domenica, 6 Dicembre 2020
Home Narrativa Autori italiani Enne di Piero Buscemi

Enne di Piero Buscemi

-

Enne di Piero Buscemi

Enne di Piero Buscemi è uno sorta di diario intimo, come lo definisce l’autore, della quarantena conseguente all’esplosione della pandemia di COVID-19.

Enne di Piero Buscemi, anatomia della vita in quarantena

Quello che l’autore definisce una sorta di diario intimo della quarantena in verità è molto di più, si presenta come una lucida disincantata anatomia della vita durante il lockdown, il periodo in cui le case in cui viviamo sono diventate le nostre prigioni e la visita a un supermercato un “alibi” per uscire a fare una passeggiata. Per “enne” giorni Piero Buscemi, poche settimane dopo l’inizio della quarantena, passa in rassegna e registra, in un sottile monologo interiore, con una scrittura incalzante e densa, tutti quei cambiamenti che la forzata clausura e le restrizioni della libertà individuale hanno impresso alla vita quotidiana. Sullo sfondo di queste riflessioni dell’autore scorre l’Italia dei concerti sui balconi, delle bandiere tricolori, del motto “Andrà tutto bene”, di quel vano popolo di politici, giornalisti, esperti che dagli schermi televisivi ad ogni ora del giorno intima il rispetto di regole e protocolli sempre più stringenti dopo aver largamente sottovalutato, in precedenza, la gravità della crisi sanitaria causata dalla pandemia. Un bel libro che non mancherà di coinvolgere ed emozionare i lettori.
Robert, Manuale di Mari

“Questa quarantena ha scosso le coscienze, risvegliando l’antico dilemma del giusto e dello sbagliato che c’è in ognuno di noi sin dalla nascita”. Piero Buscemi

Dalla Prefazione dell’Autore

Il 2020, ed auguriamoci rimanga l’unico, sarà l’anno che passerà alla Storia per la quarantena coatta alla quale un mondo intero è stato costretto. Il motivo un virus misterioso, il Covid-19 che, alla data in cui sto scrivendo, non completamente conosciuto né accantonato definitivamente con tutti i dubbi annessi di una ricomparsa nelle nostre vite anche nei mesi e, forse, negli anni a seguire. Da redattore della testata giornalistica Girodivite, dopo la celebrazione del venticinquesimo anniversario dalla fondazione, festeggiata a novembre del 2019, non poteva accadere cosa più imprevedibile di quella di ritrovarsi a svolgere il lavoro di testimone di avvenimenti del nostro tempo, attraverso le pagine digitali di un giornale, chiuso in casa a raccattare storie da rendere giornalisticamente pubblicabili e appetibili al lettore.
Adattatosi alle disposizioni impartite dal governo, l’indole della scrittura ha finito per essere la giusta compagna di interminabili giorni di un periodo di segregazione domestica che, una data impressa sul Dpcm emanato dal Parlamento, ha stabilito l’inizio, ma che durante la stesura di questo libro non era possibile stabilirne una fine. Non è stato facile come non lo è stato per nessuno. Ritagliarsi spazi di tempo che, all’improvviso, sono diventati vitali e necessari. Momenti di riflessione e di introspezione intimi, obbligati a scavare nel proprio presente, rimpiangendo momenti del nostro recente passato e, inevitabilmente, protratti verso un futuro incerto che, da fonti informative contrastanti e confuse che sono pervenute, hanno lasciato un sentimento di incertezza – tale da azzardare un pensiero pessimista su una condizione di vita consolidata in uno status di continua precarietà dal quale diventerà sempre più difficile uscirne.
Questa sorta di diario intimo, che è stato lo spunto di questo libro, si è sviluppato dopo qualche settimana dall’avvio della quarantena che, originariamente era stato quantificato in quindici giorni. Il proseguimento di questa nuova condizione ha suscitato la voglia di documentare le sensazioni personali, condivise a distanza con il resto della redazione, con gli amici di sempre e tanti ritrovati dopo anni di silenzi distratti. Ho sentito necessario il bisogno di dedicare il tempo disponibile alla scrittura, impiegandola a riepilogare le sensazioni e gli stati d’animo, variabili e imprevedibili, che ogni giorno mi ha offerto. Mi sono ritrovato così a far fronte a un dovere da cronista, in cerca delle notizie più consone ad essere trattate sulle pagine di Girodivite, e la libertà di scrivere di me stesso e degli eventi che, nonostante il Covid-19, era scontato che si verificassero.
Il titolo del libro è legato alla lettera N che sta ad indicare un numero imprecisato di giorni già trascorsi dal momento che ho scelto di iniziare a scriverlo. Ogni capitolo è numerato riprendendo il titolo con l’aggiunta di un numero progressivo aggiunto con il segno “+”.

Anteprima di Enne di Piero Buscemi

N… giorno

Ho voglia di scrivere. La sento nascere dentro come un bisogno da soddisfare nel più breve tempo possibile. Sarebbe facile lasciare la mente andare senza imporle alcun controllo. Magari chiudere gli occhi e liberare le dita sulla tastiera in cerca di un’estasi da non contrastare. Da non curare. Intanto le immagini di un film dedicato a Van Gogh scorrono sullo schermo. M’intingo di giallo, dentro il suo mondo che ad ogni sequenza diventa il mio. Non so quanti giorni siano passati. Non mi chiedo quanti ne dovranno passare perché il mondo che riesco a vedere è soltanto un metro quadrato scarso di finestra. Porzioni di una parete di bianco appassito da una giornata uggiosa, che si è insediata alle altre. Una lampada a muro tonda mi ricorda il mare, ma la salsedine si mantiene lontana dietro palazzi uniformi che qualche settimana fa suonavano di voci comari a scambiarsi banalità di vita vissuta. Non mi mancano. Adoro il silenzio ovattato che mi fa udire i suoni che gli altri scartano con fastidio. Non scorgo l’anziana signora dai capelli ramati che passeggiava ogni giorno sul balcone. La seguiva sempre un cane. Un jack russell di razza, di quelli che sai che ci sono perché il loro abbaio ti entra nei timpani fino a pensare che facciano parte del sottofondo di una vita. Provo ad allargare l’angolo di visuale credendo di poterla scorgere in un altro frammento di balcone. Non c’è. Questa strana alienazione ha zittito anche il cane. Mi giungono altri suoni che provo a decifrare. Strani ticchettii di orologi appesi fermi da anni. Non so come io riesca ad udirli. Fanno ingresso nella mia mente senza chiedere permesso. Una serranda abbassata, verde sbiadita dal sole. Ancora quel frammento di balcone, spoglio da qualsiasi vaso ornamentale. Vuoto come la sensazione di abbandono che si percepisce da oltre la porta di casa. Qualche voce occasionale, più un riverbero stizzito non si sa bene contro chi. Giunge all’improvviso e come d’incanto scompare. Ritorna un silenzio consolatore. Uno di quei ricercati silenzi che inseguo nelle notti d’estate quando un mondo intero urla la sua presenza, temendo di scomparire nell’ombra. Uno di quelli che mi riporta a ricordi lontani. Assopiti da troppo tempo. Vorrei raccontarli in un breve lasso di tempo, ma temo di interrompere l’incanto. Altri rumori si uniscono agli altri. Il legno dei mobili che respira. Sono riusciti, mi chiedo ancora come abbiano fatto, ma hanno legittimato la solitudine. Quella che scorre da uno schermo di computer e da tante, troppe faccine inespressive metafore di uno stato d’animo. Andrei indietro con i ricordi, a ricollocarmi in una scena disfatta. Troverei difficoltà a ricomporre la scena. Volti fissati in una vecchia fotografia non riescono a riposizionarsi con precisione in questa malinconia guidata da una voglia di fuga.

Enne
di Piero Buscemi
Copertina flessibile: 155 pagine
Editore: ZeroBook (10 luglio 2020)

13 Commenti

  1. Interessante conoscere il punto di vista di un’altra persona di tutta questa situazione che continua purtroppo ad accompagnarci anche oggi. L’anteprima mi ha incuriosita perché dopo che ogni giorno i tg ci bombardano di notizie sconfortanti, numeri appunto, qua invece si parla dell’io, di sentimenti, di vite sospese.

  2. Lettura mai così azzeccata in questo periodo credo che sia una libro interessantissimo direi che sono molto molto curiosa di conoscere la fine

    • Ti ringrazio per l’entusiasmo e la fiducia a scatola chiusa. Mi piacerebbe leggere un tuo commento più approfondito quando avrai avuto l’occasione di giungere all’ultima pagina.

  3. Entrare come ladri nelle emozioni di un altra persona ,nei suoi pensieri e vivere la sensazione di prigionia come quella del lockdown è secondo me una esperienza che fa riflettere molto. Oggi come oggi in cui lo spettro di questo virus è ancora più presente leggere questo libro è un modo di ritornare a riqualificare quello che abbiamo e a difendere ciò che ruota intorno a noi. I nostri comportamenti sono da rivedere e soprattutto dobbiamo partecipare di più per rendere più consapevoli le scelte che si fanno. Complimenti all’autore e grazie per darci modo di riflettere ancora su quello che abbiamo di più bello”la nostra vita” Mariliana

  4. Sicuramente un tema attuale, attualissimo, in corso direi, in questi giorni in cui si affaccia la possibilità di un secondo lockdown.
    Storie di vita diverse per ognuno, esperienze personali di una pandemia collettiva.
    Un libro che si prospetta interessante e suscita la curiosità di conoscere una delle tante storie di questo periodo storico, una scusa per uscire dalla nostra casa ed entrare in quella di un altro, sconosciuto, “non-congiunto”, e conoscerlo, “avvicinarsi” a lui virtualmente come non è possibile farlo personalmente, neanche volendo.
    Emozioni che si riflettono e incontrano o che si discostano e scontrano? Un mondo da scoprire…

  5. Deve essere davvero molto interessante questo libro, soprattutto perchè è molto attuale e poi è una situazione che tutti noi abbiamo vissuto in prima persona sulla nostra pelle.

  6. Siamo stati i protagonisti di un evento che ci ha sconvolto e che ha modificato le nostre abitudini di vita e le nostre relazioni. Ci ha costretti all’interno dei pochi metri quadri delle nostre case e, per i più fortunati, dei nostri giardini. Chiusi in casa siamo riusciti a percepire suoni che prima, troppo frettolosi, non sentivamo, come il respiro dei mobili. Abbiamo dovuto imparare una nuova quotidianità. L’autore si fa portavoce di questi sentimenti in maniera magistrale ed espone i timori di tutti noi in questo momento. Molto bello. Complimenti.

  7. Libro davveeo interessante.Sono curiosa di capire se le emozioni provate dall’autore, siano le stesse che ho provato io sia prima, che dopo la quarantena.

  8. Non sappiamo ancora quando e se torneremo liberi da questo incubo. Nelle righe dell’autore si evidenziano le ansie e i cambiamenti di una vita che mai ci saremmo aspettati di vivere. L’attualità dell’argomento rendono ancora più vivo l’interesse per completarne la lettura.

  9. Enne, enne giorni, di in una realtà diversa, non preventivata…
    Dall’anteprima emerge una scrittura fluida, dettagli, che nella quotidianità del “prima”, potevano passare inosservati…
    Una lettura sicuramente interessante, un diario di emozioni e sensazione descritto dall’Autore, ma vissuto da tutta la collettività

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -

PRIMO PIANO

Commenti recenti

FIERA DEI LIBRI ON LINE

Insondabile destino di Anna Ferrari

Insondabile destino è il romanzo più amato dalla prolifica scrittrice milanese. E' la storia di due coraggiose eroine a cavallo tra due ere.

Io sono una famiglia – il gabbiano di Liz Chester Brown

Io sono una famiglia - il gabbiano di Liz Chester Brown, storia di un dramma familiare moderno che, con la leggerezza di un battito d'ali, non volge mai in tragedia grazie all'incrollabile forza dell'amore.

La mulatta. Il riscatto di Corrado Leoni

L’avventura di una giovane etiope, la quale viene in Italia dietro la promessa di un lavoro dignitoso, motivata anche dalla speranza e dal desiderio di incontrare parenti del bisnonno italiano. Trova invece una realtà ben diversa e finisce sulla strada.

Il suono del vento di Cristina Origone

Il suono del vento di Cristina Origone, una storia giallo-rosa che si svolge in tempi e atmosfere diverse e che emoziona e coinvolge.

Le infinite vie del cuore di Alba Venditti

Le infinite vie del cuore di Alba Venditti, poesie con cui l'autrice esorta tutti ad aprire le proprie vie del cuore per rinascere ed aiutare il prossimo.

Quando il lavoro fa male di Federico Fontana

Quando il lavoro fa male di Federico Fontana si presenta insomma come un vero è proprio must, uno strumento indispensabile non solo per manager di aziende pubbliche e private ma anche per lavoratori che desiderano essere consapevoli su questo tema.

Il reale e l’immaginario di Daniela Quieti

"L’autrice ci accompagna attraverso i suoi versi raffinati ma incisivi in un viaggio senza filtri, prima come un novello Virgilio nell’Inferno e nel Purgatorio in terra e poi nel Paradiso di Beatrice".

Le favole di Nina di Nina Miselli

Le favole di Nina di Nina Miselli, fiabe e favole dolci e delicate, da leggere o da farsi leggere, per crescere divertendosi insieme a Fili il ranocchio, a Kili la rondine, ai folletti…

La voce del maestrale di Nunzio Russo

La voce del maestrale di Nunzio Russo, la saga di una antica dinastia di pastai siciliani sullo sfondo del novecento. Memorabile romanzo di esordio.

Spietata verità di Alessandra Perilli

Spietata verità di Alessandra Perilli, è l'avvincente romanzo thriller di esordio della scrittrice romana che ha meritato già molti riconoscimenti

NEWSLETTER MANUALE DI MARI