giovedì, 28 Ottobre 2021
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Il Mondo Nascosto di Matteo Capuani

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Il mondo nascosto di Matteo Capuani

Il Mondo Nascosto di Matteo Capuani è il romanzo di esordio del giovane scrittore milanese

Il Mondo Nascosto di Matteo Capuani, un viaggio nelle profondità dell’animo umano

“Il Mondo Nascosto” di Matteo Capuani sviluppa in modo originale il tema fondamentale della dimensione del dolore, inteso nella sua accezione più ampia, in modo non solo psico-fisico ma anche quale ancestrale inesorabile attributo della condizione umana. E lo fa attraverso una ben collaudata struttura narrativa imperniata sul dialogo psicoanalitico di personaggi impegnati ora ad estrarre maieuticamente l’origine del dolore, ora a descrivere scene, luoghi e personaggi memorabili di quel mondo nascosto che si cela in ognuno di noi e dove si sedimentano ricordi ed esperienze, gioie e dolori, traumi e conquiste che continuano ad agire nel nostro subconscio modificando e plasmando le nostre vite. Uno spazio in cui tutto è possibile, infinite vite, incredibili incontri, in epoche storiche anche molto lontane dalla nostra vita reale, un immenso variegato serbatoio a cui attingere per “scrivere” la nostra vita proprio come fa l’autore accompagnandoci, con il suo racconto, in una vera e propria esplorazione speleologica dell’animo umano, una discesa per risalire alle radici profonde dei sentimenti, della sofferenza e del senso stesso della vita. Un romanzo scritto benissimo che cattura l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine.
Robert, Manuale di Mari

Amalia Baker è un’affermata psicologa e scrittrice di saggi, speleologa dell’animo umano. Una sera, nella sala d’attesa del suo studio a Londra si presenta Mr. Hugo Clarke, anziano docente universitario esperto di storia mediorientale. L’uomo porta con se un bastone, un libro di Amalia e la sua storia. Hugo racconta di aver viaggiato in tutto il mondo, di aver attraversato epoche storiche e di aver vissuto molte vite. Il viaggio lo ha portato a conoscere città nascoste negli angoli oscuri della coscienza. Amalia riconosce in quell’uomo e nelle sue parole un caso su cui investigare, l’occasione di un viaggio allegorico attraverso cui esplorare l’intenso tormento che Hugo nasconde nei suoi racconti e il suo personale dolore. La sua prospettiva cambia, da spettatrice diviene protagonista attiva, guida e antagonista del suo stesso destino. I viaggi di Hugo sono soprattutto incontri. Mr. Clarke ripercorre i luoghi che lo hanno visto protagonista di una vita accademica brillante ed egoista, spesa alla ricerca della strada di casa. Dal deserto, specchio della sua anima, a Highgate, in cui è sepolto il segreto della sua sofferenza. La morte segna il senso della vita e delle nostre scelte.

Anteprima di Il Mondo Nascosto di Matteo Capuani

Dal primo capitolo

«Ho bisogno di quelle pillole, se non me le prescrive finirò per impazzire.»
«Ne abbiamo già parlato. Prima dobbiamo capire cosa la tiene sveglio la notte.»
«Senta, dottoressa, a me non interessa niente di cosa vuole fare lei. Ha mai visto qualcuno morire? Sta lì, davanti ai tuoi occhi e ti fissa… ti dice che ti trascinerà all’inferno, nel fuoco dell’inferno con lui.»
Non dormiva da molti giorni, era evidente. Le occhiaie scavavano dei solchi, profondi come il suo senso di colpa. Di lì a poco sarebbe esploso in una rabbia feroce. «E lei cosa fa? Se ne sta qui comoda a giudicare mentre noi là fuori vi salviamo il culo ogni giorno. Mi dia quelle dannate pillole e facciamola finita.»
«D’accordo» disse sospirando profondamente. Raggiunse la scrivania, aprì il primo cassetto e lanciò delle pillole sul tavolino in vetro di fronte alla poltrona. «Prenda queste, gliele regalo.»
«Mi prende per il culo? Solo due?»
«Ha i calmanti che voleva, mi aspetto di vederla presto, quindi è pregato di prendere un appuntamento con Irma, la trova alla scrivania qui fuori.»
«Puttana…» uscì sbattendo così forte la porta da far tremare i mobili.
Questi ragazzini vengono armati di divisa e responsabilità troppo presto, pensò mentre gli alberi di Cadogan Square Garden danzavano nel vento come ballerine, fuori dalle finestre. Un cab, l’autobus C1, le nocche di Irma sulla porta.
Solo lei bussava così, quattro volte, per farsi riconoscere.
Era fissata con il numero quattro; cercava sempre quattro aggettivi per completare ogni descrizione, ti chiedeva se volevi fare quattro chiacchiere o che bisognava parlare a quattrocchi. «È il mio nu mero fortunato e in più mi ricorda casa mia e i quadrifogli» le spiegò una volta.
«Come stai, Amalia? Mi è sembrata una seduta agitata» chiese entrando. «Ti preparo un tè. Abbiamo tre, forse quattro minuti prima del prossimo paziente. Earl Grey, giusto?»
«Decisamente, anche se preferirei un bicchiere di whisky, adesso.»
«Ah, tornerà settimana prossima. E non parlo del whisky.»
«Non è andata così male, allora» disse la dottoressa chiudendo le finestre.
Non si era certo dimenticata del Capitano Meixner. Il capita no Meixner era un fiero e arcigno veterano dell’Afghanistan, convinto che qualche talebano lo avesse seguito dopo il congedo per ucciderlo. Amalia ebbe in cura per quattro anni il fiero e arcigno Capitano Meixner in America durante il tirocinio, grazie a un programma governativo di recupero psicologico per reduci di guerra. A ogni appuntamento il fiero e arcigno Capitano ripeteva: «Anche oggi non mi hanno preso, i bastardi, devono solo sperare che non li trovi io prima, o li trivello come dei porci». Il fiero e arcigno Capitano Meixner, veterano dell’Afghanistan, si uccise una sera con un colpo alla testa nel suo appartamento la sciando solo un biglietto, con scritto: “Cani, non mi avrete vivo”.
«È fondamentale portare a galla ciò che abbiamo nel profondo, per dominarlo» pensò Amalia ad alta voce. «A volte può persino uccidere.»
«Già, ne so qualcosa» intervenne Irma.
«Bene, rimane solo Mister Tierney in agenda, oggi. Ah, e poi in sala c’è un altro signore anziano, ben vestito, porta la fede, di rei che è benestante, quindi non è divorziato. Sembra un diplomatico, non l’ho mai visto prima. Sta leggendo senza muoversi da quando è entrato stamattina. Sono certa non abbia un appunta mento. So già cosa fare. A dopo. Faccio entrare Tierney.»
La sala d’attesa era immersa nel totale silenzio, interrotto solo dalle sirene di qualche ambulanza o della polizia: vicine, poi lontane e poi di nuovo un immobile silenzio. Niente di inusuale a Londra.

«Signore, mi scusi… mi sente?» chiese Irma chiudendosi la porta alle spalle «Signore?…Mi scusi.»
Raccolta tutta la decisione di cui disponeva, Irma avvicinò l’uomo che leggeva, determinata a capire chi fosse. «Non ce l’ha, ne sono sicura» borbottò. «Mi ricordo di tutti. Non sbaglio mai. No, no, sono sicura. Questo qui, appuntamenti non ne ha.»
«Mi scusi» disse Irma piombandogli di fronte. «Sono diverse ore che è qui seduto e temo, anzi, sono sicura che non ci siano sedute prenotate a suo nome» disse gesticolando con la penna in mano. «Mister Tierney, che è appena entrato, era l’ultimo per oggi.»
«Un brav’uomo» disse l’anziano alzando la testa dal libro e togliendosi lentamente gli occhiali. Lo sguardo era fisso su Irma ma le sue mani tremavano, come se stessero saggiando una pistola per la prima volta. «Credo però che sia fortemente insoddisfatto della sua vita. Avrà certamente notato come sfoga il nervosismo grattandosi i dorsi delle mani.»
Il sopracciglio sinistro di Irma si alzò in uno scatto nervoso mentre inquisiva la figura davanti a lei. Forse ho sbagliato, pensò, non è un diplomatico.
«Oh, mi scusi. Non ho prenotazioni, mia cara» proseguì, «ma speravo che la dottoressa potesse concedermi qualche minuto. Sa io…»
In quell’istante si riaprì la porta. «Buona serata, Mister Tierney. Mi raccomando, trovi il coraggio per prendere una decisione, anche il suo prurito ne gioverà. Tra un mese, quando ci rivedremo, mi aspetto solo buone notizie.»
«La ringrazio, dottoressa, arrivederci. Oh, e arrivederci Mister Clarke, e grazie mille.»
Col cappello sgualcito stretto tra le mani, quasi si inchinò e uscì dalla porta.
«Dottoressa» disse Irma con un tono solenne a cui non era certo abituata.
«Mister Clarke, vorrebbe…»
«Buonasera Amalia» intervenne l’uomo improvvisamente.
«Mi permetta, è un piacere conoscerla anche di persona. Il mio nome è Hugo, Hugo Clarke. Mi perdonerà se non mi alzo. Immerso in questo splendido libro non mi sono reso conto del tempo che correva via veloce. Come ho detto a Irma, non ho un appuntamento, ma gradirei poterle parlare qualche minuto.»
«Il piacere è mio ma, mi dispiace molto, ricevo solo su appuntamento. Le consiglio di fissarne uno quanto prima con Irma, l’agenda è molto fitta. Vedo che vi siete già…» Esitò, notando il libro che l’anziano aveva appena faticosamente appoggiato vicino al bastone, sulla sedia vuota di fianco. «Vedo che vi siete già conosciuti.»
«Decisamente. In effetti, ha ragione; bisogna rendere… dunque, com’era…» Afferrò nuovamente il libro, lo voltò sul lato posteriore e indossò gli occhiali. «Ah, certo, bisogna rendere cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai…»
«Destino. Lo chiamerai destino» concluse Amalia.
«Esatto! Ciò che è scritto non si dimentica. Bene, allora, mia cara Irma, ho bisogno di un appuntamento con la dottoressa.» Prese il libro, il Borsalino grigio antracite e fece leva con tutta la sua forza sul bastone tremante per mettersi in piedi e raggiungere la scrivania di Irma, prima di uscire.

«Vede dottoressa… che imbarazzo. Non vorrei dirlo ma… non ne sono sicura.»
«Lo ha mai visto o ha mai notato qualcosa che potrebbe, magari, averla influenzata?»
«Io… oh, Santo Cielo, non saprei proprio. Ma, sa, gli atteggiamenti… anzi… ora che ci penso, forse una volta mi è parso… mi è parso che nascondesse qualcosa nei cassetti della camera… ma io mi fido di lui.»
«Immagino non abbia visto cosa fosse» disse Amalia.
«No. Sa, io mi fido, ma sono andata comunque a vedere… e non c’era nulla.»
«Miss Smith, convivete da molto tempo? Ci sono abitudini che si stabilizzano con gli anni.»
«Quattro anni. Ma, sa… è strano, io… lo sogno ogni notte che mi tradisce e… soffro… lui però è molto generoso. Vede questa borsa? L’ha presa lui. Oppure il mio vestito? L’ha preso lui… e per l’inverno mi ha promesso una pelliccia.»
«Un uomo da tenersi stretto, insomma. Mancherebbe solo un’automobile» disse Amalia con tono quasi provocatorio.
«Si be’, l’ha comprata il mese scorso. Ma, sa, ho paura che mi tradisca davvero. Io non mi posso mica permettere tutte queste cose da sola… e non lavoro neppure, sa? Oh che stress. Sa una cosa? Se quel bastardo pensa di tradirmi gliela farò pagare con gli interessi. Ah, sì, non sa con chi a che fare, mi creda, stasera lo faccio confessare. Piuttosto lo lego alla sedia o lo minaccio di non andare più a letto con lui, oppure…»
«La prego, signorina, si calmi. Possiamo scoprirlo anche senza aggredirlo, no? Se non la stesse tradendo, così facendo finirà per farlo scappare e noi non vogliamo questo, giusto?»
«Ah… no. No, certo.»
«Ecco, ci parli tranquillamente, questa sera a cena. Gli chieda se ha mai visto altre donne o cosa ne pensa del tradimento. La prossima volta mi dirà di cosa avete discusso, Ok? Ora si rilassi. La accompagno alla porta. Ecco, metta la giacca… bel tessuto… sembra seta giapponese… Arrivederci.»
Il sole quel giorno brillava alto nel cielo londinese, i suoi raggi penetravano le poche nuvole, scivolavano attraverso le foglie verdi degli alberi, oltrepassavano le finestre dello studio al primo piano, al 50 di Cadogan Square, e si infrangevano sui fogli colmi di appunti presi da Amalia. Era la sua attività preferita: rileggere, riordinare e cercare il dettaglio nella confusione e nella concitazione di mille parole dette, forse preparate, o magari improvvisate. Senza dubbio era la parte più eccitante del lavoro. Lì, in mezzo, Amalia avrebbe trovato i tratti della personalità dei pazienti. Li avrebbe poi minuziosamente sezionati e studiati e avrebbe costruito un loro profilo, un modello su cui valutare i comportamenti, le azioni e i pensieri, anche quelli nascosti. Perché, a volte, sebbene sembri solo il destino, si tratta di scelte dell’inconscio.
Squillò il telefono. «Dimmi pure, Irma» disse Amalia sollevando la cornetta.
«Hugo Clarke è qui. Ricordi? È il signore anziano…»
«Sì, ricordo benissimo. Fallo entrare.»
(Continua a leggere anteprima de Il Mondo Nascosto di Matteo Capuani nella Libreria Amazon)

Il Mondo Nascosto
di Matteo Capuani
Editore: MilleBattute (marzo 2021)
Copertina flessibile: 126 pagine

Matteo Capuani

Matteo Capuani nasce a Milano nel 1991.
Dopo gli studi si trasferisce in Inghilterra, in cui svolge lavori occasionali nel settore della ristorazione. Al rientro in Italia, tre anni dopo, si sposta a Roma nel 2018 torna a Milano, in cui lavora attualmente come Customer Service di un’azienda tedesca.
Il mondo nascosto è il suo primo romanzo.

26 Commenti

  1. Sono davvero a dir poco ammaliata, la trama promette molto bene, il titolo si sposa benissimo con la storia e mi è saltato subito all’occhio.
    Sarei davvero onorata a poter leggere questo libro ed immergermi nella storia!

  2. Il titolo si sposa con lo stile letterario: una lettura che incuriosisce e allo stesso tempo apre le prospettive per soffermarci sul mondo interiore di ogni individuo. Ho apprezzato la cura nella descrizione e la capacità di creare le ambientazioni fisiche e psicologiche. Sarei curiosa di procedere nella lettura.

  3. Ringrazio di cuore l’autore per avermi inviato il suo libro che ho letto in pochissimo tempo, e vissuto pagina per pagina.
    Amalia è una affermata psicologa e scrittrice. Nel suo studio arrivano diversi clienti tra cui Miss Smith, il signor Connor e il signor Hugo Clarke, un uomo molto affascinante, interessante e misterioso.
    Attraverso le sue sedute analitiche, ripercorriamo, da protagonisti, i suoi numerosi viaggi nelle diverse parti del mondo e siamo molto presi dagli incontri che Hugo fa:a Manchester con Lucky, a Baghdad con Apollo, a Marlow con Zeno..rivivendo i suoi turbamenti, le sue emozioni, le sue sofferenze, le sue commozioni.

    Il libro è molto bello, scorrevole,lo si legge velocemente e subito si è coinvolti dal signor Hugo, questo signore fa molta tenerezza con il suo bastone, il suo borsalino, la sua intelligenza, la sua stanchezza e la sua sofferenza, finalmente con l’aiuto di Amalia, riuscirà a “tirare fuori” tutto il suo dolore.

    “No, non è la morte. Non è quello il motore e la causa del dolore umano. È l’abbandono, essere soli, nudi e dimenticati”

  4. Ho terminato questa lettura il punto forte del libro é il modo in cui é scritto: frequente uso di termini semplici e molto rapido alla lettura. Un libro che non si può descrivere, ma solo vivere.
    È certamente un romanzo che si lascia divorare in pochissimo tempo

  5. Sarò sempre riconoscente all’autore per il gradito regalo che mi fatto regalandomi il suo libro.. Letto tutto d’un fiato è un’opera che ti prende dalle prime pagine ed è capace di tenerti incollato alle pagine.. Un libro molto profondo, che mette in luce l’interiorita’dei protagonisti e li esima senza riserve..complimenti all’ autore, che nonostante la giovane età, ha saputo scrivere e trasmettere un messaggio non semplice da percepire.. Chapeau credo che sentiremo parlare di lui in futuro.. Complimenti

  6. L’anteprima è molto interessante, la caratterizzazione dei personaggi mi incuriosisce tanto, vorrei conoscere meglio Amalia e i suoi clienti, in particolare la storia e i viaggi del signor Hugo. Il lavoro di Amalia mi affascina molto perché la sua disponibilità di accogliere il dolore, l’ansia e la storia di una persona senza esprimere dei giudizi è molto importante per conoscere la sua anima e le sue reazioni mentali che determinano i diversi comportamenti e i rapporti con altri.
    Lo stile dell’autore è molto coinvolgente, vorrei continuare a leggere e scoprire il mondo nascosto.
    La ringrazio in anticipo
    sajitha

  7. Sono stata subito catturata dal titolo e copertina del volume, l’anteprima mi ha tenuto incollata fino all’ultima parola e la voglia di saperne di più è tanta. Credo che non sia solo una semplice storia ma anche un romanzo propedeutico che possa aiutare il lettore a riflettere e a imparare importanti lezioni di vita.

  8. Un incipit incalzante,un viaggio introspettivo molto interessante.
    Mi ha incuriosito molto , andrò sicuramente avanti con la lettura del romanzo

  9. Innamorata di Amalia, dei suoi strani clienti e del suo mondo.
    Menti strane, direi personaggi disturbati e difficili che elaborano gioie e dolori, misteri e luci a loro modo. Amalia decide di entrare nelle loro sofferenze e nei loro disagi. E’una psicologa e questo viaggio ben si adatta al suo modo di essere. Ma come ne uscirà? quanto vorrei saperlo.
    Complimenti Matteo Capuano.

  10. Per me le trame sono sempre corte soprattutto quando la lettura è interessante mi piacerebbe conoscere la fine .Ottimo argomento bravo lo scrittore

  11. Un libro il cui titolo ha catturato la mia attenzione e dove l’introduzione ha fatto il resto!
    Mi piace il tema e lo stile narrativo e sarebbe un ovvio piacere poterne approfondire la lettura.

  12. Mi piace la definizione “speleologa dell’animo umano” usata nella trama per descrivere il lavoro di Amalia.
    La copertina con quella preminenza di bianco mi fa pensare a ciò che dev’essere ancora scoperto e scritto, negli appunti e nei saggi di cui è autrice. La finestra aperta è la fessura, il passaggio attraverso cui il paziente permette allo psicologo di dare uno sguardo al suo mondo interiore, spesso “nascosto” anche al paziente stesso.
    L’anteprima offre un assaggio di quanto sia articolato e complesso il lavoro dello psicologo: persone così diverse tra loro, ognuna con un bagaglio ricco, complicato, curioso, emotivamente carico ed emotivamente coinvolgente anche per il professionista.
    Ogni persona è una sfida e stuzzica la curiosità di Amalia e questo signore spuntato dal nulla senza appuntamento la stuzzica sicuramente più di altri: si presenta senza appuntamento, legge i suoi libri, conversa e “lascia un segno” nelle persone che passano nella sua sala d’attesa… chi sarà e cosa avrà da raccontare, cosa avrà di “nascosto” da svelare?
    La curiosità è contagiosa, lo stile mi piace e questa anteprima mi ha già coinvolta e rapita: vorrei scoprire ed esplorare con Amalia l’animo di quest’uomo!

  13. dovrei leggerlo per intero per capirlo meglio, ma posso dire che per quel poco che ho letto di trama sembra un romanzo molto coinvolgente, vorrei leggerlo all’istante

  14. Ma quanto è intrigante il personaggio di Mr. Hugo Clarke? Sto già immaginando i suoi racconti… interessante anche il personaggio di Amalia e il suo lavoro! mi piacerebbe approfondire questo libro per poter fare un viaggio interiore insieme al protagonista alla ricerca del proprio io. I miei complimenti all’autore per la trama e la copertina originale.

  15. Trovo l’anteprima del libro davvero molto interessante! I dialoghi sono molto credibili, così come anche è ottimale la caratterizzazione dei personaggi. Il titolo dice tanto su tutto quello c’è dentro di noi e mi sembra un romanzo introspettivo che permette al lettore di riflettere. Complimenti!

  16. Veramente avvincente l’anteprima presentata, incuriosisce il lettore e gli fa desiderare di continuare la lettura. Il personaggio di Hugo Clarke sembra veramente interessante, un uomo che ama leggere, gentile e con una vita appassionante. Anche Amalia mi piace come personaggio e mi incuriosisce molto il suo lavoro. Sicuramente dal suo incontro con Hugo Clarke nasceranno molte occasioni di riflessione anche e soprattutto per noi lettori.

  17. Sono rimasta affascinata fin da subito, vorrei un sacco arrivare a fondo di questo libro e di questa vicenda, siccome mi ha anche incuriosita in modo particolare, sento che questo libro potrebbe entrarmi nel cuore e diventare uno dei miei preferiti. mi piacerebbe riceverlo ringrazio anticipatamente cordiali saluti giulia

  18. L’anteprima di questo romanzo invoglia ad essere letto pagina per pagina, per scoprirne di più, per fare un viaggio interiore insieme al protagonista alla ricerca del proprio io, al superare i propri limiti ed il proprio dolore, analizzandolo e vincendolo a poco a poco.
    Un viaggio che ci farà riflettere, che farà riflettere anche su noi stessi in prima persona.
    Un tema particolare, che mi piacerebbe scoprire di più su come lo affronta il giovane autore

  19. Un viaggio attraverso noi stessi alla scoperta dell’io più nascosto è il viaggio che tutti dovremmo fare . Scoprire chi siamo veramente per comprendere stati d’animo a volte complessi e nascosti è la liberazione che ci porta ad accettarci così come siamo . Anteprima scorrevole e accattivante spero di continuare la lettura.Mariliana

  20. Il sig. Capuani è un giovane scrittore della mia età. Quando si tratta di coetanei mi incuriosisce sempre molto leggere le loro opere!
    L’anteprima fornisce gli spunti necessari per una buona lettura: la psicologia, la guerra, un veterano.
    Mi sembra una lettura che scava nel profondo di uno stato d’animo, la sofferenza, che tutti noi almeno una volta abbiamo provato.

  21. Un’ autoanalisi? Chi non ne fa ad un certo punto della propria vita? Un’analisi interiore un viaggio attraverso se stesso.. Ci aspetta un moderno Zeno Cosini? Una trama che va approfondita e studiata..

  22. Sembra uno di quei romanzi da cui non vorresti staccarti finché non è finito! Mi piacerebbe poterlo leggere integralmente

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