II secolo d.C. - Il secolo della religione di Alessandro Friggieri

Albumar, il grande vecchio è il primo dei trentasei decani a capo della loro super razza, nel nord Africa e nel resto del mondo tra il III° e II° millennio a. C. dopo la scomparsa del loro continente detto Atlantide. Ci troviamo di fronte a creature con grandi poteri telepatici soprannaturali che conoscono tutte le magie e gli arcani misteri del cielo, delle stelle, il ritmo dei pianeti.
Sebha, zona sahariana del Fezzan, un caldo terribile, gallerie scavate nella roccia calcarea, sole bruciante. L’incipit di questo straordinario libro di 547 pagine tutte intrise di conoscenza, curiosità, fascino, è davvero ineccepibile. Pagine che coinvolgono e trascinano in una favola antica eppur vera, l’universo inteso come un immenso orologio dove gli astri passano in silenzio senza scontri, senza urtarsi, senza impatti. E poi ci sono l’occhio del cielo, animali dipinti sulla sabbia, messaggi telepatici: “troviamoci l’ultimo giorno del segno del Cancro, nel tempio di Hator”. E poi il mare color smeraldo ed il cielo costellato di diamanti: Venere, Hera, Vega, Cibele. Come non rimanere attratti e affascinati dal predicatore di Attis, dai Decani, da Isidoro, dalla Venere bianca, dalle sibille, dal racconto del Grande Vecchio, da Petra e dal Museo Biblioteca di Alessandria e da tante altre cose ancora. Arcani. Misteri. Verità.
Scrive Alessandro Friggieri: “La grande storia del Cristianesimo è stata tracciata da Giovanni Battista, Gesù, Pietro, Paolo e dagli Evangelisti. Il bacino del Mediterraneo è stato il luogo dove il messaggio lasciato da questi personaggi si diffuse e si caratterizzò con un pluralismo di culti e dottrine – antiche e nuove, come le religioni orientali – che scatenarono intolleranza tra loro. A quei tempi i conquistatori erano i Romani, che rispettarono le molteplici tradizioni religiose dei popoli conquistati e sottomessi, a patto che non sobillassero ribellioni e mantenessero la loro realtà nei confronti dell’impero. Ma non fu così…” Un bel romanzo, interessante, esauriente, completo, affascinante nella sua interezza e capacità di attrarre il lettore in un mondo lontano che conserva ancora tutto il suo fascino da scoprire. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Albunar “Il Grande Vecchio”

SEBHA, zona sahariana del Fezzan.
Il caldo è terribile, una figura scura è al riparo dal sole bruciante in una galleria scavata nella roccia calcarea, alta più di otto braccia e larga dieci. Il suo nome è ALBUMAR, meglio conosciuto come IL GRANDE VECCHIO. La sua età non la conosce nemmeno lui. È il primo dei trentasei DECANI preposti al comando della loro super-razza, migrati in tutto il nord-Africa tra il III° e il II° millennio a. C. e poi nel resto del mondo, dopo la scomparsa del loro continente chiamato Atlantide, imponendo alle popolazioni indigene, usi, costumi, civiltà, negando le materie scientifiche, astronomia e ingegneria per poter dominare.
Sono esseri con poteri telepatici soprannaturali, conoscono tutte le magie, possiedono conoscenze che nessun uomo ha mai potuto immagazzinare nella sua mente primordiale, vengono dal passato, parlano e scrivono in ogni lingua antica, conoscono tutto del cielo, delle stelle e pianeti. Le loro regole di vita non sono le stesse degli umani. Sono sopravvissuti, per intelligenza superiore, a guerre, epidemie, fame e alla catastrofe finale del loro continente, distrutto da una guerra fratricida (probabilmente atomica) di immani conseguenze. I nativi di quei tempi erano considerati selvaggi e schiavi, ed erano trattati con estrema durezza, ma sorprendentemente si sono evoluti e moltiplicati velocemente, ribellandosi ai dominatori. Non erano più disposti a essere schiavi. Albumar si è nascosto in questo luogo dopo aver subito la prima cocente sconfitta a opera di quei nativi evoluti. Aveva perso tutto, compreso un esercito di Dannati — gli esclusi anima e corpo, per loro volontà, dalla vita eterna, causa la loro condotta terrena — e di Veglianti — o coloro che non dormono mai, ribelli verso Dio, condannati a vegliare con l’evidente destino di guardiani. Punizione divina per essersi accoppiati con ogni donna per incapacità di resistere alle tentazioni, e aver generato dei figli temutissimi chiamati NEPHILIM, giganti violenti, o GRIGORI, con occhi dorati e dimensioni fisiche enormi (Genesi 6.2).
Il Grande Vecchio li aveva riuniti nella setta dell’OURO, il cui simbolo era, ed è ancora, un serpente che si morde la coda: scopo?
Riprendere il potere assoluto.
Ha perso la sua straordinaria alleata ENEPH, discendente di ISIDE. Aveva predisposto tutto per la vittoria finale, si era procurato anche un falso Messia per contrastare il sorgere delle religioni monoteiste.
Tutto ciò non era stato sufficiente a contrastare un esercito organizzato, comandato da un valoroso Generale Romano di nome Valerio e protetto da una forza misteriosa intervenuta in aiuto di questi eroi, chiamati PRINCIPATI (detti anche ARCHAI, guerrieri che indossano un’armatura unica, sormontata da vesti preziose con spade e lance) e MESSAGGERI (o, dall’ebraico MALAK, semplici soldati, votati e fedeli al Bene), proteggendoli da ogni pericolo e malattia. Si era salvato dal disastro con uno dei suoi trucchi: sollevando un vento infuocato che aveva provocato una tempesta di sabbia e aveva spinto il suo cavallo, a velocità folle, fino in questo luogo desolato, dove nessuno avrebbe potuto trovarlo. Il Sahara non è un luogo; il nome significa “là dove non c’è nulla” solo sabbia o deserto roccioso, chiamato Hamada. La terra di AHRIMANE, simbolo dell’oscurità e del male, in perpetua lotta contro AHURA MAZDA, simbolo della luce e del bene, leggende del tempo passato.
I Decani, questa razza demoniaca che dominava il mondo, forse di natura aliena, avevano diviso il cerchio celeste in dodici parti, undici con nomi maschili e uno solo femminile. L’uomo era agli albori, non poteva avere queste conoscenze. Sapevano quando e come si passava da un’Era all’altra, queste fette celesti le avevano chiamate appunto così, “ERE” (Toro, Ariete ecc.). ALBUMAR è il primo e l’assoluto dominatore dei Decani, un capo degli Atlantidei.
Sono anni che vive in queste gallerie sotterranee chiamate FOGGARA, drenanti acqua fossile e scavate da un popolo antichissimo che una leggenda racconta “non di questo pianeta”: I GARAMANTI, che avevano città nel deserto, ora sepolte dalla sabbia. Malgrado l’isolamento, Egli è al corrente di tutte le cose importanti, successe nel mondo. I Decani sono esseri che hanno una percezione paranormale ed Extrasensoriale ben oltre il karma umano e i sensi sottili.
ALBUMAR è stato informato telepaticamente sull’esito della terza guerra Giudaica e della conseguente strage degli assediati. E al corrente della morte dell’Imperatore ADRIANO, e che il suo successore, TITO AURELIO ANTONINO, nobile e indulgente, si è prefisso lo scopo di mantenere le frontiere acquisite senza tentare nuove conquiste. Sa quello che dicono di Lui, che è un ottimo Imperatore, che ama l’ordine e l’economia. Che ha instaurato un programma di assistenza sociale molto gradito alla popolazione. Insomma, anni di pace che si prospettano per il futuro dell’Impero. Ma ad ALBUMAR questo interessa ben poco, ha una vendetta da portare a termine, una vendetta contro gli umani evoluti, contro le regole, le religioni buoniste, l’autorità (oggi dell’Impero Romano), deve portare le anime alla distruzione per dominare il mondo. QUESTO È IL MOMENTO!
È il momento di uscire dall’isolamento; i Romani ormai lo credono morto. È l’ora di radunare i “fratelli” sparsi nel mondo, per un altro e definitivo scontro! Quando si raduneranno, Lui non avrà nulla da portare alla “causa”, mentre i “fratelli” che hanno vinto le loro battaglie, porteranno oro e seguaci! Lui, nel suo isolamento, poteva solo elaborare strategie. I suoi compagni sono stati un giovane etiope, una capra selvatica, un serpente e corvi africani durante il giorno, nella notte i pipistrelli: ecco gli amici di questi lunghi anni. La vendetta è il suo unico pensiero.
Tornare a Denderah, in Egitto, ricostruire una potente forza malvagia e mortale per prendere il potere. Quella maledetta pergamena, “La verità definitiva” sarà ormai cenere, bruciata nell’incendio del museo di Alessandria, provocato da un seguace di Eneph (la sua ex alleata).
I Romani pagheranno la sconfitta! Ora chiameremo quella pergamena “LA VERITÀ PERDUTA”!
Non c’è più l’eroe imbattibile, il generale Valerio! Ormai vive a Roma. Molto tempo è passato, egli ha un figlio già maturo per l’esercito. Albumar lancerà un messaggio: “Ci troveremo al tempio di HATOR”.
“Rivedrò i miei fratelli, lo ZODIACO e tutti i seguaci dell’esercito del male” questo era il pensiero martellante nella mente di Albumar, il grande Vecchio”.

***
II secolo d.C. – Il secolo della religione
di Alessandro Friggieri
2011, 568 p., brossura
Tg Book

Alessandro Friggieri

Alessandro Friggieri, ex pianista, editore, discografico, giornalista ha lavorato per la RAI conducendo programmi radiofonici di “Radio City Milano” occupandosi delle edizioni musicali Edi-Nufa ereditate dal padre. Alcuni suoi testi magistralmente musicati, hanno scalato la Hit italiana dai magici tempi del jukebox ai giorni nostri, con le attuali trasmissioni che propongono giovani talenti. Attualmente con la collaborazione della signora Anna Bonomi (esperta di moda) e del figlio Andrea (produttore discografico), si occupa della realizzazione di prodotti audio video di alta qualità per il leader europeo di informatica e della direzione artistica della sua etichetta discografica molto nota che è la “City Record” sita in centro a Milano. Entrando nel suo ufficio si respira “aria di buona musica” grazie alla presenza di ritratti di notissimi artisti come quello di Adelmo Fornaciari poi in arte Zucchero, che hanno stampato il loro primo disco promozionale da lui e poi con le multinazionali discografiche hanno raggiunto il grande successo. Alessandro Friggieri ora è un affermato scrittore di romanzi con “La verità perduta” edito dal gruppo Albatros e con “II Secolo d.C” edito con tgbook.

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3 Commenti

  1. Anteprima coinvolgente, il linguaggio é molto gradevole e si ha voglia di insediarsi tra le pagine del libro per scoprire l’evolversi ed il finale.

  2. Una trama veramente avvincente che unisce storia, magia, mistero. Un inizio intrigante che prelude sicuramente ad un romanzo che ti “catapulterà “indietro nel tempo.

  3. Cinquecento ( e passa) pagine di fascino e di mistero, incatenati surrealmente. Il ” II secolo d. C. – Il secolo della religone ” , di Alessandro Friggrieri, ci delizia come una colonna sonora per l’ hit parade del mistero.
    E la melodia ci conquista. Fino al prossimo deserto…..

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