domenica, 6 Dicembre 2020
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Gocce nell’oceano di Adalgisa Licastro

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Sono delle vere gocce nell’oceano della scrittura questi preziosi racconti di Adalgisa Licastro, perle racchiuse in un libro dalla copertina che invita a sognare con un tramonto sulle acque luminose e gli scogli sul mare.
Durante la fluente narrazione si respira la bellezza della vita, ma si entra pian piano anche nel cuore pulsante della società in cui viviamo, come spiega anche Fulvio Castellani nella prefazione. Scorrono nella mente volti e personaggi, situazioni e cose, ambienti pittoreschi e paesaggi naturali, gocce di conoscenza che danno vita ad un fluire di emozioni e condivisioni che emergono vivacemente da una realtà vissuta o ascoltata da persone amiche, voci mai dimenticate che hanno un loro fascino particolare, come del resto tutta la scrittura della Licastro che incanta e coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina con grande armonia. Si rimane incantati dal racconto “L’ultimo canto del cigno”, da quel “Gioco degli specchi” e numerosi altri. Si rimane impigliati in quel sottile filo della nostalgia e della bellezza della parola tra “Briciole d’amore”, “Il brutto anatroccolo”, “Il venditore di caldarroste”, “Il suonatore di violino”, in cerca della “Stella cometa” e dei nostri sogni più belli. Un ottimo libro che ho apprezzato molto per la limpidezza della narrazione e per i validissimi contenuti.
Nicla Morletti

Anteprima del libro

Dal racconto: Orso

Il cappuccio imbiancato del Gennargentu si scioglieva già in una miriade di rigagnoli fangosi e, a mano a mano che i dirupi conducevano le acque a valle, cascate di erbe e chiome cenerine di ulivi selvatici pendevano dalle groppe dei burroni.
Sul piano, il fiume Coghinans scorreva silenzioso: solo piccole increspature tradivano il suo lieve andare fiancheggiato da oleandri fioriti. Più avanti, sul pianoro che si apriva vasto e verdeggiante, cespugli di cardi e di spine, piante d’alloro dalle lucide foglie, mirti, corbezzoli e ginepri intervallati dal rosa intenso delle peonie, dal giallo verde dei fiori di ferule.
Orso conosceva bene quel percorso e i mutamenti legati al passaggio delle stagioni.
Quella primavera che tornava dopo un inverno particolarmente rigido, arricchiva di speranze nuove il suo cuore e la sua mente, avvicinandolo a quel cielo il cui sguardo sentiva fisso e attento sugli uomini.
Catalina, intenta a stendere i panni fuori dal recinto dell’orto dove il sole picchiava più forte e il vento si muoveva in grande libertà, lo aveva visto passare accanto e, per un attimo, aveva sperato in un suo sorriso. Lui, però, era così pensoso e immusonito da non accorgersi di lei.
Era trascorso molto tempo, ma Catalina non avrebbe mai dimenticato lo stupore di quella mattina di novembre.
quando, uscita in giardino, lo aveva notato mentre sbucava dalla stretta apertura del nuraghe più vicino alla sua casa.
Aveva avuto poco tempo per focalizzarne l’immagine perché la nebbia, salita all’improvviso dalla valle, aveva ingoiato tutto ciò che stava intorno.
Turbata e affannata, era rientrata.
– Ehi… Nastasi, poco fa ho visto un uomo venire fuori dal nuraghe dell’altura piccola! – aveva detto al marito e questi, sempre pronto a far dell’ironia, le aveva risposto: – sei sicura che non sia stato un fantasma? La nebbia, sai, può fare brutti scherzi! –
– No, no, non sono una visionaria, io! – aveva ribattuto Catalina, risentita.
– L’uomo l’ho visto davvero! È grande, robusto, barbuto e non so dirti di più! –
– Ma sì, ti credo! – aveva brontolato Nastasi in maniera spiccia. Lui aveva ben altro a cui pensare!
Il montone chiuso nel recinto, batteva le coma contro la staccionata, e la sua impazienza indicava che era ora di portare le pecore al pascolo. Nastasi baciò Catalina come faceva tutte le mattine e, dandole un buffetto, le disse: – niente paura! Ricordati che i fantasmi si avvicinano solo alle persone che li chiamano. – La moglie non sorrise e pensò tra sé: – non mi ha creduto, ma lo farà, vedremo se lo farà! –
Presto, molto presto, infatti, nel villaggio non si fece altro che raccontare di quella presenza.
Dopo Catalina, a parlarne fu Benaita, la moglie dell’ortolano: – Austu, c’è un tizio strano che s’aggira nei paraggi! L’hai visto? –  e, mentre aspettava la risposta del marito, ripuliva dalle foglie vizze i cavoli, i ravanelli e le cicorie che stavano in bella mostra sulla loro bancarella del mercato.
– L’ho visto e l’ho guardato! – rispondeva lui e non finiva di dire che quello, lo sconosciuto, aveva proprio la faccia di un orso col muso appuntito e gli occhi socchiusi per non guardare e non farsi guardare. Così, la descrizione dell’uomo venuto dal nulla, passando da un bancarellaro all’altro, fece sì che gli si affibbiasse il soprannome di Orso.
Tra i tanti nuraghi esistenti negli anfratti rocciosi delle montagne, il solitario aveva scelto il più vicino alle case contadine sparse un po’ qua un po’ là.
Quel cimelio di rifugio fortificato, costruito con grossi macigni di granito, era abbastanza spazioso all’interno, ma non così tanto quanto appariva dal tronco a cono esterno, terminante in due piccole torri. La sua posizione, strategica rispetto a quella di altri nuraghi, gli consentiva di raggiungere in pochi balzi la zona abitata e, così, era facile incontrarlo. A parte la barba incolta e brizzolata, i capelli sugli omeri, Orso non aveva un’aria trasandata: un cappotto di montone con un ampio cappuccio era il suo abbigliamento invernale che sostituiva con tute, jeans e camicie a quadroni nelle stagioni più clementi. L’uomo non lavorava, né mendicava e doveva possedere un po’ di denaro se, a giorni alterni, andava al mercatino ad acquistare: pane, cacio e latte sufficienti al suo nutrimento. Un giorno, Innai, primogenito di Catalina e Nastasi, nonché fratello della piccolissima Marianzela, s’acquattò al muro adiacente all’apertura del nuraghe e, spiando all’interno, vi sbirciò alcune cose: un letto, un tavolo di pietra, uno sgabello ed alcuni indumenti appesi alla parete. Posati sul terreno, in ordine quasi perfetto, tanti libri piccoli, grandi ed anche un po’ ingialliti. Sul muro, in un anello di cuoio, una torcia di resina accesa diffondeva abbastanza luce da illuminare anche i contorni dell’abitacolo.
Orso aveva inforcato un paio di occhiali che Innai non gli aveva mai visto, e leggeva un librone dalla copertina rossa e i bordi dorati.
– Cosa leggerà? – chiedeva il ragazzetto sempre più interessato e incuriosito.
Dal canto suo, anche Orso, sbirciava nella vita dei suoi vicini: ascoltava i loro richiami, i loro rimbrotti, le loro allegre risate e s’illudeva di stare in mezzo a loro.
Durante la bella stagione, quando la vita si svolge all’aperto, gli giungevano le note cantilenanti dell’islauneddas, quello strano strumento simile ad una zampogna. Di solito a suonarlo era Nastasi, ma quando Catalina univa la sua voce a quel malinconico suono, il tutto diventava dolce e struggente.
Anche Orso era sardo e, come la sua terra, era greve, taciturno, ritroso e fiero, ma nel suo sguardo, talora riaffiorava un timido sorriso. Nei suoi prolungati silenzi, c’erano i monti solitari e i paesaggi ombrosi, nel limpido e improvviso sorriso, l’accecante smeraldo del mare. Nessuno conosceva i suoi sogni o forse anche lui da tempo aveva smesso di sognare.
In quegli anni trascorsi tra le mura rocciose del suo nuraghi e i limitati spazi di un umile villaggio, Orso aveva vissuto tacitamente le sue emozioni, le sue inquietudini, la sua profonda religiosità e aveva tanto sofferto per avere scelto di seppellire il suo dolore.

Gocce nell’oceano di Adalgisa Licastro

Gocce nell’oceano
di Adalgisa Licastro
2015, 165 p.
Carta e Penna Editore

24 Commenti

  1. Una anteprima avvincente e coinvolgente.
    Sarebbe bello sapere come prosegue.
    La Sardegna è una ambientazione molto originale!

  2. La copertina, il titolo e l’anteprima suscitano molta curiosità, ho come l’impressione che possa essere uno di quei libri che letto la prima volta, lo rileggerei anche una seconda, per le emozioni che potrà suscitare.

  3. Sono curiosa di leggerlo. Sembra uno di quei libri che, dopo averlo letto,custodirei gelosamente nel cassetto per conservarlo per la vita.

  4. Titolo intrigante, copertina interessante, primo approccio di lettura piacevole e dettagliato, ci si immerge nella natura e si viene circondati dalle parole, decisamente una narrazione scorrevole e realista. Spero di poterlo leggere al piu presto.

  5. La trama così come il titolo,la copertina hanno lo scopo di attirare l’attenzione del lettore. Questo libro ci riesce perfettamente, mi piacciono i dettagli, le descrizioni che non stancano, e quel titolo mi fa pensare alla solitudine di quell’uomo che afflitto dal suo dolore é una semplice goccia nell’oceano di gente che non fa caso a lui.

  6. Complimenti, la copertina mi ha fatto venire subito voglia di perdermi tra le pagine del libro. Tutto rievoca calma, pace e una tranquillità quasi disarmante. Spero di poter continuare a leggere il seguito. Fantastico

  7. Complimenti per la meravigliosa copertina e leggendo l’anticipazione i paesaggi , i profumi e le sensazioni sono davvero reali e tangibili.
    Mi sono persa nel leggerla, semplice, intuitiva, forte, passionale.

  8. La copertina del libro attirerebbe la mia attenzione se mi trovassi in una libreria per scegliere un libro da leggere. L’anteprima mi ha coinvolta, percepisco un qualcosa di nostalgico e io sono una malata di nostalgia!

  9. Credo che sia il classico libro che apre magie nel cuore, faccia sognare con semplici descrizioni e racconti con parole raffinate ciò che gli occhi vedono e l’anima scorge. Sarei incuriosita di conoscere questa scrittrice attraverso i suoi libri.

  10. Amo i libri nei quali prevale la descrizione dettagliata dei paesaggi , dove vi è la possibilita’ di “viaggiare” da una storia ad un’ altra e Gocce nell’oceano sembra , gia’ dal titolo , uno di questi . Vorrei ricevere una copia in omaggio affinchè possa essere spettatore del fantastico racconto descritto . Che dire poi del booktrailer che ha ulteriormente incrementato in me la voglia di leggere il libro .

  11. Molto interessante! Amo la descrizione così dettagliata dei paesaggi e della storia che si svolge in essi. Già solo leggendo l’anteprima sono stata rapita dal senso di scorrevolezza che l’autrice dà al racconto e dalla magia che scaturisce da ogni singola parola. Mi piacerebbe tanto poterlo leggere!

  12. devo dire che mi ha incuriosito molto il titolo e vedendo il booktrailer, avrei veramente voglia di saperne di più..
    la copertina dà una serenità che anticipa sicuramente quello che trasmette il libro e che dire del brano che mi lascia con la mia curiosità.

  13. Storia interessante e lettura scorrevole (proprio come piace a me). Mi piacerebbe avere l’opportunità di continuare a leggere questo libro. Grazie.

  14. Bellissimo il booktrailer che mi ha affascinato e invogliato a leggere questo libro! Anche il titolo è stupendo e queste Gocce nell’oceano sarebbero davvero tutte da scoprire con una lettura emozionante!

  15. Con ” gocce nell’ Oceano “, Adalgisa s’ inerpica tra le montagne di Sardegna e ci offre un panorama di lettura davvero interessante.
    In Orso si rispecchia il carattere degl’ isolani ; e il mistero della sua identità appassiona i vicini e incuriosisce i lettori.
    Son certo di trovarmi dinanzi a un altro capolavoro dell’ affascinante e bravissima autrice.
    Gradirei aver il racconto in dono per assaporarlo pienamente e commentarlo come si conviene.
    Grazie.
    Gaetano

  16. Innanzi tutto devo dire che mi sono piaciuti molto il booktrailer e la copertina del libro. Poi leggendo l’anteprima del libro ho apprezzato il fatto che lo stile sia semplice e raffinato allo stesso tempo, infatti sembra come se via via leggendo si sentisse una melodia. Si sente che è un libro veritiero e scritto con vera passione e mi piacerebbe vedere quali altri melodie ed emozioni potrebbe trasmettermi.

    • Ringrazio di cuore tutti coloro che, mostrando vivo interesse per i miei libri, hanno commentato il book trailer e l’anteprima della raccolta di racconti “Gocce nell’oceano”. Un particolare grazie a Gaetano che mi segue da sempre con ammirazione e impegno. A tutti un caro abbraccio. Adalgisa

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