martedì, Ottobre 27, 2020
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Il portagioie misterioso di Maristella Angeli

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Il portagioie misterioso di Maristella Angeli

Chi non può rimanere attratto da un titolo così? Chi fin da bambino non ha adorato i portagioie? E se poi si tratta di un portagioie misterioso, allora la lettura di questo fantasy si fa a dir poco entusiasmante. Il racconto della nonna inizia con: “Azzurra come il cielo…” E poi Continua così: “Udii un tarlo rodere la sedia a dondolo dove la mamma cullava il suo piccolo. Nell’armadio le tarme assalirono un grazioso golfino azzurro. Ma quando i tarli cominciarono a rodere il portagioie di legno, allora si fece silenzio assoluto in casa…” A questo punto l’argomento si fa immediatamente interessante e la lettura del libro è assicurata.  Questo straordinario fantasy nasce dall’abile penna di una scrittrice di grande creatività, abilità nel narrare, grazia e calore. Un libro che si riallaccia a fiabe e leggende antiche, ma attinge anche dalle esperienze della vita. Il percorso di Azan, come scrive Maristella Angeli, è un percorso iniziatico che fa riferimento ai riti tribali d’iniziazione che permettevano di passare dall’infanzia all’età adulta. La protagonista è un personaggio affascinante, con tutte le fragilità che sono tipiche delle creature umane. Ci sono poi il Regno delle Tenebre, la Terra Sospesa, il valore e l’importanza della memoria, la conoscenza e saggezza dei sapienti, degli Anziani, degli Avi. Non mancano i valori della vita e soprattutto l’amore. Riusciranno le forze del bene a trionfare su quelle del male? La magica spada sacra riuscirà a demolire il fuoco delle forze oscure? Un fantasy dal tessuto narrativo eccellente e dalla trama ben congegnata tra usi e costumi del popolo degli Elfi. Affascinante lettura che trasporta in un mondo magico e straordinariamente attraente.
Nicla Morletti

Anteprima del libro

Dal Capitolo I

“Azzurra come il cielo.”
Così iniziava il racconto della nonna, e poi continuava: “Udii un tarlo rodere la sedia a dondolo dove la mamma cullava il suo piccolo. Nell’armadio le tarme assalirono un grazioso golfino azzurro. Ma quando i tarli cominciarono a rodere il portagioie di legno, allora si fece silenzio assoluto in casa. Vidi un grillo poggiarsi sul davanzale e chiamare a sé le piccole farfalle del bosco che adornarono le pareti. Le cicale intonarono i loro canti estivi, mentre alcuni bachi da seta regalarono fili colorati per tessere le tende. La gatta persiana scacciò i topi e i ragni ingoiarono le mosche. Il piccolo golf, rammendato da coccinelle pazienti, fu steso al sole, e un soffio di gelo mandò via i tarli: azzurra come il cielo divenne la casa.”
“Nonna, perché continui a raccontare questa storia?”
La nonna mi fissò negli occhi: “Un giorno comprenderai Azan…” Ogni volta che sentivo il mio nome mi meravigliavo della sua stranezza.
“Nonna, mi senti? Hai messo l’apparecchio acustico?”
Ero molto affezionata ad Anna, mia nonna, lei aveva solo me ed io solo lei. Mi sembrava molto strano che non avessimo parenti come li avevano tutti gli altri abitanti della Terra.
Quel pomeriggio, dopo aver pranzato, la nonna come al solito si era addormentata, ma si agitava nel sonno e continuava a ripetere: “Anna, non dovrai mai aprire il mio portagioie. Mai!”
La guardai incuriosita. Perché non avrebbe dovuto aprire il portagioie? Ma forse era solo un sogno. Cosa poteva mai esserci in un portagioie di pericoloso?
Aspettai che si fosse calmata e, quando finalmente la vidi dormire serena, andai a cercare quell’oggetto misterioso. Sapevo dove la nonna lo teneva con massima cura. Era nel primo cassetto, lì, nel comò di legno di noce che lei spesso apriva e richiudeva, quasi ad assicurarsi che nessuno lo avesse toccato.
Aprii il cassetto badando a non far rumore. Non c’erano chiavi o chiusure di alcun tipo, era uno scrigno di legno, un semplice portagioie. Prendendolo l’osservai attentamente e notai delle decorazioni incise sopra di esso: un albero fiorito con un sole. Mi sembrò che i raggi solari brillassero, ma ovviamente era solo un riflesso.
Incuriosita, decisi di aprirlo lentamente. Vidi al suo interno una scarpetta da neonato di pelle celeste, un pezzo di carta ripiegato con cura dentro al quale c’era un ciuffetto di capelli biondi e alcune lettere consumate dal tempo, sotto alle quali trovai qualcos’altro: poesie! Le lessi avidamente. In ognuna di esse era impresso tutto il dolore della mia bisnonna Caterina per suo figlio morto, soffocato da un rigurgito notturno.
Mi chiesi subito che cosa ci poteva essere di tanto misterioso in tutto ciò che stavo vedendo, quando sentii uno strano rumore. Vidi muoversi qualcosa. Scattò un meccanismo di apertura, e, in un ripiano segreto, apparve un piccolo oggetto luminescente.
Che cosa poteva essere? Era davvero un oggetto molto strano, sembrava avvolto da un alone luminoso. Ma sì, un bottoncino! Prendendolo in mano avvertii un brivido corrermi lungo tutta la schiena. Poi, improvvisa, una visione: un bosco incantato, rigoglioso, ma avvolto in un’oscurità di tenebre. Nell’aria voci che mi sussurravano qualcosa. Non so perché, pensai al piccolo popolo: elfi, fatine, folletti buoni e anche maligni.

Spaventata da quelle strane voci che sembravano chiamarmi, lasciai cadere il bottoncino e tutto finì. Mi chiesi se fosse stata solo suggestione. Ma sì, certo, sicuramente, dissi tra me e me. La sera precedente avevo cominciato a leggere “Il Signore degli anelli”, tratto dal capolavoro di John Ronald Reuel Tolkien.
“Non può essere che così, quella storia affascinante deve essermi entrata in testa”, ripetevo per convincermi che altro non poteva essere.
Raccolsi il bottoncino rotolato a terra e lo tenni tra le mani timorosa. Ma, nello stesso tempo qualcosa di molto forte, una sensazione mai provata, mi spinse a cercare di capire cosa nascondesse quel piccolo oggetto all’apparenza insignificante. L’osservai, lo strinsi a me, chiusi gli occhi. Mi sentii di nuovo trasportata in uno spazio in cui il tempo sembrava sospeso. Ero ancora in quel bosco. Ma che ci facevo lì? Perché mi accadeva tutto questo?
Mi guardai intorno spaventata. Vidi una luce fioca che lentamente divenne più intensa. Apparvero delle immagini sfocate, poi sentii che qualcosa di molto significativo stava per accadere: rumori, qualcuno rideva… parlava. A un tratto vidi correre una bambina con un maglioncino azzurro cielo che mi ricordava qualcuno. Ma sì, quel viso… no, non era possibile, non poteva essere… la nonna? Sì, proprio lei bambina! E a chiamarla era sua madre Caterina, la mia bisnonna. La riconobbi poiché Anna teneva accanto al letto una grande foto che la ritraeva in braccio a sua madre. Mi avvicinai nascondendomi dietro a un cespuglio per assistere alla scena.
“Anna, dolce Anna!” sua madre la chiamava con una tenerezza infinita: “Sei ancora piccola per comprendere quanto dolore si possa provare.”
Ero rimasta imbambolata e a bocca aperta per lo stupore. Caterina era bellissima! La pelle madreperlacea, gli occhi blu oltremare, la bocca di bimba e un corpo statuario. Mentre camminava, sembrava danzare, tanto erano armonici i suoi movimenti e una musica soave, sembrava accompagnarla. Era una musica triste però. La bisnonna aveva suo figlio in braccio, ma il suo viso esprimeva il dolore più straziante che una madre possa mai provare. La testa del piccolo era reclinata da un lato e il suo colorito grigiastro rivelava assenza di vita: era morto. Caterina aveva occhi cerchiati e gonfi, senza più lacrime tanto avevano pianto.
Mi resi conto immediatamente, che stavo osservando non persone ma elfi, riconoscibili dalle orecchie appuntite verso l’alto e che terminavano con una “v” capovolta.
“Ma come può essere?”, pensai. “Gli elfi sono immortali!” Poi ascoltai attentamente le parole di Caterina che si rivolgeva a sua figlia Anna.
“Piccola mia, la maledizione di Dandel è scesa sul nostro popolo.” Mi chiesi chi fosse mai questo tizio e continuai ad ascoltare attentamente.

***
Il portagioie misterioso
di Maristella Angeli
2013, 180 p., brossura
Antipodes
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35 Commenti

  1. Fantastico proprio il genere di libro che ti appassiona parola dopo parola ti fa immedesimare nella storia ti prende ti incuriosisce ottimo lavoro

  2. Da un semplice portagioie si prende il volo verso una storia fantastica. Quanta sacralità e quanto tatto nel trasgredire un segreto. Ma quanto amore nell’indossarlo, possederlo, farlo proprio, balzando tra realtà e fantasia, andando a scontrarsi in elfi e rifugi notturni(la vita di notte è ancora più incontrollabile e questo la morte lo sa!). In un bottone, un magico bottone, un mondo finalmente nuovo….
    Complimenti all’autrice

    • Grazie Giancarlo!
      Le avventure di Azan hanno vita se il lettore è partecipe, se riesce a far parte di quel mondo fantastico dove i valori, l’unione di un popolo diventa energia positiva.
      T’informo che è già uscito il secondo romanzo, cioè il seguito del primo.
      Buona lettura!

  3. Mistero, ricordi, immagini del passato con i suoi profumi, un libro che davvero mi incuriosisce, trama e ambientazione creano suspance.
    Credo proprio sia un bel libro fantasy da leggere.

    • Cara Alessandra,
      sicuramente un romanzo in cui t’immergerai fino a scoprire il finale.
      Tanti misteri, magia, colpi di scena e suspence.
      Buona lettura!

      Maristella

  4. questa non è una storia da leggere ma da vivere: magica, misteriosa e dolce come i ricordi, piena dell’innocenza che i bambini racchiudono in sè!

    • Grazie Patrizia!
      Un apprezzamento che mi rende felice: solo a pochi è dato di poter ancora osservare il mondo con gli occhi di un bambino, con la purezza, l’innocenza e lo stupore, gli ideali e i valori ancora intatti.
      Una magia che resterà nel cuore di ogni lettore, che potrà vivere insieme alla protagonista le sue avventure.
      Se ancora non hai letto il mio romanzo, puoi leggere gratuitamente le prime dodici pagine e spero che tu desideri arrivare fino alla fine.
      Buona lettura!

  5. devo dire che questo libro m’incuriosce moltissimo. mi è venuto in mente il portagioie di legno a cassetti della mia mamma dove custodiva tutti i suoi tesori.
    la visione della nonna da piccola, le voci e tutto questo mistero mi ha fatto venire voglia di saperne di più e soprattutto di sapere cosa succede dopo quelle prime pagine.

    • Bene!
      La storia è ricca di misteri e colpi di scena, i personaggi sono numerosi ed ognuno ha una personalità spiccata.
      Il portagioie svelerà solo una parte di un segreto…
      Puoi leggere gratis le prime dodici pagine, spero tu desideri continuare fino alla fine.
      Un caro saluto

      Maristella

  6. Mi piacerebbe tanto leggere questo libro, già la trama mi appassiona e mi piacerebbe sapere cosa c’è di misterioso in quel portagioie!

  7. Un racconto magico. ricco di mistero. Quando il passato si fonde con il presente inserendo appunto magia e mistero io non “schiodo” più gli occhi dalla pagine. Ti senti proiettata in un mondo e in vite parallele. Complimenti per la bellissima storia

  8. La trama sembra molto intrigante, i misteri da risolvere, i segreti da scoprire e i racconti del passato sono le cose che rendono un libro molto avvincente.
    Se si somma poi un oggetto da sempre avvolto da un certo alone di magia…
    Spero di avere la possibilità di assaporare queste pagine.

    • Cara Silvia,
      il romanzo presenta le avventure di Azan in un crescendo di eventi e situazioni, in cui la magia è determinante.
      Spero che tu possa entrare nel magico mondo degli Eggar.
      Un caro saluto

      Maristella

  9. Wow! e dopo cosa succede? ho letto lo stralcio tutto d’un fiato: quale sarà il segreto di questo portagioie e della nonna? coinvolgerà anche la discendenza?
    Con poche righe mi sono ritrovata catapultata nella storia, completamente coinvolta, il che non accade certo con tutti i racconti!
    Mi piacerebbe continuare e terminare la lettura di questo libro!
    Roberta

    • Cara Roberta,
      ti ringrazio per gradito commento.
      Puoi leggere le prime dodici pagine gratuitamente, ma spero che non ti fermerai e vorrai leggere tutto il resto.
      Buona lettura!

      Maristella

  10. Bello affascinante stimolante eccitante mentre leggevo iniziavo ad avere un groppone allo stomaco segno che il libro lo leggerei tutto d’un fiato, spero riceverlo…

    • Cara Marika,
      grazie per il commento.
      Ho messo in palio solo un libro in omaggio che ho inviato a Lara, ma spero che desidererai leggerlo per conoscere le tante avventure ed i misteri del popolo Eggar.
      Buona lettura!

      Maristella

  11. Bello e interessante fin da subito, mi piacciono le storie di magia e soprattutto fin da piccola adoro i portagioie perchè credo che dentro di essi ci sia sempre qualcosa di magico, quindi sarebbe proprio un libro adatto a me!

  12. Una storia davvero avvincente fin dal primo capitolo. Ottimo il riferimento a Tolkien, lo trovo calzante e inoltre rende più viva e realistica la storia. Il ritmo è pieno di pathos e stimola la curiosità de lettore infatti io ora sto pensando: “Chissà cosa succederà dopo!” Da amante dei fantasy credo che se un libro cattura fin da subito l’attenzione del lettore e lo proietta all’interno del suo mondo allora la storia è di sicuro ben costruita ed è proprio questo un caso lampante. Tantissimi complimenti all’autrice ^__^

  13. Cara Maristella, devo confessare che nonostante l’età, sono entrata nel personaggio di Azan. Grazie per avermi concesso l’opportunità di immergermi, per qualche istante, nel fantastico mondo dei folletti. Ti auguro un grande successo. Complimenti. Marinella

  14. Cara Maristella, i miei complimenti più sinceri per questa tua opera.
    tanti auguri di un anno pieno di soddisfazioni.
    un abbraccio
    lara swan

  15. La ringrazio per l’attenta lettura critica del mio romanzo.
    Sicuramente una storia in cui si condividono situazioni e stati d’animo con i personaggi, vivendo, assieme a loro, sentimenti, speranze, attese che riportano all’eterna lotta tra il bene e il male.
    Azan, una protagonista che riuscirà a sorprendervi, tanti altri personaggi che palpitano in ogni pagina.
    Buona lettura!

    Maristella Angeli

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