LA RECENSIONE DI NICLA MORLETTI

Epopea di Malo: da Quarto dei Mille al Pasubio, al fiume Don di Silvio Eupani
“Epopea di Malo” è un libro di guerra e di pace. Di eroi e d’amore.
Silvio Eupani, con straordinaria passione e abilità, racconta centocinquanta anni di storia del paese di Malo, dalle vicende militari a quelle civili, dalle guerre risorgimentali fino alla seconda guerra mondiale. Ma la cosa più bella di queste pagine è che l’autore non narra il tutto con la ricostruzione fredda dello storico, ma dà voce ai protagonisti, ai soldati e ai familiari, attraverso lettere, cartoline, racconti commoventi e toccanti. Un patrimonio di enorme valore questo riportato in “Epopea di Malo”, senza il quale sarebbe andata perduta un’importantissima parte di storia delle popolazioni venete nei due conflitti mondiali e soprattutto un pezzo d’Italia con i suoi eroi, i suoi caduti, i suoi combattenti. Con le madri che a casa aspettavano in silenzio la pace. La caduta dell’ultima bomba.

EPOPEA DI MALO: DA QUARTO DEI MILLE AL PASUBIO, AL FIUME DON
di Silvio Eupani
Volume di 560 pagine, con 700 fotografie e illustrazioni in b/n e 20 a colori.
Copertina e digitalizzazione foto: Grafica Silvia e Designer Giovanni Eupani
Foto del Don: alpino G. Zaccaria
P.R. e diffusione: Angela Eupani
Stampa: Tipolitografia LA GRAFICA – Bassano del Grappa
Prezzo: € 28,00
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È la meditazione sulla grande Storia dell’Italia il movente e il traguardo del mio impegno di studioso e di autore nell’opera: “Epopea di Malo: da Quarto dei Mille al Pasubio, al fiume Don”. È la constatazione dell’intensa partecipazione di un popolo ad un secolo di lotte, insurrezioni e guerre per il riscatto dallo straniero prima, per la realizzazione della completa unità poi – con un percorso costellato di luci ed ombre, anche se il sottoscritto, come educatore, mette in luce soprattutto gli aspetti positivi delle vicende narrate – e infine per la conquista della libertà in una democrazia compiuta a guidarmi in un itinerario di oltre cent’anni di storia d’Italia partendo da un lembo di terra veneta – il paese di Malo – la cui comunità è in piena sintonia per sentimento e concezione della vita con i mille e mille paesi e città dell’Italia intera; una comunità legata per sempre al destino della Patria per l’ardimento di cinque giovani volontari che incontrarono la morte nelle insurrezioni e guerre del Risorgimento; per il coraggio di due Garibaldini dei “Mille”; per il sacrificio di 151 soldati sulle vie di Trento e Trieste e di altri 7 nelle infauste guerre coloniali, nonché dei 112 caduti sui fronti della guerra 1940-45, in prigionia o nella lotta per la libertà. E il patriottismo dei nostri giovani è dimostrato anche dai 57 decorati al valor militare, a partire dalla “Medaglia d’Argento” decretata dal Senato della Città di Palermo al Garibaldino dei “Mille” Raffaele Rigotti nel giugno 1860, per concludere con la “Medaglia d’Oro” alla memoria conferita al valoroso Capitano Pilota Antonio Miotto caduto nel prologo spagnolo dell’ultimo conflitto.
Dopo l’iniziale indagine storico-documentale sullo Stemma comunale di Malo da me compiuta in collaborazione con il compianto Cav. Silvio Sartori per incarico dell’Amministrazione C.le, indagine necessaria per giungere all’approvazione del nostro stemma decretata il 15 dicembre 1969, cerco nella mia opera di far rivivere l’“Epopea di Malo” attraverso la presentazione di documenti spesso inediti e la narrazione di commoventi e semplici testimonianze di ex combattenti e reduci dei due conflitti mondiali del 20° secolo, di familiari di caduti e dispersi e di partigiani, nonché attraverso la cronaca e la documentazione fotografica di inaugurazioni di monumenti ai Caduti e di altre commemorazioni che rivelano il modo di riflettere della nostra gente sulle lezioni della Storia. Delineo quindi un acceso profilo del venerato Arciprete di Malo Mons. Oreste Bartolomei, eccezionale tempra d’uomo, di sacerdote, di Tenente Cappellano Militare decorato al V. M. e in un capitolo evidenzio la connessione tra vicende storiche, testimonianze votive e popolari tradizioni religiose. Cerco inoltre di dare il giusto rilievo alle benemerenze civili, morali e culturali della comunità maladense tracciando un quadro della vitalità delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma maladensi (famiglie dei caduti, mutilati e invalidi di guerra, ex combattenti – reduci e simpatizzanti, partigiani, fanti, alpini e artiglieri, aviatori, carabinieri, granatieri, ex ufficiali, ecc.) e della loro collaborazione con le associazioni culturali e umanitarie del paese: Banda Cittadina, Pro Malo, I Cantori di Santomio, Museo della serica e laterizia, CAI, Museo Casabianca, Vicentini nel mondo, L’Opinione, ATOZ, Città della Speranza, Avis e Aido, Gruppo Missionario, “S. Vincenzo”, Caritas, Il Girasole, ecc.
L’ “Epopea”, serie di eventi memorabili ed eroici, si estende quindi giustamente a tutti gli umili operatori di bene che si impegnano giorno per giorno nel compimento di piccoli e grandi atti d’amore e talora di eroismo, maturati nel silenzio dell’anima senza clamori né riconoscimenti.
Sono pagine in cui ogni lettore si può riconoscere perché narrano esperienze ed avvenimenti in tutto analoghi a quelli della propria vita, della propria famiglia, del proprio paese. “Epopea di Malo”: perché qui ho vissuto gran parte della mia vita, sempre attento alla storia della comunità come insegnante, fondatore e presidente della Biblioteca Civica, presidente dell’Ospedale Civile e Sindaco. Ma ogni comunità italiana ha vissuto un’autentica, analoga “Epopea” di fedeltà ai valori di patria, di libertà, di operosità e solidarietà.
Silvio Eupani

Dal libro

“DA MALO AL FIUME DON, CON AMORE”.

Per rivivere fino in fondo l’itinerario di coraggio e di dolore dei nostri soldati in Russia, in un’alba serena l’alpino maladense Gianni Zaccaria si spinge sino al fiume Don, sulle cui sponde è rinato il fiore della speranza e della libertà. Depone nelle acque finalmente tranquille tre “Stelle Alpine” raccolte sul Pasubio: è l’ideale abbraccio dei nostri padri con i giovinetti Eroi delle gelide steppe russe. Versa nei flutti l’acqua della fontana della Madonna di Santa Libera, protettrice di Malo, e torna a riempire l’ampolla con l’acqua del fiume divenuto “leggenda”. Poi l’alpino riparte per l’amato paese natio. Risale a S. Libera e bagna le lapidi dei Caduti con l’onda del grande fiume: lacrime di Eroi non più ritornati.

“Il perenne scorrere delle ridenti acque del nostro vivace torrente Livergon, sulle cui sponde giocarono felici i nostri giovinetti prima di partire per combattere e morire sui fronti, in prigionia e nella lotta per la libertà, ci sia di monito a non dimenticarli e a onorare la Patria: sono Caduti con il pianto nel cuore per non aver potuto riabbracciare i loro cari, rivedere Malo: il paese dell’eterno rimpianto, e l’amata S. Libera, da loro invocata nei pericoli e nella morte eroica”.

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