Giovanissimi di Alessio Forgione è candidato al premio Strega 2020, proposto da Lisa Ginzburg
Giovanissimi di Alessio Forgione, il nuovo libro dell’autore di “Napoli mon amour”
Marocco ha quattordici anni e vive con il padre a Soccavo, un quartiere di Napoli. La madre li ha abbandonati qualche anno prima, senza dare più notizie di sé, e lui vive quell’assenza come una ferita aperta, un dolore sordo che non dà pace. Frequenta il liceo con pessimi risultati e le sue giornate ruotano attorno agli allenamenti e alle trasferte: insieme a Gioiello, Fusco e Petrone è infatti una giovane promessa del calcio, ma nemmeno le vittorie sul campo riescono a placare la rabbia e il senso di vuoto che prova dentro. Finché non accadono due cose: l’arrivo di Serena, che gli porta un amore acerbo e magnifico, e la proposta di Lunno, il suo amico più caro, che mette in discussione tutte le sue certezze.
Dopo l’esordio con “Napoli mon amour”, Alessio Forgione torna con un romanzo di prime volte, e ci racconta un mondo di ragazzini che crescono da soli, tra desideri di grandezza e delusioni repentine, piccoli crimini e grandi violenze, in attesa di scorgere il varco che conduce all’età adulta.
Questo libro è per il primo uomo che è stato davvero sulla Luna, per chi sogna un’estate su una spiaggia solitaria, per chi infilava Dylan Dog nei libri di scuola fingendo di studiare, e per chi ha capito che l’amore, quando si presenta, rischia di trasformarci in nuvole: piccole forme delicate, semplici da distruggere.
Alessio Forgione
Alessio Forgione è nato a Napoli nel 1986. Scrive perché ama leggere e ama leggere perché crede che una sola vita non sia abbastanza. Il suo romanzo d’esordio, Napoli mon amour, ha vinto il Premio Berto 2019 e il Premio Intersezioni Italia-Russia; in corso di traduzione in Francia e Russia, verrà portato in scena al Teatro Mercadante di Napoli con la regia di Rosario Sparno.





Le premesse di questo libro mi trasmettono tutta la rabbia, l’illusione, la paura e la temuta speranza dell’età giovanile. Ogni bambino vuole fare il calciatore, ma che cosa potrebbe provare chi fosse costretto a disilludersi troppo in fretta? Quale irreversibile trauma si potrebbe innescare in un bambino obbligato a non poter esercitare il suo innato diritto di sognare? Leggerlo sarebbe un piacere.
Trama del libro molto coinvolgente e toccante. Mi piacerebbe farmi trasportare nel quartiere di Napoli e approfondire la vita di Marocco, alle prese con i suoi problemi.