domenica, 6 Dicembre 2020
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Il Romanzo della Pasta Italiana di Nunzio Russo

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Il Romanzo della Pasta Italiana di Nunzio Russo

Il Romanzo della Pasta Italiana di Nunzio Russo, un saggio ricco e ben documentato scritto dal discendente di due antiche famiglie di pastai siciliani

Il Romanzo della Pasta Italiana di Nunzio Russo, storia del prodotto alimentare italiano più conosciuto al mondo

L’autore con un grande atto d’amore verso la verità e la cultura sulla pasta, regina della dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’umanità, Unesco 2010, ha donato i più antichi documenti del Pastificio Russo all’Archivio Digitale Reggiane, tenuto dall’Università di Modena e Reggio Emilia, rendendolo fruibile a studenti e ricercatori. Le Officine Meccaniche Reggiane di Reggio Emilia erano i fornitori degli impianti con cui si produceva la materia prima della pasta siciliana e furono i costruttori di una macchina industriale, la pulitrice delle semole, che per anni ha contribuito a produrre pasta alimentare a Termini Imerese e in Sicilia. La semolatrice oggi è tornata a Reggio Emilia grazie all’impegno di Nunzio Russo e di Angelo Cascino ed è esposta all’ingresso del Tecnopolo Reggiano dell’Unimore. Ogni volta che sentite soffiare il maestrale sicuramente Nunzio Russo è in una scuola, in un convegno, in una fiera di libri, in mezzo alla gente a raccontare la sua storia, la storia della sua famiglia, la storia della Sicilia attiva, la storia della pasta che tanta libertà avrebbe potuto continuare a dare.

Leggi anteprima del libro Il Romanzo della Pasta Italiana di Nunzio Russo

LA PASTA NASCE IN SICILIA

La pasta è nata in Sicilia, e il suo luogo d’origine è una zona compresa tra Termini Imerese e Trabia, in provincia di Palermo. I ricercatori ci comunicano notizie di questo prodotto unico nella storia della scienza alimentare fin dal 1154. Questo avvenne cento anni prima della nascita di Marco Polo, per centinaia d’anni considerato l’esploratore che – scopertala in Cina – la fece poi conoscere in Occidente.

(…)

Non si può dire con precisione dove e quando è nata la pasta, perché appare sulle nostre tavole grazie alla buona volontà di quella prima massaia siciliana che ha messo insieme semola di grano duro e acqua a forza di braccia.

In più, la merce di quel ciclo era una sfoglia, poi tagliata nei vari formati. Siamo ancora lontani dalla nota forma estrusa. Bisognerà attendere circa due secoli, per avere notizie delle prime rudimentali macchine di produzione, chiamate Arbitrio.

La controversia sulle origini termina nel 2005, con la prima presentazione del romanzo La Voce del Maestrale di Nunzio Russo (I ed. Robin Edizioni 2005, Roma – II e III ed. Edizioni Esordienti Ebook 2012, Moncalieri – IV ed. Edizioni Esordienti Ebook 2014, Moncalieri), opera di letteratura sul mondo della pasta alimentare. Nell’occasione, i due sindaci presenti all’evento hanno convenuto che questa abbia origine in una zona compresa tra i due contigui centri. In questo aiutati dall’autore, che poi è figlio e nipote e pronipote di pastai da entrambi i rami della famiglia: la “Russo” di Termini Imerese e la “Messineo” di Trabia.

La Yttriyya (arabo), che poi i latini chiamarono Itria, di cui ci giungono notizie, era una merce rustica e nutriente. Questa era prodotta in quantità limitate dalle famiglie, che poi ne facevano commercio. Era fatta a mano con pazienza, e poi lasciata ad asciugare al sole d’estate. Nei mesi invernali, l’essiccazione avveniva in luoghi chiusi, accostando o allontanando il prodotto ai bracieri usati per riscaldare le persone. Questo sistema consentiva di regolare la percentuale di umidità nel prodotto finito e ne determinava la conservazione. La materia prima era ottenuta dalla macinazione del grano duro o triticum durum, cui era aggiunta acqua per ottenere l’impasto. Il resoconto di Idrisi narra di una pasta tirata a fili sottili, i primi spaghetti, nella verità dei fatti.

La pasta, fin da subito, è definita anche con il termine “maccheroni”. L’espressione sembra provenga dalla lingua siciliana. Infatti, “maccarruni” o “maccari” indica l’azione di schiacciare, con evidente riferimento alla faticosa azione dell’impasto. La semola di grano duro ottenuta dalla macinazione, essendo composta di minuscoli granelli di tipo cristallino, ha difficoltà a imbibirsi di acqua. Questo richiede una lavorazione forte e incisiva, al contrario di quanto accade con le farine di grano tenero.
Altre sono le vicende delle paste con diversa lavorazione, prodotte con sfarinati differenti dalla semola di grano duro, e finanche prive del processo d’essiccazione e deteriorabili. Esempi sono le paste ripiene o a strati di carni e verdure, tipiche della maggior parte delle regioni settentrionali, dove il clima non consentiva la lavorazione del grano duro, e le popolazioni avevano necessità di maggiori proteine per vivere e riscaldarsi. Citiamo soltanto le lagane di epoca romana o le rabule del parmense, mentre lasciamo agli studiosi dell’enogastronomia e delle ricette questi pur interessanti racconti.

Il Romanzo della Pasta Italiana
di Nunzio Russo
Copertina flessibile: 84 pagine
Editore: EEE-Edizioni Esordienti E-book (1 marzo 2015)

18 Commenti

  1. La storia della pasta italiana: non si finisce mai di imparare. Mi piace, sono curiosa. Molto, molto interessante.

  2. Un testo insolito, ma estremamente interessante. Essendo curiosa per natura, mi sono tuffata nell’anteprima per scoprire cosa ci fosse da narrare sulla “pasta” e con sorpresa mi sono resa conta di non saperne proprio un bel niente sul nostro piatto nazionale!!!!

    • Grazie, Elena. Il Romanzo della Pasta Italiana è un saggio legato all’etnostoria. Nella ricerca mi sono affidato a diverse fonti, spaziando da quelle canoniche in forma scritta alle tradizioni orali. Dunque non è stato uno studio del passato fine a se stesso, ma un’analisi del presente basata sulla retrospezione e le manifestazioni della cultura popolare.

  3. Cosa c’è di più buono di un piatto di pasta,di una fumante lasagna da condividere con gli amici in una sera di pioggia? Adoro la pasta anche fatta in casa da me ,il profumo degli ingredienti miscelati sapientemente ci riportano ai nostri ricordi.Ci voleva un libro così perché la pasta fa parte della nostra cultura del nostro essere italiani.Grazie all’autore per darci l’opportunità di conoscere meglio questo alimento che ha sfamato intere generazioni e ci hafatto conoscere in tutto il mondo e complimenti le auguro veramente molta fortuna Mariliana

    • Buonasera, Mariliana. Qualche tempo fa sono stato invitato a Taormina per raccontare come nascevano e si affermavano le aziende famigliari italiane che nell’ottocento hanno dato il via al Made in Italy più famoso: quello della pasta, la regina della Dieta Mediterranea. Tali aziende, alcune davvero importanti, in prevalenza avevano sede nel mezzogiorno d’Italia e in particolare in Sicilia. Il pubblico di quell’occasione era costituito dagli studenti della University Of Minnesota in viaggio di studio nel nostro paese. Negli Stati Uniti c’è molta attenzione riguardo il cosiddetto family bussines, tanto da farne materia di studio, perché considerato in grado di competere con le grosse compagnie multinazionali in alcuni settori produttivi o del commercio. Da quell’incontro con i ragazzi d’oltreoceano nasce il progetto di Il Romanzo della Pasta Italiana.

  4. Davvero molto interessante perché permette di conoscere meglio la pasta, di farsi una vera e propria cultura sul tema. Un modo per valorizzare un bene che usiamo tutti i giorni.
    Complimenti all’autore.

    • Grazie, Valentina. La pasta è un ritaglio oltremodo essenziale della memoria e della civiltà italiana, non solo di quella gastronomica e più popolare. Da qui l’elogio a tutti quelli che con il proprio lavoro hanno lasciato un messaggio alle nuove generazioni e oggi hanno giusto riposo.

      • Prego. Credo che non tutti ne comprendano fino in fondo l’importanza, la grande tradizione che c’è dietro e, come dice Lei, anche quante persone ne sono protagoniste ancora oggi.

  5. La pasta è praticamente ogni giorno sulla mia tavola e mi sono sempre chiesta chi fosse stato il primo ad introdurla. Sicuramente un italiano, vista la nostra tradizione al riguardo! Già queste prime righe sono molto interessanti e mi hanno fatto immergere in un mondo di bontà. Sarà sicuramente un libro piacevole e interessante.

    • Buonasera, Maria. la pasta è nata dalla buona volontà di quella prima massaia che ha messo insieme farina e acqua a forza di braccia, per poi stendere l’impasto ottenuto ad asciugare al sole. E’ avvenuto circa novecento anni addietro, nel territorio tra Termini Imerese e l’attuale Trabia a circa 30 chilometri da Palermo.

  6. Da buona italiana, un piatto di pasta sul mio tavolo, non manca mai .Questo libro, deve essere davvero piacevole.

  7. Sono un’amante della pasta la amo la adoro in qualsiasi formato con qualsiasi condimento sarei curiosissima di leggere questo romanzo gustoso

    • Grazie, Cristina. Gustoso è il termine giusto. I vari formati di pasta sononati anche in funzione del condimento. Taluni primi piatti, poi, bisogna lasciarli a riposo, per favorire l’assorbimento dell’intingolo.

  8. Il Romanzo della Pasta Italiana, un opera sicuramente di interesse culturale, scoprire le origini di uno dei più famosi prodotti tipici che fanno subito pensare all’Italia.
    Un arte che molti ci invidiano, sarei curiosa di poter leggere l’intero libro, per conoscere di più di questo straordinario prodotto.

    • Buonasera, Romina. Grazie. Come spesso avviene quando uno scrittore di romanzi sviluppa un’inchiesta incontra uomini che lasciano il segno e realizzano fatti. Terminata la scrittura di Il Romanzo della Pasta Italiana, ho ringraziato, citando tutti. Ma, in verità, doveva essere un elenco molto più corposo. Lungo questo mio viaggio ho incrociato le anime e i sentimenti e le opere di tanta gente laboriosa cui va il mio grato pensiero, attraverso quasi novecento anni di storia, e fin dai primi documenti rinvenuti riguardo questa produzione in Sicilia.

      • Grazie per aver risposto al mio commento, sicuramente dietro alla stesura di questo romanzo c’è stato un gran lavoro di ricerca, anche riportando su carta le tradizioni orali, raccogliendo le testimonianze di persone che hanno dato vita a questo straordinario prodotto.
        Cordiali saluti.

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