Giochi alla tastiera di Olga Karasso

Legati da ragazzi dalla passione per la Musica, Ettore sarà un acclamato musicista-compositore mentre Simone, non sfondando, incolperà l’amico e prenderà soffrendo tutt’altra strada. A dividerli ulteriormente l’ambigua Clara, infelice amore giovanile di Simone, divenuta nota cantante lirica. Scottanti verità taciute saranno nel tempo messe a nudo da Remo, figlio di Clara, per una dolorosa resa dei conti. Farà la Musica il miracolo di cancellare un passato complicato? Giochi alla tastiera è una delicata analisi psicologica sulla dualità umana in genere che non risparmia nessuno, tantomeno i grandi artisti.

Anteprima del libro

Mezzogiorno e ventiquattro. Traffico sorprendentemente scorrevole per quell’ora già di punta. Trovò subito da posteggiare. Ettore era in anticipo ma non doveva mancare molto alla fine delle lezioni. All’ingresso ricambiò con altrettanta empatia il saluto dell’anziano bidello che, nonostante lo avesse incontrato di persona due sole volte, tanto era rimasto impressionato dai suoi modi gentili e dal portamento elegante da riconoscerlo immediatamente: il famoso musicista amico di quella professoressa di sopra. La cantante lirica. Quella nuova dalla voluminosa capigliatura biondastra e in disordine. Quella che arrivava sempre affannata perché sempre in ritardo. Con lui fintamente umile. Quella non più giovane pure lei. Truccatissima.

Avrebbe fatto un giro al pianterreno ancora immerso nel silenzio prima di salire al primo piano e aspettarla davanti alla porta dell’aula dove accompagnandosi al pianoforte insegnava armonia, ovvero la grammatica della musica, e soprattutto canto a un gruppo di bambini o adolescenti al primo corso. Fermo nel mezzo del lunghissimo corridoio, sotto una delle enormi finestre inferriate che lo illuminavano, stava aprendo la corrispondenza ritirata quella mattina al vecchio indirizzo di casa quando attraverso una porta sulla parete di fronte gli giunse la voce tonante di una presumibile insegnante di danza classica. Timbro già udito da qualche parte…

– Abbandonate la sbarra. Venite in centro. Avanti un altro poco. Ferme! Spalle indietro e bene aperte… gambe stese… braccia più morbide… croisé… écarté… effacé… en face! Un’altra volta per cortesia ma con maggiore sentimento. … Passiamo di nuovo alle posizioni iniziali… prima seconda terza quarta e quinta… ora pirouettes… battement tendu alla seconda… portate il piede in quarta posizione dietro… demi plié e pirouette! No! Così non va affatto bene! Riprovate. Più lentamente. Braccia arrotondate! Va bene e poi uno due tre… e un giro e poi un altro giro… No! Immaginate di stare per spiccare un volo. Vi sentite leggere sempre più leggere… delle libellule… No! Che cosa avete oggi? Nessuna grazia nei vostri movimenti… fatte di gesso. Stop! Riproveremo domani. Tornate di nuovo alla sbarra per gli allungamenti perché mi dovrò assentare per una decina di minuti. Non fate rumore!

Stava scorrendo la lettera di un ex studente che chiedeva di poterlo andare a trovare nella sua nuova abitazione, quando si spalancò la porta. Ettore alzò lo sguardo e vide uscire la donna – meno di un metro e sessanta e aspetto da anoressica – che, dopo averla chiusa dietro di sé, costeggiando le aule si incamminò frettolosa verso l’uscita del corridoio. Bagni o direzione? Non era forse…? Si voltò per osservarla meglio mentre gli si defilava vicino non degnandolo di uno sguardo. Eppure era proprio lei la grande stella a suo tempo nel firmamento della danza ora evidentemente passata all’insegnamento e finita pure lei in quella scuola! Possibile che non l’avesse notato in quel corridoio deserto e riconosciuto? Non aveva voluto. Per quale motivo? Atteggiamento bizzarro da una che avrebbe dovuto ricordare che anni addietro erano stati per qualche tempo piuttosto intimi. In calzamaglia e ballerine nere, con i capelli castano scuro raccolti in uno chignon, palesemente tinti. Viso scarno e dai tratti spigolosi. Prototipo ideale delle danzatrici classiche della generazione prossima al pensionamento o ancor di più di quelle che nonostante l’età avanzatissima non cessavano di darsi da fare in quanto l’arte non ha età. Da parte sua sciocco, del tutto puerile, che avesse finto di non conoscerlo. Ai loro primi inizi di carriera focosa giovanile storia ufficialmente di passaggio per entrambi e non supposta di lasciare tracce, ma per comportarsi in quella maniera era evidente che in lei qualche cosa non doveva essere stato digerito. Dopo così tanti anni? Invecchiata malissimo.

Giochi alla tastiera
di Olga Karasso
2015, 110 p.
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Olga Karasso

Olga Karasso inizia giovanissima a occuparsi di letteratura pubblicando poesie e racconti. Scrittrice, poetessa e ideatrice originalissima di eventi culturali, si è interessata di letteratura straniera e di “Négritude”. Ha tradotto dei poeti bulgari e, con Franco De Poli, Poèmes di Léopold Sédar Senghor edito da Guanda nel 1970. Redattrice tra altre della rivista internazionale “Il Canguro”, ha collaborato con un noto quotidiano con articoli di critica letteraria su scrittori e poeti stranieri. Ha pubblicato le raccolte di poesie Verdi Malinconie, di Malinconie, Un gradino dopo l’altro, Come quando a teatro…; Come quando a teatro…; i romanzi psicologici Ibis, Esperanza Esperanza, I treni di Alin I treni di Alina; la biografia Mara Terzi (Quando i sogni dell’anima si sono fatti danza) Mara Terzi (Quando i sogni dell’anima si sono fatti danza); Così come vie Così come viene… Giochi alla tastiera e La Materia Oscura La Materia Oscura.

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25 Commenti

  1. Libro che sembra molto interessante ed originale, sarei davvero curioso di capire in che modo la Musica possa riuscire a delineare la psicologia dei personaggi, mi piacerebbe riceverne una copia

  2. Ho terminato con piacere il suo libro e non posso far altro che rinnovare i complimenti..
    È un romanzo che ti prende fin dalle prime pagine, emoziona, trasporta in un altro mondo..
    Quello che ho apprezzato è lo stile della scrittura, sobrio, a tratti allegro come un crescendo in musica.. per non parlare dei dialoghi.. ben strutturati con un linguaggio colloquiale.. e credo che questo sia il punto di forza perché leggendo questi dialoghi si ha la sensazione di viverli, di vederli rappresentati come in una pièce teatrale, anziché essere scritti..
    E la cosa che rende il romanzo davvero intrigante sono gli intercalari della musica, soprattutto nel dislogo fra Remo e Simone quando parlano di Chopin… l’ho trovato davvero interessante e cattura l’attenzione!
    E poi il fatto che Simone fosse il padre di Remo lo si percepisce, aleggia nell’aria quasi come un gioco di “detto-non detto”, per poi “esplodere” nel finale… e ne sono rimasta davvero estasiata..

    • Gentilissima Maddy, La ringrazio vivamente per il bel commento. Ne sono davvero felice perché capisco di essere riuscita a trasmettere quanto siano fragili gli esseri umani e quanto possa la Musica, quella di valore, aiutarli ad affrontare le loro miserie.
      Grazie di nuovo con i miei più cordiali saluti.
      Olga Karasso

  3. Prima o poi il passato ci viene sempre a bussare alla porta. Non possiamo dimenticare. Cosa ci sarà dietro quel volto conosciuto ed invecchiato? Mi incuriosisce molto. Spero di avere l’opportunità di leggere il libro e scoprirlo al più presto. Roberta

    • Gentile Maddy, non avendoLa sentita, Le scrivo perché mi piacerebbe conoscere le Sue impressioni su “Giochi alla tastiera”: sincere. Le auguro intanto una buona serata.
      Olga Karasso

      • Gentile Olga, ho ricevuto gentilmente la copia del suo libro, ma purtroppo per impegni vari l’ho cominciato da poco a leggere.. e già dalle prime pagine mi sta appassionando molto. Appena lo terminerò le farò sapere le mie impressioni.
        Le auguro una buona serata
        Maddalena Farruggia.

  4. Un incipit dalla lettura scorrevole, che fluisce dolcemente come delle dita che scorrono su un pianoforte, come anche l’immagine di copertina. Leggendo ho avuto la sensazione come se questa storia mi fosse raccontata oralmente, anziché essere scritta.. è davvero una narrazione piacevole, forse dovuta al fatto che non eccede nei dettagli.
    Mi piace molto la metafora dei giochi di tastiera per indicare un mondo legato alla musica e all’arte, un mondo fatto di passione, amore, odio e di finti sorrisi.. credo che l’autrice abbia saputo cogliere bene questa dualità, infatti, già dall’incipit si evince molto.
    Complimenti.

  5. Grazie per i graditissimi commenti. La Musica è infatti la vera protagonista, quella che può sanare e armonizzare le tante incongruenze delle nostre vite.

    • Gentilissima Maddalena,
      La informo che Le ho spedito questa mattina copia del mio libro che mi auguro incontri il suo interesse. Mi avvisi quando l’avrà ricevuto. Mi farebbe piacere conoscere il Suo commento. Le auguro una buona giornata.
      Olga Karasso

  6. Credo siano pagine che racchiudono la sinfonia della vita con le sue molteplici contraddizioni, i buoni sentimenti e le inimicizie, l’amore e l’invidia, la verità e il nascosto….una storia molto accattivante su note mai banali…mi piacerebbe continuare questo “ascolto”….

    • Mi farebbe molto piacere che Lei continuasse questo “ascolto” inviandoLe una copia. Fatemi avere l’indirizzo. Intanto, i miei migliori auguri per un sereno Natale.

      • Gentile Stefano, non avendoLa sentita, Le scrivo perché mi piacerebbe conoscere le Sue impressioni su “Giochi alla tastiera”: sincere. Le auguro intanto una buona serata.
        Olga Karasso

        • Carissima Olga, il testo è di una finezza che ho apprezzato moltissimo. I protagonisti imparano che la musica, di cui ognuno a suo modo è figlio, può regalare grandi esaltazioni ma anche esaltare distanze e fallimenti. Complimenti per l’introspezione psicologica che fa dà al suo testo valore e spessore. Ringrazio ancora per avermi dato la possibilità di leggerlo.

          • Grazie, carissimo Stefano! Sono molto contenta che abbia apprezzato il mio “Giochi alla tastiera”. Le sarei grata se mi promuovesse un poco; mi cerchi su Internet. Un cordialissimo saluto da parte mia.

  7. Un bellissimo libro che mi auguro di leggere il più presto possibile. Tratta di temi universali osservando le relazioni di un gruppo di tre personaggi cioè l’amore, l’amicizia, la gelosia, l’invidia, ecc. che si ritrovano appunto nella vita quotidiana. Mi colpisce anche perché la musica è un vero personaggio, in quanto musicista mi piacciono questi ambienti.

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