La recensione di Nicla Morletti

Intervista con il potere di Oriana FallaciUn libro intenso, profondo. Vero. Pagine che ci ricordano una Fallaci che non si è mai arresa, anche di fronte al dolore più acuto. Di fronte alla morte.
Nel prologo, bellissimo, scrive: “Era morto l’uomo che amavo e m’ero messa a scrivere un romanzo che desse senso alla tragedia. Per scriverlo m’ero esiliata in una stanza al primo piano della mia casa in Toscana ed era stato come infilarsi in un tunnel di cui non si intravedeva la fine, uno spiraglio di luce…”
Ed è emozione che lacera il cuore.

INTERVISTA CON IL POTERE
di Oriana Fallaci

Rizzoli – Collana Opere di Oriana Fallaci
2009, p. 606
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Nel 1974 Oriana Fallaci pubblica “Intervista con la storia”. È un libro che fa epoca, viene tradotto nel mondo, studiato nelle università, continuamente ristampato. Con quelle interviste Oriana ci consegna “una indimenticabile galleria di protagonisti internazionali del suo tempo: statisti di governo e di opposizione, leader democratici e dittatori, pacifisti umanitari e guerrieri, capi spirituali, ideologi, uomini d’azione…”. Così Federico Rampini, nella Prefazione alla riedizione nella nuova collana Bur delle “Opere della Fallaci”. Da anni i lettori attendevano le nuove interviste, e lei stessa aveva lavorato alle bozze, lasciando note e appunti, e un testo che partiva dai famosi incontri con Khomeini e Gheddafi per lanciarsi in una riflessione appassionata sul potere. Nessuno, come lei, era riuscito ad avere accesso a personaggi di quel calibro, quelli che potevano realmente decidere del destino dell’umanità. La vita privata della Fallaci e quella professionale si sono sempre intrecciate: la scomparsa di due persone profondamente amate la spinge a un totale isolamento, “i miei tre inverni nel tunnel” li definisce; ma poi, dopo la pubblicazione di “Un uomo” nel 1979, mette a segno per il “Corriere della Sera” i due straordinari reportage dall’Iran di Khomeini e dalla Libia di Gheddafi, che compongono la prima parte di questa Intervista con il Potere. Nella seconda parte, dal 1964 al 1982 sfilano davanti al lettore i nomi che hanno fatto la storia della seconda metà del Novecento.


Oriana FallaciOriana Fallaci nasce a Firenze il 26 giugno 1929. All’età di soli dieci anni il padre la coinvolge nella Resistenza, un’esperienza che le vale la medaglia d’onore dell’Esercito Italiano e che plasma il suo carattere di donna forte e combattiva.
Dopo la guerra, all’età di diciassette anni, ha inizio la sua attività di scrittrice con reportages per testate prestigiose come l'”Europeo”. In questo periodo escono anche i suoi primi libri: “I sette peccati di Hollywood” (1957), “Il sesso inutile, viaggio intorno alla donna” (1961),”Penelope alla guerra” (1962) e “Gli antipatici” (1963).
Memorabili sono le interviste di Oriana Fallaci ai grandi potenti – Henry Kissinger, Nguyen Van Giap, Golda Meir, Gheddafi, Deng Xiao Ping e Khomeini- raccolte nel volume “Intervista con la Storia” (1974): un esempio di grande giornalismo e di straordinaria capacità di tenere testa ai propri interlocutori. Tra tutte, l’intervista all’Ayatollah Khomeini si ricorda per il coraggio della donna che osò togliersi il chador davanti al leader iraniano apostrofandolo come “tiranno”.
La sua consacrazione a scrittrice di fama mondiale risale al 1975 con il romanzo “Lettera ad un bambino mai nato” scritto in seguito alla propria esperienza di perdita che desta grande scalpore ed è subito best seller. Nel 1979 la morte del compagno Alekos Panagulis ispira “Un uomo”, altro romanzo che vende milioni di copie e viene tradotto in trenta paesi. Grande successo di pubblico riscuote anche “Insciallah” (1990) che narra la storia delle truppe italiane schierate in Libano nel 1983.
Dopo undici anni di silenzio, la scrittrice torna a scrivere per la sua più grande battaglia: quella contro l’Islam radicale, seguita ai tragici attentati dell’11 settembre, che ha inizio con un intervento pubblicato sul Corriere della Sera poi rielaborato nel volume “La rabbia e l’orgoglio”, un pamphlet contro le dittature, il fanatismo religioso, la debolezza dei governi che spacca l’opinione pubblica. L’invettiva continua in “La forza della ragione” (2004) e viene ribadita in un articolo apparso sul “New Yorker” nel maggio 2006 intitolato “The Agitator”.
Affetta da un male incurabile, che definiva l'”Alieno” ed attribuiva alle esalazioni dei pozzi fatti esplodere da Saddam Hussein che aveva respirato in Kuwait, Oriana Fallaci muore il 15 settembre 2006 a Firenze nella casa di cura “Santa Chiara” all’età di settantasette anni.
(Fonte: Rai International)

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