Daniela. Canzoni d'amore per te di Amerigo Balsamo

LA RECENSIONE DI NICLA MORLETTI

Un uomo e una donna: una storia d’amore che tocca profondamente il cuore. Una di quelle storie che non si dimenticano perché hanno racchiuse in sé l’essenza della vita e la forza dell’amore, quello con la A maiuscola, che tutto impernia di sé, che tutto muove.
Bella anche la seconda parte del libro con “Canzoni d’amore per te”, una raccolta di poesie che l’autore dedica a Daniela, la sua dolce e tenerissima compagna, madre dei suoi figli, che adesso non c’è più perché un destino crudele l’ha strappata alla vita in giovane età.
Scivolano tra le pagine dolci ricordi e dolorosi rimpianti. Leggendo “di quei giorni, di emozioni, di mani leggermente sfiorate e complici sorrisi”, una lacrima scende lenta sul viso, perla tra le perle di giorni pieni d’amore.

DANIELA. Canzoni d’amore per te

di Amerigo Balsamo
Ibiskos Editrice Risolo – Collana Anthurium
2007, p. 136

In questo nostro tempo ultramoderno e tecnologico, di contraffazioni e frivolezze in cui le ore scorrono troppo veloci per lasciare se non piccoli margini al sentimento e spesso anche ai valori più importanti, le parole di questo libro metà in prosa e metà in versi, vogliono lasciare un modesto messaggio di verità, raccontando una storia, una storia d’amore e di vita come sicuramente tante altre, una storia cominciata nel sorriso e finita nel pianto, ma vera, soprattutto vera nella sua drammatica fine, a dimostrazione che nella vita non vi è mai nulla di certo e definitivo, tranne il ricordo e la morte. È la storia dell’amore fra due persone, l’autore e la sua compagna scomparsa prematuramente, e soprattutto il mantenimento della promessa fatta a lei di raccontarla.

Prefazione dell’autore

Probabilmente la storia che mi accingo a raccontare potrebbe interessare solo pochi, ma voglio farlo comunque, poiché sono sicuro che storie come questa, siano state, siano e saranno ancora molto più frequenti di quello che si può pensare, e per “gli altri”, coloro che ti circondano e fanno contro di te la loro piccola guerra riuscendo spesso a condizionare in modo negativo la storia stessa – e perfino la tua vita – al punto che spesso può venire stroncata sul nascere, oppure, pur con le migliori intenzioni di partenza, può finire male, logorata da quello scontro, e la vita, l’amore stesso, divengono invivibili.
Se “gli altri” non si comportassero così, una storia d’amore potrebbe avere il suo corso regolare, in qualche caso anche finendo per “esaurimento o per abitudine”, in altri, e questi sono quelli che prendo ad esempio, potrebbe essere lunga tutta la vita.
Questa che mi accingo a raccontare, è una storia d’amore, di un grande amore, contrastato e combattuto fino all’ultimo istante.
È la storia d’amore fra me e Daniela, la mia amata compagna di quasi ventisette anni di vita, la madre dei miei figli, la mia e la sua storia d’amore nella sua unicità, contrastata da tutti fin dal suo inizio, che capirono di non poter vincere, ma portata avanti ugualmente fino all’ultimo, quando il corpo ormai senza vita del mio grande amore giaceva ancora nella cassa, prima che il coperchio la chiudesse nel buio, per sempre.

Dalle pagine del libro

Amor perduto

Come in modo strano
si somigliano tutti
gli amori tragicamente finiti.
Come comune
è il luogo del dolore
per la perdita della persona amata.
È come il pozzo di un’oasi
in uno sterile deserto
di bruciante solitudine,
fra le dune del quale
il solitario viandante
si abbevera assetato
suo malgrado dell’acqua,
dall’amaro sapore del rimpianto.
Come comune è il destino
che odiosamente scherza
con i migliori
portandoli con sé,
che con lui se ne vanno
lasciando qui a soffrire
i più deboli, bisognosi
di quello che loro vien tolto.
La lancinante sofferenza
nell’amore ancor vivo,
e che non si dimentica,
ha in comune il triste volto,
l’immagine unica e irripetibile
dell’amato perduto.

***

Amerigo Balsamo, nasce nel 1940 in un paesino della provincia di Udine, durante uno dei trasferimenti del padre, ufficiale superiore dell’esercito. Terminata la seconda guerra mondiale, si trasferisce con la famiglia, prima a Ravenna, poi in provincia di Treviso ed infine a Roma, dove ha vissuto dal 1964 al 1980.

Dopo un periodo di tre anni vissuto nel Salento, da quindici anni risiede nell’hinterland romano. Ha avuto una vita molto movimentata, come dice lui citando il titolo di un noto romanzo di Fabio Neruda: Confesso che ho vissuto!
Dopo la laurea, ha continuato ad interessarsi di vari studi, umanistici, scientifici e religiosi. Scrive dall’età di sedici anni, ma per sua volontà non pubblica mai, fino all’anno 2004, partecipando da allora a diversi concorsi letterari, classificandosi sempre ai primi posti.
Nella sua vita ha scritto più di duecento poesie e diversi racconti, alcuni dei quali pubblicati su antologie letterarie.

1 commento

  1. Che ritmo incalzante! E che splendida melodia del cuore. Davvero un crescendo di emozioni e un palpitar del cuore.

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