Il commento di Nicla Morletti

Il senso della vita di Alfredo LuciferoIn questa nuova opera poetica Alfredo Lucifero dona il meglio di sé con il suo profondo lirismo, eco di un’anima assorta che mai si placa, ma sempre cerca nelle cose e nella memoria il vero senso della vita. Cos’è la felicità se non l’attimo fuggente che racchiude in sé l’eternità? E il tempo fluisce immortale come le onde del mare nell’oceano della vita che è a tratti immobilità e silenzio, a tratti movimento ed emozione, scintillio di eventi come riflessi di tinte sull’acqua.
“Le rose sono fiorite quest’inverno. Tornerà la giovinezza?” si chiede il poeta, per poi scrivere: “Lunga è la strada della notte e lunga è la paura di essere nel vuoto sommerso di anni che non ci sono più, di amici e di amori che non ci sono più.”
Un libro si può rileggere, ma non si può vivere due volte la stessa esistenza.
Nei versi di Alfredo Lucifero emergono ricordi incancellabili e traspare dalle parole un senso di amore realmente vissuto in uno stato d’animo commosso e partecipato. In questa sua raccolta di poesie l’autore ci rivela l’immediata espressione di un animo che sente profondamente la vita, riscoprendone gli affanni e i dolori, mentre l’animo si tinge di pacata nostalgia.
Il poeta pensa, riflette, cerca ancora e tra le pieghe del tempo scopre il vero senso della vita che è passaggio, amore, dolore e malinconia.

IL SENSO DELLA VITA
di Alfredo Lucifero

Gruppo Albatros Il Filo
(collana Nuove Voci)
2011, p. 71
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Presentazione di Romano Battaglia

In questa nuova opera poetica, Alfredo Lucifero affronta un tema antico come il mondo, misterioso come l’esistenza di Dio. Nei versi si cerca una risposta al senso della vita e si interroga sulla caducità delle cose. Lo fece anche Sant’Agostino che in una notte di luna, mentre passeggiava sulla riva del mare, diceva fra sé e sé: «Dove sei Dio? Forse sopra le stelle del cielo o nella profondità del mare? Oppure nel vento che spira sopra la pianura?». Domande senza risposte come accade a coloro che hanno l’anima pervasa dalla paura, dalla solitudine e dall’ignoto e cercano un po’ di consolazione.
«Ci sentiamo soli anche in mezzo agli altri che spesso – scrive l’autore – non comprendono la nostra sofferenza. Siamo incapaci di amare e nello stesso tempo abbiamo un disperato bisogno di affetto». Infatti si dimentica spesso che in gioco c’è un essere umano che grida aiuto per ritrovare la fede in se stesso, nelle proprie capacità, nei propri ideali.

dalla Prefazione di Lia Bronzi

“La forza della raccolta di Alfredo Lucifero fa emergere un tratto abscons del poeta, proprio per quel suo continuo alludere e deludersi, accennare e ritirarsi in alternanze atte a mascherare un pudore che, talvolta, si fa angoscia, poiché sta sotto alla mutevole fenomenologia del reale, quale segno di ogni frontiera elusa, di una storia infranta e simbolo di un epilogo che pur sa dare un’anima a tutte le cose”..

1 commento

  1. Un volume intriso di pathos sembra essere questo di Alfredo Lucifero dal titolo “Il senso della vita. Dall’anteprima credo che l’autore abbia curato tutto nei minimi dettagli e mi piacerebbe scoprire se davvero così fosse e sarei curiosa di capire la sua prospettiva della vita.

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