LA RECENSIONE DI NICLA MORLETTI

Incompiute sinfonie di Luigi Casolaro
Luigi Casolaro è eccellente poeta i cui versi nascono da profondi sentimenti.
“Incompiute sinfonie” è un libro di poesie inneggianti alla natura rivestita dalla potenza dell’amore e dei sublimi veli dell’anima che avvolgono dolcemente notti infinite e fedeli stelle innamorate di un cielo senza tempo.
Il mare canta in lontananza struggenti armonie, mentre il chiarore della luna sorprende pensieri d’amore e nostalgia in una notte di malinconia. E intanto corre veloce il vento della vita.
Poesie, queste, di Luigi Casolaro, che sgorgano dall’animo come vitalizzazione, come pensiero dell’unione spirito – materia, e quindi ecco che l’uomo perde i confini della sua caducità per configurarsi nell’immensità e nell’universalità delle creazione. Nell’universalità dell’amore.

INCOMPIUTE SINFONIE
di Luigi Casolaro

IBISKOS ULIVIERI – Collana Il quadrifoglio
2007, p. 50
Per ordinare il libro clicca qui


Prefazione di Cristiano Mazzanti
Perché, perché giorni miei / avete giocato alla giostra / con me?…" Il punto interrogativo, smerigliato dal salmastro livornese ed in seguito dal morso del mare labronico (wagneriano nella sua generosa impetuosità) si fa eco nel pentagramma della "incompiuta sinfonia" che si apre in "chiave" di lacrima. Uno dei pregi che accompagnano questi versi di distacco, di tensione, di dolore è il coinvolgimento del panorama fino dal ricordo della passeggiata lungo il marciapiede dei sogni: la scansione metrica, spesso distillata, spietata come il metronomo del tempo, cozza contro gli scogli dell’abbandono portando fino alla pagina gli spruzzi aspri di questo contrasto.
Lo scafo di questa navigazione ondulate fra le bonacce inferiori del ricordo dolce ed il naufragio cupo con ogni salvezza recisa dalle "Gelide ali" è l’anima rappresentata poeticamente nella sua elasticità e flessuosità di dolore fino a farsi culla dell’abbraccio del cuore ferito, lasciato come un gabbiano sulla spiaggia deserta.
Il leit motiv costante delle composizioni è quello del vento accompagnato dal mare con effetti particolari che possono andare dalla bufera dantesca (ma in questo caso rappresenta il turbamento interiore dello spirito) alle tele più dense di angoscia dei Macchiaioli con il ciclo grigio, carico di tempesta. Sono immagini di grande forza che in alcuni momenti sembrano plasticamente dare i muscoli alla lotta delle sensazioni ed il mare, in particolare quello livornese, è una forma di inquietudine permanente sotto la falsa impressione della distesa piatta oltre che essere un simbolo di partenza, di distacco, di emigrazione: per le sue liquide strade, per usare una espressione omerica, si parte lasciando la poppa, quindi le spalle, al molo. Di grande efficacia anche la rappresentazione "solare" della donna amata che deve rimanere nella sua purezza di idillio senza essere contaminata dalla erosione della clessidra.
Non mancano descrizioni di originalità poetica come ad esempio nel verso Pizzichi di luna / sparsi sui tuoi capelli: effetto di fosforescenza graziosa, quasi una aureola di puntinismo, che si accendono nell’immagine notturna come nell’alternar si dei versi.
Questa metrica breve e sincopata d’altra parte è un forte richiamo all’eterno bisogno d’amore e di felicità degli uomini come si trova scolpito in molte riflessioni del Leopardi.


Lontananza

Canta
il mare,
struggenti
armonie;
ed
il sapore
del suo vento,
invita
ad un
pianto
sommesso,
l’anima.
Cerco,
fra occhi
socchiusi
dal sole,
occhi
che accendono
il cuore;
fili
d’oro
ad
intrecciar
pensieri,
io cerco;
per tessere
insieme,
tele
d’amore.
Canta
il mare,
struggenti
armonie,
e,
nel vento
che copre
disperato
il mio grido,
annego
dolori,
per la tua
lontananza.

Continua a leggere e commentare nel Blog degli Autori…

Profilo di Luigi Casolaro nella Galleria degli Autori

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -