Il commento di Nicla Morletti

Disputa su Dio e dintorni di C. Augias e V. Mancuso“Gli esseri umani hanno il diritto di sentirsi padroni della propria morte e decidere, se afflitti da un intollerabile dolore senza rimedio, di porre fine ai propri giorni?” Questo uno degli interrogativi e degli scottanti temi affrontati da Corrado Augias in un libro “ad alta tensione” dal titolo: “Disputa su Dio e dintorni”.
Ma numerosi altri sono gli argomenti trattati, quali l’accanimento terapeutico, l’eutanasia, l’illuminismo, l’evoluzione, il Gesù storico, la Madonna e i suoi dogmi. Il rapporto fede e scienza.
Il non credente Corrado Augias e il credente Vito Mancuso “si sfidano in una sorta di disputa di altri tempi”.
Un saggio stimolante e interessante, scritto in maniera magistrale da due grandi autori e pensatori del nostro tempo.
Ma cos’è la vita? La vita è mistero.

DISPUTA SU DIO E DINTORNI
di Corrado Augias e Vito Mancuso

Mondadori – Collana Saggi
2009, p. 269
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In queste pagine il non credente Corrado Augias e il credente Vito Mancuso si sfidano in una sorta di disputa d’altri tempi. Si parla di Dio, naturalmente, come dichiara il titolo del libro. Ma anche della vita; più precisamente la vita di ogni giorno, con gli interrogativi etici ed esistenziali ai quali tutti siamo chiamati a rispondere. Si parla delle varie forme di potere connesse all’attività spirituale, che dovrebbe invece per definizione esserne scevra. Dell’amore, cioè di quanto nel cristianesimo sia rimasto di un amore inteso come relazione armoniosa nella sua assolutezza, succo del messaggio di Gesù. E della morte: gli esseri umani hanno il diritto di sentirsi padroni della propria morte e decidere, se afflitti da un intollerabile dolore senza rimedio, di porre fine ai propri giorni? Un dialogo serrato e stimolante in cui, partendo dal problema di tutti i problemi, Dio, la sua esistenza, la sua importanza per la vita, si affrontano i temi più disparati: l’evoluzione, il rapporto fede-scienza, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, lo scandalo del male, l’illuminismo, il Gesù storico, la Madonna e i suoi dogmi, la Trinità, le ingerenze politiche della Chiesa. Il più grande filosofo laico del Novecento italiano, Norberto Bobbio, diceva che “la vera differenza non è tra chi crede e chi non crede, ma tra chi pensa e chi non pensa”. Questo libro si rivolge a tutti coloro che vogliono pensare.

Corrado Augias, giornalista e scrittore, è nato a Roma nel 1935. Ha trascorso molti anni all’estero.
Parigi prima, poi New York, da dove è stato corrispondente del settimanale “L’Espresso” e del quotidiano “La Repubblica”. Attualmente risiede a Roma. È stato inviato speciale per “L’Espresso”, “Panorama” e “La Repubblica”, quotidiano al quale attualmente collabora. All’inizio degli anni ’60 ha partecipato al movimento dell’avanguardia teatrale romana con il “Teatro del 101” diretto da Antonio Calenda, per il quale ha scritto Direzione Memorie e Riflessi di conoscenza, protagonista Luigi Proietti. Al teatro è tornato in anni più recenti con L’Onesto Jago, messo in scena dal teatro stabile di Genova (regia di Marco Sciaccaluga, con Eros Pagni nel ruolo di Jago).
Per la casa editrice Rizzoli ha pubblicato una trilogia narrativa nella quale, sotto specie di spy story affidate a un protagonista unico (un fratello immaginario del dannunziano Andrea Sperelli), si racconta la storia italiana in anni fondamentali anche per la nostra vita – quelli che vanno dal 1911 (impresa di Libia) al 1921 (vigilia del fascismo). I tre titoli sono: Quel treno da Vienna, Il fazzoletto azzurro, L’Ultima Primavera. Da questi romanzi sono stati liberamente tratti tre film televisivi andati in onda nell’autunno ’89 su Raidue (regia di Duccio Tessari, con Marisa Berenson nel ruolo della protagonista femminile).
Nel corso della sua attività televisiva ha ideato e condotto programmi di grande rilievo anche culturale, tra i quali la serie di Telefono giallo e il programma di libri Babele.
Per la Mondadori ha scritto Giornali e spie, nel quale ricostruisce un’appassionante vicenda di spionaggio realmente avvenuta nel 1917, orchestrata dai servizi segreti del Kaiser al fine di far uscire prematuramente l’Italia dalla guerra. Insieme a Daniela Pasti (inviata speciale di “Repubblica” e sua moglie) ha scritto il romanzo Tre colonne in cronaca, nel quale – con un anno di anticipo sui fatti – si racconta la scalata di un energico finanziere alla Mondadori. La sua attività di giallista è proseguita con Telefono giallo. Sette delitti quasi perfetti, Una ragazza per la notte e Quella mattina di luglio. Suoi anche i saggi-racconto I segreti di Parigi e Il viaggiatore alato (biografia di Amedeo Modigliani).

Vito Mancuso è docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano. Oltre ad articoli su riviste specializzate, ha pubblicato: L’anima e il suo destino (Raffaello Cortina 2007), con prefazione di Carlo Maria Martini; Per amore. Rifondazione della fede (Mondadori, 2005); Il dolore innocente. L’handicap, la natura e Dio (Mondadori, 2002), con prefazione di Edoardo Boncinelli; Le preghiere più belle del mondo (Mondadori, 1999) insieme all’abate benedettino Valerio Cattana; Dio e l’angelo dell’abisso (Città Nuova, 1997), con prefazione di Mario Luzi; Hegel teologo (Piemme, 1996). Partecipa a conferenze e dibattiti in diverse città d’Italia, sia di ambito strettamente teologico, sia di dialogo e confronto con scienziati e filosofi. Il senso complessivo del suo lavoro, dalle lezioni universitarie agli articoli, dai libri alle conferenze, si può definire come “teologia laica”: rigorosa teologia, vero e proprio discorso su Dio, ma tale da poter sussistere di fronte alla scienza e alla filosofia, le quali vengono così ad assumere il ruolo di interlocutori principali.

1 commento

  1. Anteprima molto interessante, credo che il confronto sia sempre un punto di incontro a maggior ragione su un argomento come la fede in cui ognuno,credente o meno, pensa di avere la verità assoluta e non é sempre disposto a sentire l’altro.

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