La giovinezza. Youth di Paolo Sorrentino

Dal regista premio Oscar, la sceneggiatura del nuovo film che si legge come un romanzo

Fred e Mick, due amici alla soglia degli ottanta, trascorrono una vacanza in un hotel di lusso sulle Alpi. Fred è un direttore d’orchestra in pensione, Mick un regista ancora in attività. Sanno che il loro futuro si va esaurendo e decidono di affrontarlo insieme. Guardano con tenerezza alla vita confusa dei loro figli, a quanti sembrano poter disporre di un tempo che a loro non è dato.
E mentre Mick si affanna a concludere la sceneggiatura di quello che sarà il suo ultimo e più significativo film, Fred, che da anni ha rinunciato alla musica, non intende assolutamente tornare sui propri passi.
Ma c’è chi vuole ad ogni costo vederlo dirigere ancora una volta e ascoltare le sue composizioni.

“In mezzo ai fumi delle saune e dei bagni turchi, corpi nudi di tutte le età sembrano morti e abbandonati, in controluce, al caldo e al sudore.
Corpi tonici e lucidi, corpi abbondanti e rotondi, corpi vecchissimi e sfasciati. Così è fatta la fatica del benessere. Così, alcuni provano ad allungare il futuro o a inseguire goffamente il passato della giovinezza.”

Paolo Sorrentino (Napoli 1970) è uno dei più affermati registi italiani contemporanei. Con “La grande bellezza” ha vinto l’Oscar 2014 come Miglior Film Straniero e altri riconoscimenti internazionali. Il suo romanzo “Hanno tutti ragione” (Feltrinelli) è stato finalista al Premio Strega 2010 e ha venduto 120.000 copie.

La giovinezza. Youth
di Paolo Sorrentino
2015, 194 p., rilegato
Rizzoli
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