Damiana in Blu di Marco Caputi

Il libro, all’occhio del lettore attento, si presenta magnificamente: una bella copertina che riproduce un dipinto di Marc Chagall, un titolo interessante ed enigmatico: “Damiana in Blu”, una dedica particolare: “Ad una persona lontana che amo”.
Inoltre i compensi derivati dai diritti d’autore sono devoluti in beneficienza. Ben tratteggiate sono le figure dei due protagonisti, ognuno con un disturbo della personalità del quale si rendono conto quando divengono amanti. Tra loro aleggiano due elementi tra sé legati: l’eutanasia e la Chiesa. Ma chi è Damiana Blu? Di che colore è il suo velo? E il suo aspetto? Il mistero e la suspense si fa largo nella mente del lettore che, dopo un incipit perfetto, fatto di dialoghi serrati, continua nella ricerca affannosa del messaggio che aleggia tra le pagine e del loro intenso, profondo, meditato significato. Giornalista professionista, famoso per le corrispondenze di guerra da Israele e le interviste ai protagonisti da Beirut con la sua collega e amica Oriana Fallaci, Marco Caputi è un maestro della penna e del pensiero. E con le parole cesella sapientemente e con cognizione di causa situazioni e cose. Ne deriva un romanzo perfetto, ottimamente strutturato, scritto egregiamente che induce a riflessioni profonde.
Giuseppe Caputi esordisce con il suo primo libro nel ’61 con “I miei soldati” e nel ’65 con “Una storia moderna” che entra nella rosa del Premio Strega, a cui sono seguiti numerosissimi romanzi, tutti di successo. Consiglio vivamente la lettura di questo profondo e intenso romanzo che affronta il delicato e attualissimo tema dell’eutanasia. Continuare a vivere e a soffrire quando non si ha più speranza o abbandonare la lotta? Perché abbandonare la lotta, quando la vita stessa è lotta, sempre lotta? Nicla Morletti

Anteprima del libro

Il Freccia Rossa, silenzioso e veloce, percorre la linea.
Sono le 12.20, arriverà a Salerno alle 16.00.
– Le piace Flaubert? – chiede a Damiana il passeggero che le è seduto di fronte.
– Molto, sono stata a Croisset a vedere la sua casa: un’esperienza affascinante.
– È esperta di Gustave! Posso vedere?
La donna porge il libro.
– L’educazione Sentimentale in lingua originale! – esclama l’uomo.
– Sì, una prima stesura del 1875, che ho comprato anni fa a Bruges in un mercatino di libri usati.
– Lei è belga?
– No, italiana di Cremona, ma ho vissuto a Bruxelles.
– Per lavoro?
– Si, come ricercatrice alla Research Chemical di Gent.
– Conosco il Belgio e quell’azienda; ora sto venendo dalla curia di Malines: sono sacerdote.
– Malines? Si è dimesso monsignor André Joseph Léonard?
– Vedo che è informata…
– Come non esserlo? Dopo la storia dell’AIDS i giornali hanno parlato molto di lui, poi sono seguiti i gay e la pedofilia.
– No! Non si è dimesso, la situazione è ancora complessa ma, la prego, parliamo dì altro! Dove vive signora?
– Nel ’93 ho lasciato il Belgio e vivo in Toscana a Montemiccioli.
– Cremona, Bruxelles, Montemiccioli? Molti riferimenti!
– Vero, appena laureata alla Bocconi, nel ‘79 sono andata a Gent come ricercatrice. Poi ho conosciuto all’ambasciata italiana Riccardo, l’addetto commerciale e, nell’82, ci siamo sposati.
– Siete rimasti in Belgio?
– Diversi anni. Io lavoravo alla Chemical ed abbiamo avuto due figli. Nel 1991 siamo rientrati.
– Suo marito è stato trasferito in Italia dal Ministero degli Esteri?
– No, si è ammalato di tumore e ci siamo spostati in un casale in Toscana che i suoi possedevano a Montemiccioli. Una scelta Monsignore, la nostra felicità era finita e, quando se ne è reso conto, Riccardo ha chiesto di morire nel suo paese.
– Ha sofferto molto?
– No.
– Quindi anche lei ha dovuto lasciare il lavoro di ricercatrice?
– Dal ’92 ho la cattedra di chimica al liceo Carducci di Volterra.
Segue con lo sguardo il correre dei panorami che la velocità del treno rende sfumati. L’uomo, che ha ancora in mano il libro di Flaubert, scopre in lei bellissimi occhi azzurri a cui, in una strana assonanza, si uniscono un tailleur blu e capelli biondo cenere.
Due personaggi: un prete di sessant’anni e una donna, bella ed elegante. Entrambi con storie difficili.
Lui, Monsignor Giorgio Quilici, referente al Santo Padre su questioni legali delle Curie e udienze della Sacra Rota: uno 007 Vaticano; lei, professoressa di chimica, che vive in un casale a Montemiccioli.
Da venti anni Damiana Bardi ha un ospite in casa: uno scrittore ora quasi novantenne, cugino del marito che, venuto da Gorizia, per il suo funerale, non è più ripartito. Un uomo strano, dolce e schivo, che vive in quella che un tempo era la stalla del casale.
Ludovico, è il suo nome, ha insegnato ai figli di lei la lingua italiana facendola amare a loro che, fin dalla nascita, avevano sempre parlato e studiato in francese. Ora dà qualche ripetizione a due ragazzi di Montemiccioli che frequentano lo stesso liceo di Volterra dove insegna Damiana; per il resto del tempo scrive e, con manualità straordinaria, lavora il legno, intaglia bastoni e si occupa dell’orto del casale che è circondato da molto terreno e confina con il bosco.
È Ludovico che, quando lei torna da scuola, dove ha come giorni liberi il sabato e il lunedì, le fa trovare il pranzo pronto, la legna accanto al camino e racconta le novità del borgo. Una contadina del luogo si occupa della pulizia della casa. Talvolta, nei giorni liberi, Damiana si assenta, ma lui non le chiede dove vada.
– Si ferma a Salerno, signora? – chiede il sacerdote.
– No, rientro a Roma dove pernotto perché domani vorrei andare alla Galleria Borghese. Sono affascinata dal Caravaggio.
– Qualche volta c’è problema per i biglietti: è molto frequentato.
– Lo so, ma ho prenotato online.
Torna il silenzio fino a quando passa il cameriere con il carrello.
– Gradisce un caffè signora…?
– Damiana, sì grazie Monsignore, sono Damiana Bardi! Il treno rallenta ed il paesaggio si apre alla campagna umbra.
– Io sono Giorgio Quilici e mi farebbe piacere rivedere la Galleria Borghese: per che ora le hanno dato l’ingresso?
– Le 11.00, vuol venire con me?
– Perché no? Io non ho problema di biglietto e, se vuole, possiamo trovarci all’entrata alle 11.00.
– Volentieri Monsignore.
– Dove alloggia a Roma?
– Da Ricci, una pensione in via Sistina, dove vado da anni.
– Se gradisce vengo a prenderla in taxi domenica verso le dieci.
– Se non è un disturbo…
– Le assicuro, sarà un piacere.
Dal finestrino appaiono le guglie di Città della Pieve e il massiccio del castello di Orvieto.
– Che tipo di ricerca svolgeva alla Research Chemical?
– In particolare sui prodotti per anestesia, avrà sentito parlare del Pentothal. Lo si perfeziona e migliora continuamente.
– Non ho subito interventi chirurgici ma conosco il prodotto.
– E lei Monsignore dove abita a Roma?
– In un appartamento di proprietà dello IOR, modesto ma che ha come pregio di affacciarsi sui giardini Vaticani.
– Deve essere una vista stupenda!
Devo ammetterlo, quando mi affaccio la mattina e dal mio terrazzino vedo i giardini, oltre le mura, mi sento riconciliato con la bellezza e la serenità.

***
Damiana in Blu
di Marco Caputi
Edizioni Romana Editrice, 2013 – pag. 175

Marco Caputi

Marco Caputi è nato a Roma e vive ad Anzio, giornalista professionista, freelance dal 1965, firma i suoi articoli come Marco: corrispondenze di guerra, speciali sul mondo della droga, su sciamani e santoni ed itinerari turistici. Apprezzate le sue corrispondenze da Israele durante la guerra dei sei giorni, le interviste ai protagonisti del Sendero Luminoso e da Beirut ove si trova con la collega e amica Oriana Fallaci. Nel 61 esce il primo libro “I miei sei soldati” e nel 1965 “Una Storia Moderna” che entra nella rosa dei partecipanti allo Strega. Per anni sparisce dal mondo degli autori ma dal 2003 riappare con “Gabbiano_Rosso”, “Ocean’s Ladies”, “Il Sole nella Valle”, “ Storie di Uomini e Donne”, “Vorrei capire”, “L’Urlo ed il Sussurro”, “la Sabbia e lo Scoglio”, “Il Gatto Ricco”,  “Pensiero d’Autunno”, “Le Emozioni Lontane”, “Il Gelo nell’Anima”, “Damiana in Blu” e “La Gatta e lo Straniero”. In corso di preparazione “Evaristo Sciacciamignotte”. L’autore ha vinto numerosi premi, citiamo qui alcuni: AGORA’, Recanati, racconto; FLANERI DEB, Roma, Il Sole nella Valle; MORSELLI, Arcisate (VA), Il Sole nella Valle; LUCE DELL’ARTE , Roma, Vorrei Capire; EFFEOTTO, Cernusco, racconto; UN RACCONTO PER L’ESTATE , Borghetto S.Spirito, racconto; IL SAGGIO, Eboli, Il Sole nella Valle; LE PIERIDI, Policoro, racconto; IRIDE,Cava dei Tirreni, Il Sole nella Valle; IL TREBBO, Riolunato (MO), racconto; DANILO CHIARUGI, Ponsacco,(PI), racconto; IL DELFINO, Pisa, Ocean’s Ladies; DELITTO D’AUTORE, ACSI nazionale, Babette; GIOACCHINO BELLI, Roma, racconto; FRANCESCO FLORIO, Agrigento, Vorrei Capire; GIANFRANCA ANGIULLI 2011, Castellana Grotte, racconto; ACCADEMIA BELLI, Roma, racconto; ARTISTI CON IL CUORE, San Remo, premio alla carriera, Vorrei Capire; POGGIO DEI PINI, Crova, Racconto; ALBEROANDRONICO, Roma, Vorrei Capire; GUECI, Rende, L’Urlo ed il Sussurro.

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3 Commenti

  1. Si preannuncia molto interessante,intrigante e da leggere fuori dalle righe perchè sicuramente nasconde qualche cosa di veramente profondo.
    Mi piacerebbe veramente poterlo leggere perchè leggendo queste poche righe mi si è proprio scaldato il cuore sensazione che pochi libri mi danno.
    Complimenti sinceri
    Barbara

  2. Qui lo stile e’ superiore,
    si sente il tocco del gran signore,
    che da Beirut al Peru’
    ha conosciuto il mondo e piu’.
    Caputi intervista, sotto mentite spoglie,
    il perche’ della vita e le sue voglie ;
    se viver ha un senso nella malattia
    o si tratta d’ inutile nostalgia.
    Certo l’ avranno aiutato,
    in questo viaggio sul treno fatato,
    gl’ incontri tra le macerie affumicate
    d’ una Beirut, ghiacciata d’ estate.
    Un racconto che si legge d’ un fiato,
    ma va anche meditato :
    ognuno ha la sua sofferenza,
    e’ invincibile nella sua cadenza,
    e a nulla vale l’ anestesia
    che certa cultura ci serve; e sia.

    Gaetano

  3. Un inizio davvero “tranquillo e normale”, anzi direi troppo normale e scontato se paragonato al titolo “Damiana in blu”, che racchiude in se qualcosa di misterioso..
    ma da lettrice di molti romanzi sia italiani che stranieri so che questa “calma apparente” può nascondere qualcosa di misterioso che si intavola cammin facendo.. e avendo letto “l’éducation sentimentale” di Flaubert, mi fa pensare che ci sia qualche analogia con la trama del romanzo.. ma in questo caso l’incontro non avviene nel battello, ma in treno..
    complimenti all’autore per l’uso puntuale di alcuni riferimenti che, per chi sa andare oltre le righe, può percepire qualcos’altro..

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