lunedì, 26 Luglio 2021
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Enne di Piero Buscemi

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Enne di Piero Buscemi

Enne di Piero Buscemi è uno sorta di diario intimo, come lo definisce l’autore, della quarantena conseguente all’esplosione della pandemia di COVID-19.

Enne di Piero Buscemi, anatomia della vita in quarantena

Quello che l’autore definisce una sorta di diario intimo della quarantena in verità è molto di più, si presenta come una lucida disincantata anatomia della vita durante il lockdown, il periodo in cui le case in cui viviamo sono diventate le nostre prigioni e la visita a un supermercato un “alibi” per uscire a fare una passeggiata. Per “enne” giorni Piero Buscemi, poche settimane dopo l’inizio della quarantena, passa in rassegna e registra, in un sottile monologo interiore, con una scrittura incalzante e densa, tutti quei cambiamenti che la forzata clausura e le restrizioni della libertà individuale hanno impresso alla vita quotidiana. Sullo sfondo di queste riflessioni dell’autore scorre l’Italia dei concerti sui balconi, delle bandiere tricolori, del motto “Andrà tutto bene”, di quel vano popolo di politici, giornalisti, esperti che dagli schermi televisivi ad ogni ora del giorno intima il rispetto di regole e protocolli sempre più stringenti dopo aver largamente sottovalutato, in precedenza, la gravità della crisi sanitaria causata dalla pandemia. Un bel libro che non mancherà di coinvolgere ed emozionare i lettori.
Robert, Manuale di Mari

“Questa quarantena ha scosso le coscienze, risvegliando l’antico dilemma del giusto e dello sbagliato che c’è in ognuno di noi sin dalla nascita”. Piero Buscemi

Dalla Prefazione dell’Autore

Il 2020, ed auguriamoci rimanga l’unico, sarà l’anno che passerà alla Storia per la quarantena coatta alla quale un mondo intero è stato costretto. Il motivo un virus misterioso, il Covid-19 che, alla data in cui sto scrivendo, non completamente conosciuto né accantonato definitivamente con tutti i dubbi annessi di una ricomparsa nelle nostre vite anche nei mesi e, forse, negli anni a seguire. Da redattore della testata giornalistica Girodivite, dopo la celebrazione del venticinquesimo anniversario dalla fondazione, festeggiata a novembre del 2019, non poteva accadere cosa più imprevedibile di quella di ritrovarsi a svolgere il lavoro di testimone di avvenimenti del nostro tempo, attraverso le pagine digitali di un giornale, chiuso in casa a raccattare storie da rendere giornalisticamente pubblicabili e appetibili al lettore.
Adattatosi alle disposizioni impartite dal governo, l’indole della scrittura ha finito per essere la giusta compagna di interminabili giorni di un periodo di segregazione domestica che, una data impressa sul Dpcm emanato dal Parlamento, ha stabilito l’inizio, ma che durante la stesura di questo libro non era possibile stabilirne una fine. Non è stato facile come non lo è stato per nessuno. Ritagliarsi spazi di tempo che, all’improvviso, sono diventati vitali e necessari. Momenti di riflessione e di introspezione intimi, obbligati a scavare nel proprio presente, rimpiangendo momenti del nostro recente passato e, inevitabilmente, protratti verso un futuro incerto che, da fonti informative contrastanti e confuse che sono pervenute, hanno lasciato un sentimento di incertezza – tale da azzardare un pensiero pessimista su una condizione di vita consolidata in uno status di continua precarietà dal quale diventerà sempre più difficile uscirne.
Questa sorta di diario intimo, che è stato lo spunto di questo libro, si è sviluppato dopo qualche settimana dall’avvio della quarantena che, originariamente era stato quantificato in quindici giorni. Il proseguimento di questa nuova condizione ha suscitato la voglia di documentare le sensazioni personali, condivise a distanza con il resto della redazione, con gli amici di sempre e tanti ritrovati dopo anni di silenzi distratti. Ho sentito necessario il bisogno di dedicare il tempo disponibile alla scrittura, impiegandola a riepilogare le sensazioni e gli stati d’animo, variabili e imprevedibili, che ogni giorno mi ha offerto. Mi sono ritrovato così a far fronte a un dovere da cronista, in cerca delle notizie più consone ad essere trattate sulle pagine di Girodivite, e la libertà di scrivere di me stesso e degli eventi che, nonostante il Covid-19, era scontato che si verificassero.
Il titolo del libro è legato alla lettera N che sta ad indicare un numero imprecisato di giorni già trascorsi dal momento che ho scelto di iniziare a scriverlo. Ogni capitolo è numerato riprendendo il titolo con l’aggiunta di un numero progressivo aggiunto con il segno “+”.

Anteprima di Enne di Piero Buscemi

N… giorno

Ho voglia di scrivere. La sento nascere dentro come un bisogno da soddisfare nel più breve tempo possibile. Sarebbe facile lasciare la mente andare senza imporle alcun controllo. Magari chiudere gli occhi e liberare le dita sulla tastiera in cerca di un’estasi da non contrastare. Da non curare. Intanto le immagini di un film dedicato a Van Gogh scorrono sullo schermo. M’intingo di giallo, dentro il suo mondo che ad ogni sequenza diventa il mio. Non so quanti giorni siano passati. Non mi chiedo quanti ne dovranno passare perché il mondo che riesco a vedere è soltanto un metro quadrato scarso di finestra. Porzioni di una parete di bianco appassito da una giornata uggiosa, che si è insediata alle altre. Una lampada a muro tonda mi ricorda il mare, ma la salsedine si mantiene lontana dietro palazzi uniformi che qualche settimana fa suonavano di voci comari a scambiarsi banalità di vita vissuta. Non mi mancano. Adoro il silenzio ovattato che mi fa udire i suoni che gli altri scartano con fastidio. Non scorgo l’anziana signora dai capelli ramati che passeggiava ogni giorno sul balcone. La seguiva sempre un cane. Un jack russell di razza, di quelli che sai che ci sono perché il loro abbaio ti entra nei timpani fino a pensare che facciano parte del sottofondo di una vita. Provo ad allargare l’angolo di visuale credendo di poterla scorgere in un altro frammento di balcone. Non c’è. Questa strana alienazione ha zittito anche il cane. Mi giungono altri suoni che provo a decifrare. Strani ticchettii di orologi appesi fermi da anni. Non so come io riesca ad udirli. Fanno ingresso nella mia mente senza chiedere permesso. Una serranda abbassata, verde sbiadita dal sole. Ancora quel frammento di balcone, spoglio da qualsiasi vaso ornamentale. Vuoto come la sensazione di abbandono che si percepisce da oltre la porta di casa. Qualche voce occasionale, più un riverbero stizzito non si sa bene contro chi. Giunge all’improvviso e come d’incanto scompare. Ritorna un silenzio consolatore. Uno di quei ricercati silenzi che inseguo nelle notti d’estate quando un mondo intero urla la sua presenza, temendo di scomparire nell’ombra. Uno di quelli che mi riporta a ricordi lontani. Assopiti da troppo tempo. Vorrei raccontarli in un breve lasso di tempo, ma temo di interrompere l’incanto. Altri rumori si uniscono agli altri. Il legno dei mobili che respira. Sono riusciti, mi chiedo ancora come abbiano fatto, ma hanno legittimato la solitudine. Quella che scorre da uno schermo di computer e da tante, troppe faccine inespressive metafore di uno stato d’animo. Andrei indietro con i ricordi, a ricollocarmi in una scena disfatta. Troverei difficoltà a ricomporre la scena. Volti fissati in una vecchia fotografia non riescono a riposizionarsi con precisione in questa malinconia guidata da una voglia di fuga.

Enne
di Piero Buscemi
Copertina flessibile: 155 pagine
Editore: ZeroBook (10 luglio 2020)

Piero Buscemi

Piero Buscemi è nato a Torino nel 1965. Redattore del periodico online www.girodivite.it, ha pubblicato: “Passato, presente e futuro” (1998), “Ossidiana” (2001, 2013), “Apologia di pensiero” (2001), “Querelle” (2004), L’isola dei cani (2008, ZeroBook 2016), “Cucunci” (2011), “Le ombre del mare” (2017, edito da Bibliotheka). Ha curato l’antologia di poesie “Accanto ad un bicchiere di vino” (ZeroBook 2016); e le antologie di articoli di vari autori pubblicati su Girodivite: Parole rubate (2017) dedicata alle recensioni dei libri, “Celluloide” (2017) che raccoglie le segnalazioni cinematografiche. Per il volume di poesie “Iridea” di Alice Molino (ZeroBook, 2019) ha contribuito con una scelta di suggestioni fotografiche. Vincitore di diversi premi letterari, alcuni suoi racconti e poesie sono contenuti in alcune antologie nazionali. Il romanzo “Querelle” è stato tradotto in inglese e pubblicato dalla Pulpbits Press (Stati Uniti). È tra i fondatori dell’Associazione culturale “Aromi Letterari” di Messina. Sostenitore e volontario Emergency, collabora con l’Avis ed è promotore delle iniziative di ActionAid Italia.

35 Commenti

  1. La copertina parla da sola e non ha bisogno di spiegazioni: una ragazza che indossa la mascherina chirurgica e uno sguardo pensieroso rivolto al futuro. Oggi questa immagine non suscita stupore come invece poteva essere qualche anno fa ma abbiamo imparato a riconoscerla e ognuno di noi la impersona ogni giorno. Nella quarta di copertina un breve sunto della trama, foto e biografia dell’autore.
    A differenza di come accade nella maggior parte dei libri, nella prefazione, è l’autore stesso che presenta la sua opera spiegando come è nata e dandone una chiave di lettura affinché il lettore possa apprendere in pieno il significato di ogni parola da lui scritta. Non si tratta di un libro comune ma di una biografia della quarantena e, avendola vissuta in prima persona, il lettore può ritrovarci dentro se stesso e vedere come sono stati vissuti quei momenti di chiusura forzata in casa da parte di un’altra persona.
    I giorni passano, si perde il conto dei minuti e delle ore, i ritmi della vita quotidiana vengono sconvolti. Ci si ritrova sospesi, con un futuro incerto e tante preoccupazioni. Sembra una storia surreale e invece no: è solo un punto di vista personale di un 2020 che per tutti è stato un anno da dimenticare. Citando Petrarca “La vita fugge, et non s’arresta una hora”. Come dimenticare quelle giornate? Tutte uguali, quasi inutili e la preoccupazione nel sentire il tg. Vita sospesa, progetti rimandati e tanta solitudine. Tutto è apparso vuoto, senza senso e a farla da padrone solo il Covid.
    La pandemia è da considerarsi solo quella da Covid-19 o il mondo era già malato? Pervaso da pregiudizi e altre cose negative. L’essere rinchiusi in casa non ha fatto altro che evidenziare il malessere dell’umanità (es. discriminazione, omicidi/femminicidi).
    Il virus e l’isolamento forzato hanno tirato fuori il peggio delle persone: strafottenza, mancanza di rispetto e maleducazione.

    Complimenti all’autore per aver deciso di mettere nero su bianco i suoi pensieri e giornate per far riflettere, non dimenticare e testimoniare ai posteri anche stati d’animo e preoccupazioni vissuti in piena pandemia.
    Valentina

  2. Grazie mille per avermi inviato una copia del libro!
    Cronaca personale dell’epidemia covid, vista 3d degli effetti sociali e personali della quarantena ( lookdwn) cui siamo stati sottoposti nel 2020…spunti di pensieri e di ambientazioni marine.
    Sicuramente un libro che tocca letteralmente tutti noi, a livello mondiale, molto da vicino.

  3. Ho appena finito di leggere il libro e desidero congratularmi con l’autore per la sua narrazione lucida e profonda dello scorrere dei giorni che ha caratterizzato il periodo del Covid.
    Ho rivissuto quei momenti rispecchiandomi nel suo diario, condividendo le sue sensazioni, sorprendendomi nel trovare pensieri ed azioni che sicuramente hanno accomunato me, e sono certa neppure me soltanto, con l’autore.
    La scrittura è coinvolgente ed estremamente scorrevole e trovo questo libro una testimonianza che dovrà essere conservata con cura.
    Grazie!

  4. “Cosa sarà la normalità? Che termine di paragone potremo avere se non siamo riusciti a isolare con nettezza il concetto di normalità?”
    Questo è solo uno degli interrogativi davanti ai quali ci ha posto questo virus che ha sconvolto il ripetitivo vivere quotidiano di ciascuno di noi, “che ha sgretolato l’utopia che sostiene il passo successivo di un avanzamento incerto ma continuo”.
    Con queste parole l’autore, costretto come ciascuno di noi a vivere un isolamento forzato, ha manifestato quel senso di disagio provato nel ritrovarsi faccia a faccia con se stesso in una solitudine che nemmeno il supporto tecnologico ha potuto superare, facendo emergere con ancora più evidenza la vacuità delle nostre certezze, la fatuità di pseudorapporti amicali nascosti dietro uno schermo. “L’esistenza in cattività perde significato” e l’autore lo cerca disperatamente anche nelle piccole cose che hanno scandito fin da bambino la sua vita: il vento impregnato di salsedine, il sapore degli agrumi, lo scodinzolio di un cane a cui accarezzare la testa, la passeggiata clandestina per avere l’illusione di potersi ribellare alle imposizioni.
    “Enne” è un diario lucido e inflessibile di una quarantena che ha sviscerato tutte le nostre paure, le angosce che mai prima d’ora avevamo avuto il coraggio di affrontare. Un diario che ci lascia con un interrogativo al quale cerchiamo ancora adesso di dare una risposta: “Chi sarò quando tutto questo sarà finito?”

  5. Desidero ringraziare l’autore per avermi inviato una copia del suo libro, non vedo l’ora di leggerlo e di imparare qualcosa. Grazie.

  6. Libro arrivato. L’ho appena iniziato a leggere. Appena finito lascerò un commento. Grazie infinite all’autore.

    • Enne è un libro autobiografico dove l’autore ripercorre giorno per giorno come ha vissuto 30 giorni di questa pandemia.
      La scrittura è molto fluida e fin dall’inizio ha permesso di immedesimarmi nel ruolo del protagonista, di rivivere le sue ansie e le sue paure.

      P.S.: sarebbe interessante far leggere questo libro alle future generazioni per raccontare un pezzo di storia che sicuramente mai dimenticheremo.

      Complimenti all’autore.

  7. Questo libro è senza alcun dubbio uno di quei libri che si sentono a fondo nel cuore, uno di quei libri che lasciano un segno. Una lettura attuale da far leggere sicuramente anche alle nostre generazioni future. Un libro da tenere nella libreria anche solo come ricordo storico. Un libro che leggerei con molto piacere, mi farebbe molto piacere riceverne una copia. ringrazio anticipatamente cordiali saluti Giulia

    • Ringrazio di cuore l’autore Piero Buscemi per l’invio del suo libro, lo leggerò con estremo piacere il più presto possibile.
      Al termine effettuerò con altrettanto piacere la recensione. Ringrazio nuovamente cordiali saluti.

  8. Libro attuale. Tratto da una vera pandemia il quale é ancora in corso. Questo libro dà la possibilità di immergersi in un periodo reale quanto brutto. Questo testo rimarrà sicuramente nella storia quanto la pandemia. Mi piacerebbe molto leggere il libro intero.

  9. “Lascio dietro di me l’umanità che si rimpossessa dei vizi accantonati per un breve lasso di tempo (…). La strada di casa mi richiama ad un nuovo isolamento. Giungo davanti al portone (…), dall’altra parte della strada, la signora con i capelli ramati ed il jack russell accanto (…)” Grazie all’amico Piero, conosciuto a Lampedusa, per aver portato me, torinese, sul proprio pianerottolo catanese, accanto al mare, per giocare a pallone con tre ragazzini.
    Ho spesso diffidato degli instant book, ma mi sono felicemente ricreduta. Da leggere!

  10. Il mio voto per “5 libri nei mari del web”.
    Sicuramente un libro attuale e che permette a molti di immedesimarsi e ripercorrere questi mesi di pandemia, riscoprendo emozioni, vissuti, ricordi. Con uno sguardo di speranza in un futuro “normale”: mai come oggi non si desidera altro che quotidianità, abitudine e ordinarietà. Un libro sicuramente interessante da leggere!

  11. il 2020 è appena passato ma purtroppo non abbiamo ancora risolto il problema pandemia…mi piacerebbe leggere le sensazione provate dall’autore durante il lockdown perchè ognuno di noi ha avuto sensazioni diverse e sarebbe bello confrontarle…spero di poter leggere il libro!

  12. Un libro che rimarrà nella storia di questa Pandemia. Mi ha fatto rivivere tante cose Hitman nell’incipit. Scorrevole . Molto bella la copertina, gli occhi di lei descrivono paura. Mi piacerebbe poterlo leggere. Grazie

  13. Come sempre e come in tutte le sue opere, Buscemi non si smentisce mai. Libro affascinante, emozionante, libro che descrive in modo originale ma reale il periodo particolare in cui viviamo, un libro da leggere. Complimenti all’autore.

  14. Interessante conoscere il punto di vista di un’altra persona di tutta questa situazione che continua purtroppo ad accompagnarci anche oggi. L’anteprima mi ha incuriosita perché dopo che ogni giorno i tg ci bombardano di notizie sconfortanti, numeri appunto, qua invece si parla dell’io, di sentimenti, di vite sospese.

  15. Lettura mai così azzeccata in questo periodo credo che sia una libro interessantissimo direi che sono molto molto curiosa di conoscere la fine

    • Ti ringrazio per l’entusiasmo e la fiducia a scatola chiusa. Mi piacerebbe leggere un tuo commento più approfondito quando avrai avuto l’occasione di giungere all’ultima pagina.

  16. Entrare come ladri nelle emozioni di un altra persona ,nei suoi pensieri e vivere la sensazione di prigionia come quella del lockdown è secondo me una esperienza che fa riflettere molto. Oggi come oggi in cui lo spettro di questo virus è ancora più presente leggere questo libro è un modo di ritornare a riqualificare quello che abbiamo e a difendere ciò che ruota intorno a noi. I nostri comportamenti sono da rivedere e soprattutto dobbiamo partecipare di più per rendere più consapevoli le scelte che si fanno. Complimenti all’autore e grazie per darci modo di riflettere ancora su quello che abbiamo di più bello”la nostra vita” Mariliana

  17. Sicuramente un tema attuale, attualissimo, in corso direi, in questi giorni in cui si affaccia la possibilità di un secondo lockdown.
    Storie di vita diverse per ognuno, esperienze personali di una pandemia collettiva.
    Un libro che si prospetta interessante e suscita la curiosità di conoscere una delle tante storie di questo periodo storico, una scusa per uscire dalla nostra casa ed entrare in quella di un altro, sconosciuto, “non-congiunto”, e conoscerlo, “avvicinarsi” a lui virtualmente come non è possibile farlo personalmente, neanche volendo.
    Emozioni che si riflettono e incontrano o che si discostano e scontrano? Un mondo da scoprire…

  18. Deve essere davvero molto interessante questo libro, soprattutto perchè è molto attuale e poi è una situazione che tutti noi abbiamo vissuto in prima persona sulla nostra pelle.

  19. Siamo stati i protagonisti di un evento che ci ha sconvolto e che ha modificato le nostre abitudini di vita e le nostre relazioni. Ci ha costretti all’interno dei pochi metri quadri delle nostre case e, per i più fortunati, dei nostri giardini. Chiusi in casa siamo riusciti a percepire suoni che prima, troppo frettolosi, non sentivamo, come il respiro dei mobili. Abbiamo dovuto imparare una nuova quotidianità. L’autore si fa portavoce di questi sentimenti in maniera magistrale ed espone i timori di tutti noi in questo momento. Molto bello. Complimenti.

  20. Libro davveeo interessante.Sono curiosa di capire se le emozioni provate dall’autore, siano le stesse che ho provato io sia prima, che dopo la quarantena.

  21. Non sappiamo ancora quando e se torneremo liberi da questo incubo. Nelle righe dell’autore si evidenziano le ansie e i cambiamenti di una vita che mai ci saremmo aspettati di vivere. L’attualità dell’argomento rendono ancora più vivo l’interesse per completarne la lettura.

  22. Enne, enne giorni, di in una realtà diversa, non preventivata…
    Dall’anteprima emerge una scrittura fluida, dettagli, che nella quotidianità del “prima”, potevano passare inosservati…
    Una lettura sicuramente interessante, un diario di emozioni e sensazione descritto dall’Autore, ma vissuto da tutta la collettività

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