sabato, 17 Aprile 2021
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Io sono una famiglia – il gabbiano di Liz Chester Brown

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Io sono una famiglia – il gabbiano di Liz Chester Brown è il romanzo di esordio di una scrittrice di grande talento.

Io sono una famiglia – il gabbiano di Liz Chester Brown, il dramma dell’amore negato

È questo il dramma dell’amore negato, mai sognato, mai provato per nessuno che si tramuta persino in odio inconsapevole, in una terribile guerra intestina combattuta tra le mura domestiche tra chi offende, la madre anaffettiva e insensibile, in preda a una incalzante follia, e chi si difende, la figlia, che ha come sola risorsa un padre affettuoso e colmo di attenzioni. Una storia in verità comune a tante famiglie, in cui lo squilibrio d’amore produce immensa sofferenza e segna indelebilmente la vita di figli e genitori.
Memorabili i personaggi del romanzo: Ada, la madre che non tollera la presenza delle sue stesse figlie e quasi se ne vorrebbe liberare con una corsa all’impazzata, proprio come aveva fatto da piccola con un’ape che si era impigliata pericolosamente nella sua folta chioma; Arianna, la figlia che, come nell’omonimo mito, è prigioniera nel labirinto dell’amore negato; Francesco, il padre affettuoso che tenta in ogni modo di proteggere le figlie dalla furia materna; Claudio, maestro e amico di Arianna che compare in alcune delle pagine più intense e pregevoli del libro.
“Io sono una famiglia – Il gabbiano” di Liz Chester Brown è un bellissimo romanzo di formazione. Descrive mirabilmente, con autenticità e rara efficacia, quel processo di maturazione e consapevolezza che permetterà ad Arianna, la protagonista, di sottrarsi infine al morboso giogo psicologico imposto prima dalla madre e poi da un marito altrettanto incapace di amare. L’incontro con Claudio, suo pigmalione, e le lunghe sedute di analisi aiuteranno Arianna a scoprire sé stessa e a sprigionare finalmente tutta la sua sensibilità per la cultura, il pensiero, la musica.
Un romanzo d’esordio scritto benissimo, coinvolgente ed emozionante che si apre e chiude con il volo di un gabbiano reale. Adesso, il gabbiano continua il suo volo e plana sulla vita. Il cielo è suo!
Robert, Manuale di Mari

Sullo sfondo di una Liguria arroccata tra cielo e mare, il libro racconta le vicende di Arianna, dall’infanzia all’età matura. Un dramma familiare moderno che, con la leggerezza di un battito d’ali, non volge mai in tragedia grazie all’incrollabile forza dell’amore. La protagonista, nata e cresciuta senza l’amore materno, riuscirà infatti a uscire dal suo labirinto tirando fuori tutta l’energia positiva e costruttiva trasmessale dal padre e tenuta soffocata dalla malattia della madre.
Un vibrante racconto che la stessa autrice accosta, per analogie di contenuto e di impalcatura narrativa, al Notturno op. 48 n. 1 di Fryderyk Chopin.

Anteprima de Io sono una famiglia – il gabbiano di Liz Chester Brown

Il mare

Arianna salutò il dottor Bellone sulla porta dello studio, scese i pochi gradini che portavano all’androne, sgusciò fuori dal portone e si avviò verso casa, come succedeva ormai da quattro anni, due volte alla settimana.
Si incamminò lungo il marciapiede della vecchia strada Aurelia e poco dopo si fermò. Appoggiò la borsa a terra e si affacciò al muretto che dava sul mare. Guardò l’immensa distesa blu, quel giorno calma e silenziosa. Sotto di lei il binario della ferrovia e quindi lo strapiombo della scogliera, grigia e bianca tipica di quella parte della Liguria. A sinistra il Parco di Villa dei Pini; alla sua destra un minuscolo giardino ben curato: piccolo lembo strappato a una terra dichiaratamente ostile all’uomo, dove il verde del monte e il blu del mare si incontrano continuamente in un gioco di colori e di trasparenze. L’acqua era cristallina: da lassù Arianna riusciva a contare i piccoli massi adagiati sul fondale; le sembrava quasi di poterli toccare con un dito, se avesse allungato il braccio, come fossero a portata di mano; avrebbe giurato di vedere un paio di ziguele fluttuare sinuosamente nelle macchie scure delle posidonie.
Qualche anno prima, dalla ferrovia, avevano gettato del pietrisco verde: sassi provenienti chissà da dove. La velleità di dare a quella piccola baia un tono da spiaggia vagamente esotica. Pochi inverni e i ciottoli erano stati portati via dal mare. Si erano confusi nel fondale con i loro compagni grigi ma riuscivano ancora a dare qualche sfumatura di verde smeraldo al colore del mare. Una tonalità particolare, diversa dal resto della tavolozza.
Arianna aveva appoggiato le mani sul muretto e teso le braccia, e si era sbilanciata un poco in avanti mentre il suo sguardo si perdeva nell’infinito dell’orizzonte. Avidamente assaporò con gli occhi il panorama, con immutato stupore, come fosse la prima volta. La seduceva e rapiva, si sentiva attratta come un pezzo di ferro verso la calamita.
Un gabbiano reale planò davanti a lei, leggero; virò dolcemente, puntò il muso verso il basso e scese in picchiata sul mare su una probabile preda.
Arianna posò lo sguardo su di lui e sorrise: “Papà”, mormorò a fior di labbra, come per chiamarlo.
Trasse un profondo respiro, restò con gli occhi incollata sulla bianca creatura del cielo, attese qualche attimo e quindi precipitò insieme a lei.
Qualche minuto prima, nello studio del suo psichiatra, si era paragonata a un pomodoro svuotato.

“Come si sente?”, le aveva chiesto il medico verso la fine della seduta.
“Come un pomodoro”, aveva risposto lei, un po’ sorniona. Ultimamente gli incontri con il dottor Bellone si erano fatti più leggeri e rilassati. Dopo anni di duro lavoro, di sedute psicoterapeutiche caratterizzate da pianti, da sfoghi disperati, recriminazioni e colpevolizzazioni, ora Arianna riusciva a tirare fuori persino il lato ironico del suo carattere e trovare qualche spunto divertente nel tentativo, seppur ancora timido, di sdrammatizzare le tragedie della sua vita.
Con quell’uomo c’era stata fin da subito molta intesa, supportata da una sincera stima che l’una nutriva per l’altro. Arianna non aveva avuto alcuna remora nei suoi confronti: si era completamente affidata alla sua professionalità e, per contro, lui l’aveva aiutata a scavarsi dentro e a fare uscire tutto quello che anni di sofferenza la avevano condotta lì, in quello studio.
Con voce pacata, non rinunciando alla sua tipica flemma, il dottor Bellone si espresse: “Interessante…”.
Corrugò la fronte e automaticamente le pupille degli occhi si spostarono in alto a sinistra, e assunse l’espressione tipica di chi sta meditando. Quindi aggiunse, con un tono più che misurato: “Si spieghi meglio”.
Arianna riconobbe, in questa richiesta e da come le venne formulata, una certa sorpresa, strano per uno come lui che sapeva sempre la risposta del paziente ancor prima che gli venisse rivelata.
D’altra parte, lei aveva tirato fuori apposta la similitudine con il pomodoro: volutamente aveva cercato qualcosa che potesse spiazzarlo, che lo cogliesse impreparato e, da come lo psichiatra si stava comportando, sembrava fosse riuscita nel suo intento.
Ridendo tra sé e sé, gli domandò beffarda: “Ha presente quando si cucinano i pomodori ripieni?”. Lo fissò negli occhi per carpirgli un segno, uno qualunque. Ma il medico ostentava uno sguardo impassibile.
La giovane donna continuò, ma già aveva intuito che lui aveva capito dove intendesse arrivare: “Per prima cosa si taglia al pomodoro una fetta che servirà da coperchio. Quindi con un cucchiaino si comincia a togliere la parte interna. Si scava piano piano facendo attenzione a lasciare un poco di polpa attaccata alle pareti per non bucarle”, scimmiottava lei da ‘maestrina’, come la definiva Bellone.
Mentre discorreva non distoglieva lo sguardo da lui, ma seguitava a osservarlo attentamente. A un certo punto gli occhi azzurri dell’uomo tradirono un inequivocabile divertimento: lo psichiatra stava al suo ‘gioco’ e si stava apprestando a controbattere.
“Bene”, fece il medico alla fine della ‘lezioncina’. “Ora bisogna riempirlo, questo pomodoro. Naturalmente non si butterà via tutta la polpa. Si potrà utilizzare quella buona: la più corposa e soda”. Sorrise soddisfatto: la sua paziente aveva cercato di metterlo in difficoltà ma lui non si era scoraggiato. “Ci vediamo martedì prossimo e vedremo quali ingredienti dovrà aggiungere”. Finalmente si concesse di ridere. Si alzò dalla sedia e la accompagnò alla porta. Arianna infilò la borsa sulla spalla, gli tese la mano, si guardarono con una complicità tutta loro e si salutarono.

Io sono una famiglia - il gabbiano di Liz Chester Brown

Io sono una famiglia – il gabbiano
di Francesca Sivori
Copertina flessibile: 240 pagine
Editore: Autopubblicato (1 gennaio 2019)

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Francesca Sivori
Francesca Sivorihttps://www.iosonounafamiglia.com

Classe 1960, Francesca Sivori è musicista.
Per molti anni si è dedicata all’organizzazione e alla direzione artistica di eventi legati alla musica classica, a Genova e a Milano. Oggi lavora per l’orchestra AllegroModerato di Milano (www.orchestraallegromoderato.it): è pianista conduttore nei laboratori di musica da camera e ha fondato un’orchestra AM in Madagascar, a Diego Suarez.
“Io sono una famiglia – il gabbiano” è il suo primo libro; lo ha auto pubblicato e lo sta distribuendo nelle librerie indipendenti di tutta Italia.
Ha in cantiere altri due libri, uno dei quali racconta la storia di uno dei personaggi de “Io sono una famiglia – il gabbiano”.
Premi Letterari
Menzione speciale: Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Alda Merini 2020
Finalista: Premio Letterario Nazionale Bukowski 2020
3° classificato: Premio Nazionale Giovanni Bovio di Trani 2020
Menzione di merito: Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana 2020
Finalista: Concorso letterario Mario Soldati 2020
Menzione di Merito: Primo Premio Internazionale Dostoevskij 2020

Link utili per acquistare o ordinare il libro:
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https://www.bookdealer.it/libro/9791220055055/io-sono-una-famiglia-il-gabbiano
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38 Commenti

  1. Ecco un libro che ho letto volentieri! Ben narrato, scorrevole ed insieme accattivante: in poche parole ciò che mi aspetto da un “buon” libro.
    Ho apprezzato il suo contenuto, che invita ad una profonda riflessione riguardo ai legami familiari, che osservati sotto le diverse sfaccettature, possono rivelare un amore genitoriale talvolta, e seppur inconsapevolmente, malato.
    Ecco dunque il “bagaglio” che più o meno tutti porteremo appresso nella crescita, il rapporto con i propri genitori, che plasmerà la nostra vita futura, e che sapremo o non sapremo, riconoscere ed accettare.
    Corretto il modo di Arianna di aiutarsi e soprattutto farsi aiutare: un messaggio di speranza e di crescita personale per chi, come lei, ha cercato e saputo individuare gli strumenti per uscire dal suo labirinto.

  2. Bella storia ,romanzo avvincente e coinvolgente. Copertina curata che risalta all’occhio e attira l’attenzione del lettore

  3. Una bella anteprima che lascia intendere si tratti di un bellissimo e avvincente romanzo. Temi trattati che invogliano alla lettura e all’approfondimento per conoscere meglio i protagonisti, e quell’amore dato e non dato che sarebbe bello e interessante scovare i vari perché e le varie sfumature che lo colorano.
    Anche la copertina è molto bella, da un grande senso di libertà..probabilmente quello che la protagonista trova alla fine.

  4. Il mio voto per 5 libri nei mari del web ,perché sono stata affascinata da questa copertina,amo i gabbiani e l ‘autore mi ha inviato una copia che ammiro ogni giorno,grazie

  5. Il mio voto per 5 Libri nei mari del web è per “Io sono una famiglia” di Liz Chester: una storia infelice che si trasforma in una crescita dove l’amore trionfa. Mariliana

  6. Dó il mio voto a “Io sono una famiglia” per 5 Libri nei mari del web. È storia intensa, che colpisce il lettore è che dá anche un forte messaggio di rinascita.

  7. Emblematica la copertina perché focalizzata sull’immagine di un gabbiano in volo sul mare. Nella quarta di copertina vi è un piccolo accenno alla trama che invoglia il lettore a saperne di più.
    Particolare e bella la dedica rivolta ad Arianna.
    Il prologo parte dalla fine e apre molti quesiti. Cosa è successo? Cosa farà Arianna e quale è la storia? Grazie al sapiente uso del flashback si torna indietro a trovare le risposte a queste e altre domande per poi tornare al presente.
    Nella prima parte del libro si assiste al susseguirsi degli eventi che hanno caratterizzato la difficile vita di Arianna partendo dalla giovinezza dei suoi genitori. Si comprende così la forte e triste storia della madre Ada, incapace in questo ruolo, che mai le ha voluto bene dal momento che era una figlia non voluta perché femmina. Un atteggiamento assurdo e allo stesso tempo inquietante di questa “persona” alla quale importa solo di se stessa e di fare la bella vita. Lode invece al padre Francesco che si prende cura dei suoi figli e sopporta i soprusi della moglie per amor della famiglia. Con quello che passa Arianna appare evidente che quanto appreso dai genitori dalla loro educazione, dai gesti e dalle parole influisce sulla psiche dei figli e ne condiziona anche la vita quotidiana.
    La seconda parte del libro presenta invece la rinascita di Arianna che riesce a prendere in mano le redini della sua vita e a riscattarsi.
    Tutte le difficoltà affrontate da Arianna e dal padre Francesco fanno riflettere su cose che uno capisce di avere di importante solo paragonandosi a loro. Da una vita-gabbia alla fine entrambi, anche se in maniera diversa, riacquistano la loro libertà come quel gabbiano che si libra in aria nella copertina.
    I ringraziamenti finali sono molto apprezzati ed è originale il report della storia in stile film dopo i titoli di coda. Lodevole che la metà dei proventi dell’autrice vadano alla cooperativa AllegroModerato di Diego Suarez di cui fa parte.

    Ringrazio Francesca Sivori perché questo libro mi ha lasciato qualcosa e quando un libro cattura così la mia attenzione insegnandomi qualcosa e facendomi riflettere per me è un ottimo libro. Ho avuto una vera lezione di vita comprendendo che anche di fronte alle più gravi difficoltà e ingiustizie occorre avere una grande forza d’animo come quella di Arianna e pensare a quanto di positivo abbiamo, come lei aveva l’affetto del padre e della zia, perché solo così tutti riusciremo a vivere al meglio come fa alla fine Arianna.

    Complimenti,
    Valentina

  8. Il mio voto per questo libro per l’iniziativa 5 Libri nei mari del web. E’ raro che la copertina di un libro mi colpisca così tanto, come quella di questo libro. L’immagine del gabbiano che vola maestoso al di sopra dell’azzurro scintillante del mare, mi ha subito riportato alla voglia di libertà di Arianna, la protagonista. Infatti, anche l’anteprima è molto coinvolgente e ti permette subito di assaporare la storia.

  9. Il mio voto per “I 5 Libri nei mari del web”, va a “Io sono una famiglia – il gabbiano”: un romanzo delicato e ben scritto che mi ha fatto letteralmente…….volare sulle ali del gabbiano!

  10. Una tematica molto forte e intensa è affrontata in questo libro. Già le prime righe travolgono il lettore in una situazione familiare non facile e man mano, andando avanti con la lettura, lo incuriosiscono sempre di più. Il gabbiano in copertina con le sue ali distese trasmette un senso di libertà e voglia di vivere. Spero di poter ricevere una copia del libro.

  11. Ho visto il video postato sul sito e la tranquillità della scrittrice mi ha dato una sensazione di pace, tranquillità assurda.. se leggere il suo libro mi metterebbe così di buon umore, allora, sarei curioso di leggerlo. Magari chissà che in quel libro c’e un collegamento che riporta alla mia vita. Sembra una grande scrittrice sarebbe un piacere conoscere la sua storia.

  12. Un’anteprima coinvolgente e appassionante, tematiche importanti affrontate, mi pare, con abbastanza leggerezza. Mi intraga molto il rapporto tra la protagonista e il dr. Bellone. Molto curiosa di leggere il resto, spero di ricevere presto la mia copia, grazie all’autrice.

  13. Ho ricevuto oggi – e con immenso piacere – il libro!
    Ansiosa di iniziarne la lettura, ringrazio di cuore l’autrice. Ovviamente non mancherò di condividere le mie impressioni!!!

  14. Mi piacerebbe molto poter leggere questo libro che affronta un tema così importante e da me così tanto sentito

  15. Bruttissima sensazione non sentir l’amore della mamma..il più bell’amore..il più sentito..il piu complice ..il piu desiderato…Arianna cresce..senza un’ala…senza la possibilità di volare verso un futuro con la leggerezza della sua splendida età..come finirà questa storia…spero che la vita le trovi un amore “sostituito” ..qualcosa che possa restituirle quanto non ha ..mai…ricevuto..me lo auguro davvero..

  16. L’ambiente che ci circonda influenza la nostra vita, il modo di reagire, pensare e sicuramente Arianna crescendo senza una figura materna ha sicuramente incontrato tante difficoltà. La storia sembra molto coinvolgente e da questo breve estratto viene anche presentata la figura di un medico, un professionista e che lascia trasparire l’importanza di affidarsi a qualcuno competente.

  17. Un libro con tematiche forti, raramente affrontate da altri, una trama che ti attira dalle prime righe e ti fa nascere quella curiosità di sapere cosa succederà tra Arianna e la sua famiglia. Mi piacerebbe molto leggerlo

  18. Un libro che ti catturare da subito, dalle destinatario dettagliate , senti il rumore del mare e il fruscio del vento. Una donna una vita da recuperare, la forza al femminile. Una famiglia con problemi attuali . Un ottima scrittura dell’autrice.

  19. Inizio molto coinvolgente…fa interessare subito alla storia di questa donna che si porta dentro probabilmente tutti gli errori dei genitori dettati dal troppo o poco amore . Sono curiosa di leggerlo.

  20. Devo dire che ho trovato l’inizio molto interessante, mi piace il modo in cui l’autrice ha saputo ricreare nelle nostre menti le stesse immagini che vede la protagonista. E’ molto coinvolgente.

  21. L’anteprima cattura subito l’attenzione del lettore che vuole saperne di più. Narrare di temi veri non è semplice ma credo che l’autrice ci riesca perfettamente. Un libro per riflettere e per imparare.

  22. L’anteprima risulta molto bella ed il tema estremamente toccante, tanto da desiderare di poter approfondire la lettura!

  23. In poche parole molto molto interessante mi piacciono le letture sulla vita reale perché questo libro racconta purtroppo una realtà che esiste in tante famiglie

  24. Amo il marece i gabbiani..passo ore sulle scogliere ad osservarli e a fotografarli,li amo immensamente, quindi a prescindere da questa splendida storia,con tutto il cuore desidererei avere questa copia autografata tutta per me…sognando assieme al gabbiano un sorprendente finale..

  25. Di solito non mi faccio catturare dalla copertina dei libri, ma in questo caso credo che sia il migliore invito a entrare nella storia narrata dal libro. Il mare dal colore blu intenso ammira la grazia con cui il gabbiano vola libero e alto nel cielo. L’immensità del mare e la liberta del gabbiano: anche l’amore può essere immenso in modo tale da completare l’individuo o da annullarlo, quando diventa ossessione. L’anteprima ci dà un assaggio significativo della storia e invoglia a continuare la lettura. Per conoscere Arianna e i suoi sentimenti e il percorso che la porterà alla libertà. Anche lo stile mi piace, molto coinvolgente!

  26. Trovare in un romanzo il proprio nome, e alcuni aspetti in un personaggio di un libro fa davvero strano, e si crea subito un legame per scoprire fino in fondo ciò che potrei cogliere anche nella propria vita. Davvero interessante, certo è una trama davvero intensa su alcuni aspetti familiari. Ma leggendo le prime righe si nota una grande forza ed intelligenza, complimenti davvero all’autrice, sarei onorata di poter continuare tutto il racconto.

  27. Interessante la trama e coinvolgente l’anteprima! Mi incuriosisce il percorso personale di questa donna. Sarà per deformazione professionale, ma sono attratta dall’evoluzione dell’animo umano alle prese con le vicissitudini della sua storia.
    Spero di poter leggere questo libro integralmente!

  28. Quante famiglie hanno, purtroppo, vissuto queste situazioni. I figli sovente subiscono le conseguenze di conflitti di coppia dei propri genitori. A chi non è mai capitato di schierarsi di più verso uno solo de genitori. Qui Arianna ha dovuto andare in terapia a causa di una mancanza di amore di una madre problematica. Altri sono andati lo stesso in terapia per aver ricevuto troppo amore e protezione, il mestiere del genitore non è facile. Mi complimento con l’autrice perché gia dalle prime righe ti coinvolge e la descrizione del muretto, della scogliera e del gabbiano ti fanno vivere scenari amorevoli.

  29. Bellissimo questo mare luccicante che fa da cornice alla libertà del gabbiano. Non è facile crescere in una famiglia dove i figli percepiscono le incomprensioni dei genitori, molto bella la trama, fluida la scrittura già dalle prime righe ci si sente coinvolte nelle vicende di questa famiglia. Complimenti all’autrice e tantissimi auguri. Mariliana

  30. Sulle note del Notturno op. 48 n. 1 di Fryderyk Chopin ho letto la trama e l’anteprima del libro e ne sono rimasta incantata. Inevitabilmente ora sono desiderosa di leggere la storia della ritrovata libertà di Arianna, il pensiero della figura mitologica, accompagnata dal ricordo della lettura del romanzo di formazione di J. Livingstone…trovo che l’autrice abbia una scrittura molto coinvolgente e fluida tale da riuscire a far planare il lettore sulle vicende di questa famiglia.

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