Il luogo perduto di Alessandra Scarano

Poesie di mare, di solitudine, di memorie che si fanno isole nell’arcipelago dell’esistenza. Anche l’amore diviene un tramite per parlare del tempo e del suo significato, e un gesto apparentemente casuale può assurgere a icona eterna se colto sotto una luce particolare. Luce che ritorna continuamente nelle composizioni di Alessandra Scarano, luce reale, calda, foriera di vita della terra mediterranea, e luce ideale, sguardo che, posandosi su pezzi di realtà, rischiara e rivela ciò che è celato, la storia dimenticata, il sentimento tenuto segreto, una risposta cercata e forse trovata. E così si formano immagini che sono connubio di luoghi e di emozioni legati da una eco reciproca, e allora l’onda è il giorno che si sussegue al giorno, il giallo di una roccia assolata è un canto di gioia, i rami sottili di un albero nordico dita che possono ghiacciare il cuore. E il poeta non è altro che un periegeta della vita condannato a cantarne il dolore e l’inesauribile bellezza.

Anteprima del libro

Un uomo

Ti chiamerò
oscuro
nei passi che muovi in silenzio
e nel volto emaciato
nelle vene tu hai sangue e
tristezza
hai il colore
dei giorni invernali
adombrati da nubi
pesanti
e non parli
se non come pioggia
che scivoli piano sui vetri
senza fare rumore

ti chiamerò
oscuro
poiché vivi senza fare rumore

***

A una dea sconosciuta

Sei un antico guerriero
I riccioli d’ebano
Hanno profumo di selve lontane
Diffondi
ad ogni sguardo
clangore metallico
cacciando fogli sulla tua scrivania

***

Diamante

come
acqua
ghiacciata

i tuoi
antichi
occhi

inondarono
il fondo
della nostra
esistenza

nell’acqua
ghiacciata

innocenti

splendemmo

***

Miramare

Tirare
come vento
la gomena

non ho mai tentato

né ascoltato
il suono più violento
l’oscuro fremito del vento

L’onda nera
ha steso il mare fino al porto

ma è troppo forte
il mio richiamo più
profondo

***

Foglioline nere di tè

Lapsang Souchong della Twining’s
da sei anna mancava

foglioline nere di tè
sembrano
frammenti di vita
che risalgono a galla

Solo ieri ti ho visto
entrare nell’antro della
—————————–Sibilla

Poi il sole è calato sulla fotografia
e su di me

è difficile pensare che sei morto.

***

L’attesa

In fondo mi piaceva
lasciare che l’alba
giungesse da sola

anche se mia madre
la chiamava debolezza

so che l’attesa
non fu solo un gioco
ma un patto segreto col tempo

che in pegno mi dette l’oblio
e questa tristezza che non comprendi

***

Le nubi
rimpolpano il cuore
in inverno

Oggi nuoterò nei tuoi occhi

e sarà come stare
in un’urna
come di notte
nel ventre materno

 

***
Il luogo perduto
di Alessandra Scarano
Giugno 2014, pag. 96
Aracne
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Alessandra Scarano

Alessandra Scarano nasce a Napoli nel 1978. Sin da bambina viaggia molto e coltiva una grande passione per la storia e la letteratura antiche, l’archeologia e la cultura mediterranee. Frequenta il liceo classico, durante il quale ha inizio la sua attività poetica. Nel 1998 vince ex-aequo, nella sezione 21/25 anni, la prima edizione del Premio Letterario Nazionale “Giammario Marradi”. Nel 2002 si laurea in Architettura e nel 2007 consegue il titolo di Dottore di Ricerca con uno studio sull’identità culturale e architettonica del Mediterraneo, pubblicato in seguito con Gangemi Editore. Nel 2010 tre sue poesie sono pubblicate nella Antologia del Premio Letterario Marguerite Yourcenar e nel 2014 pubblica con Aracne Editrice la sua prima silloge poetica, Il luogo perduto. Nell’estate del 2015 vince la XI edizione del Premio Letterario Internazionale “Cavallari di Pizzoli” nella sezione Poesia inedita con il componimento Il balcone, e la terza edizione del Premio internazionale di Poesia e Narrativa “Memorial Melania Rea” nella sezione Poesia inedita o edita a tema libero con il componimento Ode a Ida. Nello stesso anno viene inoltre segnalata con medaglia grande d’argento alla terza edizione del Concorso Letterario “Giovanni Descalzo” con una una silloge di poesie e ottiene l’Alto Riconoscimento al Merito, Diploma e Significazione critica, con pubblicazione sul sito dell’Accademia di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, alla seconda edizione del Premio Accademico Internazionale di Poesia e Arte Contemporanea “Apollo dionisiaco” nella sezione Poesia con il componimento Caput mundi. A ottobre 2015 si classifica all’ottavo posto nel Premio Letterario Città di Castello – IX edizione 2015 nella sezione Poesia. Da due anni e mezzo vive in Grecia, dove si dedica alla poesia  e a studi filologici, storici e archeologici.

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10 Commenti

  1. Mi sono fermata a leggere l’anteprima di questo libro per i colori della copertina che m’ispiravano serenità e malinconia nello stesso tempo. Mi piacciono molto le poesie, la magia delle parole e devo dire che “Diamante” mi è piaciuto molto.

  2. Proprio bei versi, ti fanno riflettere soprattutto sulla vita quotidiana, di ogni giorno, che inesorabilmente passa!

  3. Versi che trascinano la mente su qualcosa di magico, che trasmettono quella sensazione naturale di malinconia mischiata alla leggerezza; è come stare seduti sulla spiaggia col vento che accarezza i tuoi capelli, dolcemente, e, all’improvviso, un soffio più forte, li scompiglia rapidamente e con forza, una forte emozione.

  4. C’è un’eco profonda in questi versi,. viene quasi voglia di portare una mano all’orecchio per sentire meglio, per non rischiare di perdere alcun dettaglio. L’emozione aumenta di intensità ad ogni rilettura. Belli gli intarsi “naturalistici”. Ogni poesia crea un’attesa che il punto alla fine dell’ultimo verso non interrompe.
    Poesie davvero molto belle.

  5. Pensieri leggiadri che portano la mente ad alienarsi dalla frenesia attuale. Un velo di malinconia pervade l’anima che fugge, fugge lontano portando con sè la voglia di ricordare. Belle poesie, parole semplici che arrivano.

  6. Versi che entrano dentro e portano lontano la mente, cullata da un’immaginaria onda che tutto spinge. Belle poesie.

  7. C’è odore di salsedine sopra ogni riga che scrive.
    C’è la sensazione del sudore sulle tempie.
    C’è il sottofondo delle cicale sui pini e gli eucalipti ad accompagnare le sue poesie.
    Sento ruggine sulla lingua.

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