La recensione di Nicla Morletti

Il diritto di vivere di Patrizia Ciava“Il diritto di vivere” è un romanzo d’amore. Attorno ruotano gli affetti familiari. Trishia, la protagonista, che adora il fratello Sandro, ricostruisce le vicende di una famiglia borghese. L’esistenza dei personaggi sembra scorrere felice, ma solo in maniera apparente, perché la famiglia nasconde un segreto. Il vero malessere è custodito tra le pagine di un diario…
Patrizia Ciava è autrice che scava tra le pieghe dell’anima alla ricerca di verità nascoste. Il tutto nasce da un’acuta e intelligente osservazione della società nel senso più ampio del termine. Ne emergono l’amore per il prossimo, il rispetto di antichi valori e sentimenti profondi, immagine cosciente dell’universo che si concretizza nella fede e nella speranza. Un ottimo libro. Da leggere.

IL DIRITTO DI VIVERE
di Patrizia Ciava

Edizioni Libreria Croce – Collana L’oziosapiente
2009, p. 320
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Alessandro e Trishia, pur essendo fratelli, non potrebbero essere più diversi. Lui non si è mai sentito a suo agio in mezzo agli altri, fin da bambino è stato preso di mira dai compagni di classe perché considerato troppo intelligente, troppo sensibile, è stato spesso oggetto di scherzi crudeli ed è cresciuto timido, introverso e insicuro. Trishia, al contrario, è sempre stata socievole e spigliata. Sandro trova rifugio nel mondo dell’informatica e il computer diventa il suo miglior amico. A soli ventiquattro anni realizza un software talmente innovativo da proiettarlo ai vertici di una promettente carriera. Sembra aver finalmente trovato la sua strada ma il successo professionale non basta a sconfiggere il nemico che si porta dentro. Per giunta deve imparare a districarsi in un sistema imprenditoriale corrotto e a difendersi da avversari senza scrupoli, spesso nascosti sotto le false sembianze di amici e collaboratori. Finché accade quello che forse era prevedibile ma che nessuno aveva voluto considerare. A questo punto per la sorella Trishia inizierà un lungo viaggio, rincorrendo le ombre del passato, seguendo i segni tracciati dal destino – coincidenze così strane che è impossibile ignorarle – alla ricerca di una risposta che le giungerà in maniera inaspettata e del tutto imprevedibile.

Dal libro

(…) «Insomma come stai veramente?» chiedo quando rimaniamo infine soli, affrontando il discorso rimasto in sospeso da quando sei arrivato.
«Come vuoi che stia? Ho paura che questa volta sia finita per davvero» sospiri crollando su una sedia.
«Non è la prima volta che Eleonora se ne va di casa e che dite di volervi separare.»
«Sì, ma questa volta ho proprio esagerato, finisco sempre col fare scappare tutti quelli a cui tengo» dici con un sorriso mesto incassando la testa tra le spalle. E ora, davanti a me, c’è un uomo terribilmente diverso da quello che fino ad un attimo prima giocava spensierato con mia figlia.
«Non assumerti colpe che non hai, il vostro rapporto non andava già da qualche tempo e tu lo sai» obietto.
«Ho trattato Eleonora da schifo negli ultimi tempi. A volte non so cosa mi prende, è più forte di me, provo una tale rabbia, è come se avessi la lava che mi ribolle dentro, non riesco a controllarmi.»
Mi irrigidisco. So già che strada vuoi imboccare. Da qualche tempo sei convinto di essere affetto da una forma depressiva denominata disturbo bipolare, una patologia nella quale periodi di prostrazione si alternano a stati di esaltazione, e ravvisi i sintomi di questo disturbo in ogni tuo comportamento. Io dissento e finiamo invariabilmente col litigare.

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