Fiore di cactus di Elena Bresciani Baldi

Nelle poesie racchiuse in questo scrigno dorato di “Fiore di cactus” l’autrice Elena Bresciani Baldi si rileva dotata di una straordinaria sensibilità d’animo ed i motivi che la ispirano sgorgano da un plasma lirico sentimentale e di ricordi che rapiscono il cuore: “Stare lì, / nel silenzio, / sui gradini di casa, / aspettando voluttuosi refoli di brezza / che portano con sé / il sentore aspro / ed aromatico del fieno…” E nella magica notte d’estate descritta, nella quiete, si fanno largo fantastici sogni finché qualcosa, all’improvviso, spezza il fervido incanto. Restano solo le lucciole “ad illuminare gli angoli più oscuri del cuore.” Versi bellissimi che scaturiscono da una vena lirica spontanea, densi di musicalità, in cui realtà e sentimento si fondono e dove ciascuno può ritrovarsi e riconoscersi. Il tutto si concentra intorno agli snodi di un discorso esistenziale, pura poesia pervasa da limpida sincerità, densa di emozioni, rivolta a osservare ed indagare sull’eterno mistero della vita e del cuore, tra notti di plenilunio mentre di lontano sospira il mare, fanciulle delicate come fiori, farfalle ebbre di sole, chimere, sogni, profumo di mandarini a Natale. Ma cos’è la felicità? Scrive l’autrice: “La felicità è un fiore di cactus / che improvviso sboccia / da spinosa arsura, / perfetto e fragile. / Meraviglia / di un sol giorno che, / appena nata, / già appassisce e muore.” Nicla Morletti

Anteprima del libro

Notte d’estate

Stare lì,
nel silenzio,
sui gradini di casa,
aspettando voluttuosi refoli di brezza
che portano con sé
il sentore aspro
ed aromatico del fieno.
In tanta serena quiete
si aprono alla mente
fantastici sentieri di sogno,
miraggi del possibile,
sempre più lontani
da ciò che è,
finché lo stridulo
canto del grillo
rompe all’improvviso
quella dolce,
indicibile malia.
Restano solo le lucciole
ad illuminare
gli angoli più oscuri
del cuore.

***

Sogno

Mi sono svegliata
ridendo.
Venivo da un mondo
magico e lontano,
sbiadito ormai dalla bruma degli anni.
Ero tornata là,
integra ed ignara,
in attesa di tutto,
felice di niente,
l’animo lucente
come gli occhi,
la musica nel cuore
e sulle labbra,
leggera di gioia
e di speranza.

Oggi non mi guarderò
allo specchio:
per non morire
di nostalgia.

***

Chimera

Quando ti strinsi a me,
tenero cucciolo di umida seta,
ti vidi gemma, fiore, frutto.
Sognai per te
un’eterna primavera.
Ma il tuo non fu un vagito.
Lo riconobbi.
Era il grido dell’uomo,
disperato ed inconsolabile,
che si alza dalla profondità
del tempo e del dolore,
sempre diverso
ed uguale.
Già sapevi tutto.

***
Fiore di cactus
di Elena Bresciani Baldi
2013, 32 p., brossura
Montedit

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3 Commenti

  1. Mentre leggo, ho l’impressione di “cantare” una canzone; è questo l’effetto che suscitano questi versi… Musica da leggere….

  2. Solo un’aggiunta al mio commento precedente. Anzi, una scusa. Ho errato il secondo cognome : da Baldi son planato su Guidi. Chissà come. Chiedo ancora venia. Ma sapete come sono fatti gli scrittori: sempre con la testa nelle nuvole…..

  3. Piccolo, prezioso scrigno questo ” Fiore di cactus “. Trentadue pagine di condensate ispirazioni. Complimenti all’ autrice, Elena Bresciani Guidi, capace di cospargere perle di sensibilita’ in liriche commoventi. Mi piacerebbe godere fino in fondo del piacere di gustare queste liriche-capolavoro, ricevendo dall’ autrice il volumetto.

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