martedì, 31 Marzo, 2020
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Etica di un clochard

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La recensione di Nicla Morletti

Etica di un clochard

Come nasce un libro, esperienze di scrittura creativa

E’ esemplare questa esperienza di scrittura creativa a cura della classe I° A del Liceo Classico “Carmine Sylos” di Bitonto (Bari), Istituto eccellente guidato dal Dirigente Scolastico Prof. Michele De Palma. Straordinari e diligenti gli alunni, che, suddivisi in gruppi, guidati dal Prof. Giuseppe Ricci, hanno lavorato alacremente e affrontato argomenti attuali quali la solitudine, la condizione precaria degli anziani, il lavoro e la vita degli extracomunitari, la diffidenza nei confronti del diverso, droga, alcolismo, criminalità, consumismo, pubblicità, omologazione, prostituzione e schiavitù. Vari sono i messaggi che ne emergono: la paura di crescere e di assumersi le responsabilità, il timore del giudizio altrui, la violenza dei gruppi di potere. La società contemporanea è caratterizzata da una crisi spirituale. Da qui la superficialità, la scarsa criticità, un generica capacità di analisi, una leggerezza insostenibile.
“Etica di un Clochard” è un’opera intellettuale ben costruita e ben analizzata, sofferta e pensata. Scrive Anton Cechov: “Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima…
Thomas, il protagonista della storia, non è un uomo libero. Imprenditore tessile, schiacciato dal sistema economico, vittima di forti condizionamenti, vive nell’insoddisfazione e sceglie un genere di vita alternativo. Il tutto è ambientato in un quartiere periferico di una città pugliese e nel Centro commerciale e Centro storico di Bari.
Ma cos’è la libertà? La parola deriva dal latino libertas – atis che significa condizione di libero, podestà di operare a suo talento. Il che non è da poco conto. Una cosa è certa: la libertà di un individuo cessa là dove inizia la libertà di un altro. E così via, come in una catena. Forse l’unica vera libertà può esistere e vivere dentro di noi, nell’universo della nostra anima, dei nostri pensieri, della nostra coscienza quando essa diviente forte e consapevole in noi.
Ma perché scrivere? Scrivere fa bene alla salute e poiché è esercizio di memoria e fantasia, significa utilizzare l’energia dei ricordi e l’energia dell’immaginazione. Scrivere è dialogo tra esperienza e intelligenza. E’ pensare, progettare, creare. Esistono molti tipi di scrittura: c’è ad esempio la scrittura notarile, quella dei codici, dei verbali di polizia, quella medica, quella giornalistica, quella letteraria e così via. La scrittura creativa, creative writing, identifica lo scrivere che mira, attraverso vari modelli espressivi – rappresentativi, a fare letteratura.
“I poeti e i filosofi” ha scritto Sigmund Freud, “hanno scoperto l’incoscio prima di me”. Non poteva essere altrimenti. Come può uno scrittore narrare di personaggi senza conoscerne la profondità d’animo e ciò che nutre i loro pensieri? Da qui l’immedesimazione e dall’immedesimazione la scoperta dell’io. O meglio dei vari “io”.
Scrivere smaschera i nostri fantasmi interiori, libera angosce e desideri. Aiuta a varcare il confine tra mistificazione e rivelazione, tra repressione ed espressione. Tra rimozione e comunicazione.
Ho letto un brano tratto da “Etica di un Clochard” e l’ho trovato perfetto. Scritto in maniera eccellente. Non una piega, non una grinza, nessuna incertezza. Tutto ben descritto, ottima la psicologia dei personaggi. E poi il finale, con le margherite e le viole ai bordi delle strade, tra piccole aiuole, che nessuno riesce a vedere, a sentirne il profumo. E’ primavera, si risveglia la mente e la dolcezza è nell’aria, anche se il frastuono della città stordisce e ci allontana dalla nostra vera essenza di esseri profondamente umani, dal bisogno d’amore.

ETICA DI UN CLOCHARD
a cura della I A – A.s. 2009/2010

Progetto di scrittura creativa del Liceo Classico – Linguistico “Carmine Sylos” – Bitonto

2010, p. 112
Guarda la presentazione del Progetto

Presentiamo questo libro nell’ambito della Rubrica:
“COME NASCE UN LIBRO, ESPERIENZE DI SCRITTURA CREATIVA
dedicata ad esperienze di scrittura creativa promosse nelle scuole. Invitiamo docenti e responsabili scolastici a segnalarci i loro progetti contattando la Redazione. Una selezione dei Progetti sarà presentata nel corso della Stagione letteraria del Portale Manuale di Mari con la recensione di Nicla Morletti.

Dal libro

“Mi viene in mente mio padre e la sua passione per i giornali, tutti i tipi di giornale… L’informazione, una vera fissazione per lui. Abituato com’era a tenersi sempre aggiornato su tutte le vicende dell’economia, della politica e della vita sociale. Voleva sentirsi integrato nella realtà politica. Col passare dei giorni, però, rimaneva disorientato in seguito a notizie di scandali e di corruzione… Attraverso la lettura, tuttavia, riusciva a dimenticare quasi tutti i problemi e le esigenze della famiglia. In casa lo vedevamo sempre nascosto dietro le grandi pagine di un quotidiano, anche a tavola, quando almeno avremmo potuto scambiare con lui qualche parola. Per lui la famiglia intorno sembrava non esistesse… Viveva in un simulacro di verità, che il sistema e il potere dominante creavano attraverso il controllo dell’informazione. Come per mio padre, anche per molti cittadini la vita trascorre ancora senza essere realmente vissuta… L’informazione mediatica può stimolare emozioni differenti da quelle che l’impegno concreto nell’ambito sociale e il confronto con altri schieramenti suscita… Non si può vivere di sole notizie artefatte!

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“Mi viene in mente mio padre e la sua passione per i giornali, tutti i tipi di giornale… L’informazione, una vera fissazione per lui. Abituato com’era a tenersi sempre aggiornato su tutte le vicende dell’economia, della politica e della vita sociale. Voleva sentirsi integrato nella realtà politica. Col passare dei giorni, però, rimaneva disorientato in seguito a notizie di scandali e di corruzione… Attraverso la lettura, tuttavia, riusciva a dimenticare quasi tutti i problemi e le esigenze della famiglia. … In casa lo vedevamo sempre nascosto dietro le grandi pagine di un quotidiano, anche a tavola, quando almeno avremmo potuto scambiare con lui qualche parola. Per lui la famiglia intorno sembrava non esistesse… Viveva in un simulacro di verità, che il sistema e il potere dominante creavano attraverso il controllo dell’informazione. Come per mio padre, anche per molti cittadini la vita trascorre ancora senza essere realmente vissuta… L’informazione mediatica può stimolare mozioni differenti da quelle che l’impegno concreto nell’ambito sociale e il confronto con altri schieramenti suscita… Non si può vivere di sole notizie artefatte!

1 commento

  1. E’ una tematica molto delicata questa. Le storie di questo genere mi commuovono molto. Il brano qui citato del libro è scritto in modo fluido. E’ una storia riflessiva ed emozionante.

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