Eclissi di Emma Mazzuca

Eclissi di Emma Mazzuca. “Un tragitto emozionale che attraverso violenze sintattiche, forzature lessicali, dilatazioni sonore sa tradurre il significato in un significante vasto e di simbolica metaforicità.” Nazario Pardini

… Vita e poesia, un binomio inscindibile che compattandosi dà luogo a vibrazioni di urgente resa poematica. E qui la Mazzuca affronta tutte quante le situazioni vitali che la tengono a terra, se ne imbeve, ne fa tante rampe per una scalata che la trasferiscano a cime di vertiginosa empatia espressiva con uno stile anche scabro, non sempre armonicamente fluente, ma ondulatorio, ora apodittico, ora ampio, ora ipermetrico per assecondare stati d’animo vari e articolati; ontologicamente complessi di un pensiero che la Nostra vuole rinnovare in continuazione mai contenta di una quiete statica, di un riposo apparente, di una calma illusoria: è la sua schiettezza, la sua onestà intellettiva e emotiva a portarla ad una confessione diretta, ad una meditazione che raramente si fa filosoficamente fredda dacché nasce da una lievitazione spirituale riposata da tempo in un animo fecondo che nei momenti di maggior ispirazione sa tradursi in impatti di lirica valenza dove accessori di effetto contrattivo e estensivo cedono il passo ad endecasillabi di euritmica sonorità:

Un diafano profilo sono
un dolce senso scarno di parole
una precisa idea entro un punto fermo / nel suo vuoto.

Se si riaccendessero le fiamme … (Se si riaccendessero le fiamme).
Il neretto dei due endecasillabi è mio.

Un tragitto emozionale che attraverso violenze sintattiche, forzature lessicali, dilatazioni sonore sa tradurre il significato in un significante vasto e di simbolica metaforicità. (… ) ombre, penombre, oscuramenti, che tanto sanno di vita, di inquietudine, di inappagamenti di fronte a questioni senza risposte; di fronte a tutti quei perché dell’esistere di difficile soluzione.

(dalla prefazione di Nazario Pardini)

***

Anteprima dell’opera


Avido nel tuo pensiero

Se da luoghi diversi, sottesi
gli indizi divengono ciò che aspiri
e più non sai quale curva alacre sia serena
una riga tesa
quale sembianza sia limpida e immutabile
ora una stella

e se, senza cammino, più in alto della mente ti spingi
nell’attimo stesso in cui fulminea si rinnova
donandoti le nudità del sogno
l’anima, sempre la stessa, era senza segreti
o l’anima puoi perdere agli albori
o la pura nudità era un assolo.

Ma poiché da parti simili, disgiunte
non più saldi sopra i tuoi apici ti assistono i pensieri
nella stessa aridezza che ora sfavilla
essa compare
e scorgi d’essere più solo.

Avido nel tuo pensiero
l’eguale essenza sterile t’adesca
solo per tua letizia.

Alte muraglie di cose sembrano già tutte le rose.

***

Vetta

Non posso essere con me dissuasiva
se anch’io rievoco.
Una triste impronta sul corpo
come una cometa era
e purché la felicità non sia sempre calma
trattenuta con impeto
più filtrante d’una vetta d’aria tumida
che troppo esige
non poteva più essere.

Dentro una gabbia sull’asfalto
conto le ore delle mie giornate.
Ricolmo il mio tempo con parvenze stanche
discorrendo da sola o mi snaturo
in una fragile compagine fingendo
perché le turgide arterie del cielo
erano un infido passaggio che non mi appaga

e salvata in alto
una volta ancora esisto su una nuova vetta
che più in su si erge e che non muta.

***

Nella vita

Nella vita un solco riecheggia
pioggia squillante è una città
gremita solo per metà.
È questa la realtà oggettiva
come il bruciore della tua febbre
sopra l’assetata terra.

Un ghiaccio sospiro di piante stremate
divengono nella notte gli uccelli.
Dalla stagione delle acque
rosicchiano solo se stessi nel petto
o la loro quiete assoluta.

Dissimili parti di essi amarono i portenti.
La grazia è glauca anche in questo giorno.

Anche oggi sono insoliti deserti già i fiori
l’uno sospinto nell’altro.

Annotta
quel solo volto ch’ebbe in destino il tormento
e nei suoi stessi bagliori amò una delle sue virtù
e nella stessa morte l’essenza della natura
della recondita pace.

***

Eclissi. Luci e ombre
di Emma Mazzuca
Copertina flessibile: 102 pagine
Editore: BastogiLibri (6 aprile 2017)
Collana: La ricerca poetica

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Emma Mazzuca

Emma Mazzuca, originaria di Cosenza, risiede a Latina. Terminata l’attività lavorativa svolta in Confindustria, decide di  concretizzare la sua grande passione per la scrittura, sensibilmente orientata verso la poesia e nutrita  fin dalla giovane età. In breve tempo ottiene lodevoli consensi; vince prestigiosi concorsi e in numerosi altri si classifica nelle prime posizioni. Le sue opere sono pubblicate su Riviste specializzate, Agende letterarie, Blog di poesia e in diverse Antologie di Concorsi Letterari.
Nel dicembre 2004 pubblica la silloge poetica “Sentire e Vivere” con la Casa Editrice MONTEDIT collana I Gigli.
Nel novembre 2008 pubblica la silloge poetica “Sinestèsi” (grida e silenzi) con la Casa Editrice BASTOGI collana Il Liocorno.
Nell’aprile 2011 pubblica la silloge poetica “La voce che resta” con la Casa Editrice BASTOGI collana Il Liocorno.
Nel marzo 2014 pubblica la silloge poetica “Quando il cielo si inclina” con la Casa Editrice BASTOGI Libri collana La Ricerca poetica.
Nel maggio 2016 pubblica la silloge poetica “Caos” con la Casa Editrice BASTOGILibri collana La Ricerca poetica.

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13 Commenti

  1. Nei suoi volumi Emma Mazzuca fa trasparire il suo animo fin dalla copertina. In quella di “Eclissi” troviamo come immagine “Composizione”, una litografia di proprietà dell’autrice raffigurante due figure umane, un uomo e una donna. Nel retro viene riportata una parte della prefazione che offre un primo assaggio del volume. Avendo letto anche i due precedenti ho ancora una volta avuto la conferma che ogni volume viene curato nei minimi dettagli. Innanzi tutto la scelta del titolo e dell’immagine di copertina non sono casuali. Infatti il titolo va a richiamare in maniera preponderante l’aspetto che verrà trattato nelle poesie, è come se la poetessa volesse dire ai suoi lettori: “Ecco questa volta vi parlo di…”. A questo segue la scelta dell’immagine che diventa sempre unica grazie al fatto che si tratta sempre di una litografia di proprietà dell’autrice pertanto nessun altro volume potrà avere la stessa copertina. Quindi in questo caso “Eclissi”, che ha anche come sottotitolo “luci e ombre”, si focalizza sull’animo di Emma Mazzuca che è pervaso sia da sentimenti ed emozioni belli (luci) sia da quelli tristi (ombre). Tale interpretazione sembra trovare conferma proprio nell’immagine scelta che quindi potrebbe essere la contrapposizione tra l’anima e il corpo, luci e ombre intese anche come binomio di temi contrastanti.
    La prefazione a cura di Nazario Pardini è come una dolce melodia perché, in maniera molto colta, presenta e analizza la raccolta di Emma Mazzuca cullando il lettore alla scoperta dei versi. Lascia lo spazio alle parole facendo un elenco dei topoi trattati e associando ad ognuno di essi le strofe più rappresentative. Davvero un ottimo modo per preparare il lettore!
    La raccolta è suddivisa in tre sezioni riportanti ognuna un’immagine simbolo: “Come in antichi dittici” foto di una copia delle “Operette morali” di Leopardi, “A nord del futuro” immagine di una montagna riflessa in un lago, “Post meridiem” immagine di alcune rovine vicino ad un corso d’acqua e un bosco.
    La prima sezione, “Come in antichi dittici”, è sotto il segno di Leopardi, non solo per l’immagine scelta ma anche per alcune parole e temi trattati: il tedio (noia di vivere), il declino umano contrapposto al ruolo del poeta, il vuoto e l’inutilità della vita, la malinconia, il tempo che passa, la luna e il notturno, le rimembranze. Non è una semplice ripresa dei temi leopardiani ma un vero e proprio viaggio nella poetica leopardiana che va a fondere l’animo di un gigante della letteratura con quello della non meno grande Emma Mazzuca. La presentazione delle pulsioni dell’animo umano viene enfatizzata con la ripresa delle parole di Giacomo Leopardi coniugate alla poetessa. Omaggio e prosecuzione di una poesia d’animo intrisa di pathos.
    Bellissima appare l’immagine di un panorama montuoso riflesso nell’acqua posto ad inizio della seconda parte del volume. Mi ha fatto subito pensare al doppio senso del riflesso visto quindi come ciò che si vede e il riflesso dell’anima sulla persona in carne e ossa. Vengono approfondite alcune tematiche presentate nella sezione precedente e ne vengono proposte delle nuove. Continua ad esserci il tempo che scorre inesorabile e altri echi leopardiani a cui però viene aggiunto quello della ginestra. Inoltre le rimembranze e il notturno assumono nuove caratteristiche. Infatti i ricordi diventano indelebili (“Vano dimenticare”) e il buio, simbolo di rammarico, tristezza e solitudine, viene contrapposto alla luce, simbolo di emozioni, gioie e bei ricordi. Inoltre al Leopardi si aggiunge anche il Pascoli con i temi del gelsomino notturno e del vermiglio.
    La terza e ultima sezione, “Post meridiem”, colpisce sia per il titolo che per l’immagine. Infatti “post meridiem” è un’espressione latina usata per indicare le ore della seconda parte della giornata (p.m.) ed è curioso che la poetessa l’abbia usato perché mi ha trasmesso un sentimento di declino, di qualcosa che sta volgendo al termine che quindi non solo può essere ricondotto direttamente al volume ma anche alla fine di un sentimento, di una tematica trattata e al declino dell’essere. L’immagine invece rappresenta delle rovine vicino ad un corso d’acqua e un bosco ma quello che mi ha colpito di più è stato l’albero solitario. Già nelle due sezioni precedenti il tema della solitudine era presente ma in quest’ultima parte sembra esserlo maggiormente. Il buio che prima era fautore di esperienze e sensazioni negative assume un altro carattere. Infatti ecco che viene presentato il tema classico del notturno in maniera positiva cioè la notte come consigliera e custode dei segreti della poetessa, in primis quelli amorosi. Si intravede un altro grande della letteratura che è D’Annunzio quando viene citata la luna in “Una falce di luna”. In questa ultima sezione è anche interessante notare che è predominante un colore: il rosso. Viene coniugato in varia maniera perché associato all’amore e alla sofferenza ma anche al calare del sole che appunto nella seconda metà del giorno lascia il posto alla notte.
    La postfazione, come per il precedente volume “Caos”, è a cura di Lia Bronzi che fa capire al lettore che la raccolta è divisa per sezioni tematiche e cronologiche definite. Pulsioni di cuore espresse attraverso una lirica ben organizzata.
    Le note biografiche offrono maggiori informazioni di quelle apprese nei volumi precedenti. Sono felice che Emma Mazzuca abbia seguito il suo cuore nel percorso della poesia.
    Dopo aver finito di leggere il volume, ripensando alle tematiche trattate nelle singole sezioni e ai titoli scelti, ho avuto come il sentore che Emma Mazzuca volesse trasmettere anche altro. Infatti è come se il volume narrasse lo scorrere della vita umana rappresentato inizialmente da “Come in antichi dittici”, che altro non è che uno sguardo al passato per apprendere nozioni e sensazioni utili per la vita, passando per “A nord del futuro”, un prendere consapevolezza delle tematiche più importanti della vita vivendole sulla propria pelle e cercando di farne tesoro per il futuro, e terminando per “Post meridiem”, dove oramai alcune cose vengono lasciate alle spalle, si continua con la propria vita e se ne tirano le somme.
    Onestamente non ho una poesia preferita perché ho capito che ognuna di esse è un puzzle importante del viaggio poetico e interiore affrontato dalla poetessa.

    Gentile Emma spero con tutto il cuore che ciò che ho scritto sia davvero quanto lei desiderava trasmettere e la ringrazio per avermi regalato nuove emozioni e nozioni.
    Valentina

    • Cara Valentina,
      mi complimento con te per la lunga e sapiente introspezione fatta ai miei scritti. Attraverso la profonda lettura della silloge, che rinasce dal tuo cuore e dalla tua anima colme entrambe di sentimento e di emozione, sei riuscita ad entrare nei miei anditi più profondi fino a scrutare quasi l’invisibile. Questo ti fa molto onore perché per riuscire a tradurre in parola tanti sentimenti bisogna essere dotati di grande sensibilità. Tu queste doti le possiedi e quindi continua in questo percorso di arricchimento e di dono delle tue sensazioni. Ti ringrazio con tutto il mio cuore per aver ridonato vita alle mie parole e con un grande abbraccio ti saluto augurandoti un mondo di soddisfazioni.
      Emma

      • Cara Emma,
        grazie, sono contenta di aver centrato anche questa volta l’obiettivo. Le confesso che temevo di annoiarla con la mia lunga recensione, mi sono accorta di quanto fosse lunga solo dopo averla scritta di getto. Le confermo che ho un animo sensibile ma non sapevo di poter tradurre in parola i sentimenti, non avrei mai neanche lontanamente immaginato inoltre di poter far emozionare e rendere fiera di me una scrittrice del suo calibro. Pertanto sono onorata di leggere le sue parole e la ringrazio di tutto. A mia volta le auguro nuove soddisfazioni poetiche.

        Un cordiale saluto,
        Valentina

  2. Ho sempre creduto che la poesia faccia da medium a chiunque voglia comunicare gli accidenti dell’anima e del cuore. La poesia che fa vibrare le corde dell’umano universo e trasmette i segreti dell’io, liricamente. Questo è quello che ho percepito leggendo gli stralci del suo florilegio poetico, e la commozione ha avuto la meglio. Si prospetta un gran bel libro che ha tanto da comunicare e di cui rendere partecipi gli altri. Spero di poter trastullarmi serenamente nel leggere qualche altra sua poesia. La stima è maggiore vista la comune origine geografica (anche io sono cosentino).

    • Caro Sergio,
      grazie per il tuo sapiente commento, appena la Redazione mi fornirà il tuo indirizzo, con piacere ti invierò il mio libro Eclissi; purtroppo sui messaggi che ricevo non è mai comparsa l’email di chi commenta, pertanto dovrò attendere, anche questa volta, la cortesia e la gentilezza della Redazione. Grazie di nuovo. Cordialmente. Emma Mazzuca

  3. Ringrazio di cuore Emma Mazzuca per avermi inviato una copia del libro. Sono rimasta subito affascinata dalla copertina e da quanto scritto nel retro 😀 Leggerò con trasporto tutte le sue poesie e poi lascerò un ulteriore commento nella speranza di riuscire a comprenderla anche stavolta.
    Valentina

  4. Un libro che colpisce subito, come un fulmine in ciel sereno, a partire già dalla copertina! La mescolanza dei colori caldi che padroneggiano la scena rispetto ai colori freddi rispecchia perfettamente i contenuti di quelle poesie contenute nell’estratto e in particolar modo descrive a pieno, secondo me, il componimento intitolato: “Nella vita”. Complimenti poetessa Cosentina, mi rende fiera della nostra terra perchè come lei io sono Cosentina e a maggior ragione mi piacerebbe molto leggere le altre sue poesie!

    • Grazie Federica per il bellissimo commento fiera altresì di essere entrambe cosentine, la mia terra dove ho lasciato il cuore. Appena la Redazione mi farà avere il tuo indirizzo con piacere ti invierò il mio libro Eclissi. Un saluto cordiale.
      Emma

  5. Cara Valentina,
    solo oggi ho potuto leggere il tuo messaggio perché sono stata fuori. Ti ringrazio per le tue sempre belle parole. Appena possibile ti invierò il mio libro Eclissi felice di fartelo leggere. un caro abbraccio. Emma

    • Gentile Emma,
      Io scrivo sempre quello che penso e mi fa sempre piacere rimanere senza parole quando leggo l’anteprima di un suo volume. Grazie mille, non vedo l’ora di leggere queste sue nuove poesie per vedere quali emozioni mi trasmetteranno.

      Un cordiale saluto,
      Valentina

      • Cara Valentina,
        grazie per la tua sincerità e per il tuo pensiero qualunque esso sia. Non mi resta che augurarti una buona lettura insieme ad un caro saluto.
        Emma

        • Carissima Emma,
          si figuri, grazie a lei per avermi inviato una copia del volume. Mi auguro di riuscire a comprenderla appieno.

          Cordiali saluti,
          Valentina

  6. Di Emma Mazzuca ho già letto e recensito “Quando il cielo si inclina” e “Caos” e devo dire dire che ogni volta rimango meravigliata dalla bravura di questa poetessa perché non è affatto ripetitiva e sa sempre colpirmi nel profondo dell’anima. Quindi tanti complimenti per il proseguimento del suo viaggio poetico,
    Valentina

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