venerdì, 30 Settembre 2022
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La bambina che cambiava le favole di Cristiana Maricotti

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La bambina che cambiava le favole di Cristiana Maricotti

La bambina che cambiava le favole di Cristiana Maricotti è il primo romanzo della scrittrice anconetana.

La bambina che cambiava le favole di Cristiana Maricotti, una favola sulle favole e sul potere taumaturgico della fantasia

Favella è una bambina che vive eternamente sospesa, alla ricerca di giorni capaci di cambiare rotta alla sua vita, di ascoltare con attenzione i suoi più reconditi desideri.
E impara dai libri e dalla fantasia che bastano pochi semplici accorgimenti per vivere la propria favola, tendere al punto giusto la corda di quello che si brama veramente.
Nel profondo Favella desidera cambiare il corso degli eventi, scommettere sui sogni.
Il suo piano? Usare le favole classiche e colmare il vuoto tra queste e il suo bisogno di sentirsi viva, rivedere quelle storie fantastiche, con i loro pregi e i loro difetti, aprendo orizzonti inaspettati e lasciando scoprire nuove storie tutte da rileggere.
Cristiana Maricotti costruisce una favola sulle favole, ci racconta quel mondo restituendone con la sua protagonista qualcuno a cui affezionarsi, insegnandoci, tra inaspettati cambi di scena, che c’è sempre qualcosa di nuovo e imprevedibile nei luoghi e nei momenti che pensiamo di conoscere fino in fondo.
Alla ricerca della cura quando ci si sente disorientati, è la fantasia che viene in nostro soccorso.

Leggi anteprima

Dal primo capitolo di La bambina che cambiava le favole

C’era una volta una bambina (per la verità c’è ancora) che si chiamava Favella; credo che avesse circa 12 anni, anche se guardandola bene le avresti dato di meno, i capelli corti arruffatissimi, la faccetta buffa tutta rotonda, la figuretta aggraziata e minuta.
Se l’avessi incontrata mentre se ne andava a scuola con il grosso zaino sulle spallette minuscole ti sarebbe parso di vedere il dio Atlante in miniatura che sorreggeva a fatica la volta celeste.
Certo, Favella era piccoletta, ma era una tipa sveglia che aveva la passione per la lettura. Al pomeriggio, terminati i compiti, si buttava sul letto e si tuffava nei suoi libri fantastici. E leggeva, leggeva e leggeva. Ma che cosa leggeva? Storie, leggende, fiabe di tutti i tipi; e quello che le piaceva di più, quello che la faceva divertire un sacco, era il fantasticare sui personaggi delle storie.
Ora si vedeva principessa al centro della sala di un castello, ora strega malefica, ora folletto dei boschi di montagna.
Molto spesso capitava che la madre entrando nella sua stanza la richiamasse bruscamente alla realtà.
“Ma Favella, i compiti li hai fatti?”
“Ma sì, mamma, sì, ho fatto tutto prima” rispondeva serafica Favella.
“Ma prima quando?” insisteva ancora la mamma.
“E i quaderni, l’astuccio, il diario, dove sono?” E con gli occhi cercava di vederli da qualche parte della stanza.
“Ma sta tutto nello zaino, mamma, dove vuoi che stiano le cose della scuola!” rispondeva Favella tranquilla tranquilla.
La mamma rimaneva un po’ interdetta, poi scrollava rassegnata le spalle e se ne tornava mogia mogia in cucina. Favella però i compiti non li faceva sempre sempre. Capitava che qualche volta, dopo aver passato interi pomeriggi a leggere racconti telefonasse a qualche amica per farsi dare i compiti belli e fatti sullo schermo del cellulare.
A dir la verità, il padre se ne era accorto da un pezzo che certi giorni Favella faceva la furbetta. Così una volta era piombato come una furia nella sua cameretta e l’aveva aspramente rimproverata, anzi, aveva fatto di più: l’aveva quasi minacciata che se avesse continuato a fare così, lui di sicuro prima o poi le avrebbe buttato via tutte le scemenze che leggeva.
“Così impari!” aveva bofonchiato uscendo dalla camera e sbattendo la porta con violenza.
Favella s’era spaventata a morte, e rincorrendo il padre per tutta la casa gli aveva solennemente promesso che da quel giorno lei avrebbe sempre studiato, ma che lui, per carità, che non le buttasse via i suoi libri, che amava più di ogni altra cosa al mondo. Oddio, ad essere sinceri fino in fondo, Favella un pochettino s’era stufata delle fiabe che leggeva. Erano sempre quelle le storie che ormai conosceva a memoria. E un giorno concluse che leggerle non era tanto divertente come un tempo. Così, una sera d’inverno, mentre se ne stava a letto con il solito libro sulle ginocchia, fu presa da una specie di noia. Allora chiuse il libro e si mise a riflettere: si chiese che cosa sarebbe successo se lei avesse provato a cambiare alcune favole. Si domandò se non fosse stato meglio se Cappuccetto Rosso, invece di portare alla nonna malata il solito cestino che tutti conoscono, le avesse portato un bel piattone di carne arrosto. Tanto si sa che i vecchi, specialmente quando sono molto debilitati, devono prendere più proteine. Non era forse quello che un dottore aveva detto una volta alla televisione? La bambina se lo ricordava benissimo. Quindi, ragionò Favella, se Cappuccetto Rosso avesse portato alla cara nonnina il lupo bell’ammazzato e fatto al forno con patate e rosmarino, non sarebbe stata una bella idea? Favella cominciava a sentirsi abbastanza convinta delle sue riflessioni. Però, a pensarci bene, come avrebbe fatto Cappuccetto Rosso a uccidere il lupo che era tanto più grosso di lei? Ma certo! Bastava passare dal cacciatore prima di andare dalla nonna e convincerlo ad uccidere il lupo; poi, magari, l’avrebbe invitato a casa della nonna dove avrebbero fatto tutti un bel pranzetto con il lupo bell’arrostito. Così Favella si alzò di scatto dal letto, buttò via il libro che stava leggendo e a piedi nudi si diresse verso la sua scrivania; poi prese un quaderno, una penna blu di quelle cancellabili e iniziò a scrivere.

Cappuccetto Rosso

C’era una volta una bimba chiamata da tutti Cappuccetto Rosso, perché quando se ne andava in giro indossava sempre una bella mantellina rossa (anche se lei l’aveva chiesta rosa). Un giorno, la nonna di Cappuccetto Rosso si ammalò e la mamma disse alla bambina di andare da lei e di portarle qualcosa da mangiare. Cappuccetto Rosso rispose di non preoccuparsi che lei sarebbe subito corsa dalla vecchietta a patto però che la mamma non preparasse nessun cestino; ci avrebbe pensato lei a nutrire la sua nonna come si deve. La mamma le chiese spiegazioni, ma la bambina senza rispondere prese la mantellina e uscendo di casa andò di filato nella capanna del cacciatore che abitava lì vicino. Questi, rincasato da poco, si era appena seduto e si stava lavando i piedi puzzolenti.
“Chi è entrato a casa mia senza bussare?” tuonò la voce grossa dell’uomo.
“Sono io, Cappuccetto Rosso” strillò la bambina entrando nella casa e correndo verso il cacciatore che stupito la guardò.
“Perché sei qui?” chiese asciugandosi con cura i piedoni (era un rito che faceva ogni giorno).
“Perché mi è venuta un’idea” rispose Cappuccetto Rosso con gli occhi scintillanti per l’entusiasmo.
“Che razza di idea?” domandò ancora il cacciatore che si era alzato per buttare via l’acqua sporca.
“Cacciatore,” – squittì Cappuccetto Rosso – “ti va o non ti va di mangiare qualcosa di prelibato?”
“Certo che mi va” – rispose l’uomo incuriosito – “perché non dovrebbe andarmi?”
“Benissimo,” – rispose Cappuccetto Rosso – “adesso stammi bene a sentire: nonna si è ammalata e in questo momento è tanto, tanto debole; perché non andiamo nella foresta e mi ammazzi un bel lupo? Guarda che poi ce lo mangiamo, lo portiamo a casa di nonna e lo facciamo arrosto. Io un po’ so cucinare, tante volte ho aiutato la mamma. Allora, cacciatore, che te ne pare? Che ne dici?” chiese Cappuccetto Rosso al cacciatore tutta speranzosa. Questi non rispose subito tutto concentrato a mettersi i calzetti e le scarpe.
“D’accordo” disse dopo un po’ alzandosi dallo sgabello. “Quando lo devo ammazzare questo lupo?”
“Subito” rispose la bambina. “Subito subito”.

La bambina che cambiava le favole
di Cristiana Maricotti

Editore‏: ‎Link (10 maggio 2019)
Copertina flessibile: ‎72 pagine

Cristiana Maricotti
Cristiana Maricotti

Cristiana Maricotti nasce ad Ancona il 18 ottobre 1964, e subito dopo la maturità classica si sposa. Dal matrimonio nascono tre figli maschi, e così Cristiana fa la moglie e la madre per professione e la scrittrice per hobby. “La bambina che cambiava le favole”, un’opera nata da una scommessa con il figlio più piccolo che la sfidava a scrivere un libro di favole come quelli che lui legge, è la sua prima pubblicazione.

41 Commenti

  1. Molto bella la copertina e la trama è interessante, i bambini hanno da sempre una immagginazione infinita e sono curiosa di sapere come Favella modifica le sue fiabe preferite per renderle di nuovo interessanti…

  2. Trovo la copertina bellissima, il titolo mi ha incuriosito subito e la trama è davvero interessante. È sicuramente un libro molto interessante, da leggere assolutamente, che ti permette di sognare.

  3. Spesso, da bambina, ma ancora oggi, mi rifugiavo nei libri e nelle mie storie preferite quando qualcosa andava male, perché sognavo di vivere come quei personaggi nei quali trovavo tanto conforto, inoltre il fatto che la protagonista sia una bambina mi piace molto, spero di poter leggere al più presto questo libro.

  4. Una bellissima via di fuga dai finali che vorremmo diversi. Una possibilità di lasciare al lettore di rileggere una favola e immaginare di poterla cambiare, quando e come vuole. Una bellissima idea che lascia il passo alla speranza di poter sempre trovare nella strada della fantasia, un sentiero che ci piace di più. Perché nessuno potrà mai privarci della libertà di fantasticare e sognare di vivere una favola! Grazie all’autrice!

  5. Una copertina meravigliosa da cui già si percepiscono sogni e fantasia, da bambina cercavo spesso di cambiare le “favole” mi piacerebbe molto leggere i sogni di questa bimba e immedesimarsi in lei….spero ne sia rimasta ancora 1 copia…

  6. “Scommettere sui sogni” quando tutto di dice di non farlo ma tu vuoi comunque.
    Cambiare i finali e vivere e andare avanti aiutandoti con la fantasia.
    E niente sono già catturata. E necessito di sapere di più, anche perché sono letteralmente ossessionata dalla favole di ogni cultura

  7. La trama colpisce davvero tanto, è una grande sfida cambiare le favole classiche che tutti conosciamo e renderle tuttavia sempre intriganti e apprezzabili. La bambina inoltre ha un elevato potenziale all’interno della trama per potermi stupire all’interno della storia

  8. Bellissima l’anteprima, mi piacerebbe molto leggere anche le altre fiabe modificate, visto la scorrevolezza delle parole, molto semplice la scrittura e la lettura risulta veloce e di facile comprensione. Sarebbe una bella lettura coinvolgente. Bell’idea quella di stravolgere tutte le favore personalizzandole e perché no rendendole più interessanti e dal finale non scontato..

  9. La bambina che cambiava le favole è degna di una novella di Gianni Rodari.
    Bella l’idea, senz’altro aperta a mille possibilità di modifiche e variazioni sul tema.
    Certamente interessante

  10. Mi ricorda tantissimo una favola che mi leggeva mia mamma da piccola, ho solo diciotto anni ma non smetterò mai di ricordarla.
    Questo libro mi dà l’impressione di far rifiorire quella parte infantile di me che ho perso da un paio di anni e che non mi dispiacerebbe far rifiorire. Mi piacerebbe molto poterlo leggere!

  11. Bellissimo questo escamotage letterario della metastoria! Sembra un libro davvero coinvolgente fin dalle prime parole.
    Sono un’amante di miti, storie e leggende e il mio genere preferito è proprio il fantasy dove talvolta fantasia e realtà convivono.
    Questo libro mi ha incuriosita molto fin dall’anteprima anche perché è già intrigante la copertina che con il bianco e nero crea un gioco di luce/ombra.
    Mi piacerebbe molto poterlo leggere.

  12. Chi non ha letto una favola, io amavo leggerle anche a mia figlia, Favella, Cappuccetto rosso, tutte bambine di fantasia che andrebbero lette anche da grandi, magari si riesce a tirar fuori qualche buon consiglio di vita, chissà!? Molto carina l’idea, mi piacerebbe molto poter leggere questo rivisitazione!!

  13. Da mamma lettrice mi piace tornare indietro leggendo favole e storie ai miei bimbi. Facendo un tuffo nella mia infanzia, facendo riemergere i ricordi, i profumi, alcuni momenti..mi sembra che il tuo libro favola abbia la magia di farci tornare un po’ bambini, sognando ad occhi aperti e volando con la fantasia.

  14. Favella mi ricorda molto me da piccola anche se ho letto molti libri che parlano di Fabie e fantasia mi sono ritrovata nel personaggio di favella. Davvero bel libro spero di avere il libro per poterlo leggere

  15. Innanzitutto vorrei complimentarmi per la scelta della copertina, a mio parere un’immagine dolcissima, che già evoca qualcosa di fiabesco.
    Il tema delle favole mi è caro da sempre e l’incipit di questo libro mi ha fatto da subito desiderare di leggerlo.
    Anche a me piace inventare le favole ed ancora più divertente è “rielaborarle”: un gioco che ho sperimentato con i miei figli e che ancora oggi amo fare con i miei nipoti.
    Grande cosa la fantasia!

  16. Favella è un po’ tutte noi da bimbi (ed anche un po’ adesso, ogni tanto, mi sento una piccola Favella ogni volta che leggo un bel libro) quando, ad ogni fine favola, si sognava e fantasticava con la storia appena letta. In questa anticipazione del primo capitolo la “rivisitazione” della favola di Cappuccetto Rosso di Favella è molto bella e originale. Mi è piaciuta molto, l’ho letta cercando di immaginare l’entusiasmo di Cappuccetto Rosso sotto gli occhi (e i pensieri) di Favella… Questo è un libro da leggere con accanto i bimbi… Ed io mi immagino di farlo con i miei due splendidi nipotini.
    Complimenti all’autore e un in bocca al lupo per il successo di questo suo primo romanzo, con l’augurio che sia il primo di tanti, tantissimi, molti altri…

  17. Originale come il gioco di cambiare le carte in tavola per cercare quel qualcosa che manca e di cui si ha bisogno per vivere ogni giorno con fantasia.La storia di questa bimba mi ricorda i giorni dell’infanzia quando anch’io scappavo con il mio libro sottobraccio per l’isola che non c’è.Complimenti Mariliana

    • Grazie. Sono felice che il mio libro ti sia piaciuto. E’ un racconto che ho scritto di getto, senza riflettere troppo, ricordando emozioni e sensazioni dell’infanzia. Proprio come mi hai detto tu. A presto…con un nuovo libro.

  18. Favella mi ricorda molto mia figlia: sempre immersa in qualche libro a sognare personaggi e luoghi lontani. Mi ricorda anche me stessa da bambina sempre a sognare con i miei adorati libri in mano! Oltre che sognatrice, Favella è anche una bambina moderna che non si accontenta del solito finale, ma vuole addirittura riscriverlo a suo piacimento. Mi piacerebbe molto conoscere i nuovi finali delle favole immaginati da questa simpatica bambina. Trama molto originale, complimenti all’autrice.

    • Grazie. Sono felice che il mio libro ti sia piaciuto. Considerando che ho iniziato da poco a scrivere questi apprezzamenti mi incoraggiano di certo a continuare nella mia attività di scrittrice. Chissà che Favella non abbia un seguito !

  19. Ultimamente tutto intorno a noi cambia in modo molto veloce e visto che le favole è ormai tanto che non le leggiamo più questo libro è molto carino per evadere dalle nostre malinconie e tornare un pochino bambini.

    • Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il mio libro. Lo scopo del racconto è proprio quello che dici tu: tornare indietro per recuperare sensazioni della nostra infanzia, da trasmettere, perchè no, ai nostri figli.

  20. Ho sempre adorato leggere.
    Qualsiasi cosa,a dire la verità.
    E amo tutto ciò che riguarda le fiabe, i miti, i classici…
    Questo libro,per quanto io abbia letto, mi mette tenerezza e non riesco a non empatizzare con la piccola Favella.
    E parlando di questa bambina mi è impossibile non rivedermi, anche di poco, in lei.
    Mi piacerebbe leggere il libro e ne sarei grata!

    • Grazie dell’ apprezzamento. In fondo Favella è la “Pippi Calzelunghe” che è in tutte noi. E’ una figura eterna, che rappresenta l’infanzia, nel senso più stretto del termine, quella condizione che è tra la paura di crescere e il desiderio di buttarsi avanti verso il futuro…facendo di testa propria !

    • Grazie dell’ apprezzamento. E’ un racconto che ho scritto di getto, è proprio una figura che è sgorgata dalla mia parte più infantile, forse prima un pò rimossa. Per questo è una bambina molto empatica.

  21. A chi non piacerebbe cambiare il corso degli eventi? Di certo, non solo a Favella!
    Sembra un libro molto bello, che ti permette di sognare.
    Spero di poterlo leggere!

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