lunedì, 6 Dicembre 2021
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Il sentiero delle lucciole di Jane Rose Caruso

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Il sentiero delle lucciole di Jane Rose Caruso

Il sentiero delle lucciole di Jane Rose Caruso, scrittrice, blogger e cofondatrice delle Collane Editoriali Segreti in giallo & Belle Époque

Il sentiero delle lucciole di Jane Rose Caruso, uno struggente viaggio nel passato

In seguito alla morte del padre, Melanie Sophie Spencer, affermata psicologa, è costretta a trasferirsi da Parigi nella fattoria dove è cresciuta, a Conerville.
Non è facile, per Melanie, ritrovarsi faccia a faccia con i ricordi più dolci, intimi e dolorosi della sua infanzia: la vita in campagna, i sapori e gli odori di casa, ma anche la morte di sua madre e il bullismo subito da adolescente.
Dal passato di Melanie non tornano, però, solo i tramonti infuocati, l’odore del fieno appena tagliato e i malinconici ricordi familiari, ma anche Jonny, il suo migliore amico da bambina, la ragione per cui Melanie è riuscita a sopportare tutto.
Per la ragazza inizia uno struggente viaggio nel passato, partendo da Conerville… dove i sentieri sono illuminati dalle lucciole e dalla speranza.

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Il lieve venticello di primavera fece svolazzare le bianche tende di lino, che si gonfiarono, maestose, come le vele di una nave.
Il silenzio regnava nella stanza. Melanie Sofie Spencer sonnecchiava nel grande letto a doppia piazza in legno massiccio di faggio.
Si rigirò fra le lenzuola inamidate e un leggero profumo di sapone di Marsiglia le solleticò il naso.
Non aveva chiuso occhio tutta la notte.
Una luce tenue filtrava dal vetro già di prima mattina.
Un sole pallido faceva capolino attraverso le nubi, che come riccioli di panna si addensavano creando un cielo macchiato.
Un raggio di sole si liberò dall’oscurità e filtrò attraverso la stanza, illuminando in parte lo specchio.
Un riflesso si sprigionò come un prisma formando un arcobaleno di colori sul tetto.
Nessun rumore si sentiva ancora e placido il giorno stava iniziando a svegliarsi, così come la casa.
Melanie si rigirò dal lato opposto per coprirsi gli occhi con il lenzuolo.
Nulla, non riusciva più a prendere sonno. Si scoprì, smaniosa, e batté le palpebre, era confusa.
Si stropicciò gli occhi per mettere a fuoco la stanza: non ricordava di essere lì, la sua mente era ancora nella piccola mansarda a Montmatre.
Odori diversi si mescolarono, i colori si offuscarono nella sua mente come in un sogno.
Sbuffò e provò a muoversi, ma era come se il suo corpo si rifiutasse.
Dal piano di sotto, le giunse un leggero aroma di caffè e pane tostato.
Riuscì finalmente a liberarsi dai bianchi tentacoli delle lenzuola, si stiracchiò e poggiò i piedi sul parquet caldo.
Le si disegnò un lieve sorriso sul volto.
Aveva i capelli scarmigliati e gli occhi gonfi di stanchezza.
Era arrivata la sera prima frastornata e stanca da Parigi, con una valigia azzurra fra le mani.
Era tornata al suo passato, a Conerville, nella stanza della sua infanzia.
Tutto sapeva di felicità.
Da piccola, aveva vissuto serena fra mucche e maiali, adorava la vita nella fattoria, le piaceva l’odore del fieno appena tagliato e dell’erba bagnata dopo la piog-gia, adorava i tramonti dopo le tempeste.
Era stata una bambina felice, insieme a suo fratello Malcom.
Si divertivano un mondo a inventare nuovi giochi, il loro era un mondo fatto di deliziosi segreti: potevano essere pirati, ambasciatori o avventurieri.
Il destino era stato clemente con loro, avevano avuto dei genitori splendidi e un luogo dove perdersi, e tutto era stato perfetto, fino a quando non era andata alle su-periori.
L’adolescenza era stata tutt’altro che semplice, la sua vita era diventata un inferno.
I suoi compagni di scuola la prendevano in giro per il lavoro di suo padre.
Melanie ne era stata ferita, giorno dopo giorno, come un’incisione fatta sempre nello stesso punto.
Abitare in una fattoria non era il massimo del lusso.
I genitori di Melanie stavano bene ed erano felici, lo era anche lei, ma non erano ben visti dal Comitato Scolastico che si riuniva per decidere le sorti della High Shool di Conerville e, in parte, della città.
Melanie, d’altro canto, non partecipava ad alcun corso extra scolastico, se non quello di disegno.
Era stato doloroso convivere con le prese in giro e le cattiverie dell’intera città, aveva pianto e sofferto e non riusciva a comprendere come la gente potesse essere così cattiva nei suoi confronti.
Sua madre non se ne curava, camminava a testa alta con il sorriso sulle labbra. E diceva di ignorarli, di continuare ad andare avanti, senza badare a loro.
Melanie, però, era solo un’adolescente.
Voleva solo essere accettata, non ce la faceva a non soffrire, si sentiva sprofondare sempre più giù e voleva lasciar andare via tutto e fuggire lontano.
La sua adolescenza era stata distrutta.
Sulla pelle aveva ancora l’odore di quei lontani e dolorosi ricordi.
Ogni cellula del suo corpo, da quel momento, aveva ripudiato Conerville.
A complicare le cose era arrivata la malattia della madre, un male atroce e senza speranze, che aveva aggiunto altra frustrazione e spezzato definitivamente l’incanto.
Melanie si era rinchiusa nel suo mondo.
Suo fratello, a sua volta, si era allontanato da lei.
La ragazza non aveva avuto più un compagno di giochi, di sorrisi e sfoghi.
Il suo rifugio erano diventati i libri.
Era brava in tutte le materie, nonostante le discriminazioni e le accuse che le rivolgevano.
Si era tuffata nelle parole, le uniche che riuscivano a farla evadere da quel mondo malato.
Aveva evitato accuratamente le persone, fino a quando un ragazzino della sua stessa età non si era trasferito di fianco alla sua fattoria.
Jonny era il suo nome, era arrivato dalla grande città in quella piccola provincia.
Era cicciotello e coi capelli ricci, le sue guance sembravano due mele.
Aveva conosciuto Mel sul pullman al ritorno da scuola e da allora non l’aveva più abbandonata.
Parlava e parlava, era la cosa che preferiva più fare e Melanie restava per ore ad ascoltarlo, seduta su un muretto.
I suoi compagni di classe lo avevano da subito preso di mira, per il fisico un po’ troppo in carne.
Esclusi entrambi, come dei reietti, avevano consolidato la loro amicizia ancor di più.
La tragica malattia della mamma di Mel, però, aveva incrinato qualcosa e la ragazza non era riuscita più a sopportare nessuno.
La sua morte, poi, aveva concluso il lavoro, e Mel era diventata ingestibile.
Era riuscita però a terminare gli studi.
Una delle sue professoresse, la signorina Teresa Lavigne, insegnante di italiano, l’unica che l’aveva presa a cuore e aveva compreso i suoi problemi, le aveva fatto ricevere una borsa di studio.
Era stata quella l’occasione per fuggire via da Conerville.
Gli studi di Psicologia all’Università l’avevano portata a Parigi, dove si era trasferita e sentita lontana e protetta.
Nanà, la sua tata di quando era piccola, era francese e, spesso, da bambina, le raccontava della capitale francese e delle sue strade che odoravano di baguette e desideri.
Melanie sognava quel mondo a occhi aperti, fin da bambina.
Così, aveva deciso da tempo che sarebbe stata la sua meta un giorno, il luogo dove la sua vita si sarebbe concretizzata.
Ed era accaduto proprio così.
Aveva concluso gli studi con il massimo dei voti e da quel momento la sua carriera era decollata.
L’unica nota dolente però era il suo cuore, continuava a essere arido e vuoto.
Le mancava qualcosa, qualcosa che aveva perso in quegli anni, la bellezza della vita e delle sensazioni che aveva messo in pausa in un tempo andato.
Ricordi sparsi e sensazioni erano andati annullandosi.
Si era dedicata al lavoro per non pensarci.
Aveva aperto un piccolo studio e ora era tra le dottoresse più affermate del suo settore: la psicologia.
Una donna che era arrivata a livelli altissimi e che era ancora in continua evoluzione.
Scavava, fino a trovare il nodo della matassa, il blocco che la persona aveva e lo scioglieva, lentamente.
Studiava continuamente nuovi testi, approfondendo la storia e le scoperte.
Era geniale e le piaceva osservare per poi scandagliare l’anima che aveva difronte.
Tutto le era crollato addosso una settimana prima, quando aveva ricevuto proprio da Nanà, la notizia che suo padre era morto.
Con lui, aveva avuto sempre un rapporto conflittuale.
L’uomo non aveva mai appoggiato la sua strada, né la sua lontananza.
Vivere così lontano era impensabile.
Suo padre era un buon uomo ma a volte si perdeva nelle sue idee, aveva sempre lavorato a stretto contatto con gli animali, era un veterinario e aveva fatto diventare la fattoria uno dei più grandi possedimenti in tutta Conerville.
Dalla morte della moglie però, era diventato duro e irascibile.
Malcom, il fratello di Melanie, si era preso cura di lui era rimasto lì a Conerville e aveva da subito aiutato il padre.
Era stato più forte, aveva sempre amato quel posto immerso nel verde e la bellezza della semplicità.
Era diventato veterinario a sua volta e aveva trasformato la fattoria in un bellissimo B&B country.
Aveva fatto fiorire l’azienda in un periodo di forte crisi, riportandola alla vita.
Melanie invece si era allontana il più possibile.
A malincuore, poi, era tornata a casa.
Si era ritrovata alla stazione di Conerville ancora una volta, con i suoi sogni divisi a metà.
Ora doveva riordinare le carte sparse della sua vita e doveva farlo in fretta, prima di ritornare alla sua carriera e alla vita arida senza amore che conduceva.

Il sentiero delle lucciole
di Jane Rose Caruso
Editore: ‎Independently published (14 novembre 2020)
Copertina flessibile: 107 pagine

Jane Rose Caruso

Jane Rose Caruso è lo pseudonimo di Rosa Caruso. Laureata in Giurisprudenza ex libraia, ha fondato La Fenice Book, blog letterario di cui è amministratrice.
Si occupa di social media ed è content creator e cofondatrice delle Collane Editoriali Segreti in giallo & Belle Époque di cui è anche direttrice editoriale.
Vive con il marito, il figlio e tre cani in una casa in campagna, sulla cima di una collina, immersa nel verde e dove le sembra sempre di stare in bilico fra cielo e terra. Ama la natura e il suo fiore preferito è la lavanda. Beve tante tazze di tè si diverte a scrivere fiabe insieme a suo figlio, immaginando di vivere su una nuvola di panna.
È autrice della serie di “Miss Garnette Catharine Book Cooking” composta da tre volumi principali, due racconti extra e un’agenda giornaliera. Ha pubblicato inoltre l’”Erbario delle emozioni”.
La serie di albi illustrati per bambini “Le fiabe della Foresta Incantata”, di cui sono usciti i primi tre volumi. Per la Literary Romance il racconto autoconclusivo “Un Natale alla Sherlock Holmes”.
Per la Segreti in giallo il primo racconto della serie Mrs Bigshop, “Profumo di Passato”. Ha partecipato con i suoi racconti a diverse antologie.

35 Commenti

  1. Talvolta un libro mi acchiappa già dall’immagine della copertina e questo è uno di quelli, poi leggendo l’anteprima sono stata trasportata nel mondo interiore di Melanie. Mi piacerebbe continuare la lettura di questo libro.

  2. Libro che tratta una delle tematiche più delicate che gli adolescenti si trovano ad affrontare e che cambia modalità diverse con il passare degli anni, ma che rimane sempre la stessa alla base: il sofferenza di quelli più deboli.

  3. Un libro che mi ha presa già dalle prime parole. Non è semplice vivere dove non sei accettato e deriso. Purtroppo la cattiveria e il bullismo sono una macchia nera nella nostra società. Spero che la nostra psicologa riuscirà ad accettare ed avere una rivalsa nella sua vita. Mi piacerebbe poterlo leggere e sono sicura che lo divorerò in poco tempo. Complimenti alla scrittrice

  4. Delicatezza e attenzione ai dettagli. Questa è la mia prima impressione su questo libro che già dalla copertina mi ha attirata a voler sapere di più. Bellissimo lo pseudonimo, Jane Rose, suona veramente bene.

  5. Bellissima storia, Melanie, la’, nella campagna, la sua casa natale, lasciata per una nuova vita a Parigi, in quella soffitta di Montmartre, dove si sentiva davvero felice. Fantastiche sfumature: il lettone antico, il profumo della colazione, i ricordi belli di una vita da adolescente passata con i genitori e il fratello, e un amico forse un po’ speciale. I ricordi brutti sulla gente che la facevano stare male. La morte dei genitori e il ritorno a casa, dove tutto sa di felicità. Un bel romanzo, veramente, dove tutto sa di meraviglioso.
    Complimenti Jane Rose Caruso, un romanzo che incanta per la sua dolcezza, dove tutto profuma di lavanda e di emozioni magiche. Sei bravissima nel raccontare. Tutti i miei complimenti e un abbraccione.

  6. Che meraviglia, solo aver letto questo spezzone mi ha fatta subito innamorare della storia della protagonista e anche della cover desidero leggere libri come questi con tutto il mio cuore è propio vero che la lettura aiuta tantissimo fa calmare ed è il rifugio più bello del mondo, da lettrice e blogger ti faccio i miei più sentiti complimenti a Jane la tua penna ha le ali d’oro scrivi benissimo e racconti storie che toccano il cuore di ogni lettrice e lettore la purezza in ogni singola parola, trasmetti indescrivibili emozioni, sensazioni doni sorrisi allegria armonia e pace dei sensi continua a scrivere perchè di storie come queste ne abbiamo bisogno ogni giorno.
    Il mondo letterario con i suoi scrittori e scrittrici e il migliore del mondo, felice di seguirti e seguire anche gli altri ci tengo a ringraziare anche Manualedimari :).

    • Cara Elisabetta, piango per le tue splendide parole. Ti ringrazio dal profondo del cuore, per me è un piacere imprimere nel cuore un momento di calma e tranquillità. Ne abbiamo proprio bisogno. Riuscire ad arrivare al tuo cuore per me è meraviglioso. Grazie, grazie infinite ❤️

  7. Jane rose è magia. Ogni suo libro ne è intriso e ogni sua storia ti fa sognare. Non so quale sia la. Sua ricetta segreta ma sono stra mega certa che ne abbia una! Non può essere altrimenti

  8. Adoro i libri dove dei personaggi non si racconta solo la storia ma si scava nella profondità del loro animo perché ci si immedesima di più con loro. Trovo infatti che siano dei libri propedeutici dove, al termine della lettura, il lettore riflette e impara qualcosa per la sua vita.

  9. Il titolo e la copertina hanno attirato la mia attenzione. La trama affascina molto, la lettura è scorrevole e per niente pesante. Il personaggio di Melanie mi intriga, sembra così forte e caparbia, ma allo stesso tempo delicata e insicura. Sarebbe molto bello continuare la lettura

  10. Il ritorno al passato è senza dubbio il viaggio che ognuno dovrà fare nella vita soprattutto per ritrovare le proprie radici .Un libro da leggere per assaporare un ritorno ai sogni della fanciullezza.Auguri all’autrice Mariliana

  11. Un viaggio di ricordi ripercorrendo il passato, ma anche, secondo il mio pensiero personale leggendo l’anteprima, un percorso che porterà Melanie a scoprire, a scavare dentro di sé, a sciogliere quel nodo da cui era oppressa da bambina e che, solo ritornando “indietro” nel tempo, nei ricordi, in quei luoghi, potrà liberarsene del tutto…”lavorando”, stavolta, su se stessa, così come fa con i suoi pazienti. Adesso tocca a lei scandagliare la sua anima per “rinascere” finalmente libera e più forte.
    İnutile dire che questa anteprima mi ha emozionato e Melanie mi è già entrata nel cuore. Complimenti all’autrice!

    • Cara Anna Maria, hai compreso perfettamente quello che volevo trasmettere con il mio personaggio. Molti miei personaggi sembrano semplici ma non lo sono affatto hanno una complessità d’animo davvero profonda e tu l’hai compreso. Grazie infinite.

  12. Un titolo ed una copertina che catturano subito la mia attenzione! Leggendo l’anteprima riesco ad intuire che il contenuto è proprio “di quelli che piacciono a me!”.
    Il viaggio nei ricordi è da sempre un tema tenero e struggente: sarei felice di poter continuare la lettura di questo libro!

  13. L’anteprima è molto struggente, un ritorno alle origini che è fonte di sofferenza per la protagonista, e da cui sono sicura che trarrà la forza per andare avanti. il personaggio di Melanie, infatti, mi piace perchè è molto introspettiva e desiderosa di conoscenza. Anche la copertina è bellissima e sono molto incuriosita dal titolo e mi piacerebbe scoprirne il significato

  14. Una storia che riporta indietro nel tempo,riafforisce ricordi…emana profumi…e chissà forse anche del mistero sicuramente fa leggere a perdifiato…

  15. Wow, cover del libro meravigliosa, titolo che mi ispira molto. Davvero bella, avvincente e coinvolgente l’anteprima di questo libro, che sembra presentare un piccolo gioiello da leggere tutto d’un fiato. Mi piacerebbe percorrere insieme a Melanie, i sentieri illuminati dalle lucciole e dalla speranza..

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