martedì, Maggio 26, 2020
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Kalòs agathòs di Stefano Zangheri

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Kalòs agathòs di Stefano Zangheri

Kalòs in greco antico significa bello riferito a persone e cose, kalòs è legato alla bellezza, al bene, alla virtù e alla dignità. Agathòs vuol dire buono, eccellente, ma anche valoroso e giusto. In queste due parole è racchiuso il significato e il messaggio di questa singolare raccolta di poesie di Stefano Zangheri, che non a caso apre il florilegio con la stupenda composizione “giocava giocava”, che riassume in sostanza il senso fondamentale di tutta la raccolta di liriche. Un valzer viennese melodioso di parole e significati che proseguono armonici e dolci nei versi successivi, portatori di echi nostalgici e ritmi suadenti, nel loro eros sensuale: una battuta lunga seguita da due brevi per finire nella levità, proprie del ritmo di base del valzer.
L’autore introduce così la sua visione del mondo a ritmo di musica ed i suoi versi sono melodiose note che danzano al suono della vita. Danzano così la bellezza e il bene, sostano un attimo per poi riprendere il via la virtù e l’eccellenza, tenendosi per mano nella giostra dell’esistenza il cui perno è l’amore. Una poesia che ha il grande merito di essere armoniosa, musicale, al tempo stessa concreta e agile, spigliata e pur tanto, meditativa e quasi fiabesca, da rasentare l’autentica apparizione di personaggi e cose, di eventi e situazioni. La vita in chiave poetica. Un verso che si legge con la mente rivolta al passato con sottili echi di malinconia e con le labbra che assaporano la dolcezza di un tempo, mentre il cuore gioisce con un velo di nostalgia che si mescolano a attuali, fantastici incontri nella simmetria dei giochi esaltati dai sensi. Ed oltre il fiume vecchie visioni muovono strali di frecce… Si accende la passione. Tutto questo è poesia. Nicla Morletti

Anteprima del libro

giocava giocava

giocava giocava
con pioggia
con sole
con piccole bambole
ai piedi
di un letto disfatto
giocava giocava
con voce
in falsetto
coi grandi occhi
fissati alla luce
di una finestra
giocava giocava
battendo
le mani
scuoteva i capelli
dondolando
la testa dorata
giocava e aspettava
facendo
le stelle di carta
appuntate
ridendo sul petto
colorando
una luna d’argento
per fare la luce
giocava giocava
soffiando
le bolle di un eco
danzanti
tra stoffe
di mille colori
giocava giocava
nel cerchio più tondo
che c’era
dall’alba
alla sera
nella stanza del nulla
la mia primavera

***

stella polare

orientamento inutile
nei capoversi vissuti
indulgenze
per attimi riavuti
sereni epiloghi
di distanze tornate
candide illusioni
di amori asciutti
ieri scordavo
di aver vissuto oggi
lamenti di suoni
non trasmessi nell’etere
il doppio mimo
ha cancellato in fretta
pensieri scomparsi
lasciando aloni
su fogli di quaderno
errore
scritto per cento volte

***

esistere e non

vivere
momentaneamente
uragano
tramontana
vespa noiosa
su spirali d’orecchio
uretere gonfio
da incrostazioni salate
organi
perfettamente a posto
muovono voglie
di cambiamenti
assetto equivoco
di pelle arida
creazioni disperse
idratate
da occasioni di sulfumigi
volubili uscite solitarie

***

ingenua voglia

se questa ingenua voglia
è abbandono
passaggio
di giorni ostili
età che sogna
di comprendere
stimoli di progetti
forza di immagini
senso penetrato
a correggere
canali di suffissi
soddisfazioni adulte
intenzioni vissute
se questa ingenua voglia
non ha propri spazi
ha un tempo
sicuramente un tempo

***
Kalòs agathòs
di Stefano Zangheri
2013, pag. 148
Cleup

STEFANO ZANGHERI

Stefano Zangheri è nato in Toscana a San Giovanni Valdarno, vicino a Firenze. Ha compiuto studi universitari di Giurisprudenza e esercitato attività professionale. Poco più che ventenne ha pubblicato le sue prime raccolte di poesie Ricordi giovani e PiGreco (Mondo Letterario 1966 e 1968), dopo le quali ha volutamente interrotto ogni condivisione dei suoi scritti ripresa solo recentemente. È stato premiato in numerose manifestazioni nazionali ed internazionali di grande rilievo tra cui Vittorio Alfieri, Marguerite Yurcenar, Antonio Fogazzaro, Mario Luzi, Il Golfo, Castrovillari Pollino; le sue poesie e racconti sono pubblicati in importanti antologie e riviste letterarie. È stato inserito tra i più rappresentativi poeti contemporanei nella antologia L’evoluzione delle forme poetiche, la migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (Kairòs edizioni, 2012), curata come testo scolastico dai poeti e critici Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo. Tra le ultime pubblicazioni le raccolte di poesie Petali di Luce (Calabria Editore, 2010) e Dissolvenze (Edimond Editrice, 2011). Per quest’ultima gli sono stati conferiti, tra gli altri, il Premio della Critica (Circolo della Stampa di Milano, 2012) e il Premio Speciale Franz Kafka Italia (Palazzo Coronini Cronberg, Gorizia, 2012).

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7 Commenti

  1. Appena ho letto il titolo di questo libro, ho pensato agli anni del liceo quando studiavo greco antico che preferivo di gran lunga al latino. Questo libro pare riportarmi alla Grecia antica con le poesie di Saffo e di altri illustri poeti greci. Mi incuriosisce certamente!

  2. Questi versi scivolano su pensieri profumati, su nuvole rosa, su un fiume d’argento
    in corsa verso il mare , queste sono le emozioni che ho sentito, una danza di parole
    come musica d’infinito complimenti e grazie per queste emozioni.
    Mariliana

  3. Belle e buone ( da meditare) le liriche di Stefano Zangheri.
    Un titolo, finalmente, che corrisponde al contenuto.
    Non bisogna leggere le poesie, certo, come una cronaca di quotidiano, per gustarle. La poesia, e particolarmente quella di Stefano, richiede un animo aperto all’ assimilazione e alla riflessione. Due atteggiamenti che dovremmo riscoprire nel mondo attuale.
    Complimenti.

  4. Mi preme comunicare che alla professoressa Rita Mascialino, Presidente dell’Accademia Italiana Per Il Significato del Linguaggio, Presidente del Premio Letterario Franz Kafka Italia, Direttore della Rivista di Analisi del Testo Filosofico Letterario e Figurativo Università di Padova, è stato conferito dall’istituto Culturale della Calabria “Il Musagete” il PREMIO ALLA CULTURA. La professoressa Mascialino mi ha onorato con la sua bellissima postfazione alla mia raccolta di poesie kalòs agathòs.

    • Gentilissima Cristina,
      ho letto il suo commento e la ringrazio. Mi ha fatto molto piacere il suo interesse per la poesia e il suo apprezzamento. Se mi comunica dove posso farglielo recapitare provvederò personalmente a mandarle una copia.
      Colgo l’occasione per i più sinceri saluti.
      Stefano Zangheri

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