domenica, 5 Febbraio 2023
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Il quartiere dei ciliegi in fiore

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Il quartiere dei ciliegi in fiore

Il quartiere dei ciliegi in fiore di Jane Rose Caruso, un altro romanzo pieno di colori e speranza dell’autrice de Il sentiero delle lucciole

Il quartiere dei ciliegi in fiore di Jane Rose Caruso, le piccole felicità della vita

In un luogo e tempo indefiniti la signora Tsuki Mio vive la sua vita all’insegna di una confortante routine fatta di piccole cose. Ogni mattina si sveglia, beve il solito bicchiere d’acqua, lavora a maglia e fa il giro del suo quartiere.
Il quartiere dei ciliegi in fiore è un mondo brulicante dove trovano rifugio tante esistenze, anime colorate che si incontrano e condividono gioie e dolori. I ciliegi diventano guida e conforto, invito alla costante rinascita e fonte di piccole felicità.
Ogni fiore è una promessa. Così, in fondo a ogni strada si nasconde la magia della forza e del coraggio di coltivare la speranza. Nulla resta incompiuto, perché ogni petalo che si stacca dal ramo è un pezzo di vita che trova il suo posto lungo la strada della felicità.

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La routine della signora Tsuki 月

Quella mattina la signora Tsuki era alle prese con i suoi ferri. Stava facendo un lavoro abbastanza complicato: un maglione di lana.
Si era alzata presto, aveva bevuto il suo solito bicchiere di acqua e limone ed era uscita per la sua passeggiata. Un giro del quartiere, come era sua abitudine. Le piaceva farlo. Le distendeva i nervi e il cuore. Di mattina e nel tardo pomeriggio faceva “quattro passi”, come diceva lei.
Prendeva la sua borsa e camminava, sempre. Le sue gambe si muovevano in sincrono nonostante l’età, e senza bastone a sostenerla. Era orgogliosa lei, non l’avrebbe mai utilizzato a meno che non ne avesse avuto serio bisogno. Aveva qualche dolore articolare ma riusciva a stare ancora dritta. Percorreva ampi tratti solo ed esclusivamente lungo le strade che ormai conosceva bene.
Quello era il “suo” quartiere, il quartiere dei ciliegi in fiore.
Era un piccolo angolo pieno di vita, dove poter scorgere la bellezza delle piccole cose. La gente che lo abitava e le vite che si intrecciavano inevitabilmente. Seguirne i gesti era una gioia per la signora Tsuki. Le piaceva sbirciare dalla finestra, scostando la piccola tendina merlettata e osservare ciò che succedeva. Era curiosa. Un’attenta osservatrice.
Ci viveva ormai da tanti anni, era cresciuta praticamente lì, in fondo alla strada.
Tutto era cambiato ma lei resisteva a ogni evoluzione. Aveva ormai 70 anni e una pelle costellata di rughe. Era sposata. Aveva avuto cinque figli con il signor Yama, un uomo calmo e pragmatico, dedito al modellismo. Costruiva stazioni ferroviarie in miniatura e osservava quei treni che ormai non esistevano più. Giorno e notte, lui si dedicava a strade, finestre e sedili. Riproduceva con minuzia quei piccoli gioiellini. Aveva anche vinto dei premi. La signora Tsuki accettava quel suo diletto ma non ne era particolarmente attratta, forse perché non riusciva a vederne l’utilità.
I figli della signora Tsuki avevano preso la loro strada e se n’erano andati in città diverse, tutti lontani e con figli a loro volta. A fine anno però, tornavano per festeggiare tutti insieme e allora sì che aveva un bel da fare, tutti a mangiare e a giocare!
Quanto amava quel periodo dell’anno. Contava i giorni e le ore. Aveva un calendario dove scriveva ogni dì, quanto mancava al fatidico evento. Dicembre era un mese che lei adorava. Mancavano ancora molti giorni, li aveva contati con il suo pallottoliere. Lo utilizzava sempre e costantemente per i suoi conti, non che ne avesse bisogno ma la rendeva felice. I figli la invitavano sempre ma lei e suo marito declinavano costantemente. Così, avrebbero sconvolto la loro routine, gesti e movimenti, fatti di silenzio e parole che ormai fra loro esistevano da oltre cinquant’anni. Non viaggiava mai se non raramente, fare le valigie la metteva in agitazione, in ansia, il suo quartiere era diventato il suo piccolo mondo fatto di meravigliosi confini da attraversare.
La sua casa bassa era al centro, tra le altre disposte in ordine lungo la strada. Aveva un colore indefinito, un tetto spiovente scuro e tante finestre. Era circondata da un soppalco di legno scrostato con un gradino sopraelevato per facilitare l’ingresso. Un giardino ampio sul davanti concludeva un quadretto delizioso. Per metà, era stracolmo di fiori e alberi di ogni sorta, mentre l’altra metà era coltivata con qualsiasi tipo di ortaggio. Come due facce della stessa medaglia.
Giovedì e venerdì, tutti i pomeriggi, seguiva al vivaio della signorina Kashi no ki 樫の木 un corso di giardinaggio, insieme alla sua amica Midori, esperta di ogni tipo di pianta.
Le piaceva coltivare ortaggi e fiori anche se ogni pianta con lei ci metteva il doppio a crescere, perché pur dedicandosi assiduamente ad essa era troppo distratta dagli avvenimenti esterni per concentrarsi. Così piantava un fiore e alla fine ne sbucava un altro e non ricordava più con esattezza come dovesse prendersene cura, quindi telefonava alla signora Midori, molto più esperta di lei.
La signora Tsuki aveva sicuramente una vita dinamica, anche se intrisa di routine. Lei non amava cambiare né sconvolgere la sua quotidianità. Erano piccoli gesti che la rassicuravano. Così come le persone che si incontravano a volte: alcuni avevano una luce calda e avvolgente, altre no. Era la luce delle anime, quella che Tsuki vedeva attraverso gli altri. Ce n’erano di diverse. Di varie tonalità e intensità. Lei riusciva a vederle tutte. Oltre ogni cosa. Oltre il corpo, spiccava quell’aura di bellezza.
In alcuni, invece, c’era qualcosa che non andava. La loro luce era spenta. Storpiata, sbiadita o semplicemente fioca. Qualcosa li turbava, li rendeva stanchi di ciò che stavano vivendo.
Non era mai riuscita a comprendere questa gente. Il destino aveva donato loro uno spicchio di vita e non sapevano che farsene. Perché? si chiedeva spesso, non essere semplicemente felici di quel che si aveva? Perché non riuscire ad amare la vita per quel che era?
Al contrario, si era mai chiesta perché le vedesse. Non l’aveva chiesto a nessuno, semplicemente da bambina aveva iniziato a vedere l’anima delle persone e si era adagiata, curiosa, ogni volta, di scorgere quel barlume colorato.
Il pendolo all’entrata rintoccò e la riscosse da quei pensieri proprio mentre stava compiendo un passaggio complicato con i ferri. Si accorse che la lana era quasi finita. Doveva assolutamente recarsi alla Bottega della lana intrecciata. Depose gli occhiali, ormai non aveva più gli occhi di un tempo, e adagiò tutto nel suo cesto. Si alzò. Diede una rassettata all’abito e si avviò all’entrata. Un piccolo spazio quadrato dove c’erano una cassapanca, il pendolo e un attaccapanni a muro.
Indossò le scarpe comode e la giacca leggera, mise il cappello sul capo, afferrò la sportina di cotone e aprì la porta per uscire.
Scese i gradini, mosse alcuni passi lungo il vialetto, poi svoltò a destra. C’era la porta del garage aperta, lì dove avevano una vecchia Pao parcheggiata e inutilizzata da tempo. Era il piccolo mondo del signor Yama, colmo di utensili e tanti modellini di treni. Su una grande piattaforma vi era imbastito un piccolo quartiere in miniatura. La signora Tsuki comparì sulla soglia. «Io esco, ti serve qualcosa?» gli chiese.
Il signor Yama sollevò lo sguardo, sul suo viso sbarbato risaltavano gli occhiali che teneva, come da abitudine, sulla punta del naso.
«Prendimi del filo verde, devo aggiustare del tessuto nel treno n. 657» le spiegò tornando ad abbassare gli occhi per controllare. La moglie annuì e si avviò.
Lo aveva conosciuto alla Locanda delle notti serene. Lui era stato un valido amico e confidente quando i suoi genitori adottivi erano venuti a mancare. Suo padre era stato corroso dalla malattia e la madre, dopo tanti anni trascorsi ad assisterlo, si era spenta dopo pochi giorni per via di un infarto. E lei era rimasta sola ancora una volta.
Il signor Yama era stato suo compagno di solitudine ed era rimasto suo amico anche negli anni. Dopo il tragico evento le era stato accanto e poi, di lì a qualche anno, si erano sposati. Per lei rappresentava l’unico appiglio in quella vita, era quasi stato naturale. Avevano così deciso di avere tanti figli per non rimanere mai soli, ma alla fine, ironia della sorte, lo erano rimasti comunque. Chi era andato a studiare “qui”, chi si era trasferito “lì”. Insomma ognuno aveva preso la sua strada.
La signora Tsuki sospirò e si avviò a passo deciso lungo il viale. Era la stagione dei ciliegi in fiore.
Grandi, pieni, leggeri come l’aria che si respirava. Tutto appariva in una stasi innaturale.
La bellezza di quel viale alberato le aveva sempre donato pace. Soffi di vento le sfioravano il viso tondo insieme a quella sensazione di essere in pace con il mondo. Chiudeva gli occhi e annusava il profumo che si sprigionava da quei vezzosi fiori dal colore pallido. Ogni tanto qualche petalo si distaccava e svolazzava libero, nel tepore dell’aria, per adagiarsi sulla strada e nei suoi capelli bianchi. Lei lo lasciava lì fino a sera, quando davanti alla sua toeletta, scioglieva i capelli e lo raccoglieva con la punta delle dita nascondendoli nel suo portagioie intarsiato.
Ogni petalo ritrovato le portava gioia e serenità.

Il quartiere dei ciliegi in fiore.
Le piccole felicità
di Jane Rose Caruso
Editore: ‎Independently published (7 giugno 2022)
Copertina flessibile: 167 pagine

Jane Rose Caruso
Jane Rose Caruso

Jane Rose Caruso vive a Beltory (citta immaginaria creata nei suoi libri).
Ex libraia, con studi in Giurisprudenza, ha fondato La Fenice Book, blog letterario nel 2011. Si occupa di creazioni digitali e social. Direttrice di tre collane editoriali.
Vive con il marito, i figli e tre cani in una casa in campagna, sulla cima di una collina, immersa nel verde.
Ama la natura e il suo fiore preferito e la lavanda. Beve tante tazze di te si diverte a scrivere fiabe insieme a suo figlio, immaginando di vivere su una nuvola di panna.
È autrice della serie “Miss Garnette Catharine Book Cooking” , composta da quattro volumi principali, due novelle, un’agenda giornaliera e l’erbario delle emozioni. Serie tradotta in inglese dalla Vintage Editore.
Due novelle alla ricerca di se stessi dove tratta del tema della perdita, rinascita, malattia e bullismo: Il Sentiero delle Lucciole e Natale a Conerville.
Ha pubblicato un libro interattivo Back to the ’90 per tornare indietro nel tempo.
Per bambini ha pubblicato la serie di albi illustrati “Le fiabe della Foresta Incantata”, di cui sono usciti: Bert il topino e il mal di pancia al lampone, La magica notte di polvere stellata, Red il pettigiallo. Bert & Poddy e la grande festa d’estate e la fata della luna (illustrati dalla bravissima Chiara Vincenzi). L’ultima fiaba, che dona sani principi ai bambini, e ambientata a Natale: Carotina e la magia del Natale.
Ha partecipato con i suoi racconti a diverse antologie: Un Battito di Cuore (Darcy Edizioni) e Halloween stories (Segreti in Giallo).

29 Commenti

  1. Dalla trama sembra che la scrittrice sia riuscita a creare il perfetto libro coccola, da leggere e rileggere ogni qualvolta si ha un attimo per viaggiare e andar a trovare la signora Tsuki.
    Un mondo, il Giappone, che con la sua cultura delicatamente ti travolge e coinvolge con i suoi insegnamenti profondi in ogni dove sosta l’anima. Un equilibrio fondamentale e presente.
    Mi piacerebbe davvero aver l’opportunità di leggerlo, perdermi nelle sue righe alla ricerca della serenità.

  2. Come ogni libro di Jane, ti ritrovi a viverlo come se fossi la protagonista. In questo libro ha fatto rivivere anche la magia del Giappone. Consiglio tutti i libri di jane

  3. Il libro e’ molto ben descritto già alla prima lettura…sarebbe fantastico poterlo leggere totalmente lasciandosi trasportare dalla sua magia

  4. La descrizione del paesaggio rende il racconto visibile, come un quadro…un’anteprima che promette un racconto affascinante ed imperdibile! La storia che lascia intendere l’anteprima merita di essere letta da capo a fine e non vedo l’ora di poter arrivare al termine del racconto per poter dire di più su questo libro che promette davvero una storia avvincente!

  5. Non ho mai visto delle descrizioni così belle e dettagliate , talmente belle che ti verrebbe voglia di prendere un volo per ammirare quel posto pieno di fiori di ciliegio in piena fioritura. Anche se non so perché , ho la sensazione che succederà qualcosa in cui c’è di mezzo il marito della protagonista. Chissà !

  6. Voto per questo libro.
    Semplicemente anteprima affascinante.
    Una routine e una dolce scrittura che trasmette quiete. Una sospensione del tempo e del respiro.
    Vorrei tanto leggerlo e poter lasciare qualche dettaglio in più.
    Tuttavia l’ambientazione e la trama portano ad un mondo lontano e al contempo così simile al nostro.
    Speriamo bene ^⁠_⁠^

  7. Bellissima l’anteprima di questo romanzo, immergendomi nella lettura di questa breve anteprima ho provato un piacevole senso di pace che mi ha colpito profondamente. Una lettura piacevole e scorrevole per nulla scontata, anzi mi piacerebbe poterne leggere il seguito. Complimenti all’autrice!

  8. Immaginare questa signora che ogni giorno fa il giro del quartiere e questi alberi con i loro fiori che nascono, sbocciano, al di sopra di tante vite e’ una sensazione emozionante. Bellissima storia variegata e dolce un invito alla lettura per vivere alcune ore in perfetta sintonia fra cuore ed anima. Spero poter contiuare la lettura auguri all’autrice.

  9. Ho letto un libro di Jane stupendo amo la sua scrittura, la sua scritta delicata dolce che tocca le corde del cuore con un tocco leggero avvolgendolo un caldo abbraccio, la trama di questo libro è bellissima mi ha donato un momento di totale pace relax che ogni tanto ci vuole.
    Sogno di avere tutti i suoi cartacei amo le copertine, mi piacerebbe tanto poterne ricevere una copia e leggerlo accompagnato da una fumante tazza di tè e tre biscottini alla vaniglia ne sarei stra felice

  10. Ma quanta delicatezza c’è nel raccontare la routine della sig.ra Tsuki? Ma chi è in realtà questa donna dall’apparenza semplice e dolce? Cosa vorrà insegnarci?
    Mi piacerebbe molto “meravigliarmi” leggendo questo romanzo…

  11. Luminoso.Cosi mi è sembrato dall’anteprima questo libro.Mi piacerebbe molto leggere la storia della signora Tsuki perchè anche le vite apparentemente più semplici possono riservare sorprese

  12. Un’anteprima piena di dolcezza e delicatezza, parole che ispirano pace e serenità Mi piace l’espressione che la signora Tsuki avesse una vita dinamica anche se intrisa di routine. In fondo, è la realtà di molti di noi: non ci fermiamo un attimo durante il giorno ma, alla fine, facciamo le stesse cose di sempre. La signora Tsuki, però, riempie di serenità tutto ciò che fa. Un libro da leggere per lasciarsi conquistare dalla signora Tsuki e dal suo mondo.

  13. Già dalla copertina traspare questo senso di delicatezza e dolcezza, i ciliegi in fiore di già trasmettano pace e serenità, rendendo il tutto più travolgente attraverso questa bellissima storia, spero di poter approfondire di più questa lettura.

  14. Mi sono immaginata lì, seduta su una panchina ne “il quartiere dei ciliegi in fiore” a godermi la serenità e lo svolgersi della vita degli abitanti del quartiere e a sorridere all’avvicinarsi della signora Tsuki…mi sono letteralmente emozionata leggendo! Una storia molto bella, raccontata con minuzia, tutto descritto in modo così dolce e delicato che non vorresti mai finire di conoscere e scoprire. Mi farebbe molto piacere poter avere l’opportunità di leggerlo per interno… sarebbe un regalo prezioso per me…

  15. Bellissimo, dalla trama di evince la dolcezza e delicatezza della narrazione. Il titolo è davvero carino e porta subito in Giappone.

  16. Dire “ciliegi in fiore” è già dire “Giappone” ed il titolo mi ha portata già là.
    Poi l’anteprima mi ha rapita per la dolcezza che riesce a far trasparire nella sua narrazione.
    Mi è piaciuta la scorrevolezza e la pacatezza che offre la sua lettura.
    Insomma, sicuramente un libro che vuole essere letto e riletto!

  17. Quanta delicatezza e profondità, in queste poche righe! Amo, inoltre, i romanzi con persone un po’ avanti negli anni, perché stimolano interessanti riflessioni sul senso della vita.

  18. “perché ogni petalo che si stacca dal ramo è un pezzo di vita che trova il suo posto lungo la strada della felicità.” Desiderei, se possibile, avere una copia di questo libro, per completarne la lettura, e recensirlo.

  19. Il Giappone tradizione ed innovazione, un luogo e un popolo tutto da scoprire in particolare per noi dell’occidente. Leggere di chi ci vive, di usi comuni per alcuni così lontani da noi. COMPLIMENTI ALL’AUTRICE, OTTIMA SCELTA…

  20. L’anteprima mi ha colpito tantissimo e mi ha immerso nella vita di Tsuki e mi ha immedesimato in lei.
    Mi piacerebbe tanto avere la possibilità di leggerlo e di lasciare una recensione

  21. è da un po’ di tempo che sono affascinata dalla cultura e dalla tradizione del Giappone ed è uno dei motivi per cui mi piacerebbe leggere questo romanzo. La copertina è molto bella e l’anteprima, sin dalle prime righe, è coinvolgente. L’autrice si è cimentata in una storia che sembra essere semplice, ma con grandi e profondi significati che nascono dai valori della vita e che portano a riflettere e a trarne un insegnamento. Il suo intento è quello di creare un mondo dove potersi isolare per qualche momento e godersi la tranquillità di quei luoghi che vengono descritti così dettagliatamente che sembrano prendere vita, come se il lettore fosse parte integrante del racconto. Mi piacerebbe molto perdermi tra le righe di questo romanzo

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