Giraffa innamorata di H. L. Da Silva Franca

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Giraffa innamorata di Hannah Lucia Da Silva Franca

LA RECENSIONE di Nicla Morletti


Un romanzo autobiografico struggente, dalla narrazione fluida e sempre tesa ad esaltare i veri valori della vita: l’amore, la sincerità, la giustizia.
Un messaggio di pace e di speranza per tutti.
Roberta, la protagonista, ci narra una straordinaria storia che nasce in Brasile, a Recife, “La Venezia brasiliana” per poi snodarsi tra Torino e Ferrara, in Italia.
Il libro si apre con una bellissima dedica da parte dell’autrice: “In memoria di Vincenzo Giambrone, mio marito, l’eterno ricordo dei suoi occhi e del suo sorriso che portava la Magia della Vita. La mia eterna gratitudine al mio Amore.”
Un libro che racchiude tra le pagine il mistero di un sentimento immenso che tutto avvolge e tutto comprende, poiché nell’attimo in cui nasce, ha il volto di Dio.

GIRAFFA INNAMORATA
di Hannah Lucia Da Silva Franca

Edizioni Il Filo – collana Nuove voci
2007, 169 p.
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Romanzo dichiaratamente autobiografico questo di Hannah Lucia Da Silva Franca. Roberta, la protagonista, racconta per ricordare come nella vita di ognuno ci sia sempre il tocco di Dio. La storia si snoda tra il Brasile, esattamente a Recife, “la Venezia brasiliana”, e l’Italia, a Torino e Ferrara. “Giraffa” era il suo soprannome a scuola, la maniera con la quale veniva presa in giro dai compagni, perché alta e dal collo lungo. Ma con il passare del tempo quella sua ingombrante apparenza si trasforma in una bellezza impagabile, grazie alla quale può finalmente essere felice. Scopre l’amore e cresce come figlia, come moglie, come madre. Incontra anche la perdita, che fa male. Ma sarà sempre la sua autostima a reggerla, come la giraffa, che pure con tutta la sua lunghezza ha solo sette vertebre. E anche Roberta ha le sue “sette vertebre”: la famiglia, la salute, la sincerità, la giustizia, l’ottimismo, l’amore e le sue figlie. Conoscendo Angelo scopre poi un sentimento nuovo, il vero amore, quello che fa sentire più leggeri, quello che ci da la forza per continuare a essere felici.


Dalle prime pagine di Giraffa innamorata di Hannah Lucia Da Silva Franca

OGGI

Alle due del mattino, nella mia camera, tra le lenzuola che mi abbracciano, e i ricordi che mi fanno compagnia, incontro la spinta che mi porta a trasmetterete sulla carta la storia della Giraffa innamorata. La mia storia non è diversa da tante altre. Se volete sapere perché dovete ricordare nelle vostre vite il tocco della mano di Dio, quando eravate impegnati a vivere le vostre vite, desiderando che fosse tutto diverso. “Cambiar è difficile, provare ancora di più”.
Quello che scrivo nasce dalla maturazione di un percorso, punti luminosi e zone scure. Così ho capito che non solo capita di perdere, ma alle volte ci proporzionano delle vincite inattese.
Le proporzioni della stessa bilancia dipendono da quello che sappiamo e vogliamo vedere.
Dico e penso che possiamo essere più felici di quello che di solito ci diamo il permesso di essere, principalmente perché abbiamo paura del prezzo da pagare.
Dobbiamo sempre pensare a Vivere e guardare sempre alle possibilità dei cambiamenti, a tutti i momenti, a ogni età, affrontando come una sfida, ricerca della sopravvivenza.
Roberta l’ultima cosa che desiderava era innamorarsi, però come si fa a vivere senza essere innamorati?

UNA VOLTA…

Roberta apre lentamente gli occhi sentendo il dolce rumore delle onde, inspira lentamente l’odore marino che si fa sentire soave, un nuovo giorno con i raggi tenui del sole. Senza muovere un muscolo, tra sogno e realtà, spuntano i primi rumori del mare sotto casa sua.
Istintivamente muove la testa a destra per guardare ancora una volta Gianni, l’uomo che ha amato dal primo sguardo, con il quale desiderava condividere tutto della sua vita e dal quale aveva avuto tre fàglie che amava profondamente.
Lui condivideva da quasi venti anni lo stesso letto e vita, senza entusiasmo e partecipazione nella vita famigliare.
Ancora una volta sposta lo sguardo a sinistra e la sua sveglia, compagna di solitudine, silenzi e attesa di una vita diversa, l’avvertì che avrebbe fatto ancora in tempo a fare una delle cose che le piacciono di più: andare al mare, sentire i piedi bagnati nel bagnasciuga, guardando le tracce dell’orizzonte che si confondono nel ciclo infinito.
Cinque e un quarto del mattino, dopo un sonno profondo derivato dalla stanchezza e dalla solitudine, sente il richiamo del mare che sempre è stato fortissimo e che sempre ha partecipato nella sua vita, un amore indefinito che gli ha sempre reso pace e gratificazione.
Scappa come chi fugge: in pochi minuti indossa un bikini, che le sta a pennello, un parco e, uscendo dalla camera, allunga gli occhi verso la porta accanto, la camera delle sue fàglie, vuota perché loro si trovano in Italia. È estate, siamo a gennaio, questo è il periodo delle vacanze estive, perfetta opportunità per passare le ferie con i nonni paterni e altrettanto per chia rire la sua condizione coniugale con Gianni. Da tanto questa condizione era rimandata: ormai era arrivato il momento che temeva, che non poteva, che non doveva rimandare.
Scende le scale fino al soggiorno, entra in cucina, apre il frigo in cerca di conforto, ricerca qualcosa che colmi quel vuoto. Chiude e, senza volere, legge ancora il messaggio lasciato da sua figlia più piccola Giulia: “Mamma ti amo tanto e sempre”. Con queste parole è stata catapultata dalla cucina dritto all’ascensore.
In una discesa di dieci lunghi piani ripassa la sua vita, da quasi un mese ha rinunciato alla compagnia delle figlie per accontentare ancora una volta Gianni, con la scusa di avere più libertà, e tempo per loro: accompagnate le figlie in aeroporto con destinazione Torino, rientro dopo due mesi, distacco doloroso che ha camuffato con un sorriso poco convincente. Paola, Carolina e Giulia, tre fiori, diverse in natura, con un solo pensiero “come potrei sopravvivere, senza loro”, era dolce e amaro quel distacco, in quel momento ha avuto inizio la fine di una famiglia, risveglio di tanti ricordi, attaccamento al passato e paura del futuro, la terra si apriva ai suoi piedi.
Da quel giorno, oltre al dialogo, le parole non venivano, i silenzi erano sempre più presenti, la comunicazione era tramite monosillabi; regnava nell’aria un’attesa per definire chi doveva prendersi la colpa, o giustificare gli atteggiamenti. Però questo non finiva, Roberta aspettava sempre disponibile per sistemare questo amore scucito con qualunque punto in più, perché, anche se sentiva il disprezzo, lo amava e non desiderava che questo periodo difficile portasse la fine di una famiglia, e poi come avrebbe potuto vivere senza Gianni, unico uomo della sua vita? Si era sposata a venti anni, che per il Brasile era già in coda per diventare zitella, anche se non le mancavano ammiratori non si era mai innamorata prima. Roberta si era laureata con il massimo dei voti all’Università Cattolica di Rio de Janeiro, con Master in psicologia comportamentale, libera professionista, svolge consulenza a diverse ditte, docente all’Università Cattolica di Recife, ha una vita intensa tra lavoro e casa, con un ottimo disimpegno, madre premurosa, affettuosa di abnegazione spontanea, su questo punto di vista inattaccabile, per tutti una madre e moglie invidiabile.
Ma tutto questo non bastava per Gianni, trovando altrove la sua vera personalità che in famiglia non appariva.
Quando veniva interrogato su cosa non andasse, diceva sempre che erano problemi di lavoro, non riusciva a trovare la concentrazione, che era stanco. Giustificando le sue assenze con dei bisogni lavorativi, orari scombinati, contrattempi, e così anno dopo anno si sono allontanati, rimanendo in un atteggiamento di circostanza e davanti ai parenti un marito modello.
«Perché non mi ami come prima? Cosa c’è che non va, possiamo parlare? Ti voglio bene, possiamo sempre cercare la soluzione. Soltanto alla morte non si può chiedere il perché!».
Passava delle ore a scegliere i vestiti che gli piacessero, cercava di essere più curata del solito, usava un abbigliamento intimo dei più provocanti, cucinava delle cene a lume di candela con tanto pesce, che era il suo piatto prediletto, e niente sembrava risvegliare la sua attenzione.
«Tu sei perfetta, sei meravigliosa, i miei amici m’invidiano cosa vuoi di più?». Così concludeva ogni discorso. Un bacio in fronte, «Buona notte, domani parleremo, ho sonno». Così un altro giorno, altro ancora, settimane, mesi: così altri dieci anni erano passati.
“Era tempo di sapere amare l’amore che verrà”.
Roberta era una donna che non si dava per vinta e provava con tutta se stessa, applicando tutta la sua conoscenza senza avere un ritorno soddisfacente.
«Non ci sarà un’altra volta, non ci sarà un altro amore».
La sua testa era piena di metodologia, ragionamenti, tutta una vita utile per il prossimo con tanto di soddisfazione, non ritrovava l’amore di suo marito quando arrivava la sera. Sembrava impossibile che stesse succedendo proprio a lei.
«Senza te non riesco a immaginare il mio domani…».
«Io e te abbiamo detto che non ci lasceremo mai, che per noi non sarebbe mai finita: avevi promesso».
Affetto, alimento importante che nutre le anime, arma a doppio taglio che, lasciando segni indelebili, penetra nel cuore addolcendo il più duro degli uomini. Quando la ferita è profonda, dialoghi o spiegazioni, non fanno sparire quello che è stato marchiato a fuoco. Soltanto il buon senso può portare a una situazione ragionevole.

Hannah Lucia Da Silva Franca, è nata a Recife, in Brasile, nel 1955. Laureata in Psicologia alla Università FAUPE di Rio di Janeiro, con un master in Psicologia, vive in Italia da trent’anni. Giraffa innamorata è il suo primo romanzo.

 

1 commento

  1. L’autobiografia ha sempre quel tocco in più, puoi toccare le corde dell’ anima dello scrittore, vivere insieme di gioie e dolori.

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