La Magia dell’Arte – Dalla parte del collezionista di Atanasio Cecchini

“Ogni giorno devo respirare arte, devo assumere una dose di cultura per elevare l’animo, devastato dalla misera quotidianità, ad un livello di accettabile sopportazione.” Questa è la frase con cui si apre questo libro, parole vere, forti, dense di profondo sapere e di conoscenza. Parole di ampio respiro che può pronunciare solo colui che è immerso nell’arte e fa di essa una ragione di vita, o meglio uno stile di vita, un modo di sentire, capire, cercare, vedere, intuire ciò che di bello può esserci al mondo, oltre il velo e la cortina del triste quotidiano vivere. Artista è colui che si dedica ad un’attività estetica, in quanto creatore, scopritore, collezionista e interprete di opere d’arte. Metastasio fu uno dei maggiori artisti del XVIII secolo. Un uomo d’avanguardia, un artista quotato dalla critica e dal mercato d’arte, ad esempio. La parola arte è una tra le più difficili da definirsi; infatti se sono dette arti la pittura, la poesia, la musica, la scultura, sono dette arti anche molte attività artigiane. Comunque sia si tratta dell’attività dell’uomo diretta a trasformare oggetti o parti dell’ambiente secondo i fini strumentali o espressivi di chi la esegue; definizione che implica un riferimento sia alle particolari abilità di chi opera, sia alle regole tradizionali che disciplinano tali attività.
Scrive Atanasio Cecchini: “Con questo libro è mia intenzione porre l’accento sugli aspetti commerciali, storici e interpretativi legati ai dipinti del Rinascimento al Romanticismo. Saper comprendere e valutare l’arte permette al collezionista di non subirla passivamente, ma di essere attore e interprete della stessa. Per identificare i messaggi culturali e sociali espressi nei quadri, non è sufficiente essere storici dell’arte, ma è indispensabile vestire i panni dell’attribuzionista, il quale attraverso l’iconografia e l’iconologia, rivela i valori e i principi contenuti nei dipinti, fondamento e base culturale della nostra civiltà occidentale. Non dobbiamo mai dimenticare che noi vediamo ciò che conosciamo: di conseguenza maggiore sarà la nostra conoscenza, maggiore sarà la nostra indipendenza intellettiva, unica qualità in grado di creare sviluppo economico e artistico.” Parole, queste dell’autore, sacrosante, frasi che colpiscono, di grande valore didattico e dense di vero senso artistico. Un grande insegnamento si sprigiona dalle pagine, una dopo l’altra, in un susseguirsi di dipinti, tavole a colori di inestimabile pregio e contenuti di immenso valore artistico – culturale. L’autore, attento e profondo conoscitore d’arte passa in rassegna i disegni di Raffaello, tele di Jacques Louis David, del Caravaggio, Giovanni Bellini, Vincent Van Gogh, Tiziano Vecelio, Francisco Goya, Eduard Manet, Giovanni Fattorini e numerosissimi altri famosi artisti. Un piacevole viaggio nel tempo tra pittori, commercianti e collezionisti d’arte. Ci parla della magia dei colori ad olio, dei simboli in pittura, di Umanesimo e Rinascimento. Di forma e stile. Stupende tra le pagine le tavole a colori, magia nella magia. Bellezza nella bellezza dell’arte. Un volume prezioso per tutti, uno strumento indispensabile di conoscenza per amanti di dipinti antichi, collezionisti, restauratori, studiosi e commercianti, perché non dobbiamo dimenticare mai che “maggiore sarà la nostra conoscenza, maggiore sarà la nostra indipendenza intellettiva, unica qualità in grado di creare sviluppo economico e artistico.” Nicla Morletti

Anteprima del libro

Premessa

Spesso accade che osservando un dipinto antico non riusciamo a comprenderne il significato.
In esso cogliamo figure, forme, a volte riusciamo a identificare i soggetti inseriti nella composizione, ma non comprendiamo il messaggio che l’autore intende esprimere.
“La Magia dell’Arte” nasce quale approfondimento e supporto alla conoscenza, interpretazione e valutazione dei dipinti dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento.
Il libro indica la metodologia per comprendere il significato dei quadri attraverso l’utilizzo della nostra cultura di base, integrata dallo studio e dalla conoscenza degli stili, dei simboli e delle allegorie utilizzate in ambito figurativo. Il volume termina con l’analisi del dipinto “La Lussuria Smascherata” di Agnolo Bronzino che per la sua varietà di significati si presta ad un esercizio e ad uno studio iconografico e iconologico particolarmente interessante. Normalmente i critici d’arte sono poco propensi ad insegnare ad altri il metodo per diventare un buon esperto d’arte; spesso si limitano a fornire l’attribuzione di un dipinto senza rivelare i loro “segreti”: “La Magia dell’Arte” aiuterà i potenziali acquirenti di dipinti ad aumentare le proprie conoscenze affinché possano fare una compera consapevole per un investimento sicuro e remunerativo. È utile tenere sempre ben presente che noi possiamo giudicare e aumentare le nostre competenze artistiche ci potrebbe porre nella privilegiata condizione di vedere con chiarezza quello che ad altri è ignoto.
Nel mondo dell’arte e in particolar modo in quello dei dipinti esistono centinaia di quadri di autori importanti che sono documentati come esistenti tramite libri, manoscritti, stampe, incisioni, fonti letterarie e giudizi critici, ma che al momento risultano dispersi. In considerazione di ciò risulta molto interessante acquisire conoscenze e competenze che ci consentano di individuare il valore artistico di un dipinto importante, ma al momento incognito. Scoprire l’autore di un quadro del quale non si sapeva nulla equivale a trovare un piccolo tesoro, poiché il valore del dipinto aumenta in maniera verticale senza mettere in conto anche la grande soddisfazione personale del ritrovamento.
Il vero collezionista deve procurarsi le armi della conoscenza e della competenza artistica per andare a caccia di piccoli e grandi capolavori, deve trarre soddisfazione nell’individuare prima e meglio di altri il valore di un dipinto per provare l’emozione della scoperta e la felicità di aver riportato alla luce un’opera d’arte. Trovare un dipinto importante dato per disperso non è una cosa molto rara; personalmente ho provato questa emozione. La scoperta avviene all’improvviso, ma non per caso: essa è frutto di una ricerca costante e meticolosa, poi, eccolo, il quadro importante è lì davanti a te! In quel momento l’adrenalina scorre a fiumi, l’oggetto delle tue assidue ricerche è lì, solo tu lo puoi vedere, la caccia si è conclusa con una preda ambita: che soddisfazione! Queste scoperte ripagano abbondantemente di anni e anni di studi e di ricerche. Recentemente ho riportato alla luce un quadro di Carlo Cignani dato per disperso “Il San Giovannino grande al naturale” unitamente ad un piccolo quadro di Giuseppe Ceccarini allocato in una chiesa di Misano Adriatico in provincia di Rimini.
A proposito del quadro di Ceccarini il ritrovamento è stato casuale: nel 2009 mi trovavo nella suddetta chiesa di Misano per assistere ad un concerto di pianoforte e violino, quando, alzando gli occhi, ho visto a circa tre metri di altezza sulla parete sinistra della navata principale un piccolo dipinto con una stupenda cornice dorata a raggiera, tipo ostensorio (foto 03). Colto da curiosità, alla fine del concerto, ho chiesto al custode della chiesa informazioni sul dipinto e in particolar modo se era possibile analizzarlo da vicino. Per visionarlo, usciti dalla chiesa, siamo saliti al primo piano della canonica, la quale ha in comune con la chiesa il muro ove è allocato il dipinto. Giunti al corridoio, tramite una nicchia costruita appositamente per accedere al dipinto, ho avuto la possibilità di estrarre il quadro.
Non nascondo che ero emozionato; con un fazzoletto di carta ho pulito il dipinto da ragnatele e polvere e con la curiosità di un bambino ho preso tra le mani quel gioiello. Mi sono immediatamente reso conto che si trattava di un piccolo quadro devozionale, la “Madre del Buon Consiglio”, olio su tela incollata su tavola con applicazioni di bronzo.
Il quadro sul retro è firmato “Francesco Longhi” pittore ravennate della fine del cinquecento, inizi del seicento. Dopo una rapida analisi ho dedotto che la tela non era del XVI secolo, ossia il periodo nel quale è vissuto Francesco Longhi, ma di un periodo molto più recente; quindi, scartata immediatamente l’attribuzione a Francesco Longhi, ho rivolto la mia attenzione alla scritta in latino stampata sul retro del dipinto.
“P.HermenegildusMoricionisUrbinas.Ordinis.S.Hieronijmi.Pifanae.Congregationis.Sumptin: Propriis.Fani.Pingend. Curavit.AJosepho.De Ceccarinis.A.D.MDCCXCII” (Padre Ermenegildo Moriconi Urbinate dell’ordine di San Gerolamo della congregazione di Pisa, curò a proprie spese affinché venisse dipinto a Fano da Giuseppe Ceccarini anno del Signore 1792). Il dipinto quindi è opera di Giuseppe Ceccarini, figlio del più famoso Sebastiano. Il pittore nato a Roma nel 1742 si stabilì a Fano in giovane età, dove sposò una ragazza del luogo, Angiola Rivelli, dalla quale ebbe otto figli. Il quadro, come indica chiaramente la scritta posizionata nel retro, è stato dipinto nel 1792 per precisa volontà di Padre Ermenegildo Moriconi dell’ordine di San Gerolamo.
La tela non è in buone condizioni, presenta delle pieghe in senso longitudinale (foto 06) e la pellicola pittorica in alcuni punti mostra evidenti segni di decadimento. Il dipinto per dolcezza compositiva ed eleganza del disegno appare di buona qualità nelle figure centrali e più approssimativo negli apparati periferici. Il tenero abbraccio tra la madre e il figlio è accentuato e reso perfettamente unitario dal manto della vergine che avvolge entrambi i soggetti. Le teste sono sormontate da corone di bronzo applicate sulla tela che unitamente alla scritta “Mater Boni Consilii” confermano la destinazione devozionale del dipinto.
Dal punto di vista pittorico l’opera è veramente modesta e scontata, non è certo un capolavoro, allora perché dedicargli tanta
attenzione? Il motivo è semplice: l’importanza di un’opera d’arte non è misurabile esclusivamente in termini di perfezione pittorica e compositiva, ma è necessario tenere in considerazione anche la valenza sociale e popolare del dipinto unitamente alla sua funzione di bene culturale fruibile dalla collettività. In generale occorre prestare particolare attenzione ai dipinti che sono testimonianza delle nostre tradizioni, della nostra cultura e della nostra civiltà; essi rappresentano un patrimonio culturale comune che è indispensabile tutelare e valorizzare. In questa veste il quadro del Ceccarini supera i puri e semplici valori estetici ed artistici per diventare un vero e proprio bene culturale, che deve rimanere a disposizione della collettività quale segno, memoria e ricordo delle idee, dei valori e delle tradizioni sociali e popolari.
Tuttavia quando si concretizzano siffatti ritrovamenti è opportuno considerare con attenzione il fatto che: se il dipinto, come nel caso del Cignani, non è di rilevante importanza culturale ed è alienato da un privato a titolo oneroso con fini di lucro, può essere tranquillamente oggetto di compravendita; se diversamente il dipinto è di pubblica fruizione sia civile che religiosa, come nel caso del quadro di Ceccarini, pur appartenendo a privato cittadino, l’opera deve mantenere il suo stato di pubblica fruizione ed è preciso dovere morale e legale di tutti adoperarsi affinché con le dovute cure e protezioni il dipinto conservi tale prerogativa.

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La Magia dell’Arte
Dalla parte del collezionista.
Come interpretare i dipinti antichi
di Atanasio Cecchini
2013, 162 p., ill.
Guaraldi

Atanasio Cecchini

Atanasio Cecchini, laureato in Scienze dei beni culturali all’Università di Urbino, imprenditore, storico, esperto e consulente d’arte, Atanasio Cecchini è autore del libro Piano Dream e ha scritto diversi saggi e articoli sull’arte. Ha partecipato come relatore a tavole rotonde e convegni tra i quali II mercato tra passato e futuro: valutazioni, stime e tutela assicurativa (Cremona 2004).

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5 Commenti

  1. Il titolo dice tutto “la magia dell’arte ” ed é così,l’arte descritta nei dipinti o espressa in altro modo nasconde un fascino incredibile e si può scorgere già da queste prime righe. La ringrazio per questo stralcio.

  2. Quando posso mi documento sulla presenza di mostre locali, mi documento se sono interessata ad un artista, amo i libri di sgarbi come critico d arte e seguo anche gli sviluppi delle nuove forme d arte sulla street art. Per me sarebbe un vero piacere poter ricevere questo libro.

  3. quando il tempo me lo permette vado a visistare chiese e mostre d’arte la zona in cui vivo e’ un museo a cielo aperto e mi fa piacere che si scriva d’arte anche in maniera leggera e talvolta ironica in modo che anche i non addetti ai lavori possano trarne beneficio

  4. Di arte non ne capisco nulla, però quando mi capita l’occasione vado a visitare musei, chiese antiche esposizioni di quadri. Per me “La lussuria smascherata” è un’orgia rappresentata in maniera molto pudica, angelica, non dà fastidio e non imbarazza, al contrario risplende di una luce pura, ma sempre orgia rimane. D’altronde come ho avuto modo di scrivere sono un’ignorante per questo sarei molto curiosa di leggere questo libro, per scoprire se anche una cima di rapa come me può comprendere davvero cosa sia l’arte, così quando rimetterò piede in un museo avrò modo di guardare le opere sotto un’ottica e per quanto riguarda “la lussuria smascherata” non vedrò più un orgia ma un dipinto che toglie il fiato per la sua bellezza, senza arrecare disturbo.

  5. ” La magia dell’ arte ” e’ un manuale finissimo e utilissimo non solo per i collezionisti – come suggerisce il sotto titolo – ma anche per i cultori della musa in generale. Atanasio Cecchini non risparmia consigli e aneddoti, gli uni e gli altri toccanti.
    Vorrei tanto leggerlo per intero. Fidando sul mecenatismo dell’ autore.

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