La miseria del Sindacato italiano di Corrado Leoni

Mi interrogo da anni ed ora mi son detto: perché non dare un contributo al dibattito che ormai da decenni si svolge attorno a due dettati della Costituzione: diritto di sciopero e personalità giuridica delle organizzazioni sindacali?

Il titolo di questo racconto, che si svolge a mo’ di dialogo tra nonno e nipote, può suonare all’orecchio del lettore con note diversificate e dissonanti secondo la sensibilità del lettore stesso.

Allo scopo di illudere o disilludere chi impiega il proprio prezioso tempo alla lettura, esprimo i motivi della scelta: è stato celebrato l’anno della misericordia perché il papa ha valutato che la miseria della Chiesa avesse bisogno di misericordia.

Il Segretario Generale della CGIL ha fatto affermato che il Sindacato è un’associazione di volontariato e si è rivolta al Governo chiedendo: “Cosa hanno fatto di male i lavoratori?”.

Frasi simili vengono pronunciate dai Dirigenti degli altri due grandi Sindacati UIL e CISL, senza parlare degli improperi e delle disinvolte manifestazioni dei Sindacati di base e delle altre aggregazione di rappresentanza dei lavoratori dipendenti.

Il dialogo tra nonno e nipote percorre l’evolversi degli ideali sindacali, passando attraverso la norma costituzionale, in particolare cogliendo stimoli dal pensiero di Giuseppe Di Vittorio, per giungere alla miseria, in cui si sono cacciati i sindacati odierni, se ciò che riescono a produrre e a promuovere sono scioperi di categoria, proteste, assistenzialismo, mentre il diritto di sciopero,  di cui parla la Costituzione, è un diritto personale ossia un diritto che va esercitato per tutelare interessi collettivi e non individuali; non avvilito a semplice diritto di manifestazione.

Sulla scia di pensieri e di scelte del sindacalista  Giuseppe Di Vittorio, fondatore del Sindacato, propone  un sindacalismo volto all’esclusivo “obiettivo del bene comune, in particolare alla liberazione dal bisogno e dalla disoccupazione, ricercata in spirito di concordia ed operosità … Altro che  scioperi selvaggi e programmati per rendere più dura la vita dei cittadini!”.

Un buon cittadino dovrebbe prenderne atto e discuterne, affinché la miseria di idee, di iniziative  di progetti, che caratterizza l’attuale momento storico, si trasformi in ricchezza, per partecipare con senso di responsabilità alla costruzione di  un mondo migliore.

Corrado Leoni

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La miseria del Sindacato italiano
di Corrado Leoni
2015, 136 p.
Kimerik

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Corrado Leoni

Corrado Leoni nasce a Dro (TN) il 25 settembre 1942. Frequenta il Liceo classico e si diploma a Trento. Lavora in Germania presso la VDO-Siemens, dove viene eletto nel Consiglio di fabbrica. In Italia negli anni Settanta lavora presso l’ENAIP nella formazione professionale a Trento e diventa Direttore ENAIP a Francoforte sul Meno per la formazione professionale degli emigrati italiani. Si laurea in Economia politica presso la Facoltà di Economia e Commercio di Trento con la tesi Sviluppo economico della Repubblica Federale Tedesca 1950-1978. Entra di ruolo con concorso ordinario nelle Scuole Superiori della provincia di Genova per l’insegnamento di Economia aziendale, che svolge negli Istituti Tecnici Commerciali di Genova, di Chiavari, di Rapallo.
Dal 2002 vive a Casola in Lunigiana MS, comune di nascita della moglie Reana.
Promuove e diventa Presidente dal 2003 al 2010 della pro loco di Casola in Lunigiana MS; è curatore del libro Le Pievi Romaniche in Lunigiana, scritto da Franco Rampone e stampato dalla pro loco 2005.
Collabora con Emanuele Leoni e Florian Tudor nella stesura del volume Introduzione alla grammatica italiana in sette passi e mezzo corso pratico in lingua italiana e rumena rivolto ai Rumeni che desiderano imparare i fondamenti della lingua italiana., Editura Craiova 2008.
Ha scritto i romanzi Nane (2010), Migrare (2011), Il prete e il diavolo (2012/13), editi dalla Maremmi editore. Con Europa Edizioni nel 2014 ha pubblicato Il cavaliere senza cavallo.
Collabora con il settimanale Il Corriere Apuano.
Ha pubblicato con la Casa Editrice Kimerik nel 2015 il romanzo Donna Luigia. Profuga e partigiana e a gennaio 2016 La miseria del Sindacato Italiano – Dialogo tra nonno e nipote.

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5 Commenti

  1. Mi piace molto il taglio a mò di dialogo dato a questo libro, l’autore avrebbe potuto raccontare la storia del sindacato così com’era diventando un semplice trattato sul sindacato italiano. Invece scegliendo questo stile, il dialogo, favorisce la lettura e nello stesso tempo spinge il giovane a saperne di più sul sindacato e la sua origine e l’anziano a raccontare ciò che ha vissuto e che ormai sta perdendo il valore originario. Mi farebbe piacere poterne continuare la lettura…

    • Farò in modo di farle avere una copia in omaggio; è scaricabile anche in formato ebook. Saluti prof Corrado Leoni

      • Ho finito di leggere il romanzo e come mi aspettavo la struttura data al romanzo sotto forma di dialogo ne ha favorito la lettura. Molte delle domande che si è posto il nipote sono domande che spesso mi pongo e attraverso la lettura sono riuscita a darne una risposta. L’ho trovato molto interessante, non conoscevo l’intera storia della nascita del sindacato italiano e la lettura mi ha aperto un mondo ed ha stimolato la mia curiosità. Questi sono fatti che secondo me andrebbero fatti studiare a scuola, i ragazzi dovrebbero conoscere come sono stati ottenuti molti diritti che oggi diamo per scontato e che i nostri padri hanno lottato per ottenerli.
        Complimenti all’autore per l’ottima scrittura e grazie per avermi dato la possibilità di leggerlo!

  2. Quanto mai è necessario curare l’educazione al “bene comune”….soprattutto fra i giovani, sempre più digiuni se non addirittura sfiduciati davanti all’impegno civico e politico…
    La cura parte dalla conoscenza della storia e questo libro credo regali un interessante spaccato da cui partire….mi piacerebbe poterlo leggere…

    • Appena la Redazione mi darà il suo indirizzo postale vedrò di farle avere il libro. Saluti prof Corrado Leoni.

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