Alessandro Mari

La povertà. La povertà subita e la povertà come spoliazione. Alessandro Mari parte da questo nodo di luce e costruisce un romanzo a due strade. In una insegue la figura di Francesco d’Assisi, ne registra l’avventura interiore, ne illumina il mistero e lo scandalo, fa vibrare la poesia della sua vicenda terrena. Nell’altra si muove nel nostro tempo e racconta di Rachele e Ilario: lei psicologa in un centro per anziani, lui titolare di un’agenzia di marketing al servizio del non profit. Lei ascolta le storie di chi ha molto vissuto, si lascia toccare dal senso della fine, cerca nei suoi pazienti “a termine” una prossimità non professionale. Lui “vende la povertà” e finisce, più confuso che colpevole, per guadagnarci. Toccata così dalla vergogna, Rachele si sottrae progressivamente a quella che fino ad allora era stata la scena dei suoi affetti, del suo lavoro, della sua storia d’amore. Alessandro Mari sospinge Rachele e Francesco verso il nudo segreto del dono di sé e della spoliazione, e allo stesso modo spoglia la propria lingua narrativa, conducendo i suoi protagonisti a un appuntamento rivelatore. Quasi fosse il convergere, in una sorta di vertigine temporale, di due anime liberate dalla tentazione del compromesso.

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Gli alberi hanno il tuo nome di Alessandro Mari

Gli alberi hanno il tuo nome
di Alessandro Mari
2013, 344 p., brossura
Feltrinelli

2 Commenti

  1. Un argomento molto forte e profondo, che spesso ci spaventa ma che ritroviamo nella vita di tutti i giorni… La povertà e le condizioni disagiate, tutti ne parliamo, ma nessuno sa veramente cosa sia in realtà se non lo si prova sulla propria pelle!

  2. Un tema molto caro. La povertà, san Francesco d’Assisi, la nostra vita di oggi. Un libro che non narra, ma vive, pagina dopo pagina. Non l’ho ancora letto (la crisi economica, la mancanza di lavoro, mi vieta momentaneamente di metter piede nelle librerie) ma già lo sento mio. Non potendo quindi commentare ciò che stà scritto, mi limiterò a lasciare la sensazione che ho percepito leggendo la trama riportata nel sito. La povertà della vita, non solo fisica, economica ma di vita. Una povertà di valori che ci aliena il cuore e lo trasporta alla deriva. E poi, il mondo delle disabilità, delle sofferenze che grida da sfondo alla nostra coscienza. Come l’autrice, faccio mie queste grida, cercando di portare un po’ di serenità laddove regna la desolazione e la disperazione. Da quasi un anno svolgo volontariato all’interno di un istituto che accoglie persone con disabilità, anche gravi, e persone che nessuno vuole accanto. E’ da loro che ho imparato a vivere davvero. Attraverso la loro forza e la loro voglia di vivere. Persone che all’apparenza sono appunto povere, prive di ogni cosa ma che posseggono invece tutto. E’ relazionandosi con loro che capisci quanto sei povero tu. All’inizio mi recavo da loro convinta di poterli aiutare, di potergli donare un po’ d’amore (e in parte forse è così), ora ci vado perché sono loro ad arricchire me! Paradossale vero? Un povero che arricchisce un non povero. Eppure è così. Nei libri come nella vita. Basta sapere leggere… in entrambi i mondi! Grazie all’autore e scusate se ho evaso un po’ il tema (forse nemmeno troppo).

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