lunedì, 26 Luglio 2021
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Il Prete e il Diavolo di Corrado Leoni

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Il prete e il diavolo di Corrado Leoni

Il Prete e il Diavolo di Corrado Leoni tratta il tema molto attuale del rapporto tra la Chiesa e la sessualità

Il Prete e il Diavolo di Corrado Leoni, dialogo fantasioso tra le ragioni della Chiesa e quelle dell’uomo

Il prete si era distratto. Dette un’occhiata in giro e non scorse il diavolo.
Il romanzo prende spunto dalla narrazione delle tentazioni di Gesù dell’evangelista Luca. Si sviluppa in modo fantasioso in un dialogo tra il prete e il diavolo, per immergersi nelle problematiche più esemplari e più spinose della gerarchia cattolica, che da secoli ha scelto, come filosofia di base della propria fede, il manicheismo agostiniano e, come organizzazione, la struttura gerarchica dell’impero romano.
Ne deriva che la comunicazione clericale è unilaterale e gerarchica dall’alto verso il basso, ignorando o mortificando la sessualità umana, che è il principio e la base dei rapporti interpersonali, necessariamente di tipo orizzontale, come il dogma dell’incarnazione pretenderebbe.
L’amore che unisce i due protagonisti don Giovanni e Maddalena è l’affermazione della supremazia dello spirito e della comunicazione tra umani, al di là di tutte le leggi, le quali dovrebbero esser vele promotrici della libertà dell’uomo e non fardelli inutili o insopportabili.

Anteprima di Il Prete e il Diavolo di Corrado Leoni

I

Il Prete stava leggendo il brano delle tentazioni: «Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane ».
Il Diavolo, invisibile agli occhi degli astanti, sembrava un saggio barbuto, gli stava accanto e gli sorrideva, come al solito canzonatorio: «Trasforma le pietre in pane! Buttati dalla torre, gli angeli verranno a salvarti! Guarda, tutto ciò che vedi, sarà tuo, se vorrai!».
Il Diavolo ripeteva abbreviando le parole dell’imperterrito prete, che continuava la sua lettura noncurante di quella presenza diventata familiare da quando, ripetente la prima classe delle elementari, gli si era reso visibile, non sempre, ma nei momenti più decisivi della sua vita.

P.: «Lascia perdere, non ci casco; stai invecchiando. Ti ricordi? Mi dicesti: Giovanni! Cosa fai, lì zitto, con le mani sotto le ginocchia?»
D.: «Parli del nostro primo incontro?»
P.: «Sì!»
D.: «Eri così buffo. Digrignavi i denti, rosso come un peperoncino, curvo con le mani piegate sotto le ginocchia sopra un pavimento su cui don Pino aveva steso accuratamente del granturco».
P.: «Eri sicuro di plasmarmi secondo la tua mente deviata».
D.: «Ti ricordi don Pino, piccoletto, occhi da gufo con occhiali da miope? Non gli sembrava vero di umiliare la tua innata irrequietezza, la tua vivacità di figlio di contadini, bocciato e ripetente la prima elementare si sussurrava per motivi politici in sfregio alla famiglia, sfrontato per l’ingiustizia subita, per di più figlio di comunisti. Godeva nel vederti gonfio in faccia, gli occhi arrossati dalla rabbia e dal dolore, ma da cui non usciva una lacrima».
P.: «E allora? Cosa vorresti insinuare, che don Pino era un sado-masochista? Ebbene, lo era. Godeva nel veder soffrire gli altri e castigava se stesso con cilici vantandosi di procurare sofferenze al proprio corpo per assomigliare al Cristo in croce. Era anch’egli vittima di un’educazione ottusa e fanatica. Disgraziato anche lui come te. Sai che poi è finito sotto una macchina, mentre attraversava la strada? Come puoi constatare, godeva per ben poco. Se vuoi proprio sapere, tu che sei il sinonimo di presunzione e millanti di conoscere l’animo degli uomini, se vuoi proprio sapere se è stato in quel momento che ho maturato l’idea di farmi prete… Ebbene, sì. Fu una sfida, non certo per trasformare le pietre in pane, ma per misurare l’onestà intellettuale dei contadini comunisti con la dabbenaggine di un prete».

II

«Padre e madre nostri» mormorò il prete.

D.: «Cosa stai biascicando? Chiami Dio padre e madre? Cos’è questa novità? Mi stai confondendo le idee, come quello strano Papa Luciani, che ha chiamato Dio nostra madre. Con questa confusione, anch’io perdo di identità».
P.: «È vero: Dio è Padre e Madre. Altrimenti come si spiega il Credo, che dice di Cristo: generato, non creato: padre e madre generano».
D.: «Mi confondi le idee. E la Madonna allora, non è la madre di Gesù Cristo?»
P.: «La Madonna è un tramite per dare corpo a Gesù, ma anch’essa è figlia di Dio nel nuovo tempo, contrassegnato dalla morte e resurrezione di Cristo».
D.: «Che senso ha allora la mia esistenza?»
P.: «Tu sei puro spirito e quindi non esisti».
D.: «Sì, io esisto perché tutti gli uomini e le donne sanno che ci sono gli spiriti maligni».
P.: «“Chi vede me, vede il Padre!” Per questo si può vedere e conoscere Dio, attraverso Cristo, come quell’Egidio, ti ricordi, che a ventidue anni assomigliava a un pezzo di legno più che a un uomo».
D.: «Me lo ricordo. Mi faceva ribrezzo, occhi sbarrati che si muovevano smarriti a destra e a sinistra, un sibilo di voce che assomigliava a un lamento, a un miagolio più che al timbro di una voce d’uomo, braccia e gambe flaccide, un corpo magro e rigido come un pezzo di legno: mi faceva ribrezzo».
P.: «Anche Egidio era un’immagine di Dio, secondo le parole di Cristo: “Ero ammalato e mi avete visitato, chi vede me vede il Padre”. Alla parola del vangelo non si può aderire a corrente alternata: basta rileggere le Beatitudini».
D.: «Non tediarmi con quella filastrocca. Egidio mi ha messo in molto imbarazzo, perché non sono riuscito a tentare quei due esseri genitoriali a prendersela con Dio, per quella disgrazia».
P.: «Luigia e Cesare sono stati uomini di fede. Avevano riposto su quel figlio tante speranze: un maschio in una casa contadina ha fatto sempre sognare un futuro di fertilità e di benessere. Giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese hanno affrontato l’immobilità e l’inerzia di quell’essere, e si sono innamorati della smorfia del viso, riconosciuta come un sorriso».
D.: «Il catechista e il parroco non vollero dargli la comunione: non era “compus sui”! Mi pare giusto non dare la comunione a uno che non è capace di intendere e volere!»
P.: «Tu non sei “compus sui”».
D.: «Sei stato tu un presuntuoso, te l’hanno detto i tuoi confratelli e anche il Vescovo».
P.: «Se proprio vuoi sapere, l’incontro con quella famiglia è stato uno di momenti più significativi della mia vita da prete, di cui vado orgoglioso. Quando quei due genitori mi hanno raccontato che lo Stato aveva mandato la cartolina di richiamo al servizio militare e che erano venuti i carabinieri a controllare lo stato di salute di Egidio, essi hanno mostrato orgoglio e grande rassegnazione. Lo Stato si interessava a loro figlio: non poteva certo fare il servizio militare, ma almeno veniva verificata la sua idoneità. La gerarchia ecclesiastica lo aveva già escluso dalla comunità: non può ricevere la comunione, avevano sentenziato i vari catechisti e i vari parroci. Quei due genitori hanno mostrato una dignità che solo la vera fede può animare e che non ti ha mai permesso di entrare in quella casa, perché tu avresti portato solo disperazione».
D.: «È vero, mi dava fastidio, ma quando tu hai avuto la peregrina idea di somministrargli la comunione, mi sono scatenato per impedirlo e riuscire finalmente a farli cadere nella disperazione».
P.: «Quando mi hanno raccontato che Egidio non era stato ammesso alla prima comunione, perché non “compus sui”, ho avuto una commozione fino alle lacrime e ho allontanato anche la tua tentazione di giudicare i confratelli, come li chiami tu. Che giornata, allorché ho annunciato loro che avrei celebrato la Messa in casa loro e avrei dato la prima comunione a quell’essere che più di ogni altro rappresentava il Cristo in croce».
D.: «Tu sei stato un arrogante. Come ti sei permesso di non seguire gli usi della Chiesa, il codice di diritto canonico? E poi vieni a rimproverarmi quando io riesco a deviare le persone dai propri doveri, a non rispettare le leggi».
P.: «La Legge uccide, lo Spirito vivifica».
D.: «Ho provato in tutti i modi a evitare quella sconfitta della legalità e della tradizione: ho sobillato il catechista, il parroco, alcuni fedeli scandalizzati per una comunione data senza idonea preparazione… dove si andava a finire?»
P.: «Nel regno dei cieli! “Quando due o più persone sono riunite in nome mio, io sono in mezzo a loro”. I due genitori hanno allestito la casa come un tempio. Nei corridoi vasi di fiori, in soggiorno piante ornamentali verdi e sedie per gli invitati al banchetto eucaristico, la stanza da letto e di vita di Egidio tutta addobbata a bianco avorio, un tavolo fungeva da altare e da mensa e nel letto Egidio, per il quale era da sempre strada, piazza, campo, ambiente naturale di quel corpo stecchino, da cui sembrava emanare un respiro regolare, consapevole del miracolo che si stava compiendo».
D.: «Non riuscii a starti accanto durante quella Messa».
P.: «Fu uno dei momenti più esaltanti della mia vita: nessuna tentazione, persino il peccato originale sembrò superato nel consacrare pane e vino, di cui per la prima volta Egidio si cibava: tutto emanava purezza d’amore, anche il rinfresco preparato per l’occasione a onorare i coraggiosi presenti, rinfresco al quale Egidio partecipò con la solita bevuta di succo di frutta e pappetta, adatte al suo strano stomaco. Trionfo della resurrezione».
D.: «Ma non mi sta bene che mentre gli altri declamano il Padre nostro, tu mormori Padre nostro e Madre nostra, storpiando la preghiera che piace anche a me, perché anche a me Dio è creatore».
Il prete disse: «Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male!».

Il Prete e il Diavolo
di Corrado Leoni
Anno: 2017
Pagine: 136

Corrado Leoni

Corrado Leoni nasce a Dro (TN) il 25 settembre 1942. Frequenta il Liceo classico e si diploma a Trento. Lavora in Germania presso la VDO-Siemens, dove viene eletto nel Consiglio di fabbrica. In Italia negli anni Settanta lavora presso l’ENAIP nella formazione professionale a Trento e diventa Direttore ENAIP a Francoforte sul Meno per la formazione professionale degli emigrati italiani. Si laurea in Economia politica presso la Facoltà di Economia e Commercio di Trento con la tesi Sviluppo economico della Repubblica Federale Tedesca 1950-1978. Entra di ruolo con concorso ordinario nelle Scuole Superiori della provincia di Genova per l’insegnamento di Economia aziendale, che svolge negli Istituti Tecnici Commerciali di Genova, di Chiavari, di Rapallo.
Dal 2002 vive a Casola in Lunigiana MS, comune di nascita della moglie Reana.
Promuove e diventa Presidente dal 2003 al 2010 della pro loco di Casola in Lunigiana MS; è curatore del libro Le Pievi Romaniche in Lunigiana, scritto da Franco Rampone e stampato dalla pro loco 2005.
Collabora con Emanuele Leoni e Florian Tudor nella stesura del volume Introduzione alla grammatica italiana in sette passi e mezzo corso pratico in lingua italiana e rumena rivolto ai Rumeni che desiderano imparare i fondamenti della lingua italiana., Editura Craiova 2008.
Ha scritto i romanzi Nane (2010), Migrare (2011), Il prete e il diavolo (2012/13), editi dalla Maremmi editore. Con Europa Edizioni nel 2014 ha pubblicato Il cavaliere senza cavallo.
Collabora con il settimanale Il Corriere Apuano.
Ha pubblicato con la Casa Editrice Kimerik nel 2015 il romanzo Donna Luigia. Profuga e partigiana e a gennaio 2016 La miseria del Sindacato Italiano – Dialogo tra nonno e nipote.

20 Commenti

  1. Il mio voto per questo libro per 5 libri nei mari del web, perché ho avuto la fortuna di leggerlo e mi è piaciuto moltissimo, come già espresso nella mia recensione su Instagram

  2. Lo stile di Corrado Leoni mi piace molto, dell’autore ho letto alcuni libri. È ironico, provocante e attuale. La trama mi incuriosisce e mi piacerebbe poterlo leggere tutto.

    • Ho affrontato la lettura di questo libro come fosse un colloquio. In un colloquio ci sono sempre un <> e un <>, rappresentati rispettivamente dal Prete e dal Diavolo. La testimonianza fotografa al meglio la Chiesa di oggi, con le sue ipocrisie, l’omertà, l’ostinazione ad applicare una doppia morale. Il romanzo di Corrado Leoni “Il Prete e il Diavolo”, tratta un argomento molto delicato. La lettura è piana e scorrevole. Un buon libro.

  3. Mi piace dalla trama mi sembra molto molto interessante mi piacerebbe arrivare alla fine spero con tutto il cuore di avere questa opportunità

  4. Una copertina che ti invita a leggerlo subito, la trama la trovo molto interessante . L ironia dei due personaggi mi fa venire voglia di leggerlo fino alla fine…non vedo l ora di leggerlo..

  5. La trama è molto originale, sembra quasi richiamare Don Camillo che parla con il Crocifisso, l’anteprima mostra un dialogo botta/risposta incalzante, di cui mi piacerebbe molto leggere la continuazione.

  6. un gran Prete,con una conoscenza infinita, uno che non teme il diavolo, vorrei conoscerlo.
    un personaggio che sa rispondere alle frasi del demonio con una serenita’ ed una forza d’animo incredibile. anche un uomo, pero’, e prima un bambino, che ha scoperto, crescendo, l’animo umano ,che non sempre e’ sincero.
    la storia di Egidio, nel racconto del Don e’bellissima…pare di esserci in quella casa cosi triste, eppur cosi festosa in quel rito dedicato a nostro Signore.
    Diavolo hai perso con un uomo cosi’, con questo Prete e la sua Fede.immensa.Tornatene da dove sei venuto….complimenti Mister Leoni, un racconto fantastico e avvincente.

  7. Mi piacerebbe ricevere questo libro e custodirlo nella mia libreria con estrema parsimonia, mi ha colpito molto la scrittura dell’autore, arriva a fondo nell’animo, mi piacerebbe leggere l’intero libro per poterlo consigliare ai miei amici lettori. Ringrazio anticipatamente cordiali saluti Giulia

  8. Un romanzo dal tema molto particolare, delicato e attuale che invoglia ad essere approfondito, scoprendo pagina per pagina quello che la brava penna dell’autore è andata a trascrivere.

  9. Anteprima accattivante su un tema importante.Leggere questo libro che mette in relazione un rapporto così delicato dove la fantasia ha un ruolo importante per un problema spinoso che è sempre stato un dibattito aperto fra coloro a favore e coloro contrari intriga molto. Spero di poter continuare la lettura ,complimenti Mariliana

  10. Leggendo già solo l’anteprima si può capire l’intenzione e lo stile del romanzo. Mi piacerebbe poter leggere di più

  11. Ma che colpo di genio!
    Trovo che la tematica, la forma e i personaggi siano pazzeschi: un mix perfetto che invita il lettore ad approfondire subito la lettura.
    Chi non vorrebbe assistere ad un dialogo del genere?
    E poi si evince sin dall’anteprima una grande attenzione per i dettagli, ad esempio i nomi dei personaggi hanno tutti un significato importante, in primis don Giovanni e Maddalena.
    Da cattolica e laureata con un tesi in diritto penale canonico sulla pedofilia sono proprio curiosa di leggere quest’opera.

  12. Un libro che si prospetta molto molto interessante! Un dialogo a cui tutti vorremmo assistere, che, dalla copertina, sembra comunque un confronto pacifico, adulto, utopico.
    Il tema è antico e attuale allo stesso tempo. Sarei davvero felice di poterlo leggere per intero.

  13. Un titolo che intriga al massimo: chi non vorrebbe assistere a questo “fantasioso dialogo”?
    Dopo averne dato un assaggio nell’anteprima, spero proprio di avere l’opportunità di continuare la lettura di questo libro!!!

  14. La copertina ti invita alla lettura. Dell’anteprima sembra una lettura molto scorrevole e che ti invoglia a continuare. Nel leggerla provo già ad immaginare il finale. Sembra veramente un libro molto interessante.

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