissimile. Spero di poter continuare e scoprire di più questa lettura.

Maria
5 mesi fa

Idea originale, mi ha fatto tornare in mente “A volte ritorno” di Niven. Amo i romanzi che sfruttano l’ironia per parlare dei problemi della società non mi dispiace nemmeno quando si sfiora il surreale.

Anna Maria Refano
5 mesi fa

Fa un po’ strano “sentire parlare” Maria e confrontarsi con il Padre, il Figlio e lo Spirito…un modo molto particolare di esprimere l’indignazione per tutte le cose brutte che stanno accadendo. Mi piacerebbe poter continuare la lettura e scoprire quale intenzioni ha Maria e come andrà il suo viaggio sulla Terra.
Complimenti all’ autrice…

Teresa
Teresa
5 mesi fa

Davvero originale la scrittura di questa anteprima, devo fare davvero i complimenti all’autrice per l’aver trattato un tema così delicato con la giusta ironia. È riuscita ad esprimere al meglio tutto quello che succede nel mondo, facendo parlare la voce di Maria. Mi piacerebbe davvero tanto leggere il seguito.

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