I colori della neve di Filippa Siciliano

La neve così pura e bianca, può assumere diverse sfumature di colore sotto i raggi del sole e divenire luce pura sfavillante di miriadi pezzi d’arcobaleno. Chiarori tenui e ombre soffuse si alternano in un’altalena di giochi di tinte nell’aria tersa e chiara. Così è la vita, così sono le storie e le vicende umane, così è questo mirabile romanzo dal titolo appunto: “I colori della neve.” A metà tra il giallo e il romanzo intimistico – psicologico, questo accattivante libro offre una piacevole lettura. L’autrice, con ingegno e talento sorprende per la sua abilità nel creare ambienti accoglienti, descrivendo paesaggi mirabili come quello di Casteggio in provincia di Pavia, tutto ammantato di neve. Fatti attuali e ricordi si mescolano, la contemporaneità si unisce all’antico splendore di chiese e monumenti. Per protagonista Leopoldo, un prete alle prese con la morte di sua madre, da sempre grande filantropa, donna instancabile, divisa tra famiglia e la casa di accoglienza che generosamente ha fondato. Il romanzo cattura sin dalle prime pagine e invita alla lettura per la snellezza della scrittura e la trama avvincente e originalissima che trascina, quasi in una sorta di caccia al tesoro, lungo le vie di un paese tra cose enigmatiche da decifrare e disegni criptati: tre bigliettini fra le pagine della Bibbia, weekend trascorsi a scovare sparsi ovunque, in ogni granello di terra, in ogni angolo del paese, pur di scoprire una verità…
Lascio ai lettori la scoperta di queste piacevoli e avvincenti pagine, scritte in maniera egregia. Lascio ai lettori tutti “I colori della neve”, opera vincitrice del Concorso Letterario Scritti D’Oltrepo. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Non era un’illusione. Ciò che vedevo mi risvegliava giorno dopo giorno un antico ricordo.
Due ragazze giocavano, abusivamente, nel mio campo da tennis, pensando fosse abbandonato.
Non sapevo come si chiamassero, ma avevo coniato per loro il soprannome di “Mancina” e “Spilungona”. La Mancina aveva stile e possedeva un rovescio sorprendente, mentre la Spilungona, sguaiata nei movimenti, aveva una grande forza.
Il mio punto di osservazione mi consentiva di scorgere la strada che giungeva alla mia abitazione: strategicamente mi ero posizionato a ridosso delle rete metallica. Ero diventato uno spione, peggio, un guardone, a casa mia; così mi aveva classificato mia sorella.
Il rombo del motore accelerò l’eccitazione, che mi pervase tutto il corpo. Le parole premevano per uscire, benché fossi convinto che dovessero restare nella gabbia dei miei pensieri, tuttavia lo stato febbrile che sentivo mi portò ad esclamare:
– Eccole! Finalmente. –
Tirai fuori dalla custodia il binocolo, per troppo tempo inerme sulle mie gambe, nonostante continuassi a lucidare le lenti.
La Mancina guidava lentamente, superando le curve a gomito, finché, ad un tratto, sentii l’auto singhiozzare. Scesero entrambe, ma la Spilungona cominciò a inveire contro l’amica, che pareva non ascoltare le sue parole. Con fugace movimento, volgeva lo sguardo al lussureggiante giardino che, da quel punto, si affacciava sul mare sfiorando la sabbia delle spiagge dorate e le rocce color fuoco attizzate da un barbaglio metallico.
Conoscevo bene l’imperioso profumo della salsedine nel suo confondersi con quello del timo e della lavanda, lambendo le vetustà delle eleganti promenades. Una cartolina indelebile per i turisti; per me solo una vecchia foto uguale a ieri, che sarebbe stata uguale il giorno dopo.
La Mancina dischiudeva appena le labbra, quel tanto d’assaporare il gusto di quello scenario incantato, lontano dal grigiore e dall’afa delle città.
– Merda, abbiamo bucato! È colpa tua! Sei tu che vuoi venire a giocare a casa degli altri. Se ci beccano siamo fritte. – Infierì l’altra.
La sfortunata guidatrice guardava la gomma sgonfiarsi inesorabilmente; era stata dunque lei a scoprire il mio campo da tennis, ma ora si trovavano in un bel pasticcio. Ero sicuro che nessuna delle due sapesse cambiare una ruota e, tanto meno, dove fosse il cric.
Mi dispiace. – Pigolò la Mancina, mentre scollava i pantaloncini e la canotta dalla pelle sudata.
La Spilungona si era allontanata di qualche metro per seviziare meglio il suo cellulare.
– Fantastico! Non c’è campo qui. Siamo isolati. Prova con il tuo. –
– Ho la batteria scarica. – Le rispose abbassando lo sguardo.
– E adesso cosa facciamo? – Alzando le mani verso quel cielo terso che, all’improvviso, le appariva un nemico.
– Come se non bastasse si muore di caldo. Accidenti! Ci licenzieranno se non arriviamo in orario, ma tu volevi giocare a ‘sto cavolo di tennis che nemmeno mi piace. – Continuava a recriminare.
La Mancina saettava con gli occhi in cerca di una soluzione ragionevole e immediata.
– Guarda, là! – esclamò puntando il dito in direzione della mia casa che dava su una scogliera circondata da alberi bitorzoluti.
– Vado a chiedere aiuto. – Concluse.
– Okay. Io raggiungo l’incrocio, magari lì riesco a telefonare. – Acconsentì la Spilungona, seppur imbronciata e non perse altro tempo, incamminandosi velocemente.
La Mancina si voltò un paio di volte per vedere l’amica, con i codini legati con due nastri fucsia, prendere a calci tutti i sassi che incontrava, immaginando che uno di quei calci sarebbe finito dritto nel suo didietro se il problema non si fosse risolto a breve.
Cominciò ad annaspare per la stanchezza quando, finalmente, si trovò davanti al ricamo di siepe che ricopriva le inferriate della mia casa.
I pini marittimi, le ortensie e il gelsomino combinavano il loro timido fogliame ai rami delle palme e delle dracene che offrivano tutto il loro esotismo generoso.
Pensò di suonare il campanello, che però era nascosto in un punto conosciuto solo da noi della famiglia. Dalla sua espressione immaginai che stesse soppesando la possibilità che la villa fosse disabitata, ma le dovette sembrare improbabile, perché si capiva inequivocabilmente che fosse vissuta. Faticò a spostare la chioma della siepe e, con una visibile ansia, s’inoltrò. I ramoscelli le sfioravano le gambe, provocandole un piacevole solletico. Sapeva d’infrangere una proprietà privata e il pensiero di cacciarsi in un altro guaio doveva accrescere il suo subbuglio, magari di poter essere arrestata con l’accusa di violazione di domicilio. Così almeno intuii osservandola.
La vidi invasa da un’agitazione subdola che la faceva sudare man mano che scendeva i gradini di pietra, ma non resistette a guardare quello squarcio di blu intenso adornato dal bianco delle scie delle barche. Decise di annunciarsi.
– Non c’è nessuno? – Esordi incerta.
Attese qualche istante sperando comparisse qualcuno, ma non fu così, poiché ero solo.
Avevo seguito il cammino incerto di quella ragazza sconosciuta che, ora, aveva chiuso gli occhi e si lasciava baciare dai raggi incandescenti. Raggiunse lo spiazzo adibito a veranda, protetto da una ringhiera sulla quale s’infrangevano le onde laccate dalle sfumature mutevoli di un cobalto perfetto. Poggiò i gomiti sulla balaustra e lasciò che la brezza calda e satura di profumi, a quell’ora di poesia, si infilasse tra i suoi capelli.
Non avevo risposto alla sua domanda, benché l’avessi sentita chiaramente ma, con una sorta di ritrosia psicologica, decisi di restare ad osservarla. Ero poco distante da lei, sorpreso che non si fosse accorta della mia presenza, seduto su una sedia a rotelle. Aveva un’aria innocente e i suoi presumibili vent’anni urlavano voglia di vivere, quella voglia che un tempo aveva acceso l’entusiasmo della mia giovinezza.
Indietreggiai lentamente, sperando che il cigolio delle ruote non fosse tanto intenso da potersi sentire: se si fosse voltata, l’avrei spaventata ed era ciò che non volevo. In quegli attimi di totale assenza, sospeso nell’oblio dei miei giorni bui, quella giovane ragazza, con lo sguardo ancora fermo all’orizzonte, aveva accarezzato una cicatrice mai rimarginata.
La mia retromarcia mi portò a sbattere contro uno sgabello e la ragazza si voltò sorpresa, quasi impaurita.
– Mi scusi. – Si affrettò a dire – La prego di perdonare la mia intrusione. Ho chiesto se c’era qualcuno, senza ricevere alcuna risposta. –
Le osservai le mani: tremavano. Potevo dire qualcosa di immediato, ma restai zitto facendola sentire ancora più in colpa. Si strofinava le braccia come se fosse stata colta da un improvviso e crescente gelo.

***
I colori della neve
di Filippa Siciliano
2013, 416 p., brossura, 2 ed.
Loquendo

Filippa Siciliano

Filippa Siciliano nasce nel 65 a Mazzarino, nel cuore della Sicilia, e vive da sem­pre a Casteggio, in pro­vincia di Pavia. Diplomata in ragioneria, lavora come analista di laboratorio in una azienda alimentare nella città di residenza. Appassionata alla scrittura, è autrice di poesie, alcune premiate in concorsi lette­rari. Giurata nelle edizioni premio letterario: “Pensieri e Parole d’Oltrepo”. Ha scritto una sceneggiatura e tre romanzi gialli, fra cui: “I colori della neve”.

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33 Commenti

  1. Abbiamo avuto il piacere di conoscere l’Autrice grazie al bando da noi lanciato in collaborazione con il GAL Oltrepò e con lei il suo intrigante romanzo del quale ci ha colpito la fine trama e la geniale scansione degli eventi, nonché la grande cura nella descrizione dei luoghi con la delicatezza propria dell’ Autrice. Un giallo davvero avvincente, costruito molto bene, che appassiona chiunque lo legga. Tra i primi ci siamo stati anche noi!

  2. Non vorrei ripetere le parole lette nei precedenti commenti perchè sono tutti condivisibili e in particolar modo l’intervento del sig. Emilio Francioso per cui sembrerebbe un copia-incolla. Vorrei sottolinare la fatica che serve per portare a termine questa prima opera assolutamente inusuale per lunghezza, ricercatezza e precisione dei particolari. Lo spessore dei personaggi ne rende un testo molto adatto al cinema, così come la descrizione e i passaggi,fatti di perlustrazioni vere e ricerche, dove nessun dettaglio appare banale o sempliecemnte di contorno. A questo va comunque aggiunta una scrittura corretta, mai fatta per sbalordire il lettore, ma che diventa veicolo per una vicenda di cui si diventa protagonisti quasi intimi coi protagonisti. Tutto diventa familiare, anche per chi mai ha vissuto quei posti, tutto diventa spontaneo per quel modo femminile e intriso di evidente poetica che fanno di questa autrice un vero esempio che per scrivere bene servono attenzione, preparazione e originalità.

  3. Io amo i gialli e trovo “I colori della neve” il migliore: è coinvolgente, misterioso e affascinante. Conoscendo Casteggio trovo pertinente la descrizione dei luoghi in modo dettagliato e coinvolgente.
    Ottimi i personaggi.
    Consiglio questo giallo a tutti i lettori!!!
    Complimento a mia sorella Filippa!

  4. Io non amo i gialli e ne ho letti pochissimi, quasi tutti senza portarli a termine. Quello di Filippa non è solo un giallo; la scelta dei personaggi, dei luoghi e delle circostanze in cui gli stessi vengono a trovarsi, l’accurata scelta degli indizi per scoprire il colpevole e soprattutto il movente del delitto, fanno di questo libro un vero capolavoro. Impossibile non apprezzarlo, anche per il suo valore letterario e per gli spunti di riflessione che lo stesso offre. Insomma, lo consiglio a tutti, indipendentemente dai propri gusti letterari, si legge con passione perchè ti incuriosisce in ogni momento e con fatica si riesce a riporlo sul tavolo…..Brava Filippa!!!

  5. I “Colori della neve” è un giallo avvincente, che non smette di sorprendere dalla prima all’ultima riga. Il lettore scivola dentro la trama e viene trasportato verso tante possibili soluzioni….. senza azzecarne una!
    Il profilo psicologico di alcuni personaggi lo rende anche un libro intimista, in cui ognuno può ritrovare una parte di se stesso.
    DA LEGGERE!

  6. Ho letto il libro e ne ho apprezzata la trama e il suo svolgimento, ma ho trovato straordinario l’avvicendamento della cronaca con i riferimenti di carattere storico-geografico. Libri come questo ci avvicinano alla letteratura e al paesaggio, alla storia e… all’identità di un’appartenenza. La Siciliano svolge la dinamica narrativa non dimenticando mai di tracciare un percorso che, per chi conosce i luoghi in cui si svolgono i fatti narrati, lascia nel lettore il sapore di un film con tutte le sue puntuali sfumature. In un momento in cui i nostri territori hanno bisogno di ricollocarsi sul mercato, un libro simile offre tanti spunti per incoraggiare e favorire la buona narrativa divulgativa legata all’idea del viaggio e dei luoghi fisici. Perciò questo testo ha un pregio in più: quello di saper catturare il lettore trasformandolo in un turista virtuale, in un nuovo detective che attraversa la finzione approdando nel cerchio del reale. Dove le atmosfere e i luoghi esistenti davvero ci fanno diventare personaggi silenziosi dello stesso racconto. Un buon giallo psicologico che merita di diventare un film da mettere nelle mani di un buon regista.

  7. Bellissimo!
    E’ sicuramente uno dei più bei libri che ho letto. La storia è così originale e avvincente che difficilmente si riesce a smettere di leggere prima di essere arrivati alla fine del libro.
    Quando dovevo interrompere la lettura, comunque la mia mente rimaneva sempre concentrata su questa storia, ripensavo ai vari indizi, agli enigmi da risolvere e ai comportamenti dei personaggi, i cui tratti psicologici sono stati delineati con grande maestria dalla scrittrice. Inoltre ho apprezzato molto le descrizioni vivide e ricche di dettaglio e l’abilità dell’autrice di sorprendere il lettore ad ogni pagina con situazioni sempre nuove.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo libro di questa scrittrice. Sono sicura che mi sorprenderà ancora.
    Avviso ai lettori: quando arriverete alla fine di questo libro, ne sentirete tantissimo la mancanza!

  8. Sono un’appassionata di questo genere, gialli, misteri, intrighi, ma devo dire che questo libro li batte tutti. Sono solita a prendere appunti per capire chi sia il colpevole e il movente e tutte le volte che rileggevo le mie annotazione è stato anche un momento divertente.
    Mi ha appassionato tantissimo lo portavo sempre con me e appena avevo un momento libero subito con la lettura.
    La cosa che mi ha affascinato di più è il titolo ‘I COLORI DELLA NEVE’ geniale!! e poi dove è ambientato, leggere un libro e sapere dove si svolge il tutto è stato davvero meraviglioso!
    Lo consiglio a tutti perchè non leggerlo è un vero peccato!
    Grande Silvy!!! Non vedo l’ora di leggere il prossimo e spero al più presto.

  9. I colori della neve è un libro molto enigmatico, pagina dopo pagina ,i suoi personaggi così accuratamente descritti da l’autrice, sono così veri che sembra di vedere un film . complimenti all’autrice , ha saputo tenermi con il fiato sospeso .P.S io personalmente ne farei un film

  10. Ho ricevuto questo libro come regalo di compleanno, e l’ho molto apprezzato; Quasi amato!. Adoro questo libro, è l’unico che ho letto più di una volta, e lo rileggerò sicuramente altre 1000 volte! Davvero stupendo ed intrigante!

  11. Amo questi generi di libri; e questo mi è stato prestato da un’amica, e passate le prime cinque/sette pagine ha iniziato ad intrigarmi, a prendermi, e mi sono lasciata trasportare dall’incantevole bellezza del libro. E’ un libro che consiglierei a tutti di leggere, e se non lo avete ancora letto, LEGGETELO ASSOLUTAMENTE. Il titolo è altrettanto bello, “I colori della neve”, una frase che nasconde qualcosa, che spinge a leggere il libro perchè si capisce dal titolo che ti riserverà qualcosa di unico e speciale. I miei migliori complimenti all’autrice Filippa Siciliano, spero che ci sorprenda ancora con altri libri stupendi. 🙂

  12. Non posso che confermare i pareri sopraelencati perchè rispecchiano esattamente ciò che il libro trasmette. Io non sono un’accanita lettrice, lo ammetto. Leggo poco e non sempre resto soddisfatta delle storie che mi capitano tra le mani, a volte sospendo nettamente le letture. Invece devo dire che questo libro mi ha attirata a sè totalmente, lasciandomi con una soddisfazione finale appagante, ma anche con un briciolo di amarezza: avrei voluto non finisse più! Ne sono stata talmente rapita che, non voglio esagerare, mi dissociavo dal mondo! Ci mancava poco che appendessi un cartello alla porta con avviso: “Non disturbate. Sto leggendo.”
    L’ho letto due volte. Bellissimo.
    Se vi piacciono i gialli, gli enigmi, i misteri e le sorprese, leggetelo. Ne varrà la pena!
    Mary

  13. La lettura scorre velocemente, tanto che ad un certo punto mi sono ritrovata a sentirmi parte vivente all’interno delle pagine, come se fossi presente tra i protagonisti.
    E’ molto coinvolgente e alla fine sono rimasta sorpresa.
    Un libro assolutamente da leggere.

  14. D’accordo con tutti che il libro coinvolge così tanto che non rallenti la lettura per scoprirne il seguito al più presto… curiosità che aumenta pagina dopo pagina sia per chi conosce ‘Casteggio’ e si immagina i personaggi che percorrono le esistenti vie, ne segue i passi ed immagina le abitazioni, sia per chi non conosce la località perché il tutto è descritto talmente bene nei particolari ed avvolto nel mistero… che…. ‘’ti sembra vero’’…

  15. Né “I COLORI DELLA NEVE” di Filippa Siciliano la struttura del giallo si eleva su più livelli e su più strati, quasi come fanno la neve e i colori quando si stendono: ben visibili e distinti, anche se amalgamati tra loro, emergono il tratto umano e privato, quello interpersonale dei rapporti, quello sentimentale e romantico, quello ironico, quello intrigante e intricato, quello investigativo, quello misterioso. Il quadro di insieme, nel suo complesso, somiglia a una solida costruzione architettonica e artistica, tutta da visitare e da scoprire…
    Isabel

  16. Un giallo accattivante e suggestivo! Ampio di particolari, con una notevole attenzione per l’ambientazione ed il paesaggio. Ogni angolo di Casteggio, piccolo paese dell’Oltrepò Pavese, è ben descritto … così come ogni personaggi, che nei loro tratti fisici e caratteriali, si fanno amare da subito. Un libro da leggere!!! lo consiglio a tutti. Buona lettura!

  17. ‘I colori della neve ‘ è un libro ricco di sorprese, man mano che lo leggi inizi a conoscere i personaggi ma non a scoprire i misteri che li avvolgono perché fino alla fine nascondono qualcosa. Arrivi verso le ultime pagine col fiato sospeso e quando il mistero si dissolve conosci una verità inaspettata. Complimenti all’autrice.

  18. Ciao,sono un sedicenne,mi sento in dover di commentare questo libro….il libro era sul comodino di mia mamma..ho notato che non l ha letto ma l ha DIVORATO,quindi questa avidità nella lettura mi ha incuriosito….ebbene, già il titolo attira ,poi la copertina è artistica……e il contenuto è a dir poco travolgente!Ci sono termini ,aggettivi,descrizioni molto particolareggiate,noto una fervida fantasia anche nella creazione dei personaggi,il giallo è ambientato in un paese tranquillo dell’oltrepò pavese ci sono anche cenni storici che riguardano Casteggio,avendo notato tutte queste ottime qualità proporrei la lettura agli studenti,arricchirebbero il loro vocabolario rendendo i propri scritti molto interessanti imparando a soffermarsi sui particolari.Lo consiglio

  19. Ho iniziato la lettura di questo libro solo per curiosità , per rendermi conto di come fosse possibile ambientare un giallo in un paese dell’oltrepo dove a parte il vino….. ,ma ho dovuto ricredermi durante la lettura che mi ha appassionato e avvinto fino alla fine. Un stile essenziale , una padronanza dell’intreccio ed i personaggi che ci appassionano perché li sentiamo veri ed umani.

  20. Un’indagine? Un intrigo familiare? O forse una lotta interiore?
    In questo libro assistiamo all’intreccio di questi quesiti, infatti il libro ” I colori della neve” affronta tematiche assai intriganti e coinvolgenti che riescono a catturare l’attenzione del lettore a tal punto che riesce ad immedesimarsi in Leopoldo.
    Trovo particolarmente interessante e innovativa la scelta di Casteggio, che l’autrice descrive minuziosamente.
    Complimenti all’autrice per la realizzazione di questo libro!

  21. “I Colori Della Neve” è un libro travolgente.
    Già dalla prima pagina ci si sente protagonisti dell’intrigante storia.
    Una storia che coinvogle ed è capace di sorprenderti in momento: non ci si può mai aspettate cosa ci sia scritto nella pagina seguente.
    Un altro lato positivo è la lettura scorrevole, che porta il lettore, essendo sempre più incuriosito, a leggerlo in qualsiasi momento, senza affaticarsi.
    Molto interressanti anche i nomi dei personaggi e ottima la scelta dei luoghi.

  22. Ho letto solo le prime pagine de “ I colori della neve” di Filippa Siciliano e mi ha preso subito. Sarà lo stile agile o la caratterizzazione dei tre personaggi per ora introdotti; sarà anche l’accenno di trama che mescola contemporaneità e flash back…; sta di fatto che la narrazione scorre via gradevole e veloce. Vorrei proseguire. Lo trovo da comprare su internet?

  23. Chi è questa voce narrante che sembra pascersi delle vite degli altri? Che cosa rappresentano due ragazze moderne e apparentemente confuse? L’incipit del libro di Filippa Siciliano cattura l’attenzione con abilità magistrale. E’ raro che un libro catalizzi così fortemente l’interesse già nelle primissime pagine. “ I colori della neve”promette situazioni e vicende nuove, in una atmosfera doppia: da un lato la levità di due giovani che sembrano capitate per caso , ma che probabilmente reincontreremo, dall’altro la cupezza misteriosa del narratore. Non mi resta che continuare

  24. Mi sembra una buona idea quella di Filippa Siciliano di ambientare un giallo a Casteggio, non solo perché la cittadina merita attenzione per le sue vestigia storiche e per l’ubicazione in un contesto ragguardevole in quanto a bellezza, ma soprattutto perché, come dice Sherlock Holmes a proposito dell’apparente serenità della campagna inglese,“ Il più misero e sordido vicolo di Londra non presenta la pericolosità delle ridenti contrade di campagna”

  25. Quando mi è stato regalato il libro ‘ I colori della neve’ da una mia cara amica, ho pensato : inizierò a leggere le prime 10 pagine come al solito e poi diventerà un altro oggetto da spolverare invece… ho letto le prime 10-20-30 pagine non riuscivo a smettere, dovevo sapere chi e perchè, svelare il mistero e vi assicuro che la fine è tutto una sorpresa.

  26. ‘ I colori della neve’,ben scritto,molto avvincente,intrigante con descrizioni minuziose, io che ho abitato nel luogo dove è ambientato il racconto ho visitato virtualmente la Casteggio che conosco,è un giallo che coinvolge una famiglia,i personaggi sono descritti nei minimi particolari ,l’ambientazione è suggestiva,rivelazioni e colpi di scena,ricco di cenni storici,si entra nel vivo dell’atmosfera ,la scrittrice ha una dote innata nel descrivere eventi,sentimenti,emozioni,a parer mio è una lettura che trascina e coinvolge talmente tanto da leggerlo in un fiato!

  27. In un Casteggio dai toni realistici, dove luoghi e descrizioni hanno il sapore della vita vissuta, aleggia il mistero e nulla è sancito per sempre. I colori della neve della Siciliano marezzano i sentimenti, i pensieri e le azioni che animano un microcosmo variegato. Infine, passato e presente si mescolano regalando personaggi efficaci, ingredienti di un’alchimia ben riuscita..

  28. Il lettore è accompagnato da Leopoldo, il protagonista ed io narrante, non solo fra le trame dell’investigazione, ma anche in un viaggio degli affetti, durante il quale conoscerà molti personaggi, vari ed interessanti. Di alcuni, a vario titolo legati a Leopoldo, il lettore potrà seguire l’evoluzione spirituale, attraverso vicende del passato dolorose ed irrisolte, mentre molti personaggi di paese (naturalmente immaginari) introducono spesso un pizzico di umorismo. Il moto dei sentimenti, che scorre sotterraneo alla vicenda gialla, emerge spesso nei finale di capitolo, che trascolorano nel lirico, e nel commovente finale. Lo consiglio, sarete avvinti dalla trama e vi affezionerete ai personaggi!

  29. Il libro di Filippa Siciliano cattura così velocemente l’attenzione che ti ritrovi alla fine indispettita per non averlo più da scoprire. Aspetto classico della buona letteratura gialla, cui si aggiunge un’indagine psicologica sottile , fatta su personaggi che nascondono sino alla fine qualcosa e che sono tutti possibili autori del delitto. Eppure sono altrettanto capaci di sorprese , delineati a tutto tondo , con un che di stravagante nella loro spiccata umanità . Vivono e si muovono in un contesto nuovo per la narrativa di settore, in una Casteggio, città famosa per antiche virtù romane, che diviene qui un posto ovattato, sotto una neve che colora dubbi e sentimenti ni e che da essi trae i colori del mistero e dell’intrico da dipanare . La vicenda si sviluppa con ritmo crescente, incastrando i fatti per toni e colori contigui come i tasselli fanno nei mosaici più sfumati. Ti ritrovi poi con un finale che non avresti mai preso in considerazione, perché abbraccia le sfumature più inusitate del delitto alle rivelazioni più reali o verosimilmente possibili.

  30. Lettura scorrevole e appassionante, una volta cominciato si è travolti dal desiderio di arrivare alla fine leggendolo tutto d’un fiato. Molto ben scritto, alla fine ti sembrerà di conoscere di persona i personaggi e di camminare al fianco di Leopoldo per le vie di Casteggio…

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