Taiye Selasi

Taiye Selasi è nata a Londra, da padre ghanese e madre nigeriana. La bellezza delle cose fragili è il suo romanzo d’esordio.

Kweku Sai è morto all’alba, davanti al mare della sua casa in Ghana. Quella casa l’aveva disegnata lui stesso su un tovagliolino di carta, tanti anni prima: un rapido schizzo, poco più che un appunto, come quando si annota un sogno prima che svanisca. Il suo sogno era avere accanto a sé, ognuno in una stanza, i quattro figli e la moglie Fola. Una casa che fosse contenuta in una casa più grande – il Ghana, da cui era fuggito giovanissimo – e che, a sua volta, contenesse una casa più piccola, la sua famiglia. Ma quella mattina Kweku è lontano dai suoi figli e da Fola. Perché il chirurgo più geniale di Boston, il ragazzo prodigio che da un villaggio africano era riuscito a scalare le più importanti università statunitensi, il padre premuroso e venerato, il marito fedele e innamorato, oggi muore lontano dalla sua famiglia? Lontano da Olu, il figlio maggiore, che ha seguito le orme del padre per vivere la vita che il genitore avrebbe dovuto vivere. Lontano dai gemelli, Taiwo e Kehinde, la cui miracolosa bellezza non riesce a nascondere le loro ferite. Lontano da Sadie, dalla sua inquietudine, dal suo sentimento di costante inadeguatezza. E lontano da Fola, la sua Fola. Ma le cose che sembrano più fragili, come i sogni, come certe famiglie, a volte sono quelle che si rivelano più resistenti, quelle che si scoprono più forti della Storia (delle sue guerre, delle sue ingiustizie) e del Tempo.

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La bellezza delle cose fragili di Taiye Selasi

La bellezza delle cose fragili
di Taiye Selasi
Einaudi

3 Commenti

  1. Una premessa emozionante, la descrizione di un sogno disegnato su un foglio di carta e la speranza di stare sempre insieme alla propria famiglia, alla cosa a cui teniamo più di ogni altra cosa. Un bellissimo titolo…

  2. La bellezza delle cose fragile è davvero un bel titolo, perché credo che le cose o le persone che apparentemente sembrano fragili, in realtà, nascondono un’anima molto forte.. proprio come il loro paese, il Ghana e i loro abitanti, apparentemente così fragili, ma credo che dentro sè nascondono un mondo interiore meraviglioso e lo dimostra il fatto che vanno via dal loro paese, si mettono in gioco, mettendo a repentaglio la salvaguardia della loro cultura e tradizioni.. e credo che mai come oggi questo è un tema attuale.. anzi credo che confrontarsi con queste nuove culture possa arricchirci sia umanamente che culturalmente..

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