giovedì, 7 Luglio 2022
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Figlio di papà di Christian De Sica

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Il commento di Nicla Morletti

Figlio di papà di Christian De Sica
Figli di papà si nasce. Ed è difficile trovare la propria strada o una
propria affermazione, proprio quando tuo padre è uno dei personaggi più
illustri e importanti del cinema italiano. Christian De Sica
si sarà domandato più volte: "Come fare per essere apprezzato come lui?
Per essere amato dal pubblico come lui?" Ce l’ha fatta. E leggendo
questo interessante, stimolante, divertente libro si capisce come. La
sua arma vincente è stata l’intelligenza, ma soprattutto l’ironia con
la quale descrive i miti del cinema, della letteratura e dell’arte che
hanno fatto parte della sua vita fin da bambino.

FIGLIO DI PAPA’
di Christian De Sica
Mondadori – Collana Ingrandimenti
2008, 269 p.
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Christian De Sica, con una manciata infinita
di aneddoti, allegri e tristi, divertenti e amari, ha montato la
propria autobiografia in cento sketch. Dal Neorealismo e i ladri di
biciclette alla gloriosa serie dei film di Natale, alle piccolissime
beghe della rottura dei rapporti con Massimo Boldi, De Sica racconta e
tesse infinite trame e personaggi. Roberto Rossellini, grande amico di
papà, brillantissimo e bugiardo, che lo fa debuttare a sedici anni al
cinema. L’entusiasmo, l’eleganza, l’umiltà, la follia, la dolcezza, il
genio di un padre amatissimo. La bellezza e lo spirito della madre
spagnola, Maria Mercader. Gli incontri con Flaiano, Visconti, Fellini,
Pasolini, Sordi, Risi. E poi ancora la sua vita di figlio di papà, che
a ventitré anni deve fare i conti con la morte di un padre che non gli
lascia nulla, perché si è giocato tutte le sue fortune ai tavoli verdi
dei casinò di ogni parte del mondo. In prima liceo De Sica diventa
compagno di scuola di Carlo Verdone. Le imitazioni e gli scherzi che i
due fanno ai professori del Collegio Nazareno si trasformano nel loro
percorso di formazione, un bizzarro Actor’s Studio tutto romano. Amici
per la pelle, diventano anche una famiglia quando De Sica sposa Silvia,
la sorella di Carlo. Tra lo scetticismo di molti, la voglia di fare il
cantante, il fallimento a Sanremo, nasce un attore, uno showman, un
uomo, il De Sica di oggi: uno tra i più amati attori italiani.
 

Christan De Sica nasce a Roma
il 5 gennaio 1951, figlio di Vittorio e Maria Mercader. E’ sposato con
Silvia Verdone, sorella del noto Carlo e figlia dello storico del
cinema Mario, dalla quale ha avuto due figli: Brando e Maria Rosa.
Dopo
la maturità classica si iscrive alla facoltà di lettere dell’università
La Sapienza dove sostiene sette esami prima di scegliere la carriera
artistica.
Il suo esordio nel cinema è nel 1968; una partecipazione
nella produzione francese “Pauline 1880” di Jean Louis Bertuccelli.
Prima di seguire le orme paterne non rinuncia alla sua prima grande
passione: la musica, e nel 1973 partecipa al Festival di Sanremo.
Nei
primi anni 70 Christian inizia a recitare per registi importanti come
Roberto Rossellini in "Vita di Blaise Pascal" (1969), lo stesso
Vittorio De Sica in “Una breve Vacanza” (1973), Pupi Avati in
"Bordella" (1976) fino a vincere il suo primo David di Donatello come
attore rivelazione per "Giovannino" di Paolo Nuzzi. Con il cognato
Carlo Verdone nel 1982 lavora a “Borotalco”, “Acqua e Sapone” nel 1983
e sei anni più tardi in “Compagni di scuola”. Nello stesso anno inizia
la sua collaborazione con il regista Carlo Vanzina per “Sapore di Mare”
(1982) e “Vacanze di Natale” (1983) che gli permette di diventare uno
dei più famosi interpreti di quelle commedie dal sapore “vacanziero” e
“natalizio” che successivamente troveranno nella regia di Neri Parenti
un eccellente custode del filone.
Molti di questi film sono stati
girati in compagnia di Massimo Boldi con il quale, nel 2000, conquista
ancora il David di Donatello fino all’annuncio della separazione
artistica dopo “Natale a Miami” (2005).
Christan De Sica ha lavorato
complessivamente in circa 90 film fra i quali numerosi campioni del box
office; è uno dei pochissimi attori che può vantare al suo attivo ben
17 Biglietti d’Oro del Cinema Italiano, i riconoscimenti attribuiti
annualmente ai film che hanno ottenuto i maggiori incassi.
Non solo
attore, ma anche regista, a 39 anni, come il padre, esordisce dietro la
macchina da presa con "Faccione" (1990) da lui scritto e diretto e che
lancia sulla scena Nadia Rinaldi. Nel 1991 dirige ed interpreta,
accanto a Ornella Muti, “Il conte Max”, sempre come regista e
interprete, firma “Ricky e Barabba” (1993) con Renato Pozzetto. Fra
l’altro ha diretto spot pubblicitari per “Fiat” e “Telepiù” ed è
apparso, come protagonista, in quelli del “Parmacotto” e della “Tim”.
Gli altri film diretti sono “Uomini, uomini, uomini” (1994), “Tre”
(1996), “Simpatici & Antipatici” (1998) e l’ultimo “The Clan”
(2005): commedia musicale sul sogno americano e omaggio al sempre
ammirato Frank Sinatra.
(Fonte: www.christiandesica.it)

Redazione
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Manuale di Mari è il Portale letterario fondato nel 2007 da Robert, uno dei primi blogger italiani, creatore del Blog Manuale di Mari e del Blog degli Autori, e Nicla Morletti, giornalista, scrittrice e Presidente del Premio Letterario Internazionale Il Molinello.

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