mercoledì, Agosto 5, 2020
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In Do Minore di Paola Commissati Bellotti

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In Do Minore di Paola Commissati Bellotti

Pagine queste che, se attentamente lette e ben assimilate, hanno la proprietà di far immediatamente rivivere, in persone sensibili e culturalmente ben dotate, un’infinità di ricordi, di sensazioni spiritualmente toccanti, di palpiti vitali e di reminiscenze felici, sentimentali e appassionate, di ideali sepolti. Proprio ed in virtù di una tale aleggiante e spaziante atmosfera densa di forti emozioni, nonché per la sublime armonia delle vicende narrate, questo libro può essere considerato un capolavoro in cui la parola diviene propriamente la dimora della lingua e della sua musica. Non mancano scene sconvolgenti di follia, di guerra, di amori appassionati, ma dominano la scena anche scene bucoliche e struggenti che l’autrice ritrova nel suo amato Montello tra le colline che circondano la città di Treviso. Ben delineate sono le figure dei protagonisti dal carattere forte e volitivo che vivono amori, passioni, tormenti, grandi illusioni e nutrono nel cuore speranze fino a quando la curva della vita li porterà al Do Minore…
Nicla Morletti

Anteprima del libro

Si viveva attaccati ai fuochi.
E fuori, manicotti di pelliccia.
Era così freddo che non poteva nemmeno nevicare.
I solchi erano coperti di uno strato bianchiccio, i fossati erano urne di cristallo.
Ogni filo d’erba pareva un croccantino.
Ghiacciato era il lago.
Un lago che era un poco più di una scodella, un poco meno di un giardino.
I bambini vi slittavano con le galosce, che avevano le brocche di ferro. Consumate. E avevano questi bambini, le gambette sottili coperte dalle calze lunghe che le nonne avevano fatto a quattro ferri. Una gambina sempre per aria, una sul ghiaccio. Il cagnetto di Gnese li abbaiava rincorrendoli, ma era sempre a pelle d’orso. E le sciarpe, perdute.
Si aprì così la stagione delle capinere, com’erano chiamate le Contesse Altavilla.
Dall’ultimo dei mesi dell’anno.
A dicembre le capinere si scorgono saltellare fra le siepi intirizzite e spoglie…
Apparvero di colpo a Villa Verbena, e Dorella ed Elita tolsero i teli bianchi dalle poltrone e dai letti…
Uno strano mese per ricominciare a vivere. E Villa Verbena spalancava e chiudeva gli occhi, nel flusso nuovo di vita. Tutti i caminetti accesi. Menego non faceva che fare legna.
Elita, forse era il terzo giorno, da quando sortirono come geni dalle pagine di un vecchio libro, dopo lunga permanenza, schiacciati senza nessuno spessore, che non fosse quello del tempo e del tappeto di parole…, si aggirava per la sua stanza con una sciarpa di seta verde stretta intorno alla testa, e ogni tanto si prendeva la fronte tra le mani, le tempie le pulsavano, aveva gli occhi translucidi, cerchiati di grandi occhiaie.
‘Elita!’ (un richiamo perentorio).
Si affacciò Elita alla finestra, e guardò giù a sua sorella, che sorreggeva un soldato. Un soldato!
Avevano aperto gli occhi dentro una guerra. E ancora non lo sapevano. Non sapevano che venire al mondo poteva voler dire addirittura Guerra Mondiale, la Seconda Guerra Mondiale!
‘E’ arrivato questo soldato, è ferito, ha bisogno di cure, dov’è Fortunato?’
“Se mia sorella non raccoglie qualcuno, fosse anche un merlotto caduto dal nido…” pensò, ma disse: ‘Scendo subito, Dorella!.’. Parve dal moto agile che l’emicrania l’avesse abbandonata. Scese di corsa, aiutò la sorella a stendere colui sul sofà, e corse in cerca del dottore.

In Do Minore
di Paola Commissati Bellotti
2016 pag. 326
Aletti Editore

Paola Commissati Bellotti

Vive a Treviso dove è nata nel 1942. Ha curato l’edizione del volume di racconti e poesie “Signorina Ottocento” di Wanda Casellato.
È autrice di romanzi: Il Principe della Contea (1998), Il Mondo di Arthur Reiner (1999), La Mappa della Felicità (2001), Romans d’Amour (2002), L’isola di Amudir (2003), La freccia di fuoco (2004), A Théresant Hill (2012); di racconti: Boccaccio 2000 (2000); di storie per bambini: Fiondino (2005), Geppina (2005).

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8 Commenti

  1. Un libro che mi piacerebbe leggere, una storia che regala emozioni: questo lo si intuisce già in questa anteprima. Spero davvero di poterlo avere!

  2. Mi sembra un romanzo “completo”, ben strutturato e soprattutto appassionante. Sarebbe fantastico poterlo leggere…

  3. Leggendo l’anteprima, i miei ricordi ritornano al passato, a quando ero piccola e anche io indossavo le calze fatte a nano da nonna… Proseguendo, cresce la curiosità di conoscere i personaggi di questo interessante romanzo e le vicende che li riguardano… Molto bello

  4. In Do Minore è un racconto che andrà per la maggiore nei gradimenti dei lettori dell’estate.
    Ha tutti gl’ingredienti per catturare l’attenzione e l’alchimia per incollare alle pagine, dalla prima all’ultima. Complimenti a Paola. E spero di ricevere in dono il libro per commentarlo e sviscerarlo nella sua intima anima.
    Grazie in anticipo.
    Gaetano

  5. “ IN DO MINORE “ è un romanzo bellissimo!
    Fin dalle prime righe, cattura talmente tanto, che non si riesce a fare altro. Si procede nella lettura con avidità, pur col rammarico di vederlo finire in fretta. I numerosi personaggi, ben delineati, sono così veri che sembra di averli conosciuti.
    Le ansie, le gioie, le sofferenze, gli amori che li scuotono, sono raccontati con un linguaggio limpido, essenziale, teso, sintatticamente innovativo, originalissimo.
    L’autrice ricorre di frequente a metafore e similitudini, formidabili che danno colore e nervo allo stile mentre, la personalissima costruzione della frase, conferisce alla narrazione ritmo e musicalità.
    L’umorismo serpeggia ovunque: nei dialoghi, nelle battute, nei gesti, negli atteggiamenti e ovunque regna sovrano. Aggiungo che la prosa di Paola Commissati Bellotti, è poetica, specie quando racconta le emozioni che agitano i personaggi, relazionandole con la natura e in generale, con l’ambiente in cui essi si muovono. Mi è tanto piaciuto che lo rileggerò.
    Mina Bolognesi

  6. L’inizio del libro non accende subito l’animo del lettore, è un libro che va letto per intero…
    Ringrazio Nicla Morletti per il favorevole giudizio critico, che mi dà gioia e speranza, e voglia di scrivere. p

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